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lavoro pubblicato sabato 9 gennaio 2010
ultima lettura lunedì 16 settembre 2019

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NELLE NOTTI DI LUNA PIENA

di akire. Letto 751 volte. Dallo scaffale Fantasia

"Si, oggi ci è arrivata una sua lettera e anche la cartolina. Ora si trovano a Vienna per il gran galà annuale, poi lei e la compa...

"Si, oggi ci è arrivata una sua lettera e anche la cartolina. Ora si trovano a Vienna per il gran galà annuale, poi lei e la compagnia si sposteranno in Italia, credo..".

Erano ore che sua madre e quella vecchia signora ciarlavano senza tregua, e ora l'argomento della conversazione si era spostato sulla famosa zia.

La zia Francine, sorella minore di sua madre e l'ultimo membro della loro piccola congrega; la strega che amava giocare col fuoco e con l'amore, e che Norrie chiamava zietta. In passato non la poteva vedere, ma con il tempo le si era affezionata più di chiunque altro, e di solito prendeva le sue parti qualsiasi cosa facesse. Aveva studiato il violino al Conservatorio e ora viaggiava e suonava per le orecchie di tutta Europa; Norrie era felice per lei, ma ciò non toglieva quanto le mancasse. Soprattutto ora che si trovava in quella cavolo di situazione, con i sogni e tutto.

Già, i sogni. E il disegno che aveva chiuso in un cassetto della scrivania da quando l'aveva realizzato, appena il giorno prima. L'aveva lasciato lì e non ne aveva ancora fatto parola con qualcuno.

Si rendeva conto che non aveva disegnato un essere umano qualsiasi, e neanche uno stregone, per sua fortuna. Era piuttosto un..come si chiamavano? Pogrom? Vampiri? Si insomma quei demoni immortali che andavano in giro solo di notte e che bevevano sangue umano, che schifo. La gente poteva anche non crederci ma le streghe, e quindi anche Norrie, sapevano della loro esistenza: li vedevano da lontano e evitavano qualsiasi contatto con loro, esclusi alcuni scontri in passato per motivi oscuri.

Norrie davvero non sapeva che fare. Alzò gli occhi e vide che sua madre e la comare avevano abbassato il tono della voce, e ogni tanto le lanciavano un'occhiata di sottecchi. Capì che stavano parlando di lei, così si alzò e finse di dover fare qualcosa in laboratorio. Ma anche con un muro a separarle colse alcuni stralci della conversazione.

"Insomma sua figlia non dorme molto bene..".

"No, infatti. Per ora si cura con un po' delle tisane che preparo io ma avanti così e dovremo andare da un medico".

"Signora Witterzmann, se posso..".

"Margaret, le ho detto più volte di chiamarmi Rachele".

"Si, Rachele. Se posso darle un consiglio, non carichi troppo quella ragazza. L'insonnia è normale alla sua età: faccia passare un po' di tempo, e vedrà che la cosa si risolverà da sé".

"Spero abbia ragione. Piuttosto..".

Norrie smise di stare a sentire. E' normale alla sua età.. E fare sogni ricorrenti con i mostri, anche questo è normale? Rimuginò tra sé intanto che riprendeva in mano un lavoro lasciato in sospeso il giorno prima.

Aveva corso per un giorno intero senza fermarsi un attimo, e finalmente era arrivato: Delarville, il suo nuovo rifugio. Con somma soddisfazione era riuscito a depistarli, ora doveva solo trovare un posto per ripararsi dalla luce del sole.

Si aggirò per le strade deserte scivolando da un'ombra all'altra cercando un rifugio: se non trovava nulla in paese allora avrebbe dovuto fare alla vecchia maniera, scavarsi una fossa nel bosco. Ma questo l'avrebbe esposto, anche con la distanza che aveva messo tra lui e loro.

Camminava sulla via principale quando vide quel negozio. Era una specie di erboristeria, o almeno così sembrava, e aveva l'aria di aver aperto da poco. Sicuramente doveva avere un retrobottega, se non una cantina sottostante, e spinto non sapeva neanche lui da cosa decise di rifugiarsi lì. Forzò senza far rumore la porta sul retro ed entrò. Si guardò intorno curioso, era capitato in una specie di cucina piena di fiori ed erbe, con al centro un tavolo e delle sedie. Passeggiò per il locale notando che sul piano erano sparsi fogli, matite, tutti strumenti per disegnare e dipingere. Si chinò per osservare meglio dei disegni lasciati lì quando qualcuno nell'altra stanza accese la luce.

Norrie lavorò con sua madre fino all'ora di chiusura, poi tornarono a casa insieme, come sempre. Dopo cena salì nella sua stanza, dicendo di aver sonno. Era una bugia e lo sapevano entrambe: il pensiero di chiudere gli occhi e sprofondare nel suo incubo familiare era più che sufficiente per farla rimanere sveglia.

A fronte di ciò decise di dedicarsi agli abbozzi per le etichette di una nuova gamma di balsami a cui Rachele si stava dedicando da qualche giorno. Frugò nella scrivania cercando quei fogli ma stranamente non trovò nulla.

Che stupida che sono, pensò a un tratto. Devo averli lasciati in negozio.

Pensò a cosa fare e alla fine decise di teletrasportarsi lì: certo, aveva deciso da tempo di evitare, almeno nelle piccole cose di ricorrere sempre alla magia, ma quella sera era disposta a fare un'eccezione.

Si mise al centro della stanza, pensò intensamente al posto dove voleva andare e voilà, un battito di ciglia ed era già lì. Un gioco da ragazzi, o meglio da streghe, pensò.

Accese la luce.



Commenti

pubblicato il 16/02/2010 12.32.11
LunaPiena, ha scritto: Brava Brava Brava! Sto leggendo ogni capitolo avidamente. Dimmi che ne farai un libro! :)
pubblicato il 29/09/2011 1.08.00
Tatylop, ha scritto: Mi aggrego vorrei averlo ho versione cartacea... Hai una fantasia brillante... Amo questa protagonista

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