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lavoro pubblicato mercoledì 6 gennaio 2010
ultima lettura giovedì 14 febbraio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Miglior protagonista non attore

di trap56. Letto 916 volte. Dallo scaffale Pulp

  L'orologio gli dice: tre giorni. Senz'acqua. Senza cibo. Bendato, imbavagliato. Poi abbandonato nudo (prono, prostrato) s'un'isola immacolata (oceano indiano?). Fazzoletto di sabbia incandescente. Al centro una palma, altissima. In cima: oggetti...

L'orologio gli dice: tre giorni. Senz'acqua. Senza cibo. Bendato, imbavagliato. Poi abbandonato nudo (prono, prostrato) s'un'isola immacolata (oceano indiano?).

Fazzoletto di sabbia incandescente. Al centro una palma, altissima. In cima: oggetti luccicanti (bottiglie di acqua?).

Si mette carponi, quasi striscia. Barba ispida, capelli come rovi. Occhi come vuoti a perdere.

Il riverbero della sabbia lo marchia a fuoco. Lento.

Vede uno zainetto, a venti metri da lui. La lingua porta poche gocce di saliva alle labbra.

Lo raggiunge prosciugato di energie come Filippide dopo Maratona. Dentro ci sono:

alici sotto sale,

arachidi salate,

cracker salati,

gorgonzola,

pecorino di fossa,

peperoncini farciti con capperi e acciughe,

salame piccante.

Una bottiglia di grappa.

Il sole brucia la pelle, la screpola: calanchi scavati da unghioni incandescenti. La palma non fa ombra.

Mangia; mastica lento, deglutisce a fatica.

Buio. Luce.

Buio. Luce.

Ha consumato tutto il cibo: labbra e angoli della bocca sono crepacci carsici.

La bottiglia della grappa è vuota.

Fissa ebete la cima della palma, sbrilluccicante.

Con sforzo estremo si trascina al mare. Beve con avidità il veleno salato.

Cerca di mettersi in ginocchio: vertigini, palpitazioni.

Occhi a fuoco sul nulla.

Perde coscienza.

Muore.

Screpolato come il Salar de Uyuni.

- La scena finale la taglierei: stop quando sta per ingozzarsi di acqua di mare. Poi, l'attore che s'inebria della nostra Dissetella: muscoloso, ben pettinato, pelle fresca, tonica, abbronzata. Sguardo immerso nella contemplazione del piacere fisico. Lo slogan...?

- Di sete non morrai se a garganella

berrai estate e inverno Dissetella.

- Grande! Ah, geniale anche l'idea delle telecamere piazzate in cima alla palma: è morto senza accorgersi di niente.



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