ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato mercoledì 6 gennaio 2010
ultima lettura lunedì 4 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

NELLE NOTTI DI LUNA PIENA

di akire. Letto 511 volte. Dallo scaffale Fantasia

Si svegliò spalancando gli occhi ma non guardando nulla. Il rituale aveva funzionato, la sua preghiera era stata esaudita: ora sapeva chi c'er...

Si svegliò spalancando gli occhi ma non guardando nulla. Il rituale aveva funzionato, la sua preghiera era stata esaudita: ora sapeva chi c'era dietro al suo sogno, e aveva il mezzo sospetto che quell'essere, quel volto senza nome era dietro a qualcos'altro.

Si mise a sedere e controllò l'ora, mancava un quarto alle sei. Scostò il piumone e si alzò del tutto, attirando l'attenzione di Cagliostro che si svegliò e le si avvicinò facendo le fusa. Lei lo prese in braccio e si sedette alla scrivania con uno scopo ben preciso. Prese un foglio e una matita appuntita. Cagliostro fece capolino e la guardò incuriosito ma lei non gli badò. Iniziò a disegnare riavvolgendo la mente al momento in cui l'aveva visto in faccia: gli occhi marroni che l'osservavano, l'insieme di bocca naso mento cristallizzati per sempre, la sua pelle bianca.. Disegnava sempre più in fretta, eppure attenta a ogni particolare, presa dalla frenesia.

Alla fine posò la matita, e mise sotto la luce della lampada il suo disegno. Era come se lo ricordava, o almeno sperava gli somigliasse il più possibile. Posò il foglio sul piano, prese Cagliostro e lo issò per farglielo vedere.

"Guarda, micione" gli disse. "Questo è l'uomo che la tua Norrie si sogna tutte le notti".

Il gatto lo vide e soffiò.

Drizzò le orecchie attento a ogni suono che potevano sentire. Rumore di passi..no, non erano loro. Non ancora, almeno.

Era da settimane che andava avanti, da quando aveva deciso di rinunciare e andarsene per provare a vivere in modo diverso, o non vivere affatto. Loro, gli altri non riuscivano a capire questa sua decisione e adesso gli stavano dando la caccia lasciando dietro di loro una scia di sangue e morte. Sapeva le loro intenzioni. Lo avrebbero riportato indietro a tutti i costi, e poi avrebbero deciso se tenerlo in vita o ucciderlo. Ma lui non era così facile da catturare.

Lanciò un'altra occhiata intorno, poi da seduto si mise in piedi in un'unica mossa. Aveva deciso che era rimasto fin troppo laggiù nel folto della foresta, e che era ora di andarsene, di nuovo. Ora non si sentiva suono, tutto era avvolto nel silenzio assordante. Bene.

Con un balzo superò il letto del fiume che tagliava in due il bosco d'intorno e si mise a correre, elettrizzato in quel momento dal piacere della velocità. Ma non dimenticava l'angoscia che lo seguiva nella sua nuova vita da latitante intanto che la sua mente brillante e immortale pianificava un nuovo piano d'azione.

Dunque. La sua vecchia famiglia lo stava cercando nella contea di Harper, battendo le campagne e i centri abitati. Sapeva che la loro pazienza non sarebbe durata a lungo, e che erano troppo legati al segreto della loro esistenza per tentare altre vie. Non erano delle cime, e lui sfruttava la cosa a suo vantaggio più che poteva. Qualche giorno prima aveva scoperto di questo paese, Delarville, appena fuori dalla contea e ora stava correndo in quella direzione sperando che una volta arrivato avrebbe avuto un po' più di tempo per organizzarsi. Doveva trovare una soluzione, e in fretta. Non ne poteva più di vivere in fuga.

Correva veloce e sicuro per la foresta, evitando con innaturale eleganza gli ostacoli lungo il percorso. Nessun essere umano avrebbe potuto eguagliarlo in velocità, non se era in grado di scomparire tanto andava spedito. Era un bel ragazzo, o meglio lo era stato fino a quando non aveva iniziato questa vita immortale; lo avevano preso quando aveva vent'anni, e stava morendo. Cosa li aveva spinti a scegliere proprio lui, questo ancora rimaneva un mistero.

Continuava correre concentrandosi solo sul presente e sul futuro ancora da pianificare, impedendosi di pensare al passato, alla sua vecchia vita e quel poco che ne ricordava. A quello, avrebbe pensato un altro giorno.

Sempre che ci fosse arrivato vivo.



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: