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lavoro pubblicato mercoledì 6 gennaio 2010
ultima lettura martedì 15 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

NELLE NOTTI DI LUNA PIENA

di akire. Letto 725 volte. Dallo scaffale Fantasia

Notò il titolo in prima pagina stampato a caratteri cubitali quando scese per fare colazione. "NON SI FERMA L'ONDA OMICIDA" lesse a ...

Notò il titolo in prima pagina stampato a caratteri cubitali quando scese per fare colazione. "NON SI FERMA L'ONDA OMICIDA" lesse a beneficio delle orecchie di sua madre che si trovava in cucina a preparare il caffè.

Arrivò al tavolo con il bricco in mano. "Va avanti" le disse.

"Beh, non dice nulla di nuovo. Altri efferati omicidi nella contea di Harper, trovati i cadaveri di due ragazzi vicino al cinema multisala completamente dissanguati, uno dei due con la testa mozzata. La polizia segue la pista delle sette sataniche..devo continuare?".

La madre fece un verso di repulsa. "Meglio se metti via il giornale. Piuttosto" aggiunse ricomponendosi "ci dobbiamo preoccupare?".

"Il giornale fa l'ipotesi delle sette sataniche. Se si scopre che dietro a tutto questo c'è davvero quella gente io non voglio entrarvi" dichiarò Norrie.

"Non mi convince. Sai, tutta questa gente uccisa, di come viene uccisa..mi fa pensare a qualcosa di strano, forse".

"Strano? Intendi sovrannaturale?".

"Può darsi".

Norrie posò il giornale sul tavolo con uno sbadiglio. Chiuse gli occhi e se li stropicciò per tentare di svegliarsi, un tentativo inutile. Che sonno, che aveva. Si versò il caffè.

"Hai dormito almeno stanotte?". Sua madre.

"No".

Bevve il caffè. Aveva sempre più bisogno di stimoli esterni per tenere gli occhi aperti durante il giorno, cosa che prima non accadeva. O meglio, non accadeva fino al fatidico incubo di lei che precipitava dal cielo; ora quel maledetto sogno le si presentava davanti tutte le notti, con ben poche varianti: c'era sempre la luna piena, c'era sempre quel volto misterioso.. Ma che significava? Era passato un mese da quella notte e lei ancora non riusciva a darsi una risposta. Ne aveva parlato con la madre -che sia premonitore?, lo aveva aggiunto al Libro delle Ombre ma niente, il vuoto assoluto.

Per ora aveva ottenuto solo due borse sotto agli occhi e una generale tendenza a irritarsi per tutto. Ma doveva fare qualcosa assolutamente.

A un tratto le venne un'idea.

Diede fuoco allo stoppino dell'ultima candela, poi si alzò e contemplò soddisfatta il suo lavoro. Aveva disposto tutte candele azzurre o blu (tanto per cambiare) attorno al suo letto, e la luna in fase calante le diceva che quella era la notte giusta per tentare.

Aveva ripercorso mentalmente il sogno più e più volte: la luna piena, la nebbia e quell'uomo, o ragazzo che non riusciva mai a vedere. Ecco, più di ogni altra cosa era quello il punto oscuro che voleva chiarire, e perciò si preparava per il rituale. Dunque: aveva tracciato un cerchio spirituale attorno al suo letto, acceso le candele e l'incenso; ora rimaneva una sola cosa da fare.

Si sistemò sul letto a gambe incrociate, tenendo un cuscino in grembo. Chiuse gli occhi e con voce bassa e melodiosa disse:

"Rivolgo queste mie parole

agli spiriti della notte, custodi

guardiani di sogni immemori.

Possiate voi portare la luce

la pace alla mia mente e al mio cuore.

Possiate voi indicarmi

la strada della verità, o altrimenti

far calare sui miei sogni

il nero manto della tenebra.

Rivolgo a voi la mia invocazione

e la mia benedizione eterna,

che possiate ascoltare le mie parole".

Adesso non restava che sperare. Spense la luce e si addormentò.

Era di nuovo dentro il suo incubo, immersa nella nebbia. Scrutò attorno a sé e riuscì solo a vedere qualcosa che la faceva pensare di essere in un..giardino? Un parco? La foresta incantata?

Ah beh, pensò, stavolta non sono finita tra le nuvole.

In un altro momento le sarebbe venuto da ridere, ma non adesso. Avanzò tentoni come faceva a ripetizione nel sogno. E se era come le altre volte allora a quel punto doveva sentire la sua presenza..

Frusciare di passi in lontananza. Ecco, era lui. Iniziò a correre aspettando la sua stretta rassicurante e possessiva, e non rimase delusa: quelle mani grandi che la costrinsero a fermarsi le erano familiari come tutto il resto. Ma stavolta non si divincolò e non provò a usare la magia della luna piena per liberarsi.

Guardò lì dove doveva essere il suo viso.

E in quel momento la nebbia scomparve del tutto.

Effettivamente si trovava, o meglio si trovavano, in un giardino; e a Norrie quel posto sembrava di averlo già visto, ma ci avrebbe rimuginato più tardi. In quel momento la sua mente totalmente era piena di lui, del suo viso.

Non aveva mai visto niente di più bello, e terribile.

Colui che le stava davanti era, o era stato, un ragazzo della sua età, questo lo si capiva. Quel che non era chiara era la sua pelle bianca, ma con un sottofondo olivastro; non erano chiari i suoi occhi castani, quasi liquidi che la scrutavano. Norrie osservò sgomenta i capelli lunghi fino alla nuca, i suoi lineamenti dolci e senza età, i suoi abiti antichi e le sue mani grandi dalle unghie lunghe e appuntite, che tuttavia avevano un'aria quasi virile.

L'essere le sorrise schiudendo le labbra, e lei intravide i suoi denti anormalmente lunghi. Alzò una mano e le accarezzò lieve una guancia. Aveva la pelle gelida, e la guardava incuriosito, ma anche..affamato? Ah, ma chi diavolo era?

Norrie aprì bocca per parlare, e in quel momento il sogno finì.



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