ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 


Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato mercoledì 6 gennaio 2010
ultima lettura sabato 16 febbraio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Veleno

di Roxane91. Letto 782 volte. Dallo scaffale Pulp

Salve a tutti, questa è una storia che ho scritto qualche giorno fa... Non è proprio pulp, ma il genere purtroppo non saprei ben definirlo, perciò l'ho messo qui! Spero che vi piaccia! :)..

Era ora di cena. In cucina il caminetto era acceso e, ai lati opposti del tavolino di legno, marito e moglie si dividevano nel silenzio l'esigua cena al termine di una giornata come tante altre.

La donna fece le porzioni con la zuppa e tagliò il pane. L'uomo si versò un po' di vino e mangiò avidamente dal suo piatto.

Sembrava che sua moglie non avesse molta fame. Si sedette fiaccamente sulla sedia e rimase molto tempo a giocherellare col cucchiaio sulla superficie della zuppa prima di alzare lo sguardo verso il marito. Lui le sorrise senza dire nulla e prese delle fette di pane che mangiò velocemente.

La donna ebbe un sussulto, come un singhiozzo, che cercò di coprire sistemandosi una ciocca di capelli.

Il marito la guardò in modo affettuoso e un po' compassionevole mentre era intento a masticare. Prese un altro morso di pane. Dopo qualche ulteriore boccone sentì un gusto strano espandersi all'interno della sua bocca. Era amaro e sgradevole. Guardò meglio il pane: era piuttosto grigiastro. Confuso cercò la moglie con lo sguardo e vide che lei non aveva mangiato le sue fette. Le aveva, anzi, riposte in una busta col resto del pane avanzato.

<<Tesoro, come mai il pane ha questo colore strano?>> chiese l'uomo perplesso.

Lei attese un po' prima di rispondere. Stava osservando persa la sua zuppa che si era raffreddata e ora aveva l'aspetto di un infelice stagno pieno di fanghiglia verdognola.

<<Volgarmente direi veleno. E' veleno, amore mio...>> disse fiocamente dopo un pò. Seduta dirimpetto alle sinuose piccole fiamme del focolare i suoi occhi erano tristi e allo stesso tempo freddi, senza troppe emozioni che ne trapelassero.

L'uomo istintivamente spinse indietro la sedia con le gambe e la guardò impietrito.

<<Cosa?>> esclamò con gli occhi spalancati; la voce tremava in preda alle mille domande convulse nella sua mente.

<<Cosa stai dicendo?>> ansimò.

La donna non rispose. Pulì il tavolo dalle briciole con gesti veloci ed esperti, frutto dell'abitudine, e tornò a contemplare la sua zuppa.

L'uomo era a bocca aperta da stupore misto ad un sentore di terrore ancora troppo vago per esordire prorompente sul suo viso.

<<Perchè?>> ripetè l'uomo con più rabbia ma anche più esitazione.

La donna guardò suo marito esterrefatto e confuso, ma distolse subito lo sguardo.

<<Tutto questo è veleno!>> disse e la sua voce tremò.

Si sistemò i capelli sulla fronte, poi, di fronte all'immagine di suo marito così scosso, proruppe con rabbia.

<<Pensi che questa sia vita? Siamo solo dei parassiti in un grande corpo che non ha più sangue per mantenerci in vita... - una sfumatura di tristezza le tirò le labbra screpolate in un ghigno patetico - Siamo insetti in questo mondo! E come insetti verremo schiacciati...>>

L'uomo si portò una mano alla fronte.

<<Per Dio, Miriam! - il fiato corto - Sei impazzita?>>

La donna si alzò e mise un altro po' di legna da ardere ad alimentare il fuoco che andava spegnendosi nel caminetto.

<<Miriam!>> la voce dell'uomo venata di rabbia la fece sobbalzare. Voltandosi nuovamente verso il marito, la donna si rivelò in silenziose lacrime.

<<Mi dispiace, Johann - si asciugò un occhio con il braccio, la sua voce si irrigidì di nuovo - Non ce la facevo più a continuare così. Passo notti insonni, e quelle rare volte che riesco a dormire ho gli incubi! Quanti mesi sono che facciamo le stesse cose? Le stesse azioni all'infinito? Dovevo agire... L'ho fatto perché ti amo, non dubitarne...>>

L'uomo si alzò goffamente lasciando cadere a terra la sedia dietro di lui. Con un passo fu da lei e le afferrò le spalle cercando i suoi occhi nei quali trovare finalmente risposte esaurienti.

<<Ti prego, non capisco!>>

Ma lei se lo scrollò di dosso e si allontanò.

<<Veleno! Cosa vuoi che sia... - la donna stava sparecchiando la tavola sotto gli occhi increduli del marito - Pensa: essere libero di vagare lontano dalle costrizioni della vita reale!>>

L'uomo era sul punto di esplodere dalle emozioni contrastanti.

<<Ma che cosa dici? Mi hai avvelenato! - urlò con la rabbia che vinse sullo stupore e la voglia di scoppiare a piangere - Perché l'hai fatto? Perché?>>

La donna gli rivolse un debole sorriso.

<<Nessuno ha mai detto di me che fossi una donna coraggiosa! Ora ti ho dimostrato di saper superare anche quelli che tu pensavi fossero dei limiti! - mentre parlava aveva preso la scopa per spazzare il pavimento - Questo mondo non ci merita, tesoro! La vita... La morte... Chi siamo noi per decidere queste cose! - spazzò velocemente le briciole da sotto il tavolo - Ma chi siamo noi per stare qui a subire le ingiustizie che ci piovono contro? Il coraggio... Oh si, ho avuto io coraggio per entrambi! Per migliorare le cose per tutti e due!>>

L'uomo le tolse la scopa dalle mani e la scagliò via.

<<E pensi di migliorare le cose, di liberarci, così? Uccidendomi? Avvelenandomi il pane?>> la sua voce era sembre più incredula e rabbiosa.

<<Il pane era solo ammuffito, amore! - la donna si lasciò sfuggire una risata flebile - Il tuo veleno era nella zuppa...>>

L'uomo guardò il piatto dove aveva appena mangiato senza parole.

Si sentì improvvisamente debole. Gli occhi stanchi, le membra pesanti. Un formicolio lo pervase fino a farlo rovinare sul pavimento con un tonfo.

Gli occhi ancora aperti e vide sua moglie chinarsi su di lui e dargli un dolce bacio sulle labbra che purtroppo sentiva già intorpidite.

Poi d'un tratto non vide più niente.



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: