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lavoro pubblicato martedì 5 gennaio 2010
ultima lettura giovedì 18 aprile 2019

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NELLE NOTTI DI LUNA PIENA

di akire. Letto 791 volte. Dallo scaffale Fantasia

Si svegliò spalancando gli occhi e trattenendo un urlo, sedendosi di scatto. Fuori era notte fonda, e solo i raggi della luna e la luce fioca...

Si svegliò spalancando gli occhi e trattenendo un urlo, sedendosi di scatto. Fuori era notte fonda, e solo i raggi della luna e la luce fioca dell'abat-jour illuminavano la sua camera.

S'appoggiò alla tastiera del letto respirando profondamente a occhi chiusi. Calmati, si impose a se stessa. Calmati, era solo un sogno, un bruttissimo sogno. Aprì gli occhi e si guardò intorno controllando che tutto fosse come prima, lo specchio e la cassettiera, le ante dell'armadio, tutto. Guardò l'ora sul display dell'orologio sveglia sul comodino. Le tre di notte passate. Sua madre doveva essere tornata e, vedendola addormentata, non aveva voluto svegliarla.

Sapendo che non sarebbe riuscita a riaddormentarsi, Norrie si alzò dal letto -attenta a non svegliare Cagliostro che dormiva beatamente- e salì su in soffitta. Da sola non riusciva a darsi pace, non dopo quell'incubo e quindi aveva bisogno di un aiutino speciale. Aprì la porta senza far rumore ed entrò accendendo la luce. Tecnicamente non ne aveva bisogno ma non voleva certo usare i suoi poteri anche nella vita di tutti i giorni. Attraversò il locale diretta a un baule addossato al muro. Lo aprì con delicatezza e si chinò per prendere il tesoro.

Non un tesoro come quello dei pirati, anche se da fuori il baule somigliava a uno di quelli che si vedono nei film; no, era qualcosa di molto più prezioso ma solo per chi lo poteva interpretare. Era il Libro, il loro Libro delle Ombre.

Ogni strega, o ogni congrega aveva un suo Libro delle Ombre; quindi anche loro. Vi avevano scritto di tutto, incantesimi, pozioni di ogni sorta, ma anche pensieri e parole comuni a qualsiasi diario. Lo avevano iniziato sua madre e la zia quando avevano deciso di ‘prendere le distanze' dalla loro vecchia congrega e fondarne una a sé. Poi era nata lei e, a tempo debito, era stata iniziata. Perciò il loro Libro aveva ripreso parte delle conoscenze del vecchio Libro di famiglia che, a quanto sapeva lei, era diviso in più volumi.

Sfogliò le pagine facendole frusciare. Ecco, qui c'era il ricettario, i segreti delle pozioni e quant'altro, tutti scritti da sua madre e illustrati da lei; più avanti invece c'erano gli incantesimi e rituali, assieme alle ricorrenze annuali, i loro sabbat passati e ancora da venire. In questo sua zia aveva dato un maggiore contributo -riconosceva la sua calligrafia. E qui invece c'erano i miti e le creature leggendarie come i draghi, o le divinità; erano parte del loro patrimonio, e del patrimonio dell'uomo, anche se aveva dimenticato.

Si fermò al capitolo sui sogni. Qui non aveva aggiunto granchè di suo, lasciando che fossero le altre due streghe della congrega a riempire gli spazi vuoti (soprattutto la zia) e limitandosi a fare qualche illustrazione. Diede un'occhiata veloce e approfondita, ma come del resto si aspettava non c'era scritto niente di somigliante al suo sogno. Chiuse il Libro.

Fece scorrere un dito lungo la copertina rigida, sfiorando le rune di protezione incise sopra. Rune di protezione, alla larga dai malvagi e dagli abbietti; soltanto le persone di indole buona potevano toccare il Libro delle Ombre. Si sentiva meglio, più serena: non tanto quanto avrebbe voluto ma non disperava. Non ancora, almeno. Prese il Libro e lo rimise dov'era, richiudendo delicatamente il baule. Non aveva pronunciato formule né bevuto pozioni, ma a suo modo aveva avuto la sua magia, come sempre accadeva quando aveva tra le mani il loro tesoro di famiglia; spesso era la risposta ai loro perché, e non solo per tutto quel che vi avevano scritto.

Si richiuse la porta alle spalle e ridiscese le scale. Entrò nella sua stanza e aprì la finestra per guardare la notte, sentirne l'odore; la luna era a tre quarti, ancora poco e la congrega avrebbe celebrato la magia della luna piena. S'appoggiò con i gomiti al davanzale e osservò le stelle che somigliavano tanto a quelle del suo incubo; però la cosa non la turbava. Respirò il vento della notte lasciando che le scorresse tra i capelli sciolti, mentre il silenzio e la quiete regnavano sovrani.



Commenti

pubblicato il 29/09/2011 0.50.11
Tatylop, ha scritto: All'inizio avevo dubbi (non su cio che scrivi che è splendido fluido e si legge velocemente perché avvincente) sulla fonte di ispirazione, ora invece son certa... A quanto pare piace e ha fatto volare la fantasia anche a te come me Cate tiernan...

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