ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 


Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato venerdì 1 gennaio 2010
ultima lettura domenica 17 febbraio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

The sporting War

di massi. Letto 874 volte. Dallo scaffale Pulp

Normal 0 14 false false false IT X-NONE X-NONE MicrosoftInternetExplorer4 ...

Spesso mi chiedo cosa sia la guerra.
Mi ero fatto diverse idee, l’avevo vissuta sulla mia pelle. Sapevo a cosa andavo incontro. Sono stato ferito cinque volte, di cui due volte gravemente. Eppure sono ancora dentro l’elicottero e stiamo andando verso un obbiettivo.
Mi faccio troppe domande a cui do una risposta vaga e confusa. Forse perché mi annoia il tragitto verso l’obbiettivo in elicottero e il rotore mi ipnotizza.
l’Elicotterista è esperto e sorvola le colline con agilità. Ormai ho lo stomaco di ferro, avevo smesso di vomitare nei tragitti entro i 100 Km.
Ma quei pensieri mi si accavallavano vivi e forti.. non era noia del viaggio. Era un messaggio chiaro . Stai sbagliando tutto Mama..
La guerra è morte è distruzione. Tu lo sai bene ed è sbagliata!
Ma io che colpa ne avevo? Io avevo fatto la naja come tutti. Ero entrato dentro alla macchina e avevo ucciso varie volte. Chi uccide in guerra non ne esce. Se ne esce impazzisce è la legge della guerra!
Invece se stai dentro c’è chi ti spalleggia, “stai facendo la cosa giusta”, “Stai operando per la parte buona amico mio!”…
Mi ricordo di quella volta che mi catturarono, porca troia. Mi presi due pallottole, una sulla spalla e una sulla caviglia. Soffrii molto. Poi mi presero quegli stronzi e mi riempirono di botte! In quel momento non volevo essere in guerra, in quel momento volevo essere altrove a scopare e bere! Volevo tornare indietro nel tempo e fuori da quella situazione di merda!
Si mi promisi di non fare mai più il soldato. Di andare in chiesa e pregare un Dio qualsiasi! Confessarmi, sciacquarmi la coscienza in un modo o nell’altro e uscirne magari facendo terapia. Ma invece tutto passa e rimonti in sella senza rendertene conto! E via … altra missione. Altri cazzi.
Ed ero in volo.
Nuovamente.
La notte era limpida e cattiva, la luna sembrava un occhio incazzato. La foresta sotto di noi era minacciosa ma dalla nostra parte.
“Scendiamo 5Km Prima!!” urlò a bassa voce il tizio della Delta force di fronte a me! Quelli della Delta force USA sono sempre incredibili, mi danno l’impressione di non essere umani.
Io di solito passo poco tempo con le forze speciali perché mi fanno incazzare, ma il tipo di fronte a me, che mi pare si chiamasse Josh era tranquillo e pareva troppo in gamba per una cazzo di guerra.
Già la guerra… ormai uno sport estremo, non è più un evento sociale e politico generalmente di vaste dimensioni che consiste nel confronto armato fra due o più soggetti collettivi significativi... no
ormai è uno sport. Antagonismo armato.
Russia contro America, Taliban contro Gran Bretagna e via, i risultati sono sempre gli stessi… sempre gli stessi, ogni tanto cambiano le fazioni o i contingenti, ma non c’è molta differenza fra una partita di calcio e uno scontro armato. È tutta tattica, addestramento, equipaggiamento, rapidità. Inserimento acquisizione dell’obbiettivo e chi e ne frega se ci sono civili… e chi se ne frega se ci sono le mucche che danno da mangiare a qui tre stronzi di nomadi… Già chi se ne fotte!
Mi passavo la mano sugli occhi, Josh nel frastuono dell’elicottero mi disse: “ Tutto a posto mama?”, a posto un cazzo… “ si, si tutto ok” risposi.
Ma perché pensavo a quelle cose…? “ho solo un po’ di mal di testa Josh” continuai, cazzo dovevo dire? La guerra è sbagliata Josh? tutto quello che facciamo è una cazzata Josh? JOSH fottiti! Vai per la tua strada io ho la mia.
Arrivammo.
Avevo la barba lunga. L’elicottero atterrò quanto basta per far scendere me e Cec. Facemmo il gesto di ok seguito dall’indice alzato per indicare di fottersi tutti. L’elicotterista abbozzò un sorriso Josh no, ma era tranquillo. L’elicottero ripartì con tutto il suo casino.
Misi il visore notturno e aspettai qualche secondo che la vista mi si adattò a quel verdolino artificiale frizzante. Che secondo me fa pure male alla vista.
Controllai il mio equipaggiamento. Era tutto ok, pile, visore laser, razioni, sacco a pelo e fucile a tutto posto. Non mi importava più un cazzo.. ero giunto a livelli di menefreghismo totale. Volevo fare solo il mio lavoro e tornare a casa. Il mio obbiettivo era quello di identificare e puntare i carri nemici. Poi una squadriglia di caccia, grazie alle mie informazioni avrebbe sganciato delle bombe guidate, che avrebbero fatto saltare tutto quanto. Una volta che i pezzi grossi erano fuori uso la squadra dei Delta sarebbe penetrata a velocità luce dentro la struttura nemica e liberato uno stronzo dei loro piloti che si era fatto beccare da una merdosa contraerea!
Sicuramente costa di più un pilota USA che tutta quella fatiscente struttura militare…
Mentre ci muoviamo con una certa sicurezza, ripenso a quanto stronza è la guerra. Ma perché non scopare con delle belle fiche!? Invece no, siamo qui, visore attivo e fucile freddo alla mano. Sempre sul chi vive. Mentre camminavo dissi a Cec: “ Faccio questa missione poi basta mi congedo..”. “ L’hai detto anche la scorsa volta!” disse Cec, “Dai su non fare il ragazzino ci siamo quasi”. Cec era il più veterano della mia squadra, non so quante ne aveva viste, ma di certo non aveva i miei giusti e assurdi pensieri… Mi dava sempre quel senso di stabilità e di sicurezza. Una cazzo di mira infallibile!
Tre ore dopo circa trovammo uno spiazzo adeguato per campeggiare. Eravamo sopra una collina molto alta e ben riparati. Accesi Il puntatore laser con il quale scrutai l’orizzonte. Cec stava sistemando la radio.
Vidi i carri, erano 3 carri e un blindato, probamente l’hq. Alcuni soldati che passeggiavano di guardia. Una fabbrica con alcune cisterne probabilmente, carburante. Un posto di merda… bhe verrà raso al suolo. Speriamo che il pilota USA non ci lasci le penne, disse Cec ridendo. Cec, barba lunga e senza un canino che mi faceva ridere. Lo rendeva simpatico, ma in realtà è micidiale come il veleno di un cobra. Mai avercelo nemico.
Messaggio radio: Falco bianco è sul nido? Qui orso bruno, siamo sul posto, è pieno di topi! Falco bianco rispondi…
“Roger… hem Roger, Orso Bruno, qui Falco bianco. Siamo sul nido e vediamo i topi tenetevi in posizione…”
E’ inutile che descriva quello che successe nelle ore successive. Ci furono parecchi condannati a morte che manco se lo immaginavano. Le esplosioni mirate e chirurgiche rendevano questa guerra come un videogioco, tutto tecnologico e spietato con una grafica da spavento… forse eravamo davvero in un videogioco. La cosa brutta è che mi divertivo, la cosa bella non l’avevo ancora presente...
Josh non tornò vivo. Fu colpito alla testa da una scheggia, ma nessuno seppe mai nulla, (operazione clandestina) tutti tornammo alle nostre vite. Missione riuscita e pronti per un altro ingaggio. Pronti per una nuova sfida adrenalinica … Cec mi guardò sorridente come sempre e mi strizzò l’occhio “ ci vediamo mama ciao” . Che partita... La guerra ormai è uno sport… uno sport fottuto! vince solo chi si allena di più e chi ha l’attrezzatura migliore, nessuno me lo toglierà dalla testa. Ma la mia testa ormai è danneggiata da troppi pensieri che un giorno o l’altro mi faranno secco sul serio.
Mama Bear



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: