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lavoro pubblicato mercoledì 30 dicembre 2009
ultima lettura domenica 24 novembre 2019

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NELLE NOTTI DI LUNA PIENA

di akire. Letto 668 volte. Dallo scaffale Fantasia

Non poteva permettersi di piangere e urlare in quel contesto così civile, eh no. Non era suo il lusso di maledire il mondo e ogni cosa che c'e...

Non poteva permettersi di piangere e urlare in quel contesto così civile, eh no. Non era suo il lusso di maledire il mondo e ogni cosa che c'era dentro, di spaccare ogni cosa contenuta in quella graziosa bomboniera con un sol gesto della mano; peccato perché era esattamente quello che voleva, gridare contro il cielo tutte le sue ingiustizie e che ci pensasse qualcun altro a rimediare ai danni.

Sicuramente sua madre sapeva, anche se non ne parlavano mai. E le avrebbe sempre impedito di combinare ‘pasticci' davanti ai clienti o a chiunque altro, perchè sua madre aveva un'etica, la loro etica.

L'etica delle streghe. La loro morale immortale.

Oh, voi pensate che le streghe non esistono, vero? pensò lei con ancora in mano scopa e paletta. Voi pensate di averle bruciate tutte, e chi si professa ancora tale dovrebbe andare in una bella stanza bianca con le pareti imbottite. Beh, sbagliate! Ecco a voi le streghe, vere streghe con veri poteri in esclusiva per voi! Si, in realtà ci spacciamo per semplici commercianti sperando di sembrare simili a voi, ma questo non importa, vero? Prima o poi verremo allo scoperto, io verrò allo scoperto e allora finalmente DARO' FUORI DI TESTA!!.

Se ne andò quasi correndo nel laboratorio lasciando tutto lì. Ecco un bello sfogo mentale, adesso si sentiva un po' meglio ma sapeva che non sarebbe durato a lungo. No no, ci voleva qualcosa di più.

Si asciugò una lacrima solitaria con la punta delle dita avvertendo una presenza dietro di lei.

"Norrie"

Si girò. Sua madre la stava osservando con la compassione negli occhi mischiata a...che cosa? Rabbia? Impazienza? Non lo sapeva ne le importava granchè, in tutta sincerità.

"Norrie, lo so che cosa stai passando. Credimi, so cosa ti sta passando per la testa..."

No che non lo sai, pensò lei furiosa. Non puoi saperlo. Nessuno lo sa. Ma si ricredette subito. Sua madre sapeva di cosa stava parlando. Ogni donna della sua famiglia lo sapeva perché tutte loro, nessuna esclusa, erano andate incontro a un destino simile al suo.

Tutte loro, nessuna esclusa, erano state bruciate dall'amore.

Sua madre stava ancora parlando "...e credimi se ti dico che non funzionerà. Puoi fare quello che vuoi, puoi strapparti la pelle e voler rinascere oppure morire e non tornare più indietro, oppure trovare addirittura un modo per rinunciare ai tuoi poteri, ma lei ti mancherà sempre, amore mio. Niente potrà cancellare la ferita che ti ha lasciato ma vedrai, col tempo smetterà di bruciare. E noi" aggiunse sorridendo "abbiamo tutto il tempo del mondo".

Ecco, sua madre aveva ragione, come sempre. La sua saggia madre, chissà come avrebbe fatto senza di lei.

L'abbracciò, sentendosi un po' meglio. La madre le accarezzò una guancia ripetendole che il tempo avrebbe pensato a tutto, e dette da sua madre quelle parole non le suonavano vuote e prive di significato, quanto piuttosto una verità incisa nella pietra.

La campanella tintinnò un'altra volta. "Tu vai a casa, oggi ci penso io qui. Ci vediamo più tardi" disse sua madre per poi girarsi per rientrare in negozio.

Norrie guardò la porta richiudersi. Se sua madre non l'avesse anticipata avrebbe proposto lei di tornare a casa. Davvero non si sentiva quel giorno di ricevere clienti, sorridere e chiacchierare battendo scontrini; quel giorno voleva solo sdraiarsi sul letto e dormire, magari per sempre. Recuperò lo zainetto poggiato su una sedia e uscì dalla porta posteriore, diretta a casa.



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