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lavoro pubblicato giovedì 24 dicembre 2009
ultima lettura giovedì 21 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

sopra ogni cosa ( capitolo 2 )

di nennecloe. Letto 582 volte. Dallo scaffale Fantasia

Rondi accompagnò Sofia fuori dall'edificio. Una strana luce abbagliò Sofia, una luce di cui non si era neanche accorta. Ancora sconcerta...

Rondi accompagnò Sofia fuori dall'edificio. Una strana luce abbagliò Sofia, una luce di cui non si era neanche accorta. Ancora sconcertata, chiese al suo accompagniatore:

- ma cos'è questa luce, è così fioca ma allo stesso tempo è così forte. -

Rondi fece una breve risata, con quel vocione che si ritrovava fece sobbalzare Sofia:

- vedi quella è la luce del sole, che non solo, ci fa luce dall'alto, ma anche dal basso. Se guardi attentamente, puoi vedere che i nostri prati e le nostre strade sono lucenti.-

Sofia guardò attentamente con la testa piegata verso il basso ma concluse che non vedeva ninete.

Rondi si rese conto che la piccola non vedeva e così decise di spiegarle meglio il tutto.

- vedo che non hai capito, allora ti spiegherò meglio. Allora, il sole si trova sotto di noi, solo che alcuni raggi arrivano anche sopra, però stanotte vedrai molto meglio la situazione, ma non ti dico niente se no ti rovino la sorpresa.-

Sofia fece un lieve cenno con la testa e un'altra lacrima le rigò il volto. Non riusciva a credere, di essere stata strappata dal suo mondo, e di essere stata cancellata dalla mente di tutti. Anche se i suoi genitori le stavano antipatici, e non c'erano mai, le mancavano.

Arrivarono finalmente; davanti a loro c'era un piccolo edificio, fatto di piscotti al cioccolato e con un tetto di panna montata. La porta era grande, con qua e là delle caramelline, e sopra di essa, delle piccole finestre dalle ante di pan di spagna con sopra della glassa verde avevano un aspetto davvero invitante.

Mentre Sofia stava contemplando tutto questo, Rondi cominciò ad arretrare, e lasciò la piccola da sola. In pochi minuti Sofia se ne rese conto, e allora decise di oltre passare quella porta candita. La sua piccola manina toccò la grande porta, che si rivelò morbida; ma senza neanche faticare per aprirla, questa si spalancò, mostrando il suo interno.

Sofia fece un lieve passo, per poi farne altrti altrettanto lievi per entrare.

una volta entrata, la porta si richiuse, senza fare alcun rumore. Se Sofia non si fosse girata per vedere quella porta, di sicuro non si sarebbe accorta della porta che si chiudeva.

La bambina non tornò indietro, ma si fece avanti. Le scale erano a chiocciola, e stranamente erano di legno, come tutti i mobili lì dentro. La stanza era buia, ma comunque appoggiò il suo piedino sulla scala, guardò su, e vide una lucina, e così si fece avanti.

Ormai aveva finito la scala quando una signora le piombò addosso, la prese fra le braccia e le affondò la testa sul suo petto.

Riuscì a vedere il volto della signora solo quando la lasciò andare.

Si rivelò giovane, magra dai lungni capelli biondi, che si appoggiavano delicatamente sulle spalle. Vicino a lei un uomo alto dai capelli neri e ricci le sorrideva. anche lui era giovane, doveva avere più o meno la stessa età della ragazza.

Ma la più giovane era una piccola bambina di 3 anni, dai capelli biondi e dagli occhi azzurri come quelli del ragazzo.

La prima a parlare fu la ragazza, che con un gran sorriso esclamò:

- Oh mio Dio, finalmente sei arrivata figlia mia. -

quel "figlia mia" sbalordì Sofia.

La donna continuò:

- Io sono Lara, e sono tua mamma, lui è tuo padre Marco e lei la tua sorellina Janet. Noi ti seguiamo da quando ci hanno detto che saresti venuta a Dolcina e da quel momento noi abbiamo compilato tutti i moduli dell'adozione.-

L'uomo che si chiamava Marco annuì; Sofia cominciò a piangere, e si lasciò cadere fra le braccia della sua nuova mamma, che ancora non accettava.

Lara cominciò ad accarezzarle la testa e con una voce dolce disse:

- Sai sapevamo che avresti reagito così, anche io e tuo padre abbiamo avuto lo stesso problema quando siamo arrivati non accetavamo i nostri nuovi genitori, sai la mia nuova mamma si chiamava Juliet e mentre mio poadre Sandro, i genitori di tuo padre si chiamavano Carlo e Marta. Noi siamo arrivati quà all'età di 5 anni, non per niente noi adesso abbiamo 25 anni, 2 anni fa nacque tua sorella. -

Sofia continuava a piangere, anche se lei stava attentamente ascoltando, continuava a non accetare quiella situazione, e solo allora cominciò ad urlare, ma i singhiozzi le affannavano il respiro e di conseguenza anche la voce:

- non voglio voi, io voglio la mia mamma, e il mio papà. -

Solo allora la sua nuova famiglia la portò verso una piccola palla di cristallo e le fece vedere, la sua vecchia famiglia e cosa le stava succedendo.

I suoi genitori stavano discutendo animatamente, cosa ceh succedeva spesso, ma quella volta era diverso, cominciarono a picchiarsi.

poco tempo dopo arrivò la polizia che li portò via, e solo così Sofia, con la sua mente da bambina capì quello che era successo e perchè l'hanno portata via dal suo mondo. Per non farla soffrire e dare ad un orfanotrofio.



Commenti

pubblicato il 24/12/2009 12.40.38
fiordiloto, ha scritto: mi ha molto colpita questo tuo secondo capitolo! Complimenti! Hai un modo profondo di scrivere! =)

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