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lavoro pubblicato lunedì 14 dicembre 2009
ultima lettura mercoledì 13 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Una stella chiamata Chiara

di Antimo Maddaloni. Letto 1028 volte. Dallo scaffale Viaggi

Stridendo all'improvviso il gesso si spezzò !Lo sguardo era fisso al mare e, fu come uscire da un sogno.Ultimamente gli accadeva spesso il pens...

Stridendo all'improvviso il gesso si spezzò !

Lo sguardo era fisso al mare e, fu come uscire da un sogno.

Ultimamente gli accadeva spesso il pensiero di lei aveva il potere di trasportarlo in una dimensione diversa, superiore.

Così, all'improvviso realizzò d'essere ancora in aula

E d'improvviso avvertì lo sguardo pesante e corrucciato del professore.

Raggiungerlo e posarsi su di lui.

Questi come sempre, lo esaminò dalla testa ai piedi come soleva sempre fare quando un allievo lasciava le pareti temporali dell'aula, preferendo volare nei meandri della mente umana, e delle sue passioni..

Paolo staccò gli occhi da quella piccola e calda finestrella, da quel mare verde e smisurato che riusciva ad intravedere.

Smisurato come il ricordo di lei che ancora rimaneva, e che non voleva abbandonarlo.

Lei, lo chiamava a sé ..

"Mi scusi professore" , balbettò con voce tremula.

Non era certo quel che si dice un duro, questo giovane studente d'ingegneria.

Nonostante il passare degli anni e delle esperienze di vita, questa sua innata timidezza non accennava a diminuire.

" Mi scusi, riprendo lo svolgimento dell'operazione" ..

Qualche sorrisino sarcastico intanto, aleggiava sul viso dei suoi colleghi, in particolar modo su quello di Alessandra, ma lì , pervaso d' un piacere sottile però..

La "dama di ferro", così era apostrofata dai colleghi.

Da sempre aveva nutrito una piacevole passione per questo ragazzo dai capelli biondi, dai bei modi, dal piacevole aspetto.

Purtroppo questa attrazione dopo il suo rifiuto, s'era tramutata nella ricerca continua di punire questo giovane uomo che aveva osato negarle la felicità.

Anche se all'inizio era solo una richiesta d'affetto, con il tempo s'era trasformata nella volontà di ferirlo il più possibile, consapevole ormai d'aver perso quella battaglia.

Questa sua rabbia, il suo fallimento, erano dovuti a Chiara, ed a quel famoso viaggio a Venezia ove lui la conobbe.

Paolo ! Paolo !!

Lei avrebbe grandi possibilità, grandissime !

Se solo riuscisse a perdere questa sua tendenza a "fantasticare" durante le sue ore di lezione , gli disse il docente.

Lei dovrebbe lasciar vagare la sua mente soltanto quando c'è da farsi venire qualche sbalorditiva idea progettuale, come a volte le riesce molto bene, gli disse ridacchiando sotto gli occhialetti, pensando a quel ponte di due mesi prima..

Per lui da che mondo era mondo, le qualità di un futuro buon ingegnere si riconoscevano soltanto nel saper aumentare senza fine, la distanza tra le varie campate d'un ponte sospeso, sempre più , come appunto aveva fatto Paolo.

Egli annuì, un po' distrattamente alla sua richiesta, perchè la sua mente era già protesa verso casa.

Casa..

Diciamo quella stanzetta piccola , facente parte d'un vecchio palazzo d'epoca ove abitava.

Gli affitti Genova erano da paura.

Così quasi tutti gli studenti del posto sceglievano di dividere le spese, magari d'un grosso appartamento del centro storico, ove era situata l'università. Come successe a lui.

Che s'era innamorato di quel piccolo angolo di storia edilizia locale.

Ma, soprattutto di quella piccola stanzina , la quale conservava tutti i suoi segreti amorosi.

Di quei momenti magici con Chiara.

Momenti vissuti quieti con lei, per non farsi sentire dai compagni.

Istanti sospesi nel tempo , in cui la vita quasi si arrestava nel silenzio cercato, per lasciar spazio soltanto ai loro cuori.

Era venerdì !

L'immagine di Chiara diveniva sempre più viva e reale.

Il pensiero che di lì a poco avrebbe nuovamente potuto stringerla tra le braccia, lo faceva tremare dalla tensione.

Il suo animo mite, generoso, trovava sfogo soltanto nel sentimento che nutriva per lei.

Combattuto tra la scienza esatta che amava, ed il volo libero che il suo spirito soleva prendere quando aveva le forme aggraziate del viso di lei.

Mani bianche, piccole, una bella bocca sempre accarezzata dal rossetto, capelli biondi un po' crespi.

Non era bella, ma aveva grande personalità.

Un fascino tutto particolare che ti prendeva lentamente , però con grazia.

Studentessa di medicina, s'era in poco tempo creata una fama da dura superando brillantemente prove, che ad altri costavano lacrime e sudore.

Ma non era in pace con sé stessa..

Una mania di perfezionismo quasi maniacale rendeva tutti si suoi risultati, migliorabili, perfezionabili ..

Inoltre i suoi modi tendenti sempre e soltanto al risultato finale, escludevano dalla sua vita tutti coloro che non facevano parte di questo suo unico pensiero originale.

Tutti tranne Paolo.

Due caratteri opposti, che tuttavia s'attiravano come i differenti versi d'una calamita.

Dove terminava la critica e schietta aggressività di lei, iniziava la pacifica e costruttiva analisi di lui..

Così s'era persa nei suoi occhi marrone, rimanendone prigioniera.

Il primo uomo della sua vita come innamoramento; prima infatti, non aveva mai auto questa gioia.

Ma il vento dell'Amore era passato, sfiorando quella guance rose e sode come delle mele.

Tra poco l'avrebbe rivisto, e questo pensiero ormai stava diventando reale.

Pesante d'amore, bagnato di tenerezza ..



Commenti

pubblicato il 14/12/2009 14.17.12
sothis85, ha scritto: bravo Antimo...sempre più bravo.
pubblicato il 14/12/2009 14.53.08
fiordiloto, ha scritto: bellissimo! =)
pubblicato il 14/12/2009 16.25.04
anais, ha scritto: molto bello..

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