ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 


Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato giovedì 10 dicembre 2009
ultima lettura martedì 19 febbraio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Vergine con ascendente Ariete

di trap56. Letto 727 volte. Dallo scaffale Pulp

Un cozzo tremendo. Tumpf! L'ariete impatta contro il portone della fortezza. Il portone è di gomma, no, di plastica semi-rigida. Regge. Arretra di poco si flette assorbe il colpo - ma non del tutto. Leggera incrinatura, una piccola crepa che per...

Un cozzo tremendo. Tumpf! L'ariete impatta contro il portone della fortezza. Il portone è di gomma, no, di plastica semi-rigida. Regge. Arretra di poco si flette assorbe il colpo - ma non del tutto. Leggera incrinatura, una piccola crepa che però strappa un gemito dall'interno. L'ariete torna alla carica sospinto da ondate di energia pendolare. Tumpf! Tumpf! Tumpf! Tutta la roccaforte vibra sotto questi colpi che sempre raggiungono il bersaglio nel medesimo punto. Tonfi sordi. Il portone freme ondeggia oscilla si scuote sussulta traballa tremola trepida vacilla. Incrinature si intrecciano qua e là, quasi una fitta ragnatela prodromo di decadenza e disfacimento. Qualcosa che sta per andarsene in pezzi. Una casa di Usher ripulita delle nebbie dell'arcano. I colpi, quei cozzi sordi, sono sempre più accompagnati da grugniti, versi, informi articolazioni gutturali. Da dentro si risponde con gemiti, ora flebili ora modulati; fantasmi sonori di ansie e paure ancestrali. La testa dell'ariete affonda quasi negli strati più esterni del plastico portone, che si arcua flette tende, sempre più prossimo alla tensione estrema, al punto di rottura, di non ritorno. Un ultimo cozzo, una babele di lamenti e rantoli e grugniti - e la barriera viene spazzata via, priva d'ogni ragion d'essere. Caduto il portone, anche l'ariete si placa, scivolando su umori e fluidi variegati, forse partoriti dalla paura degli assediati. Il silenzio mima la parola FINE sul campo di battaglia. E' il 9 novembre 2009: Helga Fuchs celebra così il ventennale della caduta del Muro di Berlino, lei che ruppe le acque proprio nel giorno detto del Crollo. Celebra, Helga, demolendo il muro della sua verginità.


Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: