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lavoro pubblicato martedì 1 dicembre 2009
ultima lettura sabato 14 settembre 2019

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Il diorama

di Pasquale Francia. Letto 875 volte. Dallo scaffale Fantasia

1.L’avvocato Duilio Mariani è un uomo di mezza età, senza alcuna caratteristica fisica rilevante. Lo incontriamo un pomeriggio di settembre mentre scende dalla sua auto e s’incammina fischiettando verso il palazzo centrale del...

1.

L’avvocato Duilio Mariani è un uomo di mezza età, senza alcuna caratteristica fisica rilevante. Lo incontriamo un pomeriggio di settembre mentre scende dalla sua auto e s’incammina fischiettando verso il palazzo centrale del popolato Parco Stella, alla periferia di Roma.
Qualche incertezza con la chiave, a causa della serratura difettosa del portone, ed eccolo salire a passi svelti i lucidi gradini delle scale, con uno slancio ed un’energia che farebbero invidia al miglior podista.
Chiunque, in quel momento, avesse potuto avere l’opportunità d’incontrarlo, si sarebbe certamente incuriosito nel notare due particolari:
Il grosso pacco che teneva in grembo, ai lati del quale erano stampate scritte in lingua inglese del tipo “CAUTION” oppure “HANDLE WITH CARE”, seguite dal disegno stilizzato di un bicchiere, ed il curioso luccichio dei suoi occhi, tipico dell’uomo emozionato.
Entrato in casa, egli diede una voce alla moglie, intenta a stendere la biancheria fuori al balcone, poi si diresse nel suo studio e, senza neanche togliersi la giacca, iniziò a lavorare con un affilato cutter, tagliando ampie parti di nastro e cartone.
In pochi istanti, il lucido piano della scrivania si riempì di grossi trucioli di polistirolo, mentre mani attente, con una delicatezza estrema, estraevano dal pacco venti piccole scatole di legno laccato.
Esse contenevano dei soldatini di piombo. Il Mariani n’era, infatti, un accanito collezionista, ma non di quelli che si accontentano d’ammirare i figurini allineati in bella mostra sulle mensole, no, gli piaceva, anzi, sistemarli nella finta realtà di un diorama e, per questo, possedeva il più bel plastico che mai fosse stato realizzato sulla cruenta battaglia di Waterloo.
Un esperto, ammirandolo, avrebbe provato non poca soddisfazione nell’individuare i più piccoli particolari storici, fedelmente riprodotti:
V’era Napoleone, circondato dagli eleganti ufficiali del suo stato maggiore, mentre fitte colonne di grognards stanziavano sull’attenti vicino ad una grossa fattoria.
V’erano gli inglesi, comandati dal Duca di Wellington, ed essi formavano una solida linea rossa, interrotta qua e là dalle divise scure degli alleati belgi, olandesi e tedeschi.
Insomma, l’intero diorama costituiva un’ampia panoramica del momento cruciale dei combattimenti, ed un vero tocco da maestro era indubbiamente costituito dalla presenza d’innumerevoli cadaveri che riempivano tutti gli spazi liberi del campo, immersi nella costosa erbetta sintetica.
Ma torniamo alle venti scatoline di legno. Esse contenevano degli stupendi cavalleggeri: gli Scots Greys, valorosi dragoni inglesi che riuscirono a travolgere i fanti francesi durante una celebre e drammatica carica.
- Bellissimi! – Sentenziò l’avvocato mentre, uno per volta, li rigirava fra le mani.
- Sono davvero di superba fattura, e che cavalli! Ottimamente maculati…
E prese ad esaminarli servendosi anche della lente, godendo d’ogni minima rifinitura: si trattava davvero di formidabili sculture, intrise di un realismo sorprendente, con delle espressioni facciali tali da sfidare qualunque essere umano.
Qualcosa però lo colpì, poiché, con una smorfia, egli si erse in tutta la sua statura ed aggrottò le folte sopracciglia…
- Ma, com’è possibile… - farfugliò tra i nerissimi baffi - questo pezzo deve esserci finito per sbaglio…

Il suo disappunto fu causato dall’esame dell’ultimo dei venti cavalleggeri. Si trattava di un sergente dall’aspetto poco marziale, con la giubba sozza e sbottonata e che mostrava, inoltre, una lunga barba incolta ed arruffata.
Non v’era cintura a stringere i pantaloni e questi ultimi, del resto, erano davvero miserabili. Insomma, si trattava di un soldato davvero conciato male quanto ad aspetto fisico e vestiario e che contrastava non poco con l’eleganza ed il portamento dei suoi commilitoni.
Fu così che il Mariani pensò di disporlo ai margini del campo di battaglia, nascosto dagli alberi e dal muro di cinta di una fattoria, lontano dai membri della sua unità, impegnati invece a dar corpo ad un’impressionante carica di cavalleria.
Se ne sarebbe certamente sbarazzato, ma se ne dimenticò presto, tutto preso, com’era, con la sua professione…

2.

- E’ bellissimo!
- E’ magnifico!
- E’ un’opera d’arte!
Queste furono le espressioni più frequenti con cui amici e condomini espressero il loro apprezzamento verso il diorama dell’avvocato. Egli fu presto un mito tra tutti i collezionisti romani e la sua casa divenne meta di un vero e proprio pellegrinaggio.
Tuttavia, rimase ferma nel Mariani la convinzione che qualcuno mettesse le mani sul suo prezioso diorama e più d’una volta si sorprese trovando i soldatini fuori posto, ma non solo. Si convinse anche del fatto che vi fossero dei figurini in pose ed atteggiamenti quali non aveva mai visto prima.
Insomma, la sua impressione era che il diorama mutasse giorno dopo giorno…

- Ma, Duilio? Hai comprato altri fucilieri? Quelli non li ho mai visti prima!
- Divertente questo quartetto che gioca con i dadi! Ma, è plausibile che possa accadere nel corso di una battaglia?
- Oh, questa poi! Dei fantaccini che ballano con le cantiniere! Dove li hai trovati?


Fucilieri? Fanti che giocano ai dadi? Cantiniere che ballano?

L’avvocato ci avrebbe messo le mani sul fuoco non una ma due volte! Egli non ha mai comprato nulla del genere! Il cervello comincia ad arrovellarsi in un caleidoscopio di pensieri… che gli stiano tirando uno scherzo? No, impossibile. Sua moglie non si sarebbe mai permessa di mettere o far mettere le mani ad altri sul prezioso campo di battaglia, no. Una spiegazione in tal senso non poteva essere plausibile!
Più passava il tempo e più il mistero s’infittiva: ogni settimana, ogni mese, il diorama cambiava aspetto e sembrava sempre più un allegro bivacco piuttosto che un feroce scontro tra due eserciti. Amici e nemici danzavano insieme, giocavano insieme, parlavano insieme. In breve tempo, della battaglia di Waterloo non rimase più nulla ed il Mariani ne uscì come un uomo distrutto: Il suo diorama era una cosa viva!

3.

Il signor Aimone Spallanzani, bussò alla porta dell’Avvocato Mariani alle quattro e mezza spaccate, così come aveva promesso per telefono. Lisciò con la destra i suoi capelli impomatati dal taglio un po’ retrò, ed entrò con passo da bersagliere nella sala in cui era custodito il diorama.
Estrasse da un sacchetto di feltro rosso un monocolo in montatura d’oro e con un rapido e leggero movimento lo applicò all’occhio destro, assumendo un’espressione accigliata.

-Uhm…ah…uhm…ebbé…si…già!

Rimuginò, così, per un paio di minuti, emettendo questi ed altri suoni, completamente assorto dall’attento esame al quale sottoponeva i singoli figurini… fissato dall’attonito Mariani che agognava nell’avere, al più presto, un responso.

-Non ci sono dubbi!

Sentenziò alla fine l’esperto Spallanzani, prendendo in mano uno dei cavalleggeri appartenenti alla scatola del Sergente sciatto.
– Questi Greys sono stati fusi con la speciale lega di Von Markiusen, l’eccentrico artigiano tedesco! Ecco… guardi qui, avvocato, sotto al piedistallo? Con il monocolo si nota appena, tanto è piccolo, ma è un segno inconfondibile… il monogramma “MVK”, con le lettere che s’interecciano tra loro! Oh…no…no… non v’è dubbio! Queste sculture recano lo zampino di Von Markiusen… eh sì!
Spallanzani, nel pronunciare queste parole, si gongolò tutto. Pose ad una certa distanza il cavalleggero che ancora stringeva sulla punta delle dita e lo squadrò ancora, annuendo continuamente con quella sua testa luccicante per la pomata.
L’avvocato Mariani, era completamente inebetito dal modo di fare del suo interlocutore, così sicuro di sé e così rapido nei movimenti che sembrava essere una mosca impertinente.
Ma nell’udire il nome del tedesco, il suo animo fu pervaso da una crescente irrequietezza. Di colpo, una luce squarciò il buio della sua mente e si ricordò di aver letto da qualche parte, su internet, che un artigiano tedesco si dilettava a scolpire dei figurini che i collezionisti evitavano come la peste.
Non che fossero brutti, tutt’altro… ma… come dire… le sue creazioni avevano il potere di produrre strane interferenze negli altri soldatini… interferenze che si tacevano… anzi, di Markiusen si preferiva proprio non parlare!
Eppure… qualcuno che ci era caduto, aveva cercato di disfarsi dei soldatini incriminati, e li aveva immessi nel circuito delle aste elettroniche senza troppi ragionamenti deontologici, cercando quantomeno di recuperare il denaro perduto.

-Von Markiusen! Il terrore dei collezionisti!

Riprese con voce ispirata Spallanzani, quasi avesse avuto la possibilità di sondare il pensiero dell’avvocato, girando a passi lenti tutt’intorno al caotico diorama della battaglia di Waterloo.
–Non si conosce molto di costui, nemmeno se sia ancora vivente. Tuttavia, qualcuno ha detto che fosse un iniziato alle pratiche alchemiche ed esoteriche e che abbia applicato queste scienze al suo hobby preferito, con i risultati che può vedere… Oh, ammetto che si trattasse di una idea geniale: creare un diorama vivo, con soldatini intenti a combattersi per davvero, a distruggersi come in una vera battaglia, sarebbe stato qualcosa di molto eccitante! Una vera rivoluzione della scienza… animare ciò che, dogmaticamente, dovrebbe giacere nell’immobilità più assoluta!
Pensi, mio caro avvocato, a quali applicazioni avrebbe potuto portare tutto ciò, anche in campi tanto lontani dal collezionismo! Egli, dunque, riuscì a mettere a punto una lega a base di piombo che conteneva in sé la vita, ma all’inizio, conservò gelosamente per se gli esemplari prodotti.
Successivamente, si rese conto che i suoi figurini fabbricati con la lega particolare erano in grado di trasferire ad altri soldatini quella loro peculiare “virtù”.
Fu allora che Markiusen decise di seminare il caos nel mondo del collezionismo… egli cambiò rotta, modificò la sua originaria idea… insomma… il mondo è pieno di brutture, di guerre e di devastazioni… perché portarle anche in casa? Perché non creare dei soldatini che fossero, invece, portatori di un messaggio… di pace?

-Maledetto stregone!

Interruppe il Mariani, tergendosi il sudore dalla pallida fronte con il suo fazzolettone rosso, gli occhi fissi sul suo Diorama, ormai rovinato per sempre.
-Io…io… devo trovare una soluzione! Questi soldatini dagli occulti poteri hanno mandato in fumo anni ed anni di sapienti elaborazioni, anni ed anni di ricerche… di… di lavoro!
Cosa è che debbo fare per rimettere tutto a posto? Eh Spallanzani? Ci sarà pur una soluzione! La prego… lei deve aiutarmi, sento che impazzirò se il mio diorama non tornerà più come prima!
Gli occhi dell’esperto luccicarono per un istante, ed un sorrisetto intellegibile animò le sue sottili labbra.
-Una soluzione c’è… solo che…
-Solo che? – soggiunse in un sussurro il distrutto Mariani.
-Le costerà, mio caro avvocato. Intendiamoci, le garantirò un trattamento di favore, ma per eliminare l’influsso malefico che aleggia sul suo diorama non posso chiederle al di sotto dei diecimila euro! Vede… ormai i suoi soldatini sono stati corrotti dal figurino di Von Markiusen, ed essi stessi sono divenuti come il sergente dei Greys, sono ormai qualcosa di vivo… a questo punto, se vuole salvare la collezione che le è costata anni di ricerche e fatica, non vedo altra soluzione che trattare i soldatini con una speciale soluzione chimica che farà tornare la lega al suo stato originario… in caso contrario, dovrà cestinare tutto, o, ancora, cercare di vendere… seminando poi il caos tra le pareti di casa di un altro ignaro collezionista… mi dica lei, egregio avvocato.
Spallanzani piantò gli occhi sul viso preoccupato di Duilio Mariani. La risposta non tardò ad arrivare.

-Non è il caso che le rinnovi la mia premura per questo diorama. Sono disposto a pagare la cifra che dice, a patto, però, che il problema verrà risolto al più presto ed in maniera definitiva. Si metta dunque al lavoro, caro Spallanzani, e mi faccia riavere i soldatini nelle loro condizioni originarie…
-D’accordo allora! Da domani, alla stessa ora, cominceremo il trattamento…
rispose l’esperto impomatato, fregandosi forte le mani.
–Vedrà che rimarrà soddisfatto, ho già trattato casi analoghi, questi soldatini di Markiusen girano su e-bay da molto tempo e sono una vera iattura!

4.

-Adalgisa cara!

Sussurrò Aimone Spallanzani, baciando il collo della prosperosa signora che, mani sul volante, gli sedeva accanto in macchina.
–Sono riuscito a scucirgli diecimila euro… questa trovata dei soldatini è stata una vera perla, hai avuto una gran bella idea!
La signora sorrise, maligna.
-Domani alle quattro… - aggiunse l’uomo – verrò a casa ad iniziare “il trattamento”, perciò, caro amore mio, elimina la vaschetta con il liquido oppiaceo che hai messo nel condizionatore dello studio e regolalo al minimo, poiché dei residui di droga posso essere rimasti nel condotto… non vorrei che tuo marito avesse ancora delle allucinazioni… ora ci serve sobrio. A tal proposito, apri bene le finestre di quella stanza e falla arieggiare: ci sono stato soltanto un quarto d’ora ed ho già visto sette volte un elefante rosa volare a quattro metri d’altezza sopra l’asfalto…
Una fastidiosa risatina echeggiò nell’abitacolo della BMW, mentre con un forte stridìo di gomme, la vettura si proiettò sulla carreggiata, filando veloce sulla strada avvolta dalla bruma della sera.

(c) 2004-09 by Pasquale Francia, diritti riservati. Ed. 3.09



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