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lavoro pubblicato giovedì 26 novembre 2009
ultima lettura sabato 28 settembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

I GALLETTI DELLA ROTONDA DELLA IPERCOOP

di Nigel Mansell. Letto 682 volte. Dallo scaffale Fantasia

Ci sono dei galletti americani che razzolano liberi e incontrollati tra la statale e la Ipercoop a Gravellona Toce (VB)

In quanto eletto per acclamazione personal trainer dei pennuti e che proprio per questo godo della loro incondizionata fiducia, avendo contribuito a salvare loro appunto le penne, migliorando le performance atletiche nell'attraversamento della rotonda, mi faccio portavoce della seguente loro missiva, che riporto integralmente come mi è stata consegnata (la lettera era avvolta nel sasso che ha sfondato stamattina il vetro della mia finestra):

Buongiorno, mi presento, sono Vercingetorix capo storico e incontrastato della comunità avicola di Gravellona Toce che voi impropriamente avete definito "i galletti della rotonda della ipercoop", ma se è così che volete, accettiamo l'etichetta.
Io non sono che il subcomandante, il comandante è il popolo, quello dei miei polli, dei galli, delle galline e dei giovani pulcini gialli che sono il nostro futuro. E' a loro nome e per loro che parlo, perché anche se voi pensate che noi siamo stupidi noi vi abbiamo osservato in tutti questi anni, vi abbiamo ascoltato e giudicato. Vi abbiamo visto distruggere la vostra splendida pineta nel nome del progresso, della modernità e della velocità nelle comunicazioni: tante belle piante che davano ombra e riparo alla gente dalla calura estiva e fornivano il rinfranco del verde nei grigi inverni gravellonesi; sostituita con un quadrifoglio, ma di cemento armato, quello dell'autostrada: avremmo potuta dividercela quell'oasi, ci sarebbe stato spazio per tutti, i nostri popoli avrebbero potuto convivere e prosperare insieme e noi non avremmo rischiato l'estinzione. Invece vi abbiamo visto sfrecciare sempre più velocemente nelle vostre auto, tanto da abbatterci senza pietà quando abbiamo osato condividere con voi la striscia di asfalto, abbiamo assistito al vostro disastro, allo sfacelo della vostra comunità, alla fine delle feste, delle risate e dell'allegria nelle innumerevoli celebrazioni e raduni che la pineta e la sua area permettevano, per diventare degli automi lobotomizzati nel vostro nuovo tempio pagano della ipercoop. Non avete capito che quelle che sono in vendita lì dentro non sono delle merci, degli oggetti o stili di vita, o al massimo la carne dei nostri simili, ma siete voi, la vostra famiglia, i vostri affetti; è la vostra vita che si omologa con quella di tutti gli altri, nei vestiti identici, nei cibi di plastica dal sapore finto, nelle vostre idee, che a favore o contro, sono oramai perfettamente identiche a quelle di tutti gli altri.
Pertanto ci dissociamo, è arrivato il giorno che le nostre strade si separino. Ci stacchiamo dalla comunità di voi umani, la vostra è una civiltà volgare e decadente oramai alla fine. Ci appelliamo al principio di autodeterminazione dei popoli, che sancisce il diritto di un popolo sottoposto a dominazione straniera ad ottenere l'indipendenza, associarsi a un altro stato o comunque a poter scegliere autonomamente il proprio regime politico (o pollitico).
Chiediamo di poter formare un'autorità nazionale dei galletti della rotonda e di essere riconosciuti a livello internazionale come l'organizzazione che rappresenta il popolo dei pennuti di Gravellona Toce per scegliere in autonomia di poter razzolare come e dove vogliamo, di poter covare le nostre uova e riprodurci senza la paura di essere sterminati per esempio da una sgrillettata isterica che sta correndo alla guida del suo SUV per andare a fare la lampada alla ipercoop.
Se a questa nostra non riceveremo risposta e non verranno riconosciuti i nostri diritti, riteniamo lecito ricorrere ad ogni forma politica e non, per la rivendicazione ed affermazione delle nostre ragioni.
Hasta la victoria, siempre!

Il subcomandante
Vercingetorix



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