ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato giovedì 22 ottobre 2009
ultima lettura mercoledì 20 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Sensi

di Stefano Cona. Letto 786 volte. Dallo scaffale Filosofia

Ho Visto uomini vivere dettagli di vita come fossero Vita. Ho Udito i vagiti, le risa, gli affanni ed infine i sospiri .Ho Toccatole labbra, il cuore ed il sangue dei corpi. Ho Assaporatol'ambrosia dell'effimera gioia ed il fiele dell'eterna paura. Ho ...

Ho Visto uomini vivere dettagli di vita come fossero Vita.

Ho Udito i vagiti, le risa, gli affanni ed infine i sospiri .

Ho Toccatole labbra, il cuore ed il sangue dei corpi.

Ho Assaporatol'ambrosia dell'effimera gioia ed il fiele dell'eterna paura.

Ho odorato la pelle e le zolle di terra.


Nella fascia libera tra Giove e Plutone, Astrea primeggiava tra le migliaia di asteroidi che vagavano nello spazio siderale come schegge impazzite di una Creazione mal riuscita.
Astrea osservava la Terra con i suoi mari, i suo cielo, il fuoco dei suoi vulcani.
Una grande ingiustizia Celeste.
Vagava, Astrea, alla ricerca di una Giustizia siderale che la compensasse di quella Sua sorte, fintanto che un Buco nero l'attrasse ingoiando il ferro ed il nichel della Sua Anima asteroidale.
Una grande energia la ridusse in un punto infinitesimale risputandola in un altro universo dove tutto, e stelle e pianeti e comete e asteroidi, tutto , ma proprio, tutto era Eguale.
Una miriade di punti armoniosi in un unico Elemento che li governava.
Non v'era Acqua, né Aria, né Fuoco,né Terra in quella vita insperata ed ignota. Nulla v'era, se non Amore d'un Fattore diverso, che nella propria creazione non aveva previsto ingiustizia e lamento ma solo un unico e Primo Elemento.

Lo sciamano aveva scelto quel giorno per concludere il suo viaggio.
Si alzò di buon ora e raccolse lo scettro della propria saggezza, uscii dalla sua capanna di paglia e di fango e si diresse verso il grande sicomoro. Lo sciamano raccolse una foglia impregnata di brina e dopo aver disegnato col proprio bastone un cerchio sul terreno, ve la depose insieme alla pietra focaia che da anni conservava in attesa di quel giorno. Si sedette al centro del cerchio e sollevando lo scettro al cielo, esclamò la parola che il padre gli aveva rivelato in un'epoca lontana..
La brina di sciolse in Acqua, la pietra focaia scintillò in un piccolo Fuoco, la Terra lo accolse e lo scettro raccolse tutta l'Aria di quell'ultimo cielo. Il tronco del sicomoro sarebbe stato il suo sarcofago eterno. Il suo Quinto tesoro.


Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: