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lavoro pubblicato lunedì 12 ottobre 2009
ultima lettura martedì 19 febbraio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Bolero

di giovannip. Letto 710 volte. Dallo scaffale Pulp

La gola mi bruciava,mentre l'ennesimo sorso di uno scadente scotch whisky ,si faceva spazio verso il mio stomaco;Juan Belmonte mi fissava dalla parete,mentre l'ossessionante e affascinante ritmo del Bolero,moderato,uniforme,crescente,si era impossess

La gola mi bruciava,mentre l'ennesimo sorso di uno scadente scotch whisky ,si faceva spazio verso il mio stomaco;Juan Belmonte mi fissava dalla parete,mentre l'ossessionante e affascinante ritmo del Bolero,moderato,uniforme,crescente,si era impossessato di ogni mia azione,coprendo le sua urla con l'aggiunta di sempre piu' strumenti ,nelle sue famose diciannove ripetizioni.
Un vestitino nero aderente,giarrettiera e tacchi a spillo Guess,neri,confezionavano un corpo da possedere,da avere,da dominare,selezionato da me ,con la stessa tecnica della tauromachia,come quei tori che durante la corrida,si presentavano così forti e che pian piano,si arrendevano all'ingegno del matador,trafitti inizialmente dalla pica,poi le banderillas e infine il colpo di grazia,con la spada,tra le prime due vertebre cervicali.
Lei così adesso a me appariva,forte,ma sempre piu' im mio possesso;la sua pelle aveva un sapore acido ed eccitante,mentre vederla lì,canina,costretta,urlante,in una stanza tappezzata da ampi ritagli di polistirolo,per insonorizzarla,dipinti di rosso, a ricreare l'ambiente quasi da arena,mi eccitava sempre piu'.
Il Bolero imperseverava e il sesso ,in quella stanza,si stava materializzando nell'aria.
Non la volevo scopare,ma annullare,mentre la pica si era infilzata nella carne rosea e sexy della sua coscia sinistra.
Strazio e orgasmo,il suo dolore,il mio godere.
Le giravo attorno per domarla e studiarla;
l'altra coscia fu penetrata dalla prima banderillas.
Il toro e il torero,la dura lotta tra l'animale istintivo e l'animale creativo;la seconda banderillas nel costato.
Cadde.
Guardai il pubblico che mi acclamava.
La terza nel gluteo destro;la mente;applausi,urla e l'attesa.
Mi avvicinai con la spada per graziarla,ma la sorte volle,che la prima stoccata fosse fermata da un osso del cranio;mira sbagliata.
Avevo letto in "morte nel pomeriggio" di Hemingway,che in gergo,questo errore veniva chiamato Pinchazo.
Agonizzante,dello stesso colore delle mie pareti,occhi supplichevoli di morte:dovevo mirare bene;
(applausi).
riuscii a inserire la spada tra le due vertebre cervicali,affondo.
Abbattuta.
Il pubblico attendeva l'ultimo dono:estrassi lo spadino,mozzai l'orecchio destro e lo lanciai a loro;un successo,mentre Ravel terminava la sua folle rincorsa e Belmonte mi fissava entusiasta,ero riuscito a eliminare la piu' selvaggia tra le bestie da me selezionata.
Ma lo spettacolo deve continuare


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