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lavoro pubblicato giovedì 9 gennaio 2003
ultima lettura venerdì 22 settembre 2017

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

L unico uomo

di Priscilla Luna. Letto 1543 volte. Dallo scaffale Generico

Quando ero piccolina non facevo tanto caso alle parolacce, non sapevo che fossero tali e quando colui che mi ha concepito(in tutti gli altri casi si c...

Quando ero piccolina non facevo tanto caso alle parolacce, non sapevo che fossero tali e quando colui che mi ha concepito(in tutti gli altri casi si chima padre) mi si rivolgeva insultandomi, non sapevo che quelle fossero delle umiliazioni ; pensavo fosse normale. Quando quell'essere mi diceva che mia madre non mi voleva bene ,solo per allontanarmi da lei, io ci credevo ; ero troppo piccola per capire che la cattiveria potesse scorrere così vigliaccamente , eppure per qualche tempo ho creduto davvero che mia madre non mi amasse . Quando sentivo i padri dei miei compagni di scuola rivolgersi ai figli con voce amorevole mi stupivo perchè le mie orecchie erano abituate sempre a rimproveri urlati . Ricordo ancora il mio primo giorno di scuola , dovevamo imparare per l'indomani le tabelline del 2 e del 3 , mia madre intanto faceva sudiare gli altri miei fratelli e mi affidò così a qell'essere ignobile che, non avendo pazienza mi riempì di botte; ma per me quello era normale. Crescendo ho capito che la normalità a cui ero abituata era folle malattia di voler comandare sulla vita degli altri. Stavo gettando la mia esistenza tra le braccia di un altro mondo , quando lui senza dire nulla e dopo anni di torture di ogni tipo, soprattutto psicologiche , andò via . Mi trovai davanti ad un bivio , come quando dopo un periodo (di tantissimi anni) di buio uscisse improvvisamente il sole ; inizialmente si ha paura , si è accecati dai raggi che , anche se flebili , feriscono inevitabilmente gli occhi. Disporre per la prima volta delle propria vita non è da nulla ! Se sono cresciuta con la testa ben salda sulle spalle è grazie a mia madre , ai miei fratelli , a mio nonno e a mia nonna (che purtroppo non c'è più)e anche al mio cagnolino. Grazie a mia mamma ho imparato ad amarmi,a credere in me stessa ... Grazie ai miei fratelli ho imparato a credere nel futuro,a sognare ... Grazie a mia nonna ho compreso quanto fosse importante aiutare gli altri e a non giudicare Grazie al mio cagnolino ho imparato a guardare bene la strada , perchè durante il tragitto si possono incontrare tanti str.... Ma soprattutto devo dire grazie a mio nonno,senza di lui non avrei ciò che ho e non sarei come sono (compresi i difetti come la testardaggine) e ora che sta nuovamente in ospedale io ho paura, paura di perdere l unico uomo che mi ha fatta grande , che mi ha insegnato (senza mai salire in cattedra) a vivere la vita come viene. E' un esempio di coraggio , perchè nonostante la malattia non si è mai buttato giù. Domani dovrà subire un operazione lunga e delicata dall'esito incerto e al solo pensiero il mio cuore batte all'impazzata. Ho solo 21 anni e tutta una vita da vivere , so che niente e nessuno è eterno, ma mi sto illudendo per una volta che la vita non possa finire. Quando mia nonna è morta è come se un pezzetto di me fosse andato con lei, il non vederla più(se non nelle videocassette del natale 1999 e qualche volta nei miei sogni) , il non poter sentire la sua voce e anche i suoi rimproveri ...tutto è scomparso , poi basta poco per sentirla vicina, chiudo gli occhi e la sento dentro al mio cuore . D'altronde questa è la vita e nei migliori dei casi , si nasce , si cresce , si muore e si diventa frammenti di stelle che permettono a questo cielo di brillare e di farci sognare. Luna


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