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lavoro pubblicato mercoledì 30 settembre 2009
ultima lettura mercoledì 4 dicembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il CIgno Nero: capitolo ventisettesimo.

di fiordiloto. Letto 948 volte. Dallo scaffale Fantasia

Capitolo finale!!!! Un grazie a tuti quelli che hanno sognato con me, ai Within Temptation per la loro musica ispiratrice, e al fumetto "The chronicle of fallen vampire", le cui immagini hanno ispirato questa storia!....

Capitolo 27

I sovrani della Luna

Straus cadde in ginocchio, assieme a tutti i membri del suo gruppo, con le braccia tese verso Adeleith.

"Adeleith!", esclamò. "Mia regina...Sei proprio tu, allora"

Lei si guardò le braccia, le mani, li bagliore lunare che emanava. "Sì"

Era una sensazione inimmaginabile. Come se tutto il mondo all'improvviso assumesse un senso. Sorrise a Straus e vide il volto del vampiro accendersi, riempirsi di una gioia radiosa, pari solo a quella che albergava nel suo.

E' questo che sono, si disse. E' questo che sono sempre stata!

"Straus...", mormorò, prendendo il vampiro per le mani. "Marito mio...Il mio Re...Sono rimasta sopita così a lungo..."

"Lo so", replicò lui, "Ma ora sei di nuovo qui, e di nuovo viva..."

La guardava con una sorta di timore reverenziale. Non c'era più traccia della ragazzina spaventata che conosceva. La sua Regina somigliava un guerriero d'altri tempi. Di quelli che nei momenti di giubilo si dimenticano di sorridere.

Era incantevole.

"Ma che tenerezza!", fece Oras, graffiante. "Il Re del Passato che dopo più di un millennio di ricerche ritrova finalmente la sua regina"

Adeleith le rivolse uno sguardo di fuoco. "Tu...", sibilò. "Tu hai ingannato me e tradito il tuo stesso popolo! Tu mi hai condannata a questa prigionia millenaria. Che cosa speravi di fare con il mio signore? Servirti di lui come hai fatto con me?"

Si guardarono come se fossero pronte a dare il via ad una battaglia senza eguali. Di quelle che il mondo fatato non vedeva da millenni.

"E' finita, Oras", intervenne Straus, mentre usciva dalla barriera per raggiungere il fianco di Adeleith. "Nonostante i tuoi crimini, possiamo ancora trovare un accordo. Arrenditi ora, e ti concederò di ritirarti a vita privata in uno dei templi devoti ad Irial. Il buio e il silenzio della corte Unseelie ti si addicono. Non sei fatta per vivere nel calore del Sole e nelle notti di Luna"

"Hai ragione, mio Re", sogghignò la donna. "Non tollero luce e calore. Ciò che bramo di più al mondo è il potere. Non ci sarà mai pace fra noi, finchè saremo entrambi vivi!"

In un attimo, si levò una parete di oscurità, che divise Adeleith da Straus e il resto del gruppo.

"Adeleith!", esclamò il re.

Lei capì al volo e lo imitò, poggiando le mani sulla parete d'oscurità in corrispondenza delle sue. La luce sgretolava pian piano il buio, sciogliendolo come neve al sole.

Ma il re era voltato di spalle.

Approfittando di quella distrazione, Oras alzò le braccia al cielo, e fra le sue dita si materializzò una lancia di tenebra.

"Muori, re di nulla!", sussurrò, mentre si preparava a lanciarla.

"Non pensarci nemmeno, Oras!"

La sacerdotessa aveva preso la mira, ma si era trovata davanti Goa. La giovane donna la fronteggiava, proteggendo il re come uno scudo.

"Sciocca presuntuosa ragazzina!"

La sacerdotessa sbuffò, soffiando una folata d'oscurità negli occhi della ragazza.

Quel diversivo fu sufficiente. Quanto bastava per afferrare Goa alla gola e piantarle le sue lunghe dita nella giugulare.

"Hai finito d'intralciarmi!"

Renka balzò immediatamente all'assalto, seguito a ruota da Letizia, Bridget e Nube. Ma una scarica violentissima li rispedì indietro, stordendoli.

Quella messa peggio era Nube: le tenebre pure erano letali per un essere fatto di Sole.

Letizia e Bridget erano a terra svenute, polsi e caviglie avvolti da spessi anelli di oscurità.

Renka fu l'unico a non perdere i sensi, però era troppo debole per muoversi.

La risata della sacerdotessa scoppiò, acuta e trionfale, mentre avvicinava il viso a quello di Goa.

"Ora rendimi ciò che è mio", disse. "Rendimi il mio potere!"

Incollò le labbra alle sue, risucchiando il suo potere per riversarlo dentro di sé.

"No!", strillò Renka, la voce rotta dalla disperazione. "Straus, fa qualcosa!"

Il vampiro si morse le labbra, inferocito.

Goa era a terra, immobile. Oras la sovrastava con un ghigno crudele stampato in viso.

"Finalmente...", sussurrò, sardonica. "Ora ho il potere di liberarmi dei due sovrani. Assorbirò anche il vostro potere, e farete la stessa fine di quella sciocca ragazzina"

Avanzava minacciosamente verso di lui, lasciando dietro di sé un gelo di morte.

"Straus", lo richiamò Adeleith, dall'altra parte del muro. "Non ti distrarre. Ancora uno sforzo"

Straus annuì, quindi concentrò il potere nelle mani e riversò sulla parete nera un'ondata di luce primaverile talmente tiepida che la fece incrinare, per poi frantumarla in mille pezzi.

"Oras!", ruggì Adeleith, finalmente libera di farsi avanti. "E' il momento che paghi per i crimini commessi! Preparati, perché non ti concederò alcuna giustificazione!". E poi, rivolgendosi a Straus, gli tese una mano. "Andiamo, mio signore. Combattiamo uniti come un tempo. Nessuno può fermarci, se il Re e la Regina della Luna combattono insieme"

"D'accordo!"

Si presero per mano. Straus si sentì avvolgere da un'ondata di calore, mentre il suo corpo cambiava e si plasmava fra le dita di Adeleith, fino a prendere la forma di una spada vermiglia.

"Ora", annunciarono Adeleith e Straus all'unisono. "Siamo. Di nuovo. UNO!"

Si scagliarono contro Oras con rabbia animale, mentre tutto attorno a loro risplendeva di luce.

"Re della Luna, ora non mancare il bersaglio", sussurrò Adeleith, mentre avanzava inarrestabile verso la sua nemica.

"Non temere", rispose la voce metallica del re. "Ha spezzato il mio cuore. Adesso in cambio centrerò il suo"

E Adeleith lanciò.

Sorridendo, Oras innalzò attorno a sé la barriera del Cigno Nero, che ormai le apparteneva. Protetta da quella parete, capace di neutralizzare qualunque magia, si sentiva inattaccabile. Ma la spada non si fermò. Non tintinnò neanche mentre attraversava incolume quella barriera d'ombra.

Centrò il bersaglio.

E Oras venne scaraventata indietro con forza devastante.

Adeleith le fu addosso in un baleno, trattenendola per i polsi mentre ansimava vistosamente.

"Come...è potuto succedere?", domandò la sacerdotessa, sconvolta. "Come mai la barriera non mi ha protetta?"

"Non sei tu la prescelta", le sussurrò Adeleith all'orecchio. "Il potere del Cigno Nero ha deciso di obbedire a Goa e proteggerla. Puoi averglielo sottratto, ma ciò non significa che tu possa utilizzarlo come se ne fossi la proprietaria"

Mentre Straus tratteneva Oras incollata a terra, Adeleith le prese il viso fra le mani e posò le labbra sulle sue, per riversarvi all'interno una colata di luce ardente, simile a lava.

Fu il Big Bang.

Un esplosione di luce che durò un istante eterno.

Mentre rivestiva ogni cosa, il corpo di Oras si disseccò. Come prosciugato, cominciò a rattrappirsi, perdendo ogni traccia di bellezza, magia e avvenenza. Non era più una minaccia. Solo un cadavere in decomposizione vecchio di millenni.

"E' finita?", chiese Adeleith. "Finita davvero?"
"Sì, mia regina", rispose Straus, riprendendo forma umana. "Oras non cammina più in questa terra"

Furono richiamati dalle grida dei loro amici.

Letizia e gli altri si erano risvegliati, e si dimenavano convulsamente nel tentativo di liberarsi.

Con un gesto della mano, Adeleith li liberò dai loro sigilli.

Non appena sciolto, Renka scavalcò il cadavere di Oras.

‘Goa!', urlava il suo cuore. ‘Goa!'

Si avvicinò al corpo inerte della giovane. Le labbra perfette erano livide per via del bacio delle tenebre.

"No...", mormorò, sconvolto. "No..."

In un secondo, i ricordi lo travolsero. Rivide il corpo di Yumi, appeso senza vita ad un albero, il petto trafitto da una spada. Dopo aver ritrovato l'amore, come poteva sopportare di perderlo di nuovo?

La prese fra le braccia e, cullandola, pianse.

***

‘Il regno dei morti sembra più buio del solito', pensò Goa.

Si sentiva avvolgere da un sudario di tenebre. Per un istante lottò, ma poi decise di lasciar perdere. Era senza forze, e per tutti arrivava un tempo giusto per morire.

Gli affanni e i conflitti del mondo dei vivi sembravano lontani.

Adeleith era sveglia, il suo Renka era vivo, e questo la rese felice. Oras era morta, distrutta per sempre, e il Cigno Nero era svanito con lei.

Aveva svolto il suo dovere.

Vagava alla deriva, ma proprio quand'era sul punto di soccombere al nulla, qualcosa l'afferrò per le braccia, trascinandola nuovamente verso la realtà.

Immediatamente arrivò il dolore. Un dolore così acuto che cancellò quasi ogni altra percezione. Goa provò a ribellarsi, ma quelle braccia non mollavano la presa.

"Non morire Cigno Nero", sussurrò una voce familiare, alla quale fecero eco numerose altre.

Goa sbattè le palpebre. Una moltitudine di figure evanescenti si libravano in quelle tenebre. Nonostante non avessero forma corporea, data la loro consistenza simile a fumo, Goa non stentò a riconoscerle.

Ognuna di loro era stata un Cigno Nero.

"Torna indietro", dissero in coro.

"Non posso", singhiozzò Goa. "Oras ha succhiato via anche il mio barlume vitale! Sono morta! Non ne ho la forza!"

"Sì invece", disse lo spirito che la teneva stretta a sé. "Non vorrai dare a Renka un simile dolore?"

Era l'anima di Yumi.

"Vivi, Katsuki Goa! Vivi per tutti quelli che come noi non hanno avuto questa possibilità! Vivi perché ora non sei più il Cigno Nero. Vivi, e fallo solo per te stessa!"
Goa sorrise, e si sentì trascinare dolcemente verso la luce.

Quando finalmente riaprì gli occhi, comprese: dopo aver vagato nell'incoscienza per quella che sembrava un'eternità, si trovava di nuovo fra le braccia di Renka.

"Goa!", esclamò lui. "Goa! Sei viva!"

"Sì", disse lei. Poi sollevò con cautela la testa e sorrise. "Abbracciami stupido! Lo sai che non vado da nessuna parte senza di te"

Quelle erano le parole di Yumi!

Renka si asciugò le lacrime con il dorso della mano e poi la strinse a sé, come se lei fosse la cosa più fragile e preziosa al mondo. Goa si lasciò avvolgere, il cuore pulsante di gioia, e poi piegò appena la testa in direzione di Straus.

"Pensavamo di averti persa", disse il vampiro.

"Ma sono viva", rispose lei. "E tu hai la tua regina"

Malgrado tutto ciò che aveva passato, vedendo Adeleith stringere la mano di suo marito provò una serenità inenarrabile.

"Che cosa accadrà adesso, grande Re della Luna?", domandò.

"Ho ancora molto da fare", disse il Re, avvolgendo le spalle di Letizia con un braccio. "E una promessa da mantenere, vero mia piccola Lety?"

La piccola Dhumpire gli rivolse un sorriso smagliante.

Si va sulla Luna!, esultò.

"Esattamente!", confermò il vampiro, e poi si rivolse a Bridget. "Mia cara", disse, in tono quasi ossequioso. "Cosa vuoi fare? Avrò bisogno di un buon generale per ricostruire tutto da zero. Ti va di aiutarmi?"

In tutta risposta, Bridget gli getto le braccia al collo.

"Adeleith..."

E nel pronunciare quel nome, la voce del Re si riempì di dolcezza.

"Sara", si corresse. "Tu cosa intendi fare?"

Adeleith gettò un'occhiata veloce alle sue spalle. Adam la guardava in atteggiamento d'attesa. Non aspettava altro che aprire le braccia per accoglierla, lo si vedeva dal modo in cui la guardava.

"Ricordo tutte le emozioni antiche", disse. "Ma anche quelle nuove. Il mio posto è qui, sulla Terra. Non sono più la regina della Luna ormai da diverso tempo. Mi dispiace per quanto è successo in passato, mio Re. Anche io sono colpevole, per la morte della tua Stella"

"No", disse lui, carezzandole una guancia. "Il vero colpevole giace morto qui su questo suolo, adesso. Sono stato un re ingenuo, e un marito manchevole. Ti ho sempre reputata una donna molto forte, e perciò non ti ho protetta dalle trame ordite dal nostro nemico. Potrai mai perdonarmi, mia regina?"

E ciò detto, s'inchinò al cospetto di Sara e le prese le mani.

Lei lo guardò, sbigottita.

"Va' in pace, Rosered Straus", mormorò, posando le sue labbra morbide come petali sulla fronte del vampiro. "E possa la grazia di Selena scendere su di te"

Regina Adeleith?

Senza esitazione, Letizia si avvicinò alla vampira e la chiamò tirandola per un braccio.

"Sì, piccola mia?"

Avrei un favore da chiederti, prima di partire.

"Ma certo, cosa posso fare per te?"

Letizia si alzò in punta di piedi e Adeleith la prese in braccio. Quando fu ad altezza del suo viso, la piccola Dhumpire appoggiò la fronte a quella della Regina, per sussurrarle la sua richiesta.

"Sarai accontentata", disse Adeleith, sorridendo davanti allo sguardo interrogativo di tutti.

Sia lei che Letizia chiusero gli occhi, poi un lampo di luce baluginò fra loro.

La gioia dipinta sul volto della piccola Dhumpire era immensa. Così tanto che a stento il suo cuoricino riusciva a trattenerla.

"Letizia?"

"Sì, padre?"

E fu grande lo stupore, quando tutti udirono per la prima volta la sua voce, tenera e squillante come il cinguettare di un fringuello, e altrettanto melodiosa.



Commenti

pubblicato il 30/09/2009 17.29.43
sothis85, ha scritto: VERAMENTE UNO DEI CAPITOLI POU BELLI...BRAVA DOLCE CARA SENSIBILE FRANCY. TI BACIO RUBEN
pubblicato il 30/09/2009 17.45.55
anais, ha scritto: stupendo..fenomenale veramente brava...bacio

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