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lavoro pubblicato lunedì 28 settembre 2009
ultima lettura lunedì 2 dicembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il Cigno Nero: capitolo ventiseiesimo

di fiordiloto. Letto 986 volte. Dallo scaffale Fantasia

Le tenebre erano forti. Così forti... Ma all'improvviso arrrivò la luce, che trasformò tutto il mondo in un giocattolo.....

Capitolo 26

Tenebre

Goa si rimise immediatamente sulla difensiva.

In un millesimo di secondo era di nuovo in piedi e la barriera venne ripristinata.

Si aspettava una pressione, o un attacco di qualche genere, ma non arrivò nulla.

"Sta attaccando?", domandò, al vampiro, che stava immobile al suo fianco.

"Sì", disse lui. "Guarda...l'oscurità è in fermento"

Solo quando seppe cosa doveva cercare, Goa si avvide di quello spettacolo terrificante. L'oscurità era viva, nel vortice alle spalle di Oras. Seguendo l'ordine della sacerdotessa, e lentamente stava sbordando all'esterno. Avanzava strisciando, e guardarla era come essere diventati ciechi.

Nelle tenebre si formò come una figura. Una lingua. Risalendo lungo la barriera di Goa, ne saggiò la consistenza per poi incresparsi. Il Cigno Nero studiò con attenzione la resistenza del suo scudo. Quello strano nulla sembrava avvolgerlo senza scalfirlo.

Ma lo stesso non si poteva dire di ciò che stava all'esterno.

Alberi, palazzi, pietre, auto...qualunque cosa l'oscurità toccasse si disfaceva in un cumulo di niente, e diventava parte delle tenebre. Data l'avanzata, Straus calcolò che in meno di mezz'ora tutta la città sarebbe stata avvolta in un sudario, convertendosi così in un parco giochi per demoni assetati di sangue.

"Cosa pensi di fare, Re del Passato?", chiese allora Oras, sogghignante. "Lascerai che la città e poi il Mondo intero vengano avvolti dall'Abisso, oppure mi consegnerai ciò che voglio?"
Il vampiro la fissò disgustato. "Temo che, quand'anche ti consegnassi ciò che vuoi, non lasceresti scampo al mondo degli umani"

"Devo prendere questa tua affermazione come un no?"
Silenzio.

Un silenzio che sapeva di risposta affermativa.

"Come immaginavo", sospirò Oras. "Peccato...avevo sperato di risparmiare a questo bel pianeta la sorte che toccò alla Luna più di mille anni fa"

"Maledetta!", ringhiò Bridget.
Era così furiosa che la gola le doleva per il desiderio di sangue, ma Straus le posò una mano sul braccio per calmarla.

In tutta risposta, il sorriso sardonico di Oras si allargò. "Il tempo scorre...tic tac...tic tac...Cosa intendete fare? Proteggerete voi stessi sotto quella barriera e lascerete che il mondo cada nelle tenebre, oppure tenterete di difenderlo a rischio della vostra vita?"

‘Questo non è necessario', pensò Sara, la mano avvolta in quella di Adam. ‘Il sacrificio di uno solo di noi basterà a rimettere le cose a posto'

Il momento era arrivato.

Lentamente, lasciò la mano di Adam, che le rivolse uno sguardo interrogativo.

Lei sorrise, e avanzò.

Goa era dinnanzi a tutti, assieme a Straus. Renka, Bridget, Letizia e Nube erano dietro insieme ad Adam. Poteva farcela. Doveva uscire senza che nessuno la fermasse. Ma dipendeva anche da Goa.

Giunta al fianco de Cigno Nero, Sara le toccò una spalla. Goa mosse impercettibilmente il viso, e fece un lievissimo cenno d'assenso. Immediatamente, Sara percepì la tensione di Straus aumentare. Non si era voltato, ma era chiaro che aveva intuito qualcosa. Che quel cenno d'intesa fra lei e Goa non gli era sfuggito.

Accadde tutto in un flash.

Goa allungò un braccio per colpire Straus al ventre.

Il vampiro agonizzò e cadde a terra, tramortito.

Uno spiraglio si aprì nella barriera, abbastanza grande da far passare Sara all'esterno.

"Goa...che cosa fai?", domandò il vampiro, stupito.

"Mi dispiace", rispose lei. "Ma non ho altra scelta. Non ti ho ferito gravemente, volevo solo evitare che fermassi Sara"

Solo allora il vampiro si rese conto che Sara era fuori. Gli sguardi increduli di tutti erano su di lei, e Adam s'era precipitato in avanti, tempestando di pugni lo scudo luminoso come cristallo nero.
"Sara!", gridava. "Sara! Che cosa stai facendo?"

"Mi spiace", disse lei in tono calmo. "Ma è l'unico modo per mettere le cose a posto"

"Ma..."

"Ti amo, Adam", disse lei, posando le mani sulla barriera, in corrispondenza delle sue. "Non so cosa mi capiterà, ma sappi questo: anche se diventerò un'altra persona, o se dovessi scomparire...Sara ti ama, d'accordo?"
Si allontanò dalla barriera.

"Goa...", disse ancora. "Grazie di tutto. So quanto ti costa fare questo per me"

Il Cigno Nero rispose con un cenno, poi rivolse nuovamente la sua attenzione al gruppo di compagni.

"Goa...", intimò Straus, che si stava già rialzando. "Fai rientrare immediatamente Sara"

"No", si oppose lei. "E' stata una sua scelta. Chiunque tenti di fermarla...dovrà prima passare sul mio cadavere"

Nell'avanzare verso l'Abisso, Sara si aspettava di provare paura, o almeno esitazione. Ma quelle emozioni non affiorarono. Evidentemente, Adeleith le stava bloccando l'accesso a quel tipo di sentimenti, per impedirle di esitare.

"Hai deciso di consegnarti per il bene del mondo?", chiese Oras, speranzosa.

Sara continuò ad avanzare decisa. "No, vecchia. Ho deciso di combattere per il bene del mondo. Per Straus, per il male che hai fatto a Stella e al suo bambino. Per tutti gli abitanti della Luna che non ho conosciuto. Adeleith ti fermerà!"

Mentre il grido disperato di Straus si espandeva come un tuono, Sara cominciò a correre.
Fu veloce.

Così veloce che nemmeno Oras riuscì a fermarla.

In breve, si gettò nell'Abisso.

E tutto divenne una tenebra così densa che mai avrebbe visto la luce.

***

Il nulla...era sconvolgente.

Proprio così, Sara era sconvolta.

Affondava sempre più in un mare denso come petrolio, e quando il suo corpo tentava di riemergere per respirare, era come aggrapparsi all'acqua, o sprofondare nelle sabbie mobili.

Parti di lei si sbriciolavano, si frantumavano.

Altre tenebre.

Ma cosa stava accadendo? Perché Adeleith non emergeva? Perché non veniva a tirarla fuori da quell'oceano nero come l'angoscia? Sara voleva lottare. Ma il suo corpo era troppo debole. Non lo sentiva più. Non sentiva più. Arrendersi sarebbe stato facile. Sarebbe bastato permettere alle tenebre di spingerla giù, lungo uno scivolo nero, fino ad un luogo privo di memoria, ricordi, dolore.

La morsa delle tenebre si face inesorabile.

Resistere divenne...impossibile.

‘Quindi...', si disse Sara. ‘E' così che io morirò...'.

Aveva sperato di poter salvare se non altro le persone che amava. Ma come poteva?

Lei era umana. E umana era la sua forza.

Solo Adeleith. Solo lei poteva riuscirci!

Si sentiva scivolare.

Non c'era più niente a cui aggrapparsi.

‘No!', implorò mentre le tenebre vincevano. ‘No...'

E poi... il niente.

...

...

NO!

Non sarebbe andata così! Sara lo capì nel momento stesso in cui il suo cuore ricominciò a battere. All'improvviso, sentiva il sangue scorrerle ad ondate nelle vene. Energia liquida simile a mercurio. Pian piano riprese coscienza, mentre le tornavano le percezioni. Con stupore, si guardò le mani e le vide brillare. Era una luce pallida, cangiante, che lentamente avvolse tutto il suo corpo come un'armatura.

Sorrise.

Le tenebre non tentavano più di ghermirla, ma anzi si ritraevano spaventate. In quell'istante, capì due cose: che dissiparle sarebbe stato un gioco da ragazzi, e che quella sicurezza non era sua, non le apparteneva.

‘Adeleith!', esclamò.

Dormi, Sara, disse la Regina. Ora ho abbastanza forza per dissipare queste tenebre, e anche per tenerti in vita. Quando tutto sarà finito, ti renderò il controllo del tuo corpo.

Sara si sentì di nuovo scivolare, ma questa volta era diverso. Mentre l'altra presenza dentro di lei prendeva il controllo, la sua rimaneva distante, come una spettatrice. Ma non vagava nel vuoto. A tenerla legata alla realtà c'era un filo dorato e resistente, così lucente che nemmeno le Parche con le loro forbici sarebbero mai riuscite a tagliarlo.

***

Tutti erano ancora sconvolti. Non riuscivano a comprendere il gesto di Sara. Persino Straus, che ben aveva sperato di poter contare sull'aiuto di Adeleith, cominciò a disperare. Non era la morte di Sara che voleva. Non era così che doveva risvegliarsi la sua regina. Ma ormai era passato troppo tempo, e di Adeleith nemmeno una traccia. Forse che le tenebre avevano vinto? Forse persino la Regina della Luna si era fatta sopraffare?

Ma poi vide un lampo di luce fendere le tenebre.
Vide il vortice alle spalle di Oras collassare in sé stesso.

Lo vide rimpicciolirsi e dibattersi, come se stesse combattendo qualcosa al suo interno, e poi venire sopraffatto.

La luce lunare si espanse dovunque come un manto argentato, così forte che tutti i presenti dovettero chiudere gli occhi per non esserne accecati.

Luce...c'era luce dappertutto.
E al centro della luce, una figura.

Un angelo dalle ali bianche.

Indossava un'armatura e portava sulla fronte lo stemma regale.

"Quella è...", mormorò Goa, che non credeva ai suoi occhi.

"Sì", esclamò Straus trionfante. "E' Adeleith!"

Lentamente, l'angelo spalancò gli occhi, e il suo sguardo fatto di sogni e speranza si posò su Straus.

To be continued....



Commenti

pubblicato il 28/09/2009 17.41.48
anais, ha scritto: wow...è stupendo leggerti..bravissima..
pubblicato il 28/09/2009 18.16.44
sothis85, ha scritto: BRAVISSIMA SEMPRE DOLCE FRANCY.UN CAPITOLO MERAVIGLIOSO. BACIO RUBEN
pubblicato il 28/09/2009 18.16.50
Marcellot91, ha scritto: bellissimo brava fiordiloto

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