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lavoro pubblicato sabato 26 settembre 2009
ultima lettura domenica 26 luglio 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

L'inganno di Dio

di richimac. Letto 1162 volte. Dallo scaffale Fantascienza

CAPITOLO 7 Il taxi giallo con le tipiche scritte in cirillico e il cartellone pubblicitario sulla capote si fermò in una nuvola di polvere pr...

CAPITOLO 7

Il taxi giallo con le tipiche scritte in cirillico e il cartellone pubblicitario sulla capote si fermò in una nuvola di polvere proprio davanti al cancello d'entrata del Museo Nazionale di Atene sulla storica via Patission.

"...e mia nonna mi lasciò in eredità questo taxi, che Dio l'abbia in gloria, maaaaa....eccoci arrivati" disse il tassista con un largo sorriso, il braccio destro disteso verso il sedile posteriore e la mano aperta con il palmo verso l'alto.

John stava sbirciando dal finestrino semi aperto.

"E' domenica pomeriggio, Asako, come pensi di poter entrare?"

"Ho più di una conoscenza al museo, di questo non ti devi assolutamente preoccupare " rispose Asako allungando 35 euro all'autista per la corsa, "Il resto lo tenga e se ci aspetta le darò anche una buona mancia"

Scesero entrambi dal taxi che, sgommando, si piazzò subito sotto un albero in cerca di ombra.

John, con entrambe le mani nelle tasche dei jeans, diede un calcio ad un piccolo sassolino.

"Beh...eccoci qua. Che si fa ora mia illustre collega? Suoniamo il campanello?"

"Non c'è ne sarà bisogno" disse Asako alzando il braccio in segno di saluto verso il cancello principale.

Una donna, vestita elegantemente con un tailleur grigio, una camicia rosa e un paio di scarpe con tacchi alti dieci centimetri, stava lottando contro l'acciottolato che rivestiva il viale di ingresso al museo, dirigendosi verso di loro in maniera trafelata.

"Asako! Che piacere rivederti! " disse tra un ouch! ed un ahi!

"Milena! Sempre con quei tacchi vertiginosi eh? Piano, che se non stai attenta ti prenderai una storta alla caviglia."

Una volta raggiunto il cancello automatico che si era ormai aperto del tutto, le due donne si abbracciarono, e con grande stupore di John si diedero un piccolo bacio sulla bocca.

"Ehm..." disse sentendosi un poco a disagio.

"Oh..scusa" Asako si voltò verso John tenendo la donna per mano.

"Milena, questo è il professor John Wellington dell'istituto di ricerca di fisica nanomolecolare di Londra, ci siamo conosciuti in Cina, ai piedi della Cittadella."

John prese la mano di Milena e la sfiorò con le labbra.

"Piacere di conoscerla. Asako fa sempre la misteriosa, non mi aveva ancora accennato al fatto che avesse una...ehm..amica qui al Museo" disse alzando lo sguardo verso di lei e lanciandole un occhiata fulminate.

Asako mantenne un sorriso sardonico stampato sulla faccia.

" E John, questa è Milena Demidoff, una mia carissima amica dai tempi del liceo, nonché attuale direttrice del museo nazionale di Atene."

Milena squadrò da capo a piedi John.

"Quando Asako mi ha telefonato per questo appuntamento, mi aveva accennato a qualcosa su uno scienziato rubacuori, ma non pensavo fosse così affascinante"

"Ehm...grazie, suppongo che voi due vi conosciate molto bene o sbaglio?"

Asako guardò per un istante John negli occhi, dopodiché scoppiò in una fragorosa risata.

"Ti riferisci al bacio che ci siamo date prima? Milena è russa, e là ci si saluta in questo modo. Non ti preoccupare, il tuo orgoglio maschile è al sicuro" disse facendo l'occhiolino a Milena.

Poi lo presero entrambe sotto braccio e si incamminarono tutti e tre verso la maestosa entrata neoclassica.

Dopo alcuni minuti erano seduti su comode poltrone intorno ad un basso tavolino di vimini in una saletta privata che si trovava sulla sinistra poco dopo l'ingresso del museo e che era ad esclusivo uso della direttrice.

John alzò il bicchiere pieno di tè alla pesca ghiacciato, e prima di berne un lungo sorso se lo fece rotolare un paio di volte sulla fronte.

"E così Asako mi gela il sangue" disse "affermando con sicurezza che ha già visto le iscrizioni all'interno della Torre, proprio qua, al museo."

Milena prese fra le mani il suo bicchiere appoggiandolo sulle ginocchia "E' una storia incredibile" disse.

"Quindi siamo qua perchè nel museo c'è qualcosa che potrebbe servici per decifrare parte del mistero della Cittadella" intervenne Asako guardandola dritta negli occhi.

Milena appoggiò il bicchiere e alzatasi si diresse verso la sua scrivania che occupava il fondo della stanza di fronte all'ampia finestra.

"E' pazzesco, le potenzialità sono enormi, potrebbe essere l'inizio di una nuova fase nella scoperta della Torre. E ditemi un pò, posso sapere di che cosa si tratta nello specifico o dopo avermelo detto dovreste uccidermi? " disse con un sorriso.

"La mia società, la Nova Mantys, mi ha fatto firmare un mucchio di carte nelle quali c'è scritto che se la cosa dovesse diventare di dominio pubblico a causa mia, sono praticamente autorizzati a venirmi a prendere nottetempo e a farmi sparire per sempre dalla faccia della Terra " disse Asako con un sospiro "ma di te mi fido ciecamente, conosco troppi segreti scottanti della tua vita per aspettarmi che tu riferisca una sola virgola a qualcuno"

Le due amiche si guardarono in viso qualche secondo e poi scoppiarono a ridere entrambe.

John si schiari la voce un paio di volte.

"In realtà nemmeno lei è sicura al cento per cento che il manufatto qui al museo possa farci progredire nella scoperta dei segreti della Torre, comunque non lo sapremo fino a quando non lo vedremo di persona. Asako a te l'onore."

"Si. Dunque...il manufatto che ci interessa è conosciuto come 'La macchina di Antychitera' o 'il meccanismo di Antychitera'. Sembra essere il più antico calcolatore meccanico conosciuto costruito dall'uomo, anche se adesso comincio ad avere seri dubbi che sia stato costruito dai nostri antenati."

Milena si avvicinò all'amica.

"Non lo conosco benissimo" disse "perchè se non sbaglio è nella stanza dedicata agli Oopart della quale non mi occupo personalmente. Comunque possiamo incamminarci e nel frattempo puoi continuare a spiegarmi di cosa si tratta."

I tre lasciarono la stanza e cominciarono ad addentrarsi nelle maestose sale del museo nelle quali erano conservati alcuni fra i più celebri manufatti archeologici dell'arte ellenica.

"Il meccanismo fu ritrovato nel 1900" continuo Asako "grazie alla segnalazione di un gruppo di pescatori di spugne che, persa la rotta a causa di una tempesta, furono costretti a rifugiarsi sull'isoletta rocciosa di Antychitera. Al largo dell'isola, alla profondità di circa 43 metri, scoprirono il relitto di un'enorme nave da guerra affondata, risalente all'87 a.C.

Il 17 maggio 1902 l'archeologo Spyridon Stais, esaminando i reperti recuperati dal relitto, notò che un blocco di pietra presentava un ingranaggio inglobato all'interno. Con un più approfondito esame si scoprì che quella che era sembrata inizialmente una pietra era in realtà un meccanismo fortemente incrostato e corroso, di cui erano sopravvissute tre parti principali e decine di frammenti minori.

Si trattava di un'intera serie di ruote dentate, ricoperte di iscrizioni, facenti parte di un elaborato meccanismo ad orologeria.

Si pensa servisse per qualche tipo di calcolo astronomico o addirittura segnasse gli anni in cui dovevano essere giocate le olimpiadi."

I tre raggiunsero l'ascensore principale e salirono al secondo piano.

Camminarono in un lungo corridoio pieno di opere d'arte e oggetti antichi, e raggiunsero finalmente la piccola stanza dove c'era la sezione degli Oopart.

La direttrice cercò nel mazzo di chiavi che teneva in mano, aprì la porta in legno ed entrarono.

Dalla piccola finestra entrava solo poca luce, insufficiente a rischiarare la stanza.

"Aspettate" disse Milena "accendo i faretti per fare un pò di luce"

Raggiunse una scatola sul muro appena dentro la porta ed alzò tutti gli interruttori.

Nel centro della stanza si illuminò una piccola bacheca di vetro alta circa un metro e mezzo nella quale c'erano due supporti in legno.

Su uno c'era una ricostruzione in bronzo del meccanismo, mentre l'altro supporto era vuoto.

John avvicinò il viso al vetro fin quasi a toccarlo.

"Mi sembra manchi qualcosa, o sbaglio?"

Milena corse subito alla bacheca.

"Caspiterina! Questa è bella!"

Sia Asako che John guardarono la direttrice con aria interrogativa.

"Aspettate, chiamo subito la persona addetta alla sezione."

Milena avvicinò la mano all'orecchino e, schiacciato un piccolo tasto, dettò un numero di telefono al cellulare contenuto nello stesso.

"Ho una gran paura che alla tua cara amica sia sfuggito qualcosa." disse John grattandosi la testa.

"Già, speriamo di non essere venuti fin qui per il niente."

Milena gesticolava furiosamente in aria, fermandosi di tanto in tanto e appoggiando le mani sui fianchi.

"Tutto risolto" disse a un certo punto rivolta ai due "il meccanismo originale non è qui.

"E ti pareva" cominciò John" mi sembrava troppo bello per essere vero"

"Bhè la buona notizia è che comunque non è molto distante dal museo. E' sempre qui ad Atene. In un laboratorio che ce l'ha richiesto perchè a quanto pare sono in grado di decifrare le iscrizioni con l'ausilio di un programma di nuovissima concezione."

"E' già qualcosa, e dicci, il laboratorio come si chiama?" disse Asako

"E' un laboratorio privato. La società che lo gestisce si chiama AISoft , e a quanto pare in questo momento ci lavora solo uno scienziato.

Si chiama Hermes Papakis ed è il massimo studioso nazionale, forse al mondo, sulle Intelligenze Artificiali."



Commenti

pubblicato il 26/09/2009 19.01.27
anais, ha scritto: molto bello...

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