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lavoro pubblicato sabato 26 settembre 2009
ultima lettura domenica 17 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il cigno Nero: capitolo venticinquesimo

di fiordiloto. Letto 1191 volte. Dallo scaffale Fantasia

Capitolo 25:Il modo giusto Sembrava un incubo. Ma non lo era.Dal vortice alle spalle di Oras era apparsa come dal nulla una fila di sagome nere, ch...

Capitolo 25:

Il modo giusto

Sembrava un incubo. Ma non lo era.

Dal vortice alle spalle di Oras era apparsa come dal nulla una fila di sagome nere, che avanzavano verso il gruppetto avvolte in una coltre di nebbia ghiacciata, scaturita dai loro cuori. Nel disporsi in due file ordinate, si muovevano senza fretta, né affanno, né ansia. Era la marcia degli Invincibili.

Moriremo, pensò Letizia nel panico. Era disperata per la disparità di numero, tuttavia lasciarsi prendere dal panico non era un lusso che lei e il suo gruppo potevano permettersi.

"Tenetevi pronti", disse Goa. "Non muovete un solo muscolo fuori dalla barriera"

E poi tutto cambiò con la velocità di un flash.

Le figure nere erano scattate, ma nel balzo furono intercettate da una scarica repentina di raggi viola, che al contatto diffondevano una scarica colorata capace di dissolvere i corpi dei demoni come nebbia.

"Ma da dove diavolo...?"

Oras non fece in tempo a terminare la frase, che subito colei che le aveva lanciate comparve dall'ombra.

"Nube!", esclamò Bridget con aria soddisfatta.

La giovane assassina era in piedi oltre la barriera, sola di fronte ai demoni sopravvissuti alla sua carica. Il loro atteggiamento non era cambiato. Anzi, sembravano pronti più che mai ad uccidere, ma lei non sembrava preoccuparsene. Lentamente, fece scivolare via il cappuccio dal viso. Capelli simili a raggi di sole e due enormi orecchie a punta contornavano un volto albino, nel quale dominavano due occhi simili ad un'aurora, fatti di sfumature di oro, rosa acceso e arancio.

"Un membro della corte Seelie!", esclamò Oras, sbalordita. "Interessante! Credevo che le fate della corte della Luce come te non scendessero a patti con le altre creature magiche. La legge di Aislinn dev'essere cambiata"

"Io non seguo la Regina della Luce e dell'Estate. A me non importa niente a che razza appartiene il mio datore di lavoro", spiegò Nube. "Sono un sicario. Per un buon compenso mi metto al servizio di chiunque. Però, Oras, sappi che ti ucciderei volentieri a gratis"

"Nube", domandò Bridget. "Dov'è Fudo?"

"Sta controllando i dintorni. Tiene lontani i deboli umani"

"Ottimo lavoro"

Straus non potè che osservare affascinato quella piccola fata Seelie. Come un raggio di sole nel buio, si liberò con estrema facilità dei soldati rimasti, dissolvendoli con un colpo da maestra. Mentre balzava, incurante della morsa metallica esercitata dall'asfalto, il suo corpo emanava una luce assai particolare, diversa da quella dei vampiri. Gli abitanti della Luna possedevano un bagliore liscio e argentato, mentre quello delle fate luminose era caldo, dorato ed elettrico, come una luminosa giornata di Giugno.

"Miss Bridget", disse la fata. "Quali sono i vostri ordini?"

"Retrocedi", ordinò la Dhumpire. "Unisciti a noi dietro la barriera"

Camminando all'indietro, Nube obbedì. Per farla passare, Goa creò un buco attraverso la barriera, che si richiuse nel momento esatto in cui Nube l'ebbe superato.

"Oras", disse Straus, lo sguardo scintillante rivolto alla sua nemica. "Come vedi i tuoi demoni sono stati abbattuti senza difficoltà. Arrenditi immediatamente, e tu e il tuo demone avrete salva la vita"

In risposta, la sacerdotessa sfoderò un ghigno sardonico. "nemmeno per sogno, Re del Passato. Ho ancora molte carte da giocare in mio favore"

E nello stesso istante, dal vortice alle sue spalle comparve una fitta nebbia oscura, densa come petrolio. Oscurità. Male puro. Con forme simili a dita artigliate strisciò fino alla barriera, e poi cominciò ad arrampicarcisi sopra, come per circondarla. Goa avvertì la pressione del potere, e la barriera vacillare sotto di esso. Solo con un grosso sforzo di concentrazione riuscì ad impedirsi di perdere il controllo e lasciare libero accesso alle tenebre.

"Goa", chiamò Soul, con voce suadente. "Perché ti opponi al tuo stesso potere? Il Cigno Nero è un incantesimo oscuro, creato dalle tenebre per servire le tenebre. Se ti opponi, l'unico risultato che otterrai sarà la morte. Uccidi Straus, e unisciti a me. In fondo, non puoi ignorare ciò che sei"

Un fremito di rabbia pervase Goa. Era così furiosa che a stento riusciva a mantenere la concentrazione. Tuttavia...le parole di Soul avevano senso. E un brivido di preoccupazione percorse la schiena di Renka, quando vide l'espressione vulnerabile sul volto della donna che amava.

"Goa...?", osò chiedere, quando la vide vacillare.

Lei si oscurò abbassando il capo, ma quando lo rialzò, a sorpresa, la sua espressione era tornata quella di sempre: forte e volitiva.

"Che sciocchezze vai dicendo?", domandò. "Ascoltami bene, perché te lo ripeterò un'ultima volta. Io sono Katsuki Goa, cinquantesimo Cigno Nero. L'erede di Stella. E non permetto a nessuno di scegliere per me, né di dominarmi. Chiaro il concetto?"

L'oscurità si addensò. Sotto la sua morsa la barriera tintinnò come vetro fragile. Ma nel momento stesso in cui Goa stava per venirne sopraffatta, una nuova forza le venne in aiuto. Plasmato dalla sua volontà, il Cigno Nero spalancò le ali, che si slargarono maestose a ricoprire quasi tutto lo spiazzale. Infine, come un uccello che spicca il volo, si abbassarono di colpo, dissipando l'oscurità con un semplice battito d'ali.

"Incredibile!", esclamò qualcuno alle sue spalle.

Ma Goa non l'ascoltava. La sua volontà era più forte dell'incanto che la possedeva. Riusciva a dominarlo, e questo la riempì di una gioia selvaggia.

"Molto bene", asserì Oras. "Non mi lasci altra scelta, ragazza mia. Soul, prendila"

"Con immenso piacere", sogghignò il demone.

Renka si fece avanti con un ringhio rabbioso, bacio di Luna sguainata e luccicante nella notte. "Non te la lascerò toccare neanche con un dito, bastardo"

"Renka...", lo ammonì lei.

"Sta' tranquilla. La mia spada magica mi da vantaggio su di lui. Qualunque magia gli lanciamo conto ci tornerebbe indietro amplificata, giusto? Ma con la mia bacio di Luna non attacca!"

"Maledetto!", sibilò Soul. "Ti strapperò quel cuore maledetto con i miei artigli. Così la pagherai per esserti azzardato a rubare la mia donna!"

"Perché Soul?", chiese Renka, facendosi avanti. "Perché riesci ad amarla solo in questo modo distruttivo e sbagliato? Se davvero provi qualcosa per lei, dovresti proteggerla, non farla soffrire più di quanto già non stia facendo"

"Taci!", sbottò Soul. "Lei è mia!!!"

E partì alla carica.

Balzando fuori dalla barriera, Renka lanciò un fendente. I due avversari s'incontrarono a mezz'aria per poi atterrare in posizioni diametralmente opposte.

Renka si rialzò quasi subito, uno sfregio a cinque dita sulla guancia verdolina. Soul ci mise di più. Il suo braccio destro era stato mozzato di netto.

"Maledizione!", ansimò. "Come ha potuto fermiri a questo modo?"

"E' il potere della spada", rispose Renka. "Il vantaggio che ha su di te è indiscutibile"

"Allora...suppongo sia il caso di liberarcene!"

Fu un attimo.

Un battito di ciglia.

Una scarica di potere repentino e violento si avventò sulla spada, avvolgendola. Renka sentì il rumore di metallo sbriciolato, e un secondo dopo quelli che stringeva in mano non erano che i cocci della sua Bacio di Luna.

"Ma..."

"Ah!", esclamò il demone, ammirando la sua espressione costernata. "Non fai più lo spaccone senza la tua arma magica, vero? Ora vedrai cosa succede a chi si mette fra me e Goa!"

Fu uno scontro impari. I colpi di Soul erano velocissimi, e Renka riusciva a stento ad evitare ogni affondo. Continuava ad indietreggiare e alla fine perse l'equilibrio. Cadde a terra, mentre Soul incombeva su di lui come un falco sulla preda.

"Sei mio, ragazzino!"

"Fermati, Soul!"

Quella voce lo bloccò all'istante. Il suo braccio illeso, pronto all'affondo, si fermò a mezz'aria. Goa aveva dissolto la barriera e si era precipitata al fianco di Renka. Lo abbracciava, proteggendo ogni centimetro del suo corpo con il proprio.

"Goa...levati di mezzo!", le ordinò il demone.

"No!", strillò lei. "Colpisci se vuoi, ma io non mi muoverò di un solo centimetro"

Bastò quell'istante.

Un'esitazione.

Ed Oras entrò in azione.

"Ottimo lavoro, servo", disse. "Uccidila. Prendi il suo cuore. Senza di lei, senza la sua barriera, Straus e gli altri saranno scoperti"

"Lo ami a tal punto?", chiese Soul, turbato. "Saresti pronta a morire per questo figlio della foresta?"

"Sì"

"Non capisco. Perché arrivare a tanto per una persona?"

"Si chiama amore, Soul. Mettere la persona amata al centro del proprio universo. Fare della sua felicità il primo dei nostri obiettivi. Mettere la sua vita dinnanzi alla nostra. E' questo il modo giusto!"

"Ma che cosa stai aspettando, Soul?", domandò Oras, impaziente. "Uccidila! Ora!"

Ma Soul esitava. Goa vide la confusione negli occhi del demone, e ne approfittò. "Tu puoi scegliere, Soul. Nessuno è incatenato al proprio destino!"

Era finita.

Soul non avrebbe più obbedito ad Oras.

Questa consapevolezza mandò la sacerdotessa su tutte le furie.

"Molto bene, allora lo farò io!"

Una lancia d'oscurità baluginò nel cielo, dritta verso il Cigno Nero. Troppo precisa. Troppo veloce. Goa chiuse gli occhi, terrorizzata, ma invece dell'impatto, sentì qualcuno che si afflosciava a terra, con un gemito soffocato.

Riaprì gli occhi. Straus, Letizia e Nube li avevano circondati, sulla difensiva. Soul era a terra, agonizzante, la lancia d'oscurità piantata in petto.

"Fratello...", mormorò, atterrita. "Che cos'hai fatto?"

Il demone la guardò. "Ho scelto", disse. "Mettere la vita di chi amiamo dinnanzi alla nostra. E' quello che hai detto, no? E' questo il modo giusto. Non le avrei mai permesso... di farti del male"

Stupita e confusa, Goa si scoprì a provare compassione per quella creatura. Persino Sara, che era rimasta in disparte protetta da Bridget, sentì il risentimento nei confronti del mostro venir temperato dalla pietà.

"Stai piangendo per me, sorellina?", chiese Soul, quando percepì le lacrime bagnare le guance di Goa, accovacciata al suo fianco. "Non devi. Piuttosto, voglio parlare con il Re della Luna. Dov'è?"

Il suo sguardo vacuo vagò nei dintorni.

"Dimmi?", disse Straus, chinandosi su di lui.

"Fammi un favore. Non voglio che quella vecchia strega assorba il mio potere. So bene quali sono i suoi piani. Ma non voglio che diventi più forte ancora. Perciò... finiscimi"

"Straus?", domandò Goa, in tono allarmato.

"Farò come chiedi"

Chinatosi sul demone, il vampiro poggiò le mani al suo petto, e il caldo bagliore della luce lunare si sprigionò dalle sue dita. Una luce soffice, morbida e vellutata, che dissipò in pochi istanti gli ultimi tentacoli di oscurità. Il demone sospirò e poi sorrise. Aveva finalmente l'impressione di essere libero.

"Che la grazia di Selena scenda su di te", mormorò Straus, mentre la luce intorno a lui si contraeva per poi sparire.

"Che quadretto commovente", sputò Oras, maligna. "Siete riusciti ad eliminare una pedina del mio gioco, ma...pazienza. I pezzi che voglio sono tutti qui davanti a me. Straus, Goa, e anche tu Sara...sarete presto parte del mio enorme potere!"

Nuovamente, il vortice oscuro si mosse alle spalle della sacerdotessa. Una nuova minaccia, ancora più potente di quelle finora affrontate, si stava per abbattere sul gruppo di amici.

L'Abisso in persona.

La risata di Oras riecheggiò spettrale nel cielo notturno.

To be continued...



Commenti

pubblicato il 26/09/2009 17.28.38
anais, ha scritto: sempre stupenda..un incanto...bravissima..un abbraccio
pubblicato il 26/09/2009 20.50.11
sothis85, ha scritto: CHE MERAVIGLIOSO RITORNO DOLCISSIMA FRANCY,SEMPRE INTENSA NEL TUO STUPENDO RACCONTO.GRAZIE TI VOGLIO BENE RUBEN

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