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lavoro pubblicato domenica 20 settembre 2009
ultima lettura venerdì 2 agosto 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

DALLO PSICANALISTA

di ildelirante. Letto 1389 volte. Dallo scaffale Fantasia

Sala d'attesa dello psicanalista. Mi siedo e leggo un giornale. Una donna sulla quarantina mi guarda ininterrottamente, così le chiedo cos'ha. ...

Sala d'attesa dello psicanalista. Mi siedo e leggo un giornale. Una donna sulla quarantina mi guarda ininterrottamente, così le chiedo cos'ha. le non risponde ma bisbiglia cose del tipo: non ci sono più, non amo più, lui è morto, poi inizia ad alzarsi in piedi e si avvicina a me, mi guarda e mi chiede se per lei l'amore è eterno. io le dico di farsi guardare da uno psicoterapeuta, lei mi dice che è la psicoterapeuta che sta aspettando che io mi decida ad entrare, così entro ma basito. Mi zacco sul lettino ed inizo a parlare di mio padre che da piccolo scorreggiava sempre senza che io volessi tant'è vero che una volta chiamai la polizia per eccessiva puzza di zolfo. Mio padre mangiava solo carne di cavallo e ne aveva uno che cavalcava sempre in campagna ma poi li faceva macellare per venderne le carni ad un amico macellaio che quando lo vedevo affilava sempre i coltelli con la bava alla bocca e diceva che la sua carne era tenera come il burro che usava per cospargersi l'uccello quando scopava le sue amanti nel culo. vergogna!!! Lo psicoterapeuta inizia a vomitare in un vaso di fiori poi mi chiede scusa e mi dice che il controtransfert non funziona. io dico che la mia testa non funziona perchè ha troppa merda nella zona ipotalamica. Entra il marito mentre sono sul lettino ed inizia a palpare la moglie nelle zone erogene. lei si scusa per il marito che ha sposato perché ha la mania ossessivo compulsiva: deve trombare quando gli pare se no muore, così se la zompa un dieci secondi alla pecorina, viene e bona li, esce dallo studio salutando e scusandosi. la psicoterapeuta si scusa, io dico nulla e continuo a dirle che mia madre invece tornava a casa alle 5 di mattina perché la dava via a quel macellaio amico di mio padre già d'accordo di prestare sua moglie in cambio di danari per mantenermi gli studi di lettere e filosofia che non ho finito perché Nietzsche mi stava sul cazzo ed era finito in msanicomio a pensare troppo. ma i sogni miei mi intimoriscono. Ho paura di diventare folle e la dottoressa mi dice di non preoccuparmi perché sono ben oltre ossia pazzo e io le chiedo come curarmi e lei mi dice di parlare della mia pazzia cosi le parlo della mia pazzia e lei mi dice che non ne vuole sapere di pazzie d è stanca di stare nello studio e se ne va via. Io continuo a parlare da solo poi le metto un biglietto da cento enro sulla scrivania e me ne esco sempre parlando da solo di mio padre e mia madre ed ecco che vedo mio padre che mi viene a prendere col cavallo ed io subito sono felice perchè salgo con lui dietro al cavallo e via verso orizzonti di follia infinita.




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