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lavoro pubblicato sabato 19 settembre 2009
ultima lettura sabato 12 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

L'inganno di Dio

di richimac. Letto 1524 volte. Dallo scaffale Fantascienza

CAPITOLO 5 Anno 87 a.c. Dal giornale di bordo del capitano della galea greca Mnemonide, Asimakis Phintias ...7 giorni alle Idi di Sextilis 1° g...

CAPITOLO 5

Anno 87 a.c.

Dal giornale di bordo del capitano della galea greca Mnemonide, Asimakis Phintias

...7 giorni alle Idi di Sextilis

1° giorno di navigazione del viaggio di ritorno

Abbiamo lasciato durante la notte il porto di Bakasi (gli indigeni lo chiamano Baak-loon-asi, che nella lingua locale pare significhi 'l'ultimo prima dell'Abisso' ).

E' un nome che ho deciso solo nel momento stesso in cui abbiamo attraccato e abbiamo preso contatto con i locali.

Non compariva sulla Mappa.

Prego ogni giorno gli Dei che ci proteggano e che ci guidino per tutto il viaggio di ritorno, fino alla nostra amata Creta. La Mappa che ci ha consegnato il Moro sembra essere assai precisa, ma, forse, ci siamo spinti...no, non voglio nemmeno pensarci.

Tutta le provviste per il viaggio di ritorno sono state caricate entro i termini che avevo previsto, ho provveduto io stesso a supervisionare il carico, anche se due anfore e una piccola statua d'osso, sono state leggermente rovinate durante lo stivaggio.

Questa è la lista della mercanzia caricata :

- 5 anfore da 20 litri di olio (non è certo olio d'oliva, ma gli si avvicina come sapore e colore)

- 30 anfore da 50 litri di acqua (ho fatto personalmente aggiungere 3 monete d'argento puro per ogni anfora, non voglio rischiare)

- 18 anfore da 10 litri di vino (è un estratto fermentato di un frutto locale molto dolce, il suo vino è come ambrosia)

- 8 casse di formaggio locale

- 28 casse di pesce secco salato

- 34 casse di carne secca salata

- 2 casse di cipolle

-1 cassa di aglio

- 3 pecore locali (sono nere e molto docili)

- 13 galline locali (hanno il collo più lungo delle nostre e un piumaggio molto più ricco)

- 3 bovini locali (la stazza è simile alle nostre mucche,ma sono provviste di un paio di corna stravaganti. Fanno un latte squisito)

- 7 agnelli

- 1 anfora di bronzo contenente il manufatto per il tempio di Crono

2° giorno di navigazione

Eolo sembra essere dalla nostra parte, una buona partenza è giusto quello che ci voleva per alzare il morale dell'equipaggio.

Timotheos non si è ancora ripreso.

Dubito che riesca a raggiungere Creta.

Non ho mai visto un insetto di tali dimensioni e di siffatta forma. E' stato colpito da almeno due frecce, ma si è comunque allontanato velocemente come se nulla fosse; non prima di aver punto Timotheos sul collo.

Il grido che ha lanciato si è spento in un rantolo dopo pochi secondi. Il collo adesso è talmente gonfio che la spalla destra sembra continuare senza interruzioni fino all'orecchio.

Niente altro da segnalare

3° giorno di navigazione

Nikoforos ha sedato una rissa scoppiata in cambusa durante le prime ore dell'alba. A quanto pare l'oggetto della discussione era un'anfora che Teseo ha comprato di tasca sua da un mercante di pelle nera al porto di Bakasi. E' stata rotta accidentalmente, così sostiene Miltiadis, e il contenuto, un liquido marrone dal forte odore dolciastro, è andato perso.

Sia Teseo che Miltiadis sono stati messi ai remi per tre giorni consecutivi.

Navighiamo sempre tenendo in vista la costa, come nel viaggio di andata.

Niente altro da segnalare.

5° giorno di navigazione

Abbiamo raggiunto il porto che sulla Mappa del Moro viene indicato col nome di Kimbalasse, l'ultimo indicato con un nome sulla Mappa.

Non ci siamo fermati. Come era già successo nel viaggio d'andata, nel giungere a portata di vedetta, alcune imbarcazioni locali, dalla forma invero curiosa, si sono frapposte fra noi ed il porto. Ci hanno chiaramente fatto capire che non siamo i benvenuti e la Mnemonide non cerca certo lo scontro armato.

Come temevo, Axiochersos ha preteso l'anima di Timotheos prima del calar del Sole per portarlo con se nell'Ade.

Il corpo è stato buttato in mare per scongiurare epidemie.

Niente altro da segnalare.

9° giorno di navigazione

Ho ordinato a Nikoforos di distribuire una razione in più di acqua e di cibo oggi.

La scorta è più che sufficiente per il viaggio di ritorno ed il morale dell'equipaggio, soprattutto dei rematori, va tenuto alto.

Eolo è un Dio capriccioso, cosi come Poseidone, e agli Dei, si sa, piace giocare con la vita di noi mortali.

Niente altro da segnalare

12° giorno di navigazione

Nell'ora durante la quale Apollo domina il cielo, Dimitrios ha avvistato delle strane nuvole di fronte alla Mnemonide che non promettono niente di buono.

Il mare sta cominciando a gonfiarsi. Se continua così dovrò far calare le vele.

Spero che il carico speciale per il Tempio di Crono non subisca danni in caso di tempesta.

Teseo è stato messo in cambusa per controllare l'Anfora.

Che Apollo ci protegga.

13° giorno di navigazione

Non c'è stata tempesta, anzi, il vento che ci ha sospinto fino ad oggi di buona lena, sembra essere calato d'improvviso.

Ho dovuto quindi far calare comunque le vele e mettere tutti i rematori al lavoro.

E' successa una cosa assai curiosa un'ora prima del calar del sole : un branco di delfini ha cominciato a seguirci e a gridare verso la Mnemonide. Sembravano le grida di una moltitudine di bambini ai quali sono stati tolti i giochi.

Al calar del sole sono spariti improvvisamente, così come erano comparsi. Nikoforos ha suggerito di sacrificare un agnello ad Apollo per placare gli Dei. Ritiene che il contenuto dell'Anfora sia maledetto e che possa arrecare sciagura su tutti noi.

Gli ho detto di sacrificare i due più in carne.

Niente altro da segnalare.

20° giorno di navigazione

Nelle prime ore di luce, il marinaio di vedetta Dimitrios ha scorto sott'acqua una grossa sagoma oscura che, a suo dire , sta seguendo la nostra nave in lontananza. Dimitrios deve aver accennato qualcosa agli altri marinai, prima di avvertirmi perché noto un certo turbamento serpeggiare fra l'equipaggio.

Stasera durante la cena lo chiamerò sul ponte e gliene parlerò di persona.

Niente altro da segnalare

p.s. Ho parlato con Dimitrios. Secondo lui è un mostro marino, anche se non l'ha mai visto bene, visto che è sempre stato cinque o sei metri sott'acqua. Dice che le sue dimensioni sono pari a quelle della nostra nave, ma non ne è sicuro. Probabilmente le supera.

21° giorno di navigazione

A quanto pare Dimitrios aveva anche altre cose da dirmi.

Secondo lui quella strana figura sottomarina che ha avvistato il giorno prima ci sta seguendo già da qualche giorno, ovvero da quando abbiamo passato il porto di Kimbalasse; la vide allora e anche poco prima che i delfini sparissero negli abissi a far compagnia a Poseidone, ma sperava che fossero solo scherzi della vista dovuti alla stanchezza.

Ora però è profondamente convinto del contrario.

Domani passeremo le Colonne d'Ercole.

La Mnemonide è una delle più veloci navi da guerra di Creta. Qualunque cosa creda di aver visto, fosse anche Anfitrite stessa, ce la lasceremo alle spalle molto presto.

23° giorno di navigazione

Abbiamo passato le Colonne, e il vento ha ricominciato a soffiare. Ora sono più tranquillo, ma i rematori hanno preferito restare al loro posto. Vogliono raggiungere casa al più presto.

Non posso dargli torto.

24° giorno di navigazione

Abbandonata la costa taglieremo il Mare Nostrum per raggiungere più in fretta Creta.

Se tutto va bene dovremmo riuscire a scorgere le nostre coste fra non più di dodici giorni.

Durante l'ultima ora di luce sono andato nella stiva a controllare personalmente il carico per il Tempio.

Dall'Anfora ho sentito distintamente provenire dei suoni.

Che Apollo mi protegga, sembrava il canto di una sirena.

Quando mi sono avvicinato ha smesso di cantare.

Ho dato ordine di non aprire più la stiva per nessun motivo, fino a quando non avremo raggiunto Creta e consegnato nelle mani dei sacerdoti la loro maledettissima Anfora.

27° giorno di navigazione

Cinque rematori si sono ammalati.

Adrianos, Themistoklis, Dimosthenis, Periandros, e Miltiadis che ha voluto a tutti i costi tornare ai remi.

Portano tutti e cinque i segni della malattia di Timotheos: piaghe e gonfiore, soprattutto intorno agli occhi e dietro le orecchie, ma che ricoprono gran parte del corpo.

Sono stati messi in quarantena.

Dimitrios non stacca mai gli occhi dal mare.

Stanotte ho appoggiato l'orecchio al portone della stiva.

L'ho sentita di nuovo. Era una voce melodiosa, un canto ancestrale ne sono certo.

La lingua però mi è sconosciuta.

Niente altro da segnalare.

Aggiungo una nota prima di coricarmi.

Dimitrios, dopo parecchie ore dal calar del sole, ha cominciato ad urlare "E' QUI! E' QUI" indicando il mare dietro la Mnemonide, poi nella foga della discesa dall'albero di vedetta deve essersi inciampato ed è caduto sul ponte da un'altezza di circa 5 metri.

E' morto sul colpo.

Metterò sul conto del Moro anche questo.

28° giorno di navigazione

Abbiamo buttato il corpo di Dimitrios in mare. Aveva i segni del Morbo che ha ucciso Timotheos.

Sembrava invecchiato di almeno trenta anni in soli due giorni.

Ho messo Agathoklis di vedetta.

Niente altro da segnalare.

32° giorno di navigazione

Nella notte siamo stati svegliati da un boato immane. Sembrava l'urlo di un Titano. Quando siamo saliti sul ponte Agathoklis è corso di vedetta e ridisceso ci ha informato della presenza di una gigantesca medusa luminescente a poche centinaia di metri a dritta della Mnemonide e in avvicinamento. Era almeno tre volte la lunghezza di questa nave e sprigionava una luce giallastra sotto il corpo gelatinoso.

Non ne avevo mai viste di così grosse, nonostante solchi i mari da ormai più di quarant'anni. Ma dentro di me, sapevo che non poteva essere stata lei ad emettere il suono che tutti abbiamo sentito.

E' arrivata a meno di trenta metri dalla nave, poi, che Apollo ci protegga, qualcosa di ancora più grosso è passato fra lei e la Mnemonide.

Non posso nascondere lo sforzo che sto compiendo per riuscire a tener ferma la mano tremante mentre scrivo.

La luminescenza della medusa ha reso possibile vedere il Titano, altrimenti invisibile al chiaror di Luna.

Sembrava quasi fosse fatto del migliore metallo di Sparta. Era come ricoperto di un unico specchio ricurvo che seguiva la sua forma affusolata. Nel passare vicino alla nave il Titano ha nuovamente fatto sentire la sua voce.

Abbiamo portato le mani alle orecchie, nel tentativo di proteggerle da quell'urlo immondo, ma il suono era talmente forte e profondo che sembrava entrare e diffondersi dentro di noi attraverso le nostre stesse viscere.

La medusa gigante si è inabissata subito provocando enormi onde che hanno messo a dura prova lo scafo della Mnemonide ed il Titano è sprofondato dietro di lei.

Prego Apollo che abbia voluto proteggerci. In caso contrario non sò se riusciremo a tornare a casa, visto che sembra seguirci già da diversi giorni.

33° giorno di navigazione

Dopo l'avvistamento di ieri, molti marinai presentano i segni del Morbo.

Ai remi restano trentaquattro marinai, ma il vento è forte e forse raggiungeremo Creta un giorno prima.

Nel tardo pomeriggio, il vento è aumentato ancora e nuvole oscure sono comparse all'orizzonte.

Fatico ad addormentarmi, così come il resto dell'equipaggio d'altronde. Troppi pensieri, troppa...paura.

Stanotte Poseidone giocherà con noi, lo sento.

34° giorno di navigazione

E' giorno, ma sembra che Apollo oggi abbia deciso di non solcare i cieli col suo carro infuocato.

Il cielo è completamente ricoperto di nuvole grigie come la cenere. Il vento si sta alzando troppo velocemente, nel momento in cui scrivo. Le vele sono state ammainate, e i remi sono stati ritirati. Ho ordinato di lanciare l'ancora galleggiante in modo da non finire contro gli scogli dell'isola di Antikythira.

Manca davvero poco al ritorno in patria, forse un giorno con questo tempo.

Fuori c'è tempesta, e la nave sembra sballottata da Nettuno in persona. Sento Agathoklis che urla sul ponte. Devo andare a vedere cosa sta succedendo .

(il testo che segue è scritto con mano tremate in maniera quasi illeggibile)

...stanno scaricando tutto in mare sapev...imp...ti l'anfora è sul ponte nikofor...ha in mano qualcosa che canta in una lingua mai sentita prima sono ferito sangue mi scorre sul volto l'oggetto sembra vivo ma è solo una scatola è piccola la tiene fra le mani alzate poi la sbatte sull'assito della nave sembra d'oro il titano è adirato con noi la nave non....gerà ancor..sono caduti gli alberi una falla nella fiancata imbarchiamo acqua. Eravamo così vic....



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