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lavoro pubblicato martedì 1 settembre 2009
ultima lettura venerdì 29 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il Cigno Nero: capitolo ventitreesimo

di fiordiloto. Letto 840 volte. Dallo scaffale Fantasia

Capitolo 23:Alleanza Sara si trovava di nuovo in quell'inquietante segreta dov'era stata prigioniera. La bocca impastata, gli occhi sgranati, incapaci...

Capitolo 23:

Alleanza

Sara si trovava di nuovo in quell'inquietante segreta dov'era stata prigioniera. La bocca impastata, gli occhi sgranati, incapaci di fare altro se non fissare con angoscia quella porta che, lo sapeva, da un momento all'altro si sarebbe aperta per lasciare entrare il mostro che l'aveva catturata.

Sentiva la paura annodarle la gola come un cappio, e la tensione crescere a dismisura. L'adrenalina le scorreva nelle vene ad onde.

Poi... il suo atteggiamento cambiò.

All'improvviso non era più spaventata. Era quasi rabbiosa.

Una voce prorompente nella sua testa le imponeva di reagire. Invece che scappare, provava l'ardente desiderio di avventarsi sul suo aggressore, come una predatrice, per forargli la gola con canini da vampiro.

Si svegliò di soprassalto, con la sensazione di qualcosa di gelido imprigionato in gola.

Si mise a sedere sul bordo del letto, le mani che tenevano la testa, e si guardò un po' intorno. Un leggero fruscio di lenzuola dall'altro lato del letto, e capì che Adam era sveglio.

"Tutto bene?", le domandò, la voce piena di sonno.

"Sì...tutto a posto", mentì Sara. "Torna a dormire"

Si alzò per recarsi in bagno, e si sedette sul bordo della vasca.

‘Maledizione, cosa mi sta succedendo?', si chiedeva. ‘Forse...è solo un po' d'agitazione'.

Hai paura per domani, dolcezza?

Presa alla sprovvista da quella voce, Sara alzò lo sguardo verso lo specchio. Il suo riflesso non era che un'immagine sul vetro. Un'apparizione illuminata da un raggio di luna proveniente da una finestrella sulla parete opposta. Sara spalancò gli occhi. Il suo riflesso le sorrideva...

"Adeleith!" sussurrò. "Che cosa vuoi?"

Che tu risponda alla mia domanda. Hai paura?

Sara ci pensò su. "Sì, direi di sì"

Bene! E' da sciocchi non aver paura, soprattutto se l'avversario è davvero Oras, come dice il Cigno Nero.

"Hai qualche suggerimento?"

In effetti sì. Vedi...c'è una ragione, se ho deciso di uscire allo scoperto e parlare direttamente a te, che in un certo senso sei la mia guardiana.

"Sei preoccupata per Straus?"

Esattamente. Hanno giurato di proteggerti, ma se Oras ha davvero racchiuso in sé il potere dell'Abisso, le possibilità che ce la facciano da soli sono davvero limitate. Hanno bisogno dei miei poteri.

"Che cos'hai in mente?"

Adeleith glielo spiegò. Svelò il suo piano a Sara nei minimi dettagli.

Le due discussero con sussurri appena percettibili, e infine la regina concluse dicendo:
Se la situazione dovesse farsi disperata, te la senti di farlo?

Sara ammutolì, fissando lo sguardo sul minuscolo raggio lunare proveniente dalla finestra.

"Ho forse altra scelta?"

No...in effetti no. Avevo pensato di chiedertelo, ma credo che agirò comunque, se sarà necessario. Con o senza la tua volontà.

"Ho detto che lo farò!", sbottò Sara. "Perciò evita le minacce. Il corpo e mio, fino a prova contraria. Ho detto che aiuterò Straus, e non mi tirerò indietro, ma stabiliamo delle condizioni di scambio"

Sarebbero?

"Se riusciamo a sconfiggere Soul e l'Abisso, e se sopravvivo, te ne torni da dove sei venuta e lascerai il mio corpo. Intese?"

D'accordo. Accetto.

Il tempo di un battito di ciglia, e Adeleith era scomparsa.

‘Quella donna', pensò Sara, mentre si sciacquava il viso, ‘E' dentro di me. Io sono la sua prigione, e non posso farci nulla. Finchè resto viva, lei può agire di sua iniziativa solo fino ad un certo punto. I suoi poteri sono limitati dalla mia coscienza. Però...questo corpo, e i sentimenti che provo...quelli appartengono solo a me, giusto?'

In quel momento, la porta del bagno si spalancò e la testa di Adam fece capolino.

"Con chi stavi parlando?"
"Con nessuno, amore"

Adam fece spallucce e poi le rivolse un gran sorriso.

"Visto che siamo entrambi svegli, ti va una tisana? Così, giusto per rilassarci un po'?"

"Certo", sorrise lei di rimando. "Magari farà bene ad entrambi"

E si avviò dietro di lui, seguendolo verso la cucina mentre pensava:

‘Hey, Sara! La tua vita ti appartiene, lo sai?'

***

Fu un presentimento a svegliare Goa. Era ormai pomeriggio, e lei sentiva qualcosa di freddo alla base del collo, come una sorta di avvertimento. Si alzò e andò in cucina, dove la poca luce che penetrava dalle tende disegnava giochi di luce ed ombra sulla parete. Solo una volta oltre la soglia si rese conto di una vibrazione sul tavolo in mezzo alla sala.

Il suo cellulare.

Era impostato sul Silenzioso, ma faceva di tutto per farsi sentire.

Goa lesse il numero ed ebbe un attimo di smarrimento.

Cosa poteva volere Sara a quell'ora? L'appuntamento non era per le sette di sera?

Spostò lo sguardo sull'orologio a muro. Erano appena le quattro e mezza.

Si sistemò i capelli e portò il cellulare all'orecchio.

"Pronto, Sara?"

"Ciao, sì sono io. Scusa se ti chiamo mentre dormivi, ma ho bisogno di parlarti"

"Certamente. Di che si tratta?"

Dall'altra parte ci fu un momento di esitazione. "Non mi va di parlarne al telefono. Possiamo vederci da qualche parte?"

Sara inarcò un sopracciglio. Cosa poteva esserci di così importante? E perché Sara aveva quella voce tanto strana?

"Nessun problema. C'è quel piccolo bistrot davanti alla fermata della metropolitana, nel quartiere di Montmartre . Se ti va possiamo vederci lì"

"D'accordo. Allora ci vediamo lì fra mezz'ora. E...grazie"

"Figurati"

Ma dall'altra parte c'era solo più il silenzio.

‘Ha già riattaccato', pensò Goa. Come mai era così impaziente? Come se avesse fretta. Mmmm...

Mezz'ora dopo, Goa varcò la porta del piccolo bar. Un ossequioso maitre le venne incontro e la condusse in una saletta privata. Un posticino elegante, col fuoco che crepitava in un caminetto di pietra sul fondo.

Prese la giacca a mezza gamba che indossava e rimase a bocca aperta quando la vide immersa nel suo kimono in seta tatsumura. Si ricompose quasi subito, e uscì dalla stanza mormorando qualche complimento. Goa sorrise, non potendo evitare di sentirsi un po' lusingata. Si accostò al fuoco e avvicinò le dita alla fiamma, per scaldarle un po'. Per mezzo secondo, le parve che quelle fiamme si allungassero verso le sue dita, per avvolgerla, e che l'incantesimo oscuro dentro di lei opponesse resistenza. Eh già...il Cigno Nero detestava il calore e la luce.

L'ingresso di Sara la distolse da quei pensieri morbosi.

"Sara...", la salutò con un cenno del capo.

Si era aspettata di incontrare una Sara spaventata, o quantomeno preoccupata per qualcosa, invece nel suo sguardo c'era qualcosa di diverso. Una muta richiesta d'aiuto. Lei sorrise e si scuso per il ritardo.

"Figurati, sei in perfetto orario"

"Vuoi sederti, Goa?"

"D'accordo"

Mentre prendevano posto l'una di fronte all'altra, Goa non staccò un attimo gli occhi da Sara.

"Sono contenta che tu sia venuta, Goa", disse la giovane. "Ho davvero bisogno di parlarti"

"A proposito di cosa?"

Sara scrutò a lungo l'espressione della sua interlocutrice, e poi abbozzò un sorriso. Evidentemente il sincero interesse di Goa e il suo sguardo incoraggiante avevano allentato un po' la sua tensione.

"Qualche ora fa...Adeleith mi ha parlato"

Goa spalancò gli occhi, sgomenta.

"Ha paura per l'esito della battaglia. Teme che se affrontiamo Soul e il suo padrone alle condizioni attuali non ne usciremo vincitori"
"E' in pena per il suo re"

"Temo di sì. In fondo, credo che lo amasse molto. No, anzi, ne sono certa. Vuole tentare di proteggerlo. Ha un piano. Se la situazione si farà disperata, c'è una cosa che devo fare"

Goa attese ulteriori spiegazioni, ma capii che non sarebbero arrivate. Forse Adeleith non voleva che nemmeno Goa fosse a conoscenza dei suoi piani.

"Come posso aiutarti?", domandò.

"Vedi...se mi rifiuterò di agire, sarà Adeleith a prendere l'iniziativa. Troverà il modo di prendere il controllo su di me e farà ciò che deve. So che ne è capace.E' già successo, in passato. Il problema è che Straus, Adam e gli altri tenteranno sicuramente di fermarla, e in questo modo si faranno del male. Quello che ti chiedo e di trattenerli con la tua barriera. Ho visto come la usi. Solo tu puoi impedire che vengano coinvolti"

"Vediamo se ho capito bene: nel caso la situazione questa notte precipitasse, Adeleith agirà con o senza la tua volontà per fermare i nostri nemici. Se Straus o qualcuno degli altri cerca d'impedirglielo, vuoi che lo fermi?"

"Esattamente"

"Ma questo non ha senso, Sara. Noi speriamo nell'aiuto di Adeleith! Cosa potrebbe fare per indurre il suo re o uno dei suoi compagni a fermarla?"
"Tu non comprendi, Goa. Se Adeleith vede il suo Re in pericolo, farà di tutto per risvegliarsi. Ma l'unico modo per permettere che ciò accada è che io muoia"

Goa spalancò le labbra, folgorata. Aveva capito.

L'unico modo per catturare il potere di Adeleith, era strappare il cuore a Sara. Se fosse morta in qualunque altro modo il sigillo si sarebbe rotto, e la regina si sarebbe risvegliata.

"Pur di salvare il suo re è disposta a farti morire", disse piano. "E se qualcuno come Adam o Straus cerca d'impedirglielo, tu vuoi che io lo fermi con la mia barriera"

"E' proprio così"

Dopo un secondo di sgomento, Goa strinse i pugni sul tavolo e puntò i suoi occhi in quelli di Sara.
"D'accordo, Sara", sussurrò. "Hai la mia parola"

To be continued... =)



Commenti

pubblicato il 01/09/2009 22.40.58
sothis85, ha scritto: sempre meraviglioso il tuo racconto dove perdermi e assaporare ogni impulso di vita che riesci a creare.dilce Francy sei immensa. tvb.ruben
pubblicato il 03/09/2009 14.47.33
anais, ha scritto: non mi stancherò mai di leggerti..un bacio
pubblicato il 05/09/2009 16.52.12
YuukiKia, ha scritto: cucciola cm sempre i tuoi racconti sn meravigliosi a stasera ^.^

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