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lavoro pubblicato martedì 18 agosto 2009
ultima lettura martedì 24 marzo 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Violetta

di Violetta. Letto 1066 volte. Dallo scaffale Amicizia

questo è il primo che pubblico qui, vorrei fosse una presentazione di chi sono, per farmi conoscere. ho messo insieme due testi: una poesia e una pagina di riflessione, sul mio nome, violetta.

Fiore d'ametista,

dolce candito,

timido fiore,

profumo soave,

colore lugubre,

insipido fiore,

modesta bambina

che ritrosa spunti

dalle erbe accanto

al fosso.

Sei la mia stella

Scura che nel cielo

Dei miei pensieri

Occhieggi dall'azzurro,

Mi proteggi

E mi sorridi

Come fossi

Una sorella.

Chissà...Violetta è stata una scelta naturale, mi chiamo Viola e nella mia infanzia (e tutt'ora) ho subito milleuno storpiature del mio nome (che mi piace molto, piace anche agli altri, tuttavia che palle..). L'ho scelto perché mia madre, mio padre e mia nonna mi chiamavano più spesso così, violetta...mia madre, quand'ero arrabbiata (muso e silenzio) mi chiamava violacea, e mio padre (con l'accento forte della campagna bresciana, profonda campagna bresciana) mi chiamava anche pagnuchina, stelìna dòra, poi violina,...tanti dolci nomi, compreso viola valentino, tipico di mia nonna, che mi hanno segnato in un modo o nell'altro. Mi hanno coccolato e fatto sbuffare (rosa, giallo, violino, viola: mi presti il pennarello viola?, margherita, nero, violacciocca...lascio a voi proseguire ne ho sentite di ogni), ma soprattutto mi hanno fatto sentire amata e sfaccettata come non mai. Mio padre ogni aprile, sbocciar di primavera, mi portava a passeggiare verso lo sguass (pozzanghera un po' grossa) dietro casa sua, in mezzo alla campagna, e mi mostrava le macchie di violette che crescevano lungo i bordi del fosso. Avevamo una cagnolina, forse l'unico essere vivente non umano ad aver assistito all'implosione della mia famiglia, l'unico che tutti ricordavano con tenerezza, era una cagnetta dolcissima, si chiamava Stella, era arancio con una macchia bianca in fronte e il petto bianco. Quando nel 1990 mio padre cambiò casa, la portò con sé e io sempre la carezzavo con amore, era silenziosa, molto vecchia e tenerissima. Un giorno mi disse che nella notte due cani grandi e grossi (lei era un barilotto piccolo) l'avevano sbranata. Mio padre aveva preso il corpo e l'aveva seppellito sulla riva di quel fosso, appena all'inizio del sentiero per lo sguass, a primavera quel posto era pieno di violette. Forse è per questo che ho scelto questo nome e anche perché sono convinta che i nomi siano qualcosa che ti segna l'anima, ti fa sentire unica, oppure anonima, oppure sola, oppure gemella di chi ha il tuo nome e senza volere ti confronti e ti chiedi a chi somigli. Non ho mai conosciuto qualcuno con il mio nome, lo aspetto con curiosità e un po' di gelosia.



Commenti

pubblicato il 18/08/2009 11.11.55
sothis85, ha scritto: Ti descrivi in un modo così intenso, come sempre sei apparsa ai mie occhi, sensibile donna e poetessa,Ruben ,Bacione
pubblicato il 18/08/2009 11.20.31
spicchidispecchi, ha scritto: Bhè...nn è difficile"trovarmi"...eheheheh!!! Dico sempre dove sono!! :-)
pubblicato il 18/08/2009 11.21.58
spicchidispecchi, ha scritto: Ma...mi sa che nn dicevi a me...eheheheh!! :-)
pubblicato il 18/08/2009 16.47.17
fiordiloto, ha scritto: cara Violetta, intanto di do il benvenuto! E' un piacere leggere di qualcun'altro con il nome di un fiore. Grazie per questa tua sentita presentazione, onesta, diretta e sincera. Corro a leggere altro di tuo! Un saluto caro! =)

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