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lavoro pubblicato sabato 8 agosto 2009
ultima lettura giovedì 21 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Formicocrazia dello scrittore Andrea Saviano

di Galahad. Letto 1061 volte. Dallo scaffale Fiabe

Se le formiche destituissero la regina per instaurare una repubblica democratica, cosa mai accadrebbe?....

Formicocrazia

Un caldo giorno d'estate, alcune formiche operaie erano intente a trasportare delle grosse briciole di pane verso il magazzino del formicaio. Queste cadevano copiose dai panini di quattro esseri umani intenti a godersi il panorama che la montagna forniva sul prospiciente lago.

I quattro tizi erano intenti a discutere di politica. Chi parlava dell'importanza d'introdurre il federalismo come toccasana contro tutti i mali. Chi s'infervorava sulla questione dei flussi migratori. Chi s'appassionava sui diritti civili e il pericolo che correva la democrazia nel caso le imminenti elezioni fossero state vinte da questo piuttosto che da quest'altro.

Visto che i quattro erano più intenti a parlare che a controllare quanto del loro cibo cadeva sull'erba, le formiche decisero di prendersi una breve pausa per ascoltare i discorsi che costoro facevano. In particolare erano interessate ad un concetto per loro innovativo: la democrazia.

« Ti rendi conto cosa stanno dicendo questi? » Disse ad un certo punto una formica. « T'immagini il nostro formicaio senza più caste? »

« Sarebbe una cosa fantastica, » esclamò stupefatta una seconda, « inimmaginabile! »

« Io finalmente potrei fare quello che ho sempre desiderato nella vita: la formica esploratrice. » Aggiunse una terza. « Mi è sempre piaciuto tanto viaggiare! »

« Queste idee non possono rimanere confinate in questo luogo, » tornò a parlare la prima. « Secondo me dobbiamo correre al formicaio e parlare con le altre formiche operaie. »

« Già, dobbiamo unirci in un sindacato. » Aggiunse la seconda. « Far valere i nostri diritti anche a costo di scioperare. »

« Giusto. Eguaglianza e libertà! » Affermò la terza.

« Per adesso limitiamoci a mangiare un po'. » Dichiarò la seconda. « È un nostro diritto poterci nutrire del cibo che troviamo. »

« Corretto! Se quelle nullafacenti delle cortigiane hanno fame, che vengano all'esterno a cercare un po' di cibo e a correre i rischi che corriamo noi! Non è giusto che noi si fatichi dalla mattina alla sera e quelle campino con il nostro lavoro! Federalismo! Propongo un formicaio fatto solo di formiche operaie. »

« Giusto! » Disse in segno d'approvazione la terza. « Chi ha detto che la regina e le cortigiane devono avere tutti questi privilegi. È ingiusto. Eguaglianza e libertà! »

Cosicché, dopo aver mangiato a sufficienza, si diressero verso il formicaio senza trasportare alcunché.

Nel giro di pochi giorni l'idea dell'eguaglianza e dei diritti fondamentali delle formiche s'era diffusa tra tutte le operaie.

« Hai sentito le ultime notizie? » Chiese un giorno una formica guerriera ad un'altra.

« Quale novità? »

« Le formiche operaie si sono riunite in un sindacato e hanno iniziato uno sciopero ad oltranza, cosicché le riserve accumulate negli scorsi mesi si stanno rapidamente esaurendo. »

« Non è concepibile tollerare tutto ciò. Possibile che la regina stia subendo questa cosa? »

« Questo è niente. Le cortigiane stanno sostenendo l'immigrazione di pulci e scarafaggi per sopperire alla mancanza di manodopera. Insomma, il parlare tra formiche è stato sostituito da un mormorio che non promette nulla di buono. Sembra il sommesso brontolio di un temporale in arrivo. Ben presto il dissenso che serpeggia si trasformerà in discussioni accese e a quel punto, » fece una pausa drammatica, quindi aggiunse, « si salvi chi può! »

« Dove andremo a finire! Io vado a parlare con il nostro comandante in capo. Dobbiamo intervenire! Qui ci vuole un colpo di stato che ristabilisca l'ordine! T'immagini cosa accadrà quando il nostro formicaio pullulerà di scarafaggi e pulci! Se continuiamo così tra poco entreranno anche i ragni e quelli ci divoreranno tutti ad uno ad uno! »

Mentre la formica guerriera stava dirigendosi dal comandante in capo per convincerlo a prendere la situazione nelle sue capaci zampette, gli capitò d'incrociare delle formiche cortigiane che discutevano sul da farsi.

« Secondo me potremmo dare una bandiera e un inno alle formiche operaie che giustamente rivendicano una certa indipendenza. » Affermò una prima.

« A quel punto perché non dare anche un inno e una bandiera anche alle formiche guerriere! » Dichiarò una terza.

« Io direi che nel reparto neonatale sia necessario sostituire le formiche nutrici con delle formiche con la stessa specializzazione delle larve che accudiscono, » sostenne una terza.

« Perché non approfittiamo del nostro ruolo per uccidere la regina! » Suggerì una quarta.

Un improvviso silenzio cadde tra tutte le formiche cortigiane lì riunite che da un lato erano rimaste sedotte e scosse da tale affermazione, dall'altro s'erano rese conto che antenne indiscrete avevano udito tale proponimento.

In preda al caos più completo, con il cibo che mancava, la regina assassinata, le larve incustodite, il formicaio invaso da ogni specie d'insetto, la comunità cadde ben presto preda della guerra civile. Un conflitto di tutti contro tutti che portò all'ingresso nel formicaio anche di strani alleati come talpe, formicaleoni e formichieri.

Forti del numero e dell'alleanza con le talpe le formiche operaie alla fine ebbero la meglio sulle altre, realizzando il loro progetto di repubblica indipendente delle formiche operaie.

Il problema a quel punto era di chi dovesse comandare su chi, di chi avrebbe fatto assolvere i doveri, visto che tutti erano impegnanti ad affermare i propri diritti, ma soprattutto chi avrebbe dato continuità al formicaio, visto che all'invecchiare delle più anziane delle formiche operaie non c'era il bilanciamento di nuove uova e conseguentemente nuove larve che venissero su.

Indebolita nel numero e nel morale, ben presto la repubblica delle formiche fu spazzata da formichieri, formicaleone e talpe.

Testimone di tutte queste vicende rimase un'unica formica operaia che, resa demente dall'età, gironzolava nei pressi del lago credendosi una formica esploratrice e gridando ad alta voce: « Eguaglianza e libertà! »



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