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lavoro pubblicato mercoledì 29 luglio 2009
ultima lettura sabato 10 agosto 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il Cigno nero: capitolo ventesimo

di fiordiloto. Letto 1103 volte. Dallo scaffale Fantasia

Sono mancati per un po', ma non sono spariti. Avevano solo bisogno di un periodo di pausa! =) Rieccoli, tutti i protagonisti di questa storia in cui non ci sono tregue. Hope you like it! =)............

Capitolo 20:

Ricongiunzione

Sara era seduta di fronte allo specchio. I lividi e le ferite procurati da Soul ormai non erano che un brutto ricordo. Come se tutto fosse accaduto a qualcun'altra. Come un incubo ormai lontano. Bridget le aveva prestato un abito pulito: un vestito di seta nera semplice, ma che le avvolgeva busto e gambe mettendo in risalto le curve armoniose. Mentre si lasciava massaggiare i capelli, si osservava con un misto di curiosità e stupore.

"Che te ne pare?", domandò Bridget, posandole la testa su una spalla.

"Sono...Sono davvero io?", chiese lei, a bocca aperta.

"Ma certo! Devi incontrare una persona speciale, perciò è giusto che tu sia bellissima"

Bellissima...Eh, sì. Era quello l'aggettivo giusto.

Si alzo. La seta del vestito produsse un leggero fruscio, modellandosi sul suo copro in movimento.

Goa, che osservava la scena del fondo della stanza, sorrideva compiaciuta.

"Ottimo lavoro, Bridget"

"Grazie", rispose lei, facendo scorrere le dita ancora una volta fra gli spumosi capelli di Sara. "QUand'ero sulla luna, non vedevo l'ora che capitasse l'occasione di agghindarsi come si deve. I balli, e le feste, mi entusiasmavano più di chiunque altro"

Mi piacerebbe tanto partecipare ad un ballo, pensò Letizia, seduta sul letto, le gambe penzoloni.

"Magari quando tutto questo sarà finito. Chissà...", disse Goa.

"Ancora non mi avete detto chi è questa persona", commentò Sara, rivolta alle due donne. "Io...vi sono grata per ciò che avete fatto per me. E solo che...non capisco"

"Rilassati", la rassicurò Bridget. "Sono sicura che lui saprà spiegarti tutto molto meglio di noi. Magari non ce ne sarà nemmeno bisogno"

Un po' dubbiosa, Sara annuì. Quella faccenda la incuriosiva. Inoltre, se questo fantomatico Lui poteva darle delle risposte, era più che ben disposta ad incontrarlo. Inoltre, doveva ammetterlo, le piacevano quelle persone. Soprattutto Bridget. C'era attorno a lei una sorta di aura magica,che andava oltre il suo aspetto regale. Qualcosa in quella donna incuteva un senso di timore e rispetto, nonostante lo sguardo gentile.

"Dove sono gli altri?", domandò, ascoltando il silenzio aleggiante nell'altra stanza della suite.

"Di là", rispose Goa. "Renka e uscito a fare un giro di ricognizione con Fudo. Nube e...Lui ti attendono nell'altra stanza"

"Allora non facciamoli aspettare", disse Sara, in cui ormai la curiosità aveva preso il sopravvento.

"Giusto!", convenne Bridget, e con delicatezza cinse le spalle della ragazza, per guidarla verso la porta. "Sono sicura che non appena lo vedrai tutto ti sarà più chiaro.

Uscirono.

Nell'altra sala, una tremula penombra avvolgeva l'ambiente. La luce della luna penetrava, come un dardo freddo, dalla finestra enorme che dava all'esterno. Lì, appoggiata mollemente sul davanzale, una figura osservava la notte.

"Eccoci", disse Bridget, in tono solenne.

Lasciò andare Sara e la figura si voltò.

"Sara", disse.

La ragazza rimase a bocca aperta. Quella voce era morbida come una carezza. E familiare, come un ricordo lontano. Non appena posò gli occhi su di lui, il suo cuore ebbe un sussulto.

Era alto, misterioso. Folti capelli d'argento contornavano un volto adamantino dalla bellezza sconvolgente.

Il volto dei suoi sogni...

"Noi...", provò a dire. "Noi ci... conosciamo, per caso?"

"Sì", disse il vampiro, avanzando verso di lei. "Io sono Straus. Rosered Straus. Ti ricordi di me?"

Sara studiò il suo volto con attenzione. L'impressione di averlo già incontrato in un'altra vita si fece prepotente. Ma non ricordava il dove, né il quando.

"Io...Io non so chi tu sia", disse. "Però si...mi ricordo di te"

Straus sorrise. Un sorriso abbagliante. E la sensazione di familiarità in Sara crebbe a dismisura.

"Hai ragione", disse lui, in un sussurro di seta. "E' passato molto tempo. Più di mille anni"

Mille anni?

"Mi dispiace per tutto ciò che hai dovuto passare. Voglio farti capire che da noi non hai nulla da temere. Prima che ti racconti la mia storia, se c'è qualunque cosa che posso fare, per renderti le cose più facili, non hai che da chiedere"

Sara ci pensò su.

Sì, c'era qualcosa che voleva.

"Adam", disse. "Il mio ragazzo. Dev'essere preoccupato da morire. Vorrei fargli sapere dove sono, e che sto bene"

"Ma certo", acconsentì Straus, di buon grado. "Nube..."

Solo allora Sara si rese conto della figura silenziosa appoggiata ai margini della stanza. Il cappuccio le nascondeva la metà superiore del volto, dandole un'aura di mistero. Tutto, in lei, sembrava urlare: SONO PERICOLOSA!

Si spostò velocemente. Afferrò la cornetta e parlò a bassa voce, così in fretta che Sara riuscì a distinguere solo il suo nome.

"Sì", disse infine. "E' qui. Sta bene"

Sara si sedette sul divano. Bridget e Goa ai lati. Straus si lasciò cadere sulla poltrona di fronte a lei, paziente. Letizia andò a sedersi ai suoi piedi e gli poggiò la testa in grembo, lasciandosi accarezzare affettuosamente la nuca.

***

Quando Adam entrò nella stanza, Sara scattò in piedi e gli corse incontro, per gettargli le braccia al collo.

"Sara!", esclamò lui, stringendola a sé. "Accidenti a te...mi sono preoccupato un casino!"

"Lo so", disse lei. "Scusami"

"Stai bene?"
"Sì. Ora sì"

E per un momento si guardarono con intensità tale che tutti i presenti furono costretti ad abbassare lo sguardo.

"Che cosa è successo?", domandò poi Adam, passandole il dorso della mano sulla guancia tiepida.

Sara glielo spiegò. Raccontò ogni cosa, e durante il racconto sul volto di Adam passarono una serie di emozioni talmente chiare che le si sarebbe potute definire una ad una: stupore, preoccupazione, collera, di nuovo preoccupazione, incredulità.

"Che cosa significa tutto questo?", domandò alla fine, rivolto a Straus. "Perché Sara è stata rapita da quel...mostro?" . La parola uscì con difficoltà, intrisa di rabbia e disprezzo.

"Perché Sara è molto importante per tutti noi. Dalle sue capacità dipende il destino di una lotta e di una ricerca millenaria. Soul vuole distruggerci, e Sara è l'unica persona che potrebbe impedirglielo"

"Che?", fece lei. "Io?"
"Sì, Sara. Non ti succede mai di fare strani sogni? Di avere visioni di un tempo lontano? Qualcosa che non riesci a spiegarti?"
"Sì", rispose lei, in automatico. "Io..."

E ripenso alle sue visioni. Ai suoi momenti di nostalgia persi a guardare la Luna.

"Io...sogno spesso un luogo. Un luogo argentato, pulsante di gioia e di vita. Un luogo di cui tu sei il fulcro e la vita"
E mentre lo diceva, la verità di quelle parole la sconvolse.

"Il Regno della Luna", sussurrò Bridget, dal divano.

"Esatto", confermò Straus. "Io ero il re del Regno della Luna. Molto, ma molto tempo fa. Come sovrano, avevo in mano le redini del mio mondo. La sua prosperità, e le vite dei miei sudditi, dipendevano da me. C'era anche una regina. Una guerriera forte e coraggiosa, molto più indomita e potente di me. Sebbene io amassi qualcun'altra, una comune figlia di contadini, una mezzosangue, la mia regina non cessò mai di stare al mio fianco, finchè...". E qui la sua voce divenne poco più che un sussurro. "Finchè qualcuno dall'ombra non tramò contro di noi. Non so ancora chi sia, ma riuscì a dominare con il potere la mente della mia regina, Adeleith. Sotto l'influsso dell'incantesimo, lei uccise la donna che amavo, distrusse il nostro regno, e poi fuggì sulla Terra, sperando di sfuggire alla mia ira. Purtroppo, i maghi umani la intercettarono, e usarono tutto il loro sapere per imprigionare Adeleith in un sigillo magico. Sono passati secoli da allora, ma io non ho mai smesso di cercarla. Credevo fosse colpevole, e volevo distruggerla con le mie mani. Ma ora le cose sono cambiate. E so che la mia regina non è rinchiusa in un artefatto qualunque, ma in un corpo umano. Il tuo, Sara. Ecco perché sei così importante"

Un silenzio incredulo seguì quelle rivelazioni.

"Non è possibile!", sbottò Adam, all'improvviso. "E io dovrei credere che Sara è la reincarnazione della tua regina della Luna, imprigionata in forma umana per evitare che voi due poteste ricongiungervi?"

"E così, umano", disse Straus, guardandolo di sottecchi. "Nel mondo esiste più magia di quanta tu creda. Le creature del mondo fatato, i fantasmi, e tutte quelle cose che ti raccontavano da bambino per farti addormentare la sera, sono più reali di quanto chiunque sospetti. Ovviamente, il mondo magico non svela alla gente comune la sua esistenza. Siamo molto più protetti, se ci pensate come sogni o favole. Ma di scuro non siamo menzogne. Sara sa che dico la verità. Lo ha visto nei suoi sogni. E...non le sono estraneo"

"E vero", ammise Sara. "Io ho visto qualcosa di simile"

Straus le rivolse un sorriso comprensivo e compiaciuto.

"Chiunque abbia ingabbiato la mente di Adeleith, aveva in mente qualcosa. Voleva distruggere il regno e noi sovrani. Ora, cerca di portare a termine la sua opera. Per farlo, sta tentando di rievocare dalle tenebre una forza misteriosa e distruttiva, nota come l'Abisso. Per ottenere questo, ha bisogno del mio cuore, del tuo, e di quello di Goa"
"Di Goa?", chiese Sara, guardando la ragazza in questione.

"Sì", rispose lei, con un tremito. "Una parte di quell'oscuro potere si è impossessato di me. Mi rende potente, ma è anche una maledizione. Il suo compito originario è quello di distruggere Straus e la sua regina, ossia tu. Chiunque sia questo nemico, sa perfettamente che Adeleith è la sola in grado di fermarlo, perché il suo potere, quando è cosciente, non conosce limiti. Ecco perché hanno tentato di catturarti, Sara. Soul voleva attirare noi in trappola, e ucciderti prima che il tuo potere straordinario potesse risvegliarsi"

"Tutto questo non ha senso", replicò Adam. "Sara, non crederai a tutto questo, vero?"
"Invece sì", disse lei. "Ci credo. Questo spiega tutto, Adam: le visioni, i sogni che faccio, la malinconia. Ho sempre saputo che tutto aveva un collegamento e questa persona", indicò all'indirizzo di Straus. "E' la chiave di tutto. Ho visto fino a che punto arriva la cattiveria di Soul. Se il suo padrone vuole noi, dobbiamo fermarlo, chiunque egli sia"

"Sono contento che tu capisca", disse Straus, alzandosi dalla poltrona con un movimento sinuoso e perfetto, per poi avvicinarsi a lei. "Ti ho cercata per un millennio intero, Sara. Ormai avevo quasi perso la speranza. Non hai idea di quanto io desiderassi questo momento"

Nel profondo del cuore di Sara, c'era lo stesso sentimento. Adeleith aveva atteso, paziente, che il suo re la ritrovasse. Dunque era la voce della regina, quella che sentiva nei momenti di pericolo. Era lei ad accorrere in suo soccorso. Se una tale magia era possibile, perché non poteva esserlo anche tutto il resto. Sara sorrise, consapevole che, da qualche parte, nel suo profondo, anche lei aveva atteso quel momento da...beh, da sempre.

To be continued... =)



Commenti

pubblicato il 29/07/2009 19.42.27
sothis85, ha scritto: Mia cara Fiordiloto oggi non commento il tuo testo perchè come sempre è intenso e meraviglioso, ma voglio soffermarmi alla tua grande umanità di donna e poetessa di come sei riuscita a penetrare il mio animo e d alleviare i miei tormenti.Ti voglio bene e dirlo ad alta voce, ringraziarti per tutto il bene che hai riversato su di me con dolcezza.Grazie Ruben
pubblicato il 01/08/2009 22.36.43
anais, ha scritto: ciao..che bello ritornare a leggerti.....sempre splendida...

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