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lavoro pubblicato giovedì 23 luglio 2009
ultima lettura lunedì 4 novembre 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

la ciavatta sotto al letto

di giostraio. Letto 1040 volte. Dallo scaffale Fantasia

 7 di mattina.dal lontano ondeggiare di un mare straniero si ode come il clacson di una nave che affonda.la sirena ti trae in inganno,come quelle di ulisse.sembra qualcosa di bello.dolce melodia.dun di du din dun dun................dun di du din d...

7 di mattina.dal lontano ondeggiare di un mare straniero si ode come il clacson di una nave che affonda.la sirena ti trae in inganno,come quelle di ulisse.sembra qualcosa di bello.dolce melodia.dun di du din dun dun................dun di du din dun dun...dice armoniosamente:

-"vieni.è ora.vieni qui.è adesso il momento.vieni più vicino.giunta è l'ora..."

porco dio sveglia di merda.come ogni giorno tocca alzarmi per anda a quella scuola minchiuta.sedermi su quel cazzo di banco e aspetta di torna a casa per fa quello che stavo facendo:DORMIRE.ogni mattina uguale.alle sette precise iniziano le sirene.per le sette e 10 le spengo.viene mia madre urlando.è lei la sirena finale,quella che decide se veramente mi do alza o no.e mi devo sempre alza.la cosa che odio di più è un gesto che lei compie inconsapevolmente e per quanto più le possa di di non farlo,devo accettà il fatto che purtroppo è un gesto naturale,superiore all'intelligenza di un qualsiasi essere umano.per la sfortuna di tutti noi,come la guerra,i cattivi,i terremoti,la puzza delle scoreggie che si sperava non puzzassero,anche la ciavatta sotto al letto che ci costringe appena svegli ad allungarci sul pavimento per riuscì ad afferrarla è qualcosa di inevitabile.dopo delle lunghe ricerche svolte da me stesso per scoprire quale strano fenomeno portasse la mia pantofola sotto al letto,che io ricordavo di aver lasciato affianco all'altra prima di anda a dormì,giunsi alla semplice conclusione che era quella cazzo di mia madre che ogni mattina gli dava,in modo inconscio ma secondo me con un pò di consapevole coscienza d'odio,un calcio,spedendola negli antri profondi e bui situati sotto il mio luogo di coricaggio.

ma una notte accadde qualcosa di strano.

mi svegliai per le 6 meno un quarto.senza accende la luce aprii la porta e mi diressi verso il cesso.pisciai e tornai in camera.ma nell'atto di coricarmi,diedi io stavolta un calcio alla ciavatta spedendola sotto al letto.cazzo.mi abbassai e infilai il braccio nei tetri meandri sotterranei del mio letto,comiciai a tasta in giro lì sotto la branda,e trovai la ciavatta.ma come ritrassi il braccio qualcosa saltò e si attaccò alla pantofola.era come un piccolo pezzo di merdina-budino verde.ma aveva vita ed era fosforecente.emetteva un suono come di radioattivo:"fsssssshhhhh".

quanto cazzo era bello e trasmetteva tranquillità!per farvi capi meglio si potrebbe paragonare a una di quelle lumache senza guscio,ma diverso.era tondo.proprio una merdina-budino con due fessurette rosse tipo occhi,e un qualcosa a spirale al posto della bocca,come una galassia o uno di quei buchi neri dello spazio.roteava la sua cazzo di bocca e sembrava assorbisse luce,tempo e spazio.

come fissai il roteare di quel piccolo universo nella sua bocca,una sensazione di benessere invase il mio corpo facendomi sentire in paradiso.sentii il corpo leggero.non avevo più la paranoia del fatto che mi rimaneva solo 1 ora di sonno.mi vidi correre al rallentatore in un prato fiorito di violette,nudo,con l'uccello ballonzolante fra le mie gambe,mano per mano con una di quelle patane dell'est europa pornodive alla eva henger.anche lei nuda.le guardai le tette.saltellavano anche loro,erano magnifiche,balzavano in modo supremo vicino a me sempre al rallentatore.divenni una di quelle tette enormi e ballonzolanti e mi vidi come un estraneo affianco alla padrona di me stessa.ero divantato la tetta!ma cotemporanemente ero io lo stesso che correva mano per mano con quella tizia.cominciai a dire a me,che ero li che correvo:

-"toccami!succhiami!palpami!sono qui!".ma non sentii.le tette non parlano.ero la tetta e basta.

quei due si buttarono sul prato e scoparono.cioè il mio corpo la scopò.io ero la tetta e non provai un cazzo!ma come era possibile?fino a qualche minuto fa ero io quello che correva felice,e adesso ero una tetta!ero lì che ballavo a ritmo di colpi da trombata e non vidi nemmeno mezza fica di quella tipa.poi il peggio.ficcai il cazzo fra la tetta-me e la collega al mio fianco.mi girai e riconobbi i linementi di antonio nell'altra tetta.

-"antò ma che cazzo stai a fa qua!?"gli chiesi nel linguaggio delle tette.

"niente.mi sto a fa un giro.cercavo da svoltà.c'hai un pò di fumo?"

"ma che cazzo stai a di?!fra un pò questo qua ci butta sgrema in faccia e tu stai a pensa al fumo!!chiudiamo la bocca se non vogliamo pure ingoià sta merda che sta pe uscì!"

"vabbè va.vado a vede da qulche parte.ci vediamo dopo".scomparve.mah...

il tizio-me se ne venne così.fortunatamente la tipa succhiò e non mi sborrai addosso.ridiventai me stesso appena in tempo per caccià l'ultimo schizzo.il brivido di fine coito salì dal mio cazzo percorrendo la spina dorsale per finì nel mio cervello.ero in piedi davanti a lei che era inginocchiata di fronte a me.le reggevo la testa con le mani affondate in quella dorata chioma riccia quando ecco che si alza e mi sputa tutto il mio sperma in faccia sbavando come un cane rabbioso.istintivamente chiudo gli occhi per non farvi finì quell'orrido getto dentro.sentii un bel pò di schifo sbattermi in faccia.e non finiva mica di sputà.era come un drago sputa saliva e sborra e il getto continuava e continuava.aumentava e aumentava.aumentò sempre più di quantità e forza e cominciai a indietreggià sotto la spinta.ma da qualunque lato mi girassi colpiva sempre il mio viso.quel maledetto getto diventò di una forza e di una pressione come quella che ha l'acqua che esce dal tubo dei pompieri.caddi a terra.ma non sul prato.il getto smise così di colpo.continuavo a sentire il bagnato attorno a me.potei finalmente aprire gli occhi.mi ritrovai in mare aperto che affondavo già a qualche metro di profondità sotto il livello dell'acqua.vedevo la luce allontanarsi,mossa in strane luccicanze riflesse dall'ondaggiare su di me.cazzo non so nuotà.meglio lo sputo sborra addosso pensai.

ma dove cazzo stavo?che era quella merdina verde?perchè devo morì affogato?!che poi secondo me è il tipo di morte peggiore!persi le forze.era un sogno?andavo affondo.affondavo.blub-blub-blub.mi lasciai andare.persi i sensi e le forze.morivo.

invece no!

due braccia miracolose dal nulla mi presero per i capelli.era na sirena.mi riportò a galla su uno scoglio.era bellissima.capelli lunghi rossi fino al culo bagnati e profumati,tette super sode con il capezzolo rosa e duro,poi le squame morbide e vellutate.le toccai la coda-pinna e sentii quel velluto di squame fantastico solleticarmi sotto il palmo.si rivolse a me:

"ti ho salvato la vita.quando una sirena salva la vita ad un essere umano maschio,dopo te la devi scopà.altrimenti ti cade il cazzo.è la leggenda della sirenetta mozza-picche!"

"mai sentita.vabbè si tromba."pensai.

"ok.e scopiamo...se proprio devo..."dissi.

"ma non è così semplice come con le femmine umane.noi sirene abbiamo 3 fighe.devi riuscì a sparge il tuo seme a tutte.così deporrò le mie 3 uova e nasceranno nuove sirene.dovrai esse fiero che le prossime generazioni di sirene avranno il tuo sangue."

"infatti so proprio contento!ho sempre desiderato 3 figlie sirene cazzo!poi farmi 3 fighe che te lo dico a fà!alla grande.dai!!"

si girò e si mise a 90 allungando il busto sullo scoglio,girandosi con la testa e guardandomi ammiccando.c'erano davvero 3 fighe dietro al posto del culo allineate in orrizzontale spuntavano da in mezzo le squame!

"ma d'andò cazzo cagano ste sirene?"mi chiesi fra me.ma vabbè sti cazzi.

quindi,dicevo...situazione da sogno.chi è quel maschio che non ha mai desiderato scoparsi 3 fighe contemporaneamente?e io stavo là co na sirena strapatana che me le stava a dà tutte e 3 insieme.stava là allungata con quelle 3 fighe tutte succose rosse e pulsanti,non c'avevano niente di diverso da quelle umane,a parte il fatto che sbrodavano e sgoccialavano in maniera spropositata.forse per il fatto che lei,essendo un essere avente vita MARINA e quindi il corpo pieno d'acqua,aveva tanto liquido con il quale lubrificare la situazione.fattostà che come vidi quelle patate m'arrapai in un attimo e puntai col cazzo lo spacco centrale.stavo per ficcà,lì sullo scoglio in chissà quale oceano,mare e emisfero,quando ecco che n'onda alta quanto un palazzo di 4 piani viene a sbatte proprio addosso a noi.un casino.la sirena non so che fine fece,e io fui lanciato via dalla forza dell'onda.solo schiuma e bianco attorno a me mentre ancora viaggiavo sulla portata dell'acqua.dopo qualche istante la situazione si calmò e mi trovai allungato in un universo bianco.mi alzai di scatto.mi sembrava di precipità ma non capivo in quale direzione stessi cadendo.all'orizzonte e in qualunque direzione guardassi c'era solo bianco candido e sacro,come se non avesse inizio e fine.guardai giù ai miei piedi ed ero sul bianco ma non capivo se ero sospeso o poggiato.mi abbassai per tocca con mano cosa avessi sotto i piedi dato che mi sembrava di senti un contatto con qualcosa che permetteva di farmi rimane in posizione eretta e per capire su cosa cazzo mi stessi reggendo.ma,nonostante fossi lì in piedi,potavo passà la mano sotto di me tipo come fanno i maghi quando passano i cerchi attorno i corpi sospesi.non ci stavo più a capì un cazzo.

feci qualche passo verso non so quale direzione,era tutto ugualmente e fottutamente bianco.non riuscivo a capi se la fine di quell'ampolla nella quale mi trovavo fosse vicina o a chilometri di distanza da me.ogni passo sembrava che non mi portasse da nessuna parte.se allungavo il braccio dinanzi a me sembrava quasi potessi toccà la fine ma non era così,era troppo lontana.ad un certo punto un getto di acqua giallastra cadde su di me.scorreva a fiumi.mi colava addosso e precipitava sotto di me senza mai raggiunge un fondo,io ero sospeso e quel piccolo mondo fatto di bianco puro non aveva fine.alzai lo sguardo.cazzo.su di me c'era un enorme culo negro che pisciava da una figa slabbrata.non potevo scappà.ero sospeso e i miei passi non valevano niente,se provavo a muovermi era come se fossi su un tapirulan:rimanevo sempre là.non potevo muovermi.il culo finì di pisciare e sparò uno scureggione alla rombo di tuono rimbombante nell'atmosfera e nel cranio.quasi sfondò i miei timpani.

avavo cambiato la suoneria alla sveglia la sera prima, misi un qualcosa di simile ad un peto a diecimila decibel.con questo rumore mi svegliai ed ero lì sul mio letto con mia madre che mi scuoteva e mi diceva che era tardi e che dovevo andare a scuola.minchia stavo a sogna!che cazzo di sogno figo!soprattutto la sirena co tre fighe.rimasi ancora qualche minuto sotto le coperte,come è solito fà quasi per ogni essere umano,pensavo a quello che era stato in grado di produrre il mio cervello nel sonno e a quanto mi sembrasse reale il tutto.mi alzai.

porca puttana m'ero sborrato nelle mutande.eiaculazioni notturne di merda.sicuramente m'era uscito mentre venivo con la bionda sul prato di violette.vabbè.capita.cercai di mettermi le ciavatte e anda al cesso per darmi na pulita,una era lì,l'altra sotto al letto.

pensai:porca zozza e se mo prendo la ciavatta e riesce quel cazzo di merdina-budino verde?

con un pò di paura e curiosità incoraggiata mi abbassai,presi la ciavatta sotto al letto e l'infilai nel piede.non c'era niente,che cazzo sarebbe potuto esserci!?

mi lavai,feci colazione,uscii presi la corriera e andai a scuola.tutto normale.ma il pensiero di quel cazzo di esserino non mi abbandonava.era successo qualcosa di strano quella notte e non capivo che cosa.non riuscivo a capire come mai mi potesse sembrà così relmente vero tutto quello che avevo vissuto nel sogno.tornavo a casa e nel tragitto cominciai a sentire dei strani dolori allo stomaco.dovevo cagà paurosamente e non vedevo l'ora di poggiarmi sul cesso di casa felice e rilassato.

venti minuti d'autobus.arrivai alla fermata e 10 minuti di cammino mi separavano dal cesso.li feci quasi correndo ma dopo i primi 10 metri di salita(che aveva e tutt'ora ha una pendenza del 13%)capii che la mia atleticità era rimasta ai tempi delle medie.camminai frettolosamente.eccomi a casa,poggio lo zaino e mi siedo sul cesso.una di quelle cagate della portata di un litro che escono in mezzo secondo.

una strana luce usciva dall'oscurità della buca del cesso.ancora seduto guardai giù attraverso le mie gambe per vede che cazzo avevo cacciato fuori dal culo:C'ERA QUEL PICCOLO MERDA-BUDINO VERDE CHE MI FISSAVA COI SUOI OCCHIETTI MALIGNI ROSSI E QUELLA BOCCA FOTTUTA A BUCO DI CULO NERO SPAZIALE PRONTO DI NUOVO A IPNOTIZZARMI E RISUCCHIARMI INSIEME ALLO SPAZIO AL TEMPO ALLA LUCE ALLA MATERIA E AL CAZZO MORTO DI EINSTEIN!

tirai al volo lo sciacquone.SFLUSHHHHH...e questa storia finì nel cesso.



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