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lavoro pubblicato sabato 4 luglio 2009
ultima lettura martedì 11 giugno 2019

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Cyborgfish

di francescoghezzi. Letto 1220 volte. Dallo scaffale Fantascienza

CYBORG FISH di Francesco Ghezzi Un vecchio ricordo, che ho ritrovato recentemente. Questo racconto e' stato pubblicato dalla rivista “ PESCARE” nel numero di maggio del 1990. Mi sono riletto 19 anni dopo ... ''''''''''...


CYBORG FISH

di Francesco Ghezzi


Un vecchio ricordo, che ho ritrovato recentemente.

Questo racconto e' stato pubblicato dalla rivista “ PESCARE”

nel numero di maggio del 1990.

Mi sono riletto 19 anni dopo ...

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Ricordo con nostalgia la prima volta che il nonno mi condusse con se' a pescare. Avevo poco piu' di nove anni e come per tutti i bambini di quella eta', la fantasia aveva ancora la forza di vincere la realta' e vivevo in mondo bellissimo fatto di sogni ad occhi aperti e di incredibili e improbabili avventure. - Domani si va a pescare! - aveva detto il nonno con aria trionfale, accarezzandosi la barba bianca che ancora stentava a crescere sul serio. E il pensiero mi eccitava, quella notte non riuscivo a dormire, la fantasia galoppava al pensiero della magica avventura. Le immagini si sovrapponevano alle immagini e il cuore batteva forte nel petto, profeta di nuove emozioni.

- Nonno, cos'e' pescare? - avevo chiesto quella sera. - Oh, lo vedrai!, lo vedrai! - aveva risposto, mentre gli occhi gli si illuminavano di una strana emozione. Mi aveva mostrato gli attrezzi: la canna, il mulinello, le esche, la lenza, , ed altri strani oggetti e li descriveva con foga aumentando, come se non bastasse, la mia ansia di avventura. E la notte, lunghissima, passo', e mi risvegliai alle prime luci dell'alba con gli occhi gonfi ma con la gioia nel cuore.

E si ando'. Gli stivali che indossavo erano piu' alti di me e camminavo goffamente trascinando i piedi , ma anche questo disagio era senza importanza. Solo l'avventura era importante e nell'avventura non c'erano gli stivali piu' alti di me, ma solamente immensi spazi aperti e immagini di favolose catture.

Se qualcuno ci vide, quel giorno, ricordera' il possente nonno alto come una montagna , con gli attrezzi da pesca sulle spalle lo zaino a tracolla , mentre trascinava un bambino con gli stivali delle nove leghe che non volevano funzionare. Non ero mai stato al fiume, nessuno mi ci aveva mai portato, e mi stupivo di tutto, anche dell'aria frizzante del primo mattino.

Giungemmo sull'argine in tempo per vedere la palla rossa del sole che sembrava salire dall'acqua, appena velata da una foschia azzurrognola. L'argine di cemento era lunghissimo, piu' lungo di quanto avessi mai osato immaginare e si perdeva all'infinito.

- Vieni, cerchiamo un passaggio- disse il nonno.

L'argine era scosceso e liscio e non si poteva scendere all'acqua se non dalle scalinate che vi erano state previste oltre la citta'. Attraversammo il deposito dei tram, lo zuccherificio, la Ferrovia Centrale e scendemmo la scalinata all'altezza della Discarica dei Grandi Magazzini.

L'acqua era molto bella. Il sole che sorgeva disegnava (lo ricordo come in sogno) strisce di luce ora violacee, ora rossastre, a volte con il colore dell'oro. Una leggera nebbia saliva dalle acque.

Il nonno estrasse dallo zaino le due maschere respiratorie, ne indosso' una e porse l'altra a me con un sorriso. Erano maschere moderne, di quelle con l'antenna, e potevamo comunicare ugualmente tra noi. Ci appostammo sulla piattaforma da pesca ai piedi della scalinata, e fummo felici nel constatare che eravamo arrivati per primi. Una folla di pescatori stava arrivando ad occupare i posti liberi, ma noi eravamo gia' li'.

- Nel posto migliore – aveva detto il nonno.

Non era piu' il mio nonno, era un mago che faceva strane cose, pensavo, mentre annodava la lenza di rame alla cima della canna. Prese poi un cilindretto d'acciaio , lucido e brillante, lo apri' e vi introdusse una piccolissima pila.

- Ecco, ora e' pronta – disse il nonno.

bzzz bzzz bzzz – faceva l'esca in risposta. Se il nonno avesse potuto vedermi il volto, nascosto dalla maschera respiratoria, vi avrebbe potuto leggere tutta la meraviglia e l'emozione di quel momento. Restammo in silenzio, mentre la corrente trascinava con se' l'esca nel mistero di quei liquidi abissi. La luce sulla cima della canna lampeggio' all'improvviso, il nonno si alzo' di scatto e la canna si piego' come se volesse spezzarsi. Attraverso il vetro della maschera vidi il sudore che scendeva dalla sua fronte. Allento' il mulinello, dando filo alla preda. Era fortissima, doveva essere una preda importante. Il nonno lotto' con pazienza e perizia, e vinse. Ormai senza energia la preda si arrese e il nonno, avutala sotto riva,la catturo' con un tubo metallico dotato di una rete all'estremita'.

Appena estratta dall'acqua una voce gracchiante usci' dalla preda.


CYBORG FISH n. 23567 serie h. Peso totale 3.5 Kg . Energia massima sviluppata in acqua 8,9 Kg. Complimenti. Questa cattura vale 3000 punti per il torneo cittadino di pesca sportiva. Il vostro sensore e' stato riconosciuto e il vostro punteggio e' stato aggiornato in questo momento nella base dati del Ministero della pesca sportiva. Ad evitare sanzioni amministrative e' tassativo riconsegnare il CYBORGFISH entro tre giorni agli uffici di zona per la ricarica e la conseguente reimmersione. -


Tornando a casa, quando ci togliemmo le maschere, mi sembro' che il nonno piangesse, ma forse erano stati i vapori acidi del collettore 27 ad irritargli gli occhi.

Ricordo tutto come se fosse ieri, invece era il 25 marzo del 2047.



Commenti

pubblicato il 24/07/2009 14.12.22
Bebo, ha scritto: Finiremo così? Non ci saranno più pesci in carne e lische nel 2047? Speriamo di no... Però, come hai sapientemente descritto anche tu, i bambini si emozioneranno lo stesso, e alla fine sarà proprio questo a salvare il mondo dalla distruzione.

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