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lavoro pubblicato martedì 30 giugno 2009
ultima lettura sabato 20 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

sermoneta 10

di mikahla. Letto 753 volte. Dallo scaffale Horror

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Cap. 10

Non mi ero neanche resa conto di aver aperto la bocca, eppure tutto quel fiume di parole le avevo detto io.

L’uomo mascherato sgrula la testa e mi fa segno di seguirlo. Non valeva neanche la pena di rispondermi e quindi zitta, zitta lo seguo con la testa bassa e la speranza di vedere ancora la luce del giorno si fa sempre più piccola.

Mi porta fuori dalla chiesa, attraverso una porta laterale, gli vado sempre dietro, mi sembra quasi di fare il giro della chiesa, finche non vedo una luce che veniva dalla terra. Una lunga scala portava nel profondo.

Da dove ero io non si vedeva dove finiva, sembrava quasi che scendeva al’infinito fino al’inferno. E pensandoci meglio non era una cosa impossibile. Quella sera credeva anche alla fatina dei denti.

Speravo che non mi chiedesse di scendere, ma non mi andava niente bene quella sera e quindi, quando l’uomo mascherato si ferma proprio davanti l’apertura e mi fa segno di entrare, mi ero già rassegnata al’idea.

_ scendi …. E stai attenta agli scalini.. non farti male, ci servi tutta intera.

_ tranquillo …. Non intendo finire ammazzata da un branco di pazzi mascherati per il carnevale, figurati se voglio finire con il collo rotto per colpa di una scala.

Detto questo cominciai a scendere gli scalini …… seguita dalla sua risata divertita.

Mentre aspettava che lui mi raggiungesse, mi guardai intorno. Era sorprendente, un tunnel scavato nella pietra, lungo che non si vedeva la fine, illuminato da grandi lampade a gas.

_ mi sembri sorpresa. Non ti aspettavi tutto questo lavoro da minatore, vero?

_ si, e sorprendente.

Ero davvero rimasta senza parole, perché fatto qualche passo, me ne ero accorta che tutta la superficie rocciosa era stata pitturata. Non c’era neanche un cm. Di spazio libero. Tante scene simili a quelle della chiesa. Mi sembrava lo stesso mondo strano, fatto solo di montagne scure, senza vegetazione, abitato solo da quelle creature mostruose.

Camminavo dietro a quel uomo e mi guardavo intorno sempre più meravigliata di tutto quel lavoro. Chiunque avesse fatto quella fatica era un vero talento, la precisione e la maestria con cui era stata fatta era sbalorditiva. Immersa nei miei pensieri sbatto contro un muro, che poi me ne accorgo che non era affatto un muro ma una schiena ben fatta, con due spalle larghe. Poi mi sentii afferrare da due braccia forti e stringere al suo petto. Respirai profondamente e inspirai il suo profumo forte e muschiato, e poi più niente.

Non so quanto tempo passò. Quando finalmente tornai in me stessa, mi ritrovai stesa su un letto, in una stanza bellissima, con quadri e tende che nascondevano non finestre ma solo altri muri, come scoprii quando volevo sfondare la finestra e rompere le sbarre, se ce ne erano, anche con i denti, ma non fu bisogno perché la vista del muro mi tolse tutto l’entusiasmo. Provai la porta che sorprendentemente era aperta , solo che davanti mi ritrovai la brutta maschera che ricopriva il volto della persona che mi aveva condotto in quel sotterraneo.

_ ma non mi dire che volevi scappare? Volevi abbandonare la nostra festa ancora prima che cominci?

_ no, era solo che …. Dovevo andare in bagno. Si,.. ecco … dov’e?

_ ci andrai dopo in bagno, adesso e il momento di cominciare il nostro lavoro. Vieni ci stano aspettando.



Commenti

pubblicato il 30/06/2009 19.29.08
fiordiloto, ha scritto: Il finale lascia con la voglia di scoprire cosa succederà dopo. Il lato negativo dei racconti a puntate è questo, purtroppo... Grande capitolo, cara Mik. Atmosfere giuste e trama avvincente. I miei complimenti! =)

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