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lavoro pubblicato sabato 27 giugno 2009
ultima lettura venerdì 4 settembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Teheran

di Schnier. Letto 512 volte. Dallo scaffale Poesia

Distogli lo sguardo;è osceno il suo volto, mio fiore di sabbia.Meglio il cielo, oppure niente.Nessuno immaginava che tu sapessi sanguinare;Farr...

Distogli lo sguardo;
è osceno il suo volto, mio fiore di sabbia.
Meglio il cielo, oppure niente.
Nessuno immaginava che tu sapessi sanguinare;
Farrokh nacque ingenuo,
ingenuo e felice
e ti credeva ricolma
di tanti petali rossi e no,
non credeva ai suoi occhi,
Perchè Neda era voce,
ma non ebbe a cantare sulla soglia del cielo.
Si stupi' anche Rashid,
che melodie masticava,
ma la morte ha una mano che ti gela le corde
e non distingue i violini dalle bare contorte
e la sua allieva era bella da coprire le strade
di neve e orchidee,
invece tacque il futuro e come lei parve muto.
Conta i fiori Souri,
ma nella sua botteghina, non ne ha a sufficienza
per consolare Teheran
che ha spezzato il suo cuore, per volere di Dio.



Commenti

pubblicato il 27/06/2009 20.44.51
Ferdinando Giordano, ha scritto: Una lirica magistrale. Perchè la poesia così fatta insegna ed indica. A chiunque. Tutto da osannare, Schnier, tutto!
pubblicato il 28/06/2009 10.14.25
Schnier, ha scritto: Più che la poesia, in questo caso sono i fatti a cui si ispira che insegnano ed indicano.. provo una profonda ammirazione per i ribelli iraniani, per il loro disperato coraggio, del quale Neda è diventata l'icona triste e inconsapevole ( pare infatti si trovasse li' casualmente, incuriosita dal frastuono della manifestazione ).
pubblicato il 28/06/2009 13.19.17
Ferdinando Giordano, ha scritto: No, amico mio. I fatti non insegnano, perchè da ere si ripetono uguali e non indicano, perchè i pochi che prendono strade diverse cadono sotto "gli stessi colpi con cui i carnefici bussano a Dio": E' la straordinaria liricità con cui tu risolvi il dramma e ne dai descrizione, è l'accorata partecipazione che scrive la cronaca ma legge il cuore dei morti, ne riporta i gesti e santifica il loro martirio. Puoi parlare di vittime, ma esserne il secondo carnefice. O puoi parlare di eroi ed essere la loro medaglia. Questo hai fatto, da loro pari. Un viatico poetico, ti direi. Per chiunque. E' la tua poesia, da osannare, Schnier, tutta!
pubblicato il 19/07/2009 10.54.49
samuraijack, ha scritto: Bella!
pubblicato il 19/07/2009 11.48.31
Schnier, ha scritto: Grazie Jack..che piacere ritrovarti !!

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