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lavoro pubblicato sabato 27 giugno 2009
ultima lettura domenica 17 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il Cigno Nero: capitolo diciannovesimo

di fiordiloto. Letto 780 volte. Dallo scaffale Fantasia

Capitolo 19:Via dall'incuboQuando Soul aprì la porta della stanza in cui era prigioniera, Sara sentì il cuore fermarsi. Era stremata, a ...

Capitolo 19:

Via dall'incubo

Quando Soul aprì la porta della stanza in cui era prigioniera, Sara sentì il cuore fermarsi. Era stremata, a malapena cosciente. Ma in quel momento la paura la rese lucidissima e perfettamente consapevole di quanto le avveniva intorno. Da quante ore si trovava in quella prigione, in stato di torpore? Non seppe dirlo. Poi ricordò: quel bastardo era tornato, poco dopo la misteriosa telefonata, e le aveva sollevato il viso per farla bere. Nell'acqua...Doveva esserci qualcosa nell'acqua! L'aveva drogata! Ecco perché lei non aveva reagito!

"Buon giorno, principessa", disse Soul, sinistro. "Dormito bene?"

"Va' al diavolo! Che cosa c'era in quello schifo che mi hai fatto bere?"

"Solo un sedativo", sorrise il demone, divertito. "Non voglio certo scatenare tutta la tua potenza distruttiva, no? Insomma...so che sei una regina e tutto il resto, ma sai com'è! Se sei davvero Adeleith, non voglio correre rischi"

"Continuo a dirti che non so chi sia Adeleith! Perché continui a chiamarmi così? Io sono Sara! Sara, ti dico!"

"Dici di non ricordare nulla, e così? Nemmeno il tuo Re? Nemmeno il tuo bel regno, che hai distrutto con le tue stesse mani? Bene, ora scopriremo subito se è la verità"

Sul suo volto ora c'era un sorriso sadico. La paura di Sara si tramutò in terrore. Soul andò a prendere un'altra corda robusta, e poi tornò da lei canticchiando.

"Gattino...Gattino...Perduto...Perduto...Gattino...Gattino...Non mi sfuggirai..."

"Smettila!", lo implorò Sara. "Smettila ti prego!"

Non sopportava quella nenia angosciante.

Ma Soul non smise. Canticchiava e sorrideva mentre fissava la corda a quelle che le legavano le mani. La fece passare con un lancio attorno ad una delle travi del tetto, e poi la fissò ad una manovella. Iniziò a farla girare, e più la rotellina girava, più Sara veniva sollevata, fino a ritrovarsi con le braccia in alto e i piedi che a malapena toccavano terra.

"Bene bene!", esclamò il demone, fermandosi di fronte a lei, le mani sui fianchi. "Ora spero tanto che ti deciderai a mostrarmi qualche tua capacità. Ti conviene difenderti, perché non mi fermerò"

Con quelle parole, le tirò un manrovescio.

Sara gemette. Aveva sulla guancia i segni delle unghie e un rivolo di sangue le colava dalla bocca.

"Allora...non reagisci?"

Sara non credeva a quello che stava succedendo. Era un incubo! Solo...era dannatamente reale.

Soul la colpì di nuovo in faccia, questa volta dalla parte opposta.

"Sadico bastardo!", biascicò lei.

"Credimi, maestà. Non hai nemmeno idea di quanto io lo sia!"

E scoppiò in una risata cattiva, mentre l'afferrava per i capelli e le assestava una ginocchiata in pieno ventre. Sara barcollò, e si piegò in avanti sostenuta solo dalla forza della fune. Il fuoco le avvampava nelle vene, come collera liquida. Quando alzò i suoi occhi azzurri, Soul potè contemplarvi dentro tutta la furia di un animale in trappola.

Con un gesto rapido, liberò la corda. Sara crollò a terra come un sacco vuoto.

La colpì ripetutamente. Lei emise un paio di deboli gemiti, e Soul si terse il sudore dalla fronte.

"Perché?", domandò Sara, con un filo di voce. "Perché mi fai questo?"
"Vuoi davvero saperlo? Allora te lo dirò: perché mi diverte, e poi perchè voglio provocare il Re della Luna, sai piccola? Credo proprio che andrà su tutte le furie quando ti vedrà ridotta così. E io non vedo l'ora di affrontarlo"

E si avviò verso la porta. "Torno subito..."

Dal corridoio, la sua risata esplose, tagliente come vetri rotti.

Rimasta sola, finalmente sola, Sara ebbe il coraggio di lasciar scendere le lacrime.

Sara...è vietato piangere!

‘Ancora tu, voce? Che vuoi?'

Solo aiutarti. Ascoltami! Quel bastardo ti ha drogata e io non posso difenderti. Sono bloccata. Il corpo e tuo, però...guarda! Lì, proprio vicino a te, c'è un oggetto che forse può esserci utile.

Sara guardò dove le era stato indicato, e vi trovò un pezzo di vetro rotto. Riluceva nell''oscurità, affilato come la lama di un coltello...

Sì...poteva farcela!

Cerca di girarti! Hai le mani legate dietro la schiena, ma se ti volti quel tanto che basta puoi usarlo per tagliare le funi.

‘Ok...Ci provo!'

Perfino respirare era doloroso, dopo tutte quelle botte.

Facendo appello a tutte le sue forze, Sara cerco di rotolare su se stessa.

Coraggio fatti forza! Ancora un piccolo sforzo!

Riuscì a girarsi.

Lentamente, le funi iniziarono a fregare contro il piccolo pezzo di vetro. Su e giù e su e giù....In breve, sentì l'ultima resistenza della corda cedere, e le mani tornare libere.

Con rinnovato vigore, afferrò il pezzo di vetro e si mise seduta, per ripetere il procedimento con le funi alle caviglie. Una volta sganciata, si alzò barcollando. Aveva il respiro affannato, e il corpo le faceva mille promesse di altrettanti dolori.

Provò ad aprire la porta, ma era chiusa a chiave dall'esterno.

"Merda!", esclamò. "Merda! Merda! Merda! Ti prego...apriti!"

La prese a spallate, finchè quella non cadde a terra con un tonfo sordo. L'interno della casa era silenzioso, e del mostro non c'era neanche l'ombra. Un raggio di luna penetrava dal corridoio, come a segnarle il cammino per la libertà.

‘E' la mia occasione!'

Seguendo quel percorso luminoso, Sara si ritrovò nel salone della casetta. La porta d'ingresso era pesantissima. La scostò quel tanto che bastava e sgusciò fuori.

L'aria notturna era come un filtro benefico. Sebbene zoppicando, Sara sentì i polmoni riempirsi di quel profumo frizzante, insieme ad una nuova sensazione di sollievo.
Era fuori. Via dall'incubo.

Lentamente, si avviò lungo la strada buia. Doveva trovarsi chissà dove, in una delle casupole sparse fuori dalla città. Il sentiero procedeva fra i boschi, ghiaioso e sconnesso, ma la visuale era perfetta grazie alla Luna.

Minuti. Ore. Camminò per un tempo che sembrava interminabile, finchè non le vide.

Due ombre familiari in avvicinamento. Si fermò, tentando di distinguerle.

Poi le riconobbe, e le sue labbra si dischiusero in un'esclamazione di muta sorpresa.

Erano i due che l'avevano pedinata. L'uomo dalla pelle verde e la bellissima donna con le ali di cigno. Stavano venendo verso di lei.
"Aiuto...", biascicò. "Aiuto..."

Renka e Goa si fermarono sul ciglio della strada. Conoscevano quella voce.
Si misero a correre e, quando furono di fronte a lei per poco non impallidirono.

"Ma..sei Sara!", esclamò Renka, allibito.

Con quel poco di lucidità che le restava, Sara tentò di mettere insieme una frase.

"Voi...Voi siete...Voi conoscete il mio nome?"
"Sì", rispose prontamente Goa. "Ora sta tranquilla. Qualunque cosa quel bastardo ti abbia fatto, è finita"

"Grazie...", mormorò Sara, aggrappandosi al suo kimono per scoppiare di nuovo in singhiozzi. "Grazie...!"

"Penso sia in stato di shock", sussurrò Goa, rivolta al suo compagno. "Dobbiamo portarla subito da Straus"

Renka annuì. "Dov'è adesso?"
"A perlustrare i dintorni"

Il giovane prese Sara fra le braccia, e l'avvolse con il suo cappotto.
"Avvertilo con il mio cellulare. Dobbiamo portare Sara immediatamente all'hotel. Digli di raggiungerci lì"

"D'accordo"

Si avviarono.

Sara non capiva bene cosa stava succedendo. Ma il contatto con quel torace caldo e quelle braccia forti era confortante. La fece sentire in salvo. Si abbandonò al torpore, e mentre i sensi abbandonavano le loro difese, una voce soddisfatta nella sua testa le disse:

Ben fatto, Sara! Davvero un ottimo lavoro!

***

Sara dormì tutta la notte e il giorno seguente. Quando si svegliò, le parve che anche tutti i suoi muscoli si fossero destati con lei. Ogni fibra del suo corpo si lamentava sommessamente per le percosse subite. Per un attimo temette di essere ancora nella stanza, in balia di quel mostro, ma poi capì di essere avvolta da lenzuola morbide, pulite, e che tutte le sue ferite erano state fasciate.

Quando aprì gli occhi, per poco la luce della abat-jour non glieli ferì. Li richiuse immediatamente, fin quando non sentì qualcuno socchiudere la porta, per entrare con passo cauto.

"Ah...ti sei svegliata, finalmente", esclamò una voce molto femminile.

Al suo capezzale andò a sedersi una donna dai capelli biondi e il viso di porcellana.

"Io mi chiamo Bridget", disse, porgendole un bicchiere.

Sara lo fissò aggrottando un sopracciglio.

"E' solo latte caldo. Immagino ne sentirai il bisogno, dopo tutto quello che hai passato"

Si sollevò a sedere. Prese il bicchiere e fece per portarselo alla bocca, ma le tremavano così tanto le mani che fu costretta a riconsegnarlo. Tirò un sospiro e riprovò. Questa volta con successo.

"Che posto è questo?"
"Sei nella nostra stanza d'albergo. Sapevamo che eri in pericolo e alcuni dei nostri compagni sono venuti a cercarti. Ma a giudicare da come sei fuggita, forse te la saresti cavata egregiamente anche da sola", aggiunse, con una sfumatura di divertimento.

"Fortuna. Solo fortuna. Sono scappata perché quel mostro è uscito per un attimo. Altrimenti sarei ancora nelle sue grinfie"

Il pensiero le provocò un nuovo tremito.

"Rilassati", la rassicurò Bridget. "Sei al sicuro qui. Nessuno vuol farti del male. Bevi il tuo latte"

"D'accordo...grazie"

Quasi subito, qualcun altro entrò nella stanza.

Sara riconobbe i due strani personaggi che l'avevano tratta in salvo. E con loro c'era anche la bambina bionda. Quella che le aveva consegnato il ciondolo.

"Allora, Bridget", domandò incerto Renka. "Come sta?"

"Puoi vederlo da te", rispose la donna, alzandosi per non coprire la visuale di Sara ai nuovi arrivati.

"Sono felice che tu stia bene. Hai preso davvero una marea di botte", disse Goa, con premura. "Io mi chiamo Goa,e questo ragazzo figlio della foresta è Renka"

Sara fece un cenno di saluto ad entrambi.

"E tu sei la bimba che ho incontrato nel parco qualche tempo fa", disse, rivolta alla piccola Dhumpire.

Esatto! Mi chiamo Letizia! Molto piacere di conoscerti, maestà!

Goa le lanciò un'occhiataccia. "Letizia..."

Che c'è?

"Non chiamarla così. Ogni cosa a suo tempo, va bene?"

Oh...sì, ho capito. Scusami tanto.

"Dov'è Straus?", domandò allora Bridget.

"E' di là. Dice che preferisce non farsi vedere, per il momento. Non sappiamo che reazioni potrebbe avere Sara, perciò è meglio lasciare che si riprenda un po', prima che i due sovrani si ritrovino"

"Di che cosa state parlando?", volle sapere Sara. "Perché sono stata catturata? E chi diavolo era quel mostro? Per favore, io devo saperlo! Che cosa sta succedendo?"

"Tutto ti sarà chiarito", promise Bridget. "Ma sarà meglio che riposi ancora un po' prima. Vedrai Sara, le risposte arriveranno"

Nel frattempo, nella stanza accanto, il Re della Luna sedeva impaziente sul divano. Le gambe incrociate e lo sguardo fisso nel vuoto. Un sorriso appena accennato sfavillava sul volto dalla bellezza accecante. Dopo tanti secoli, e tante ricerche, finalmente...Ripensò a tutti i viaggi in solitudine, alle ricerche, alla speranza quando trovava un nuovo sigillo, e alla delusione quando si rivelava un falso. Ma ora...Ora era tutto diverso! Ora c'era Adeleith! Era ancora assopita, ma era con lui. Insieme avrebbero battuto l'ombra che incombeva sul destino del mondo, e poi avrebbero anche potuto dar vita ad un nuovo regno della luna. Chissà! Erano così tante le possibilità!

<img src="http://www.sciros.net/images/artwork/full/girl2.jpg" alt="" width="395" height="528" />

Akatzuki Goa (Alias: Black Swan)

To be continued....



Commenti

pubblicato il 27/06/2009 15.55.27
anais, ha scritto: che bello..sono appena entrata ed ho trovato questo splendido capitolo......dolce fior...continua ad incantarci...
pubblicato il 27/06/2009 19.57.46
sothis85, ha scritto: Dolce Francy e un capitolo stupendo fluido intenso. Grazie prr averlo offerto.Tvb.Ruben
pubblicato il 27/06/2009 23.12.20
anais, ha scritto: fior..continua cosi....bacio..notte..
pubblicato il 28/06/2009 1.33.40
dianina, ha scritto: incantevole..non vedo l'ora di leggere il prossimo
pubblicato il 11/07/2009 13.57.30
YuukiKia, ha scritto: grande francy cm sempre i tuoi capitoli sn meravigliosi ci vediamo stasera hamburger ^^
pubblicato il 24/07/2009 22.20.33
cdevo, ha scritto: anche tu mi hai incantato con dei capolavori così... ciao e grazie

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