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lavoro pubblicato mercoledì 24 giugno 2009
ultima lettura domenica 22 settembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il Cigno Nero: capitolo diciottesimo

di fiordiloto. Letto 917 volte. Dallo scaffale Fantasia

Dopo una pausa, tornano i personaggi di questa storia in cui non ci sono tregue. Il nemico tende la sua trappola...........

Capitolo 18:

Sara è in catene!

"Adeleith è innocente!", sentenziò Goa, in piedi di fronte a Straus. "Io credo a quanto mi ha riferito lo spirito di Stella, nonostante le tue perplessità"

Il vampiro, seduto a caviglie incrociate sul divano, reclinò leggermente il capo verso Bridget.

"Tu che ne pensi?"

"Non saprei...Io so quello che ho visto. E quello che ho visto è Adeleith che pugnalava a sangue mia sorella, per poi ridurne il corpo in pezzi assieme al figlio che aveva in grembo. Tuttavia...non posso negare che qualcuno dall'ombra in quel momento stesse controllando la sua mente. Adeleith è sempre stata buona e gentile, una regina intransigente ma giusta, e se non l'avessi vista compiere quel massacro con i miei occhi non ci avrei creduto. Ciò nonostante, mi sembra altrettanto incredibile che qualcuno possa aver soggiogato una mente come la sua"

Straus fece un cenno d'assenso.

"Se davvero Adeleith è innocente allora è probabile che i nostri nemici cercheranno di impadronirsi di lei con maggior determinazione. Oltretutto, ora è priva dei suoi enormi poteri. Allo stato attuale delle cose, dobbiamo intervenire per proteggerla senza indugiare oltre. Se solo conoscessimo il nome del burattinaio che comanda Soul..."

"Io lo so", annunciò allora Goa, come un fulmine a ciel sereno. "Stella ha dissipato i miei dubbi. E pensare...E pensare che l'ho avuta intorno tutti questi anni!", disse, con amarezza. "Mi ha praticamente cresciuta!"

"Chi è, Goa?", domandò allora il vampiro, con slancio. "Hai un'idea?"

"Sì, purtroppo. E' la sacerdotessa Oras"

Alla rivelazione seguì un minuto di silenzio attonito, in cui Renka continuò a stringere Goa a sé, mentre Straus, Bridget e la piccola Letizia si lanciarono occhiate eloquenti.

"Oras...", ringhiò sommessamente Straus. "E' sempre stata una donna molto ambiziosa. Viveva a corte e celebrava i riti di Selena. Tutti la consideravano saggia e modesta, eppure Stella aveva intuito qualcosa. Aveva percepito del marcio in quella donna..."

"Pensi che sia stata davvero lei?", domandò Bridget

"E chi altri, sennò? E' l'unica con abbastanza potere da sottomettere persino la mente di Adeleith alla sua volontà"

"Ma perché le avrebbe ordinato di uccidere Stella?"

"Questo non lo so, ma come si dice: abbiamo un solo modo per scoprirlo. Dobbiamo metterci in contatto con Sara il prima possibile. Questa notte stessa! Bridget...invia immediatamente Nube e Fudo a controllare il suo appartamento"

"Già fatto, Straus. E' tutto predisposto"

"Ottimo"

Uscirono tutti, chiudendosi la porta della suite alle loro spalle.

Sara si trovava in una galleria d'arte. Era piena di gente che commentava con aria estasiata i disegni appesi alle pareti. Incuriosita, si avvicinò ad uno di quelli.

Poco più in là, un gruppetto di persone stava ammirando il suo capolavoro, la cui posizione e luce erano studiate in modo perfetto. Sara riconobbe immediatamente il suo disegno: era quello dell'uomo dai capelli argentati. Il Re dei suoi sogni.

‘Se solo potessi intitolarlo...', si disse, con un velo di malinconia.

Improvvisamente, una vibrazione nella tasca dei Jeans.

"Merda!", esclamò, afferrando di corsa il telefono. "Pronto?"

Dall'altra parte, rispose una voce oscura, canticchiando:
"Gattino...Gattino...Perduto...Perduto! Gattino...Gattino...Dove ti nascondi?"

"Chi sei?"

"Gattino...Gattino...Ti vedo! Gattino...Gattino... Non mi sfuggirai!"

"Chi diavolo sei!?"

Sara chiuse la chiamata e cominciò a guardarsi attorno. Forse era uno scherzo? Poi, la sua attenzione venne richiamata da un uomo in impermeabile, con il viso nascosto da un cappello da detective. Sembrava...
Oh, Dio! Sembrava proprio lui!

Il suo Re senza Nome!

"Aspetta!"

Quasi d'istinto, iniziò a seguirlo, mentre quello usciva da una porta di servizio.

"Aspetta! Dimmi chi sei! Per favore!", gridò, correndo su per le scale.

Mentre salivano, l'uomo continuava a mormorare quella nenia angosciante.
"Gattino...Gattino...Perduto...Perduto..."

"Aspetta!"

Si ritrovò sul terrazzo dell'edificio. Trenta piani e più a separarla dalla strada. L'uomo con l'impermeabile era svanito nel nulla. Sara, inquieta, si diresse verso la ringhiera e guardò di sotto. La Luna lambiva il cielo notturno. Le macchine, giù, in lontananza, sembrano tante lucciole impazzite. Ma Lui era sparito...

"Non può essere vero! Eppure...Eppure ero sicura che fosse qui!"

D'un tratto, un rumore alle sue spalle.

Sara si sentì afferrare alla vita, ma non fece in tempo ad urlare.

Qualcuno le tappo la bocca con una mano, e una voce inquietante le sussurrò all'orecchio:

"Finalmente sei in mano mia, Adeleith"

‘Chi è?'

Tentò di ribellarsi, ma il suo aggressore le assestò un colpo alla base del collo.

Il mondo cominciò a girare. La realtà ad allentarsi. Tutto divenne una nuvola di oscurità.

Sempre più fitta.

‘Non svenire!', le urlò l'istinto. ‘Non sve...ni...'

***

Muffa. Odore di chiuso e stantio. Sara riprese lentamente i sensi. La testa le pulsava dolorosamente, e i conati di nausea la attanagliavano. Ebbe appena il tempo di girare il viso per chinarsi leggermente, prima di vomitare con violenza sul pavimento lurido di quella specie di segreta. Sentendosi un po' meglio, provò ad alzarsi, ma aveva gambe e piedi legati da robuste funi. Così strette che i polsi e le caviglie le dolevano.

‘Ma dove...Dove sono?'

"Ah, ti sei svegliata, finalmente!", esclamò una voce familiare.

Con un nodo allo stomaco, Sara alzò lo sguardo. In ginocchio davanti a lei c'era un essere di completa oscurità. Un volto duro, su cui dominavano due occhi di fiamma verde.

"Chi sei?", domandò lei, stranita. "Che cosa ci faccio qui?"

"Rilassati", le suggerì Soul, serafico. "Presto tutto questo sarà finito. Sei un'esca perfetta, Adeleith. Quando il Re della Luna verrà a cercarti, vi eliminerò entrambi, e non ci sarà più bisogno di tenerti legata come un salame"

Il...Il Re della Luna?!

"Non so di cosa tu stia parlando!", ammise Sara. "E perché mi chiami Adeleith? Devi avermi confusa con qualcun'altra. Io sono Sara!"

"Sara?", sorrise il demone. "Ah... Qui sulla Terra ti chiamano così. Questo tuo travestimento può ingannare gli umani. Ma non certo me, vostra maestà. E di certo non il Re"

"Tu sei pazzo!"

Questa volta, Soul scoppiò in una risata sordida. "Può darsi! Ma bisogna essere un po' pazzi, per ottenere ciò che si vuole. Ora ho delle cose da fare. Tu sta qui buona e non muoverti", disse, dirigendosi verso la porta. Poi si fermò.

"Già...", sorrise, beffardo. "Come se potessi andare da qualche parte, così incatenata!"

E uscì, senza uno sguardo, chiudendosi la porta dietro di sé.

‘Quella maledetta vecchia sarà contenta del risultato', si disse, mentre andava a telefonarle. ‘Forse ora mi lascerà finalmente in pace. Non dovrò nemmeno dar la caccia a Goa. Sorellina...sarai tu stessa a venire da me'. E mentre ci pensava, una serie di impulsi lascivi guidava i suoi desideri.

Rimasta sola nella segreta, Sara si appoggiò alla parete, e sospirò. La testa le faceva i salti mortali, ed era come se un groviglio di mani la tenesse immobilizzata lì dov'era, senza scampo. Il silenzio della segreta era così denso che pareva avere consistenza propria, tanto che i suoi pensieri ci rimbombarono dentro, assalendola.

‘Il re della Luna...'. Non sapeva perché, ma quel nome le era famigliare. Aveva un qualche collegamento con il volto del suo ultimo disegno. ‘Che sia lui? E poi...perché quel mostro mi ha chiamata Adeleith? Che cosa ci faccio qui?'. Si sentiva così confusa e spaventa che le veniva quasi da piangere. ‘E' come in un brutto sogno. Sono l'unica a non capirci niente? Eppure...Eppure riguarda proprio me!'

Non sentiva più il peso del medaglione fra i seni. Il dono della bambina incontrata quella notte, nel parco. Era scomparso. Ma dove poteva essere finito?

Mentre cercava di tenere la mente occupata, una voce s'insinuò nel vortice dei suoi pensieri. Era sconosciuta, e tuttavia ...estremamente familiare.

Sara...Sara!

‘Chi sei?'

Sono te. O meglio...la te che tu non vuoi vedere!

‘Che significa?'

Sono colei che giace assopita nel tuo intimo.

‘Che vuoi da me?'

Bella storia! Ora cominciava pure ad avere le allucinazioni uditive!

Liberati! Trova il Re della Luna. Ti sta cercando. Ha bisogno di te.

‘Liberarmi? Lo dici come se fosse facile!'

Lo è! Non penserai che bastino queste funi a fermarti?

‘Pensala come vuoi. E' impossibile!'

Allora lascia che me ne occupi io. Fammi uscire. Ci tirerò entrambi fuori di qui.

Diventava tutto sempre più assurdo.

‘Lasciami in pace! Chiunque tu sia! Ovunque tu sia! Non voglio sentirti! Ahi...che mal di testa!'

Come vuoi. Ma credimi...non sono queste corde a trattenerti qui.

***

Alla mostra c'era un mare di gente. Tutti i più grandi appassionati d'arte di Parigi erano entrati per vedere i disegni della famosa Sara Witt. Ovunque i visitatori si sperticavano in versi di stupore o facevano cenni d'approvazione. Altri giuravano di aver conosciuto la famosa disegnatrice di persona. Fra quella folla, cauti e silenziosi, Straus e i suoi si aggiravano guardinghi, in cerca di lei. Sara. Di cui però non c'era traccia.

"Strano", commentò Bridget. "Eppure doveva essere qui, stasera"

Miss Bridget ha ragione, meditò Letizia, stringendo il mantello di Straus. E' impossibile che un'artista di talento come Sara non sia presente alla prima della sua mostra.

"Sta' tranquilla", la rassicurò suo padre. "Se è qui la troveremo"

Poco dopo, videro Goa e Renka farsi largo fra la folla mano nella mano.

"Trovato niente?", domandò allora Renka.

"Nulla. Sara sembra essere scomparsa", disse Straus. "Voi avete notizie?"

"Abbiamo domandato al direttore della galleria", lo informò Goa. "Ha detto che Miss Sara era qui all'inizio della serata, ma poi è sparita"

"Forse se n'è andata", ipotizzò Renka. "E tornata a casa"

"Impossibile", lo smentì subito Bridget. "Nube e Fudo sono di guardia al suo appartamento. C'è solo il suo fidanzato lì. Se fosse tornata, mi avrebbero avvertito"

Colta da un timore improvviso, Goa strinse di più la mano di Renka, che si voltò verso di lei.

"Goa, che succede?"

"Ho il timore che siamo arrivati troppo tardi"

"Dici che Soul potrebbe già averla rintracciata?"

"E' possibile"

"Se è così dovrebbe aver lasciato un indizio per noi, non credete?", riflettè Straus. "Insomma, se l'ha rapita è per attirare noi in trappola. In tal caso, vuole che la troviamo"

"Sono d'acordo", disse Bridget. "Sparpagliamoci, e cerchiamo dappertutto"

"Roger", confermò Straus. "E cercate di non dare nell'occhio".

Mentre gli altri erano impegnati nella ricerca al piano inferiore, Letizia decise di prendere le scale. Perlustrò i piani superiori palmo a palmo. Per fortuna erano chiusi al pubblico e per lei fu facile eludere le blande misure di sicurezza. Infine, sgattaiolò sulla terrazza, ed ebbe una folgorazione.

Padre! , esclamò. Padre vieni immediatamente!

Il messaggio telepatico partì alla velocità della luce, e Letizia si ritrovò accovacciata sul bordo di quel grattacielo a contemplare il medaglione di Stella. Quello che aveva dato a Sara tempo prima. Il fatto che la catenella fosse rotta all'incirca nel mezzo, come se fosse stata strappata dal collo di qualcuno, la diceva lunga...

"Letizia"

Straus era già sulla porta, e avanzò in fretta verso di lei.

"Cos'hai trovato?"

Letizia indicò il medaglione.

"Ma è il gioiello di Stella!", esclamò allibito il vampiro.

Prendetelo, padre. Forse chi l'ha strappato dal collo di Sara ci ha lasciato un messaggio!

Straus non ci pensò due volte. Afferrò il piccolo pendaglio e il potere gli attraversò la mente. Era intenso. Affilato come una lama. Ma il messaggio era chiaro. Immagini di Sara priva si sensi fra le braccia di Soul gli balenarono alla mente. Il demone alzò lo sguardo, come se volesse rivolgersi proprio a lui.

"Vieni, Re della Luna. Vieni a prenderti la tua regina, e porta anche Goa con te. Se non lo farai, ucciderò Sara prima che possa risvegliarsi, e tu non rivedrai mai più la tua Adeleith"

Poi, Straus vide il percorso.
Conduceva ad una casetta fatiscente, poco fuori Parigi, in un'angusta segreta dalle pareti unte. E lì, semisvenuta, c'era la sua regina, incatenata al muro e legata come una schiava.

"Maledetto", mormorò Straus, tornando alla realtà. "Come hai osato arrivare a tanto?"

"Straus, che succede?", domandò Goa, giunta sul posto.

Il vampiro glielo spiegò.

"Sara è mia", sibilò, furioso. "Non permetterò ne a lui né a quella sacerdotessa nera di intromettersi fra noi! Ho bisogno di lei! Oltretutto, se è vero che è innocente..."

"Calmati", gli disse Bridget, comprensiva. "Non devi agire d'impulso, adesso. Dobbiamo studiare un piano d'azione. Avere Goa e te nel suo territorio è ciò che Soul vuole. Dobbiamo stare molto attenti"

"Non ho nessuna intenzione di aspettare", la informò Straus. "Né di farmi catturare da quel mostro. Fosse l'ultima cosa che faccio, stanotte riavrò Adeleith al mio fianco"

"Questa volta sono d'accordo con lui", asserì Renka. "Di certo quel pazzo non si aspetta una risposta tanto tempestiva. Abbiamo il tempo dalla nostra, e se agiamo in fretta lo coglieremo di sorpresa"

"Allora io vengo con voi", annunciò Goa.

Renka si voltò di scatto, pronto a protestare, ma lei lo zittì con due dita sulle labbra.

"Non voglio sentire una sola parola sull'argomento", disse, decisa. "In questi anni non ho fatto altro che nascondermi e cercare, senza mai passare all'offensiva. Voglio dimostrare a Soul che non ho paura di lui"

Renka era perplesso, ma alla fine disse: "Se Straus è d'accordo..."
E il vampiro: "Certamente. Se Goa se la sente, il suo aiuto ci sarà prezioso. Briget, tu torna a casa con Letizia. Voi siete le più esposte al pericolo"

"D'accordo", fece Bridget.

Padre mio...

Letizia afferrò nuovamente il mantello di Straus, che la prese in braccio.

"Sta' tranquilla, Lety. Non mi accadrà niente di male. E poi, ho promesso che ti avrei portata sulla Luna, un giorno. Non posso morire, finchè non avrò mantenuto la promessa"

Allora, la piccola Dhumpire abbozzò un sorriso.

Ricordati che hai promesso, ok?

"Certamente"

La posò delicatamente a terra e le diede un bacio sulla fronte.

Mentre lui, Goa e Renka si allontanavano involandosi nel cielo notturno, Letizia restò a guardarli, il cuore pieno d'ansia. Si calmò, quando Bridget le posò le mani sulle spalle, e le rivolse un sorriso incoraggiante.

"Non temere. Tuo padre tornerà sano e salvo, e avrà con sé Adeleith. E' sempre stato così: quando decide una cosa niente e nessuno può fermarlo"

Letizia la prese per mano.

Era un pensiero rassicurante.

To be continued...



Commenti

pubblicato il 24/06/2009 14.40.58
sothis85, ha scritto: Dolce Francy devo dirti che ne sentivo la mancanza. Il tuo racconto si evolve in stati d animo intensi. Brava tvb.Ruben
pubblicato il 24/06/2009 14.58.18
anais, ha scritto: nn vedevo l.ora di leggerlo! che bello questo racconto..sei splendida!..
pubblicato il 25/06/2009 22.12.10
dianina, ha scritto: belissima

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