ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 


Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato giovedì 18 giugno 2009
ultima lettura mercoledì 5 giugno 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

merci navi merci treni merci grazie

di kajenje. Letto 866 volte. Dallo scaffale Pulp

  Arrivo con il mio tempo. Atterro sulla astronave madre, mi mangio il miele, saluto. Ripeto. Se siete in ascolto. Ripeto. La mia carta da parati ha una componente armonica. Si direbbe una lattina vuota ma poi su alcuni punti, dove si strappa, mi ...

Arrivo con il mio tempo. Atterro sulla astronave madre, mi mangio il miele, saluto. Ripeto. Se siete in ascolto. Ripeto. La mia carta da parati ha una componente armonica. Si direbbe una lattina vuota ma poi su alcuni punti, dove si strappa, mi ricorda delle altalene su lievi colline. Quelle tinte verdi dalle nuvole belle prima di un temporale. La mia massa liquida è un gesto spuntato dal gonfiore pallido delle mie dita. Chi non avrebbe voglia di dirlo è senza censura e abita due piani più giù. Questa sera di latte mi rimane a stento un colore di blu. Se devo proprio allora esco e stabilizzo dei contatti. Ma resto ancora un po'. Devo proprio pisciare. Entro quarantasei secondi avrò finito. Il tempo lo determino contando più piano. Dal quaranta in poi, normalmente. Se veramente siete in ascolto allora ascoltate altrimenti giratevi pure. Ridete pure, scuotete il capo, negatevi freddi ad ogni gesto. Io mi diverto perché mi piace. E mi piace tanto, piace tantissimo. Giuro che se da qualche parte trovo dei coristi poi il concetto arrivo ad esprimerlo meglio. Dunque popolino mio ascoltami nella storia. Prima che io esca. Prima che mi peschino in certe inutili discussioni. Prima che tutto sfuochi. Devo giurarti davanti a Dio, popolino mio, che ho amato soprattutto il tuo nero, trovato un giorno per caso tra i tratti di una pasta all'olio. Io sono sorpreso di dirtelo. Sono contento di averlo espresso in una cialda. Sommario è ereditario. Oggi lo sconsolato. Una sera fredda ai lampioni è già mezzanotte. Mi restano pochi istanti prima di distrarmi con le luci di questo spicchio di città. Se siete in ascolto fatevi rapire dal rumore di questo traffico che ti fa perdere la conta delle persone. Fatevi riflettere dalle vetrine che dormono vicino alle casse automatiche dei parcheggi ad ore. Siete nella città che dorme sotto i piedi di chi la vuole tenere sveglia. Siete in mia compagnia. Io, il vostro cicerone, io so esattamente dove portarvi, cosa mostrare, e pagherò questo vostro viaggio fino alla follia di un semaforo lampeggiante. Bella vita le fontane, zozze di edonismo, ricche di monete, più in alto del lasso di un desiderio. Bella vita circondata da palazzi che non sai chi li abita. Eppure questa è la loro città e io non sapevo nemmeno che la abitassero. Sopra ci trovate il mondo delle terrazze alle lune. Ci si fanno le feste e ci si fumano le canne. Magari qualcuno ogni tanto ci litiga per poi farci l'amore. Molti ci annaffiano le piante. Penso costino più di quello che oltrepassano. Lì, a metà della piazza i bar aperti sfidano granite e gelati a fatturare più di gin tonic e mojto. Sarà molto dura anche se fa caldo. Un caldo di cui sono vittima per colpa di un passo troppo svelto. Questi scalini antichi di una chiesa, che giudica indistintamente stanziali e pellegrini, sono il posto migliore per tirare il fiato. Un uomo, certe volte, ottiene dalle sue bugie straordinari rifugi di magnificenza. Vedi popolino, come si può riposare tra le mani della storia senza che ti torcano un capello. Poi, fate attenzione, perché senza la strada non trovereste il ritorno. Senza persone da incrociare, non scoprireste nemmeno la dimensione dei vostri silenzi. Ora la mia massa liquida è rinsecchita, possiamo rientrare da questa veglia, non ho più niente da spiegare della vostra città. Le metropolitane i netturbini e i cartelloni ve li farò vedere un'altra volta. Voglio rientrare. Speravo di essere più incisivo ma vi ho visti distratti. Non siete cosa per me. Devo chiamare Franco. Devo vedere Franco sulla sua bici che porta tutti i miei spiriti direttamente a casa. Babbo Natale ora vive con i miei stracci e sembra stare bene benissimo.



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: