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lavoro pubblicato domenica 7 giugno 2009
ultima lettura domenica 15 settembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il Cigno nero: capitolo sedicesimo

di fiordiloto. Letto 850 volte. Dallo scaffale Fantasia

Ancora un tuffo nel passato, prima di procedere. Il racconto di una battaglia epica accaduta più di mille anni fa, nel lucente regno della Luna! Hope you like it! =)..

Capitolo 16

Il passato

(Parte seconda)

Parla Adeleith: Ai tempi in cui regnavo sulla Luna venni chiamata in molti modi: regina, consorte, amante, amica, guerriera. Ora, in verità, io non ero altro che una donna al servizio del suo re. Molte cose sono state dette su di me. Alcune vere, altre meno. Ma allora, quando Straus impugnò lo scettro reale e io gli fui data in moglie, chi poteva aspettarsi che un giorno sarei stata chiamata anche Dama della Distruzione? Se nessuno si fosse intromesso, forse le cose non sarebbero cambiate. Chi, in vero, può dire di conoscere fino in fondo la storia della Regina della Luna, principale alleata del re prima, sua peggior nemica poi?

Io sono Adeleith. E questo...è un altro pezzo della storia.

Bridget si teneva stretta alla criniera di Feng, il suo cavallo, mentre correva a briglie sciolte lungo i Boschi di Madreperla ai confini del Regno della Notte.

"Corri! Corri amico mio! Il tempo stringe!", lo incalzava.

"Ci provo, mia padrona, ma il terreno è scivoloso"

Infatti, molto spesso capitava di saltare un fosso o dragare un fiume, il tutto senza rallentare, considerate le terribili creature della Corte Oscura che popolavano la foresta. Bridget continuava a voltarsi indietro con apprensione, sempre timorosa di trovarseli alle calcagna. "Va'", le aveva detto Straus, impegnato in battaglia contro il loro generale. "Va a chiamare Adeleith! Abbiamo bisogno del suo esercito per annientare questi trasgressori!"

Bridget era montata in groppa alla maniera amazzone e si era lanciata in una corsa sfrenata, stringendo le redini a tal punto che le facevano male le mani. All'inizio era stata inseguita da alcuni soldati di fanteria, ma ora nessun rumore a parte quello dei suoi passi in corsa risuonava nella nebbia che avvolgeva gli alberi.

‘Più in fretta!', pregava fra sé. ‘Più in fretta!'.

La stanchezza le annebbiava la vista, eppure doveva arrivare. Il castello del Re non doveva essere troppo lontano, ormai.

Barcollava, quando lo vide. Finalmente arrestò il galoppo e attraversò il cancello, dove una donna dall'abito rosa accorse in suo aiuto.

"Bridget!", la chiamò.

Bridget si asciugò la fronte e si schiarì la vista. Ma ebbe un capogiro e cadde da cavallo. Per sua fortuna, la dama in rosa l'afferrò prontamente.

Bridget sorrise.
Era Stella!

Sua sorella maggiore era incinta. Il pancione su cui ora lei poggiava la testa era caldo e morbido. Sospiro, felice di potersi concedere quel momento di riposo. Poi, le parole del Re le risuonarono in testa: chiama Adeleith!

"La regina!", urlò alzandosi di scatto. "Dobbiamo avvertire la regina!"

"Bridget, calmati!", le disse la sorella. "Hai un'aria esausta! Che sta succedendo?"

"Straus", ansimò lei, ancora affaticata. "I guerrieri della Corte Oscura stanno avendo la meglio! Mi manda a chiedere aiuto! Ha bisogno della sua regina!"

Stella si morse le labbra. Sapeva cosa comportasse tutto ciò. Dovevano avvertire Adeleith. Non c'era un minuto da perdere. Però...la regina era chiusa nei suoi appartamenti. Oras, la sacerdotessa del tempio di Selena, aveva l'ordine di sorvegliare le porte. Nessuno poteva entrare senza il permesso del re. A nessuno era concesso di vedere la regina.

Ciò nostante, Stella fece ciò che andava fatto. Prese sua sorella per mano ed entrambe si presentarono di fronte agli appartamenti della regina, sorvegliate da due guardie dalla pelle candida, come angeli con spade di fuoco di guardia alla porta.

"Indietro", disse una di quelle, appena le vide arrivare.
"Ti chiedo di lasciarci passare", disse allora Stella, in tono gentile ma fermo. "Mia sorella ha un messaggio molto urgente da riferire alla regina"

"Mi dispiace, Lady Stella", disse quello, dopo una breve esitazione. "Le tue maniere gentili imporrebbero obbedienza, ma ho ricevuto l'ordine tassativo di non lasciar passare nessuno senza il permesso del Re. Questo è l'ordine della sacerdotessa Oras"

Bridget si staccò dalla sorella e si fece avanti. "E' la sacerdotessa a comandare, o il tuo Re? La regina Adeleith dev'essere informata! Ti scongiuro, lasciaci passare!"

"Non in questa vita"

L'esasperazione si stava impadronendo di lei.

Avrebbe voluto urlare, inveire contro la sfortuna, quando la porta alle spalle delle guardie si aprì, e ne emerse la sacerdotessa Oras in persona.
"Guardia, che succede?"

"Sono Lady Stella e sua sorella, signora. Sono qui perché vogliono vedere la regina"

La sacerdotessa all'epoca era già vecchia,e sul suo viso si leggevano i segni di una bellezza appassita. Alzò il capo e due occhi acuti incrociarono con decisione quelli di Stella.

"Mi dispiace, Milady", disse, in tono calibrato, perfettamente contrito. "La regina non ha il permesso di uscire, quando manca il re"

"E' stato lui a deciderlo, oppure tu?", la fulminò la giovane Dhumpire.

Oras represse un moto di stizza. "Per quale motivo vuoi incontrare la nostra regina?"

"Il re ha bisogno di lei", intervenne Bridget. "Mi ha mandato a invocare il suo intervento contro il generale della Corte Oscura e il suo esercito"

"Capisco", disse Oras, "ma la regina non può ricevere visite adesso"

Il suo piano era perfetto. Adeleith non doveva intervenire in battaglia. Se avesse combattuto, Straus l'avrebbe avuta vinta di nuovo, e questo avrebbe messo in serio pericolo i suoi piani.
"Ho il preciso ordine di non fare entrare nessuno"

"Io non ho dato nessun ordine simile, sacerdotessa Oras"

Tutti si voltarono verso quella voce. Soave e limpida come il canto di un usignolo. Bridget sorrise, e il suo cuore esultò di speranza quando vide Adeleith farsi avanti, lungo il corridoio verso di loro.

"Mia regina!", esclamò Oras, prostrandosi a terra. "Mi dispiace, io non intendevo..."
"Silenzio!", intimò la regina. "Questa giovane Dhumpire ha un messaggio per me, dico bene?"

"Sì mia signora"

Stella e Bridget si erano inginocchiate al suo cospetto, secondo le regole di corte. Solo quando Adeleith la interpellò, Bridget osò alzare la testa.

La Regina della Luna aveva un corpo da bambina: capelli ricci e biondi cadevano morbidamente lungo le spalle. Il viso rievocava il niveo pallore delle stelle mentre la bocca sembrava un petalo di rosa rossa. ‘Una goccia di sangue in un mare di purezza', pensò Bridget. A vederla così, non le avrebbe dato più di dodici, tredici anni, ma l'aura di potere che emanava il suo corpo era enorme. La sua era una calma apparente, come il ribollire dell'acqua sotto una superficie piatta.

"Dimmi, piccola Dhumpire", continuò Adeleith. "Che messaggio mi porti dal mio signore?"

"Ti chiede di raggiungerlo in battaglia, mia signora. Ha bisogno del tuo aiuto per sconfiggere i soldati del re della Corte Unseelie"

Adeleith si fece d'un tratto molto seria. La sua espressione giovale sparì del tutto.

"Oras!"

La sacerdotessa strisciò ai suoi piedi. "Sì, mia regina?"

"Perché volevi impedire a Bridget di riferirmi un messaggio tanto importante?"

Oras non sapeva che dire. La minaccia nella voce di Adeleith era chiara.

"Mia signora...io pensavo...Era per il tuo bene, perciò ho ordinato..."

"Fino a prova contraria", la zittì Adeleith. "Sono io la regina. E nessuno può impedirmi di fare nulla, nemmeno il Re!"

"Sì...mia signora"

"Chiama le guardie, dì che preparino il mio cavallo e l'armatura. Che siano pronte a partire entro un'ora. Raggiungiamo il re per offrirgli manforte. In quanto a te...faremo i conti più tardi"

Il suo tono era quello di una promessa inquietante.

Oras balbettò un "Ai vostri ordini" e andò a fare quanto le era stato ordinato. Allora Adeleith spostò la sua attenzione sulle due donne al suo cospetto.
"Vi ringrazio per avermi riferito il messaggio"

"Dovere, mia regina", disse allora Stella, prostrandosi ancora di più.

"Alzatevi, Lady Stella", disse lei, in tono gentile. "Non è necessario usare tanta referenza con me. La favorita del re non deve inchinarsi di fronte a nessuno"

"Nemmeno di fronte alla sua regina?", domandò allora Stella, incerta.

"Io sono la regina", confermò Adeleith. "Ammiro e rispetto il mio re, e farò quanto in mio potere per sostenerlo. Ma voi, Stella, avete la fortuna di essere la prediletta del suo cuore. Non consideratevi inferiore a me, in nessun modo"

Nel suo tono non c'era traccia di malizia, né di malvagità. Era sincera e lo si capiva dallo sguardo.

"Vi chiedo, mia regina, di accorrere subito in aiuto del re", incalzò Bridget. "Ho fatto una gran corsa per arrivare in tempo. Per favore, fate che non abbia corso in vano"

"Così sarà, piccola Dhumpire"

Adeleith posò i suoi occhi, splendenti come caldi raggi estivi, sul volto di bridget, tutto sudato e sporco per via della gran corsa. La ragazzina l'ammirava, e rispose al suo sorriso con sincera ammirazione.

***

La battaglia procedeva serrata. Nel cuore della notte, le spade cozzavano e gli uomini morivano. Straus, da gran generale, si gettava fra la folla con ardimento e menava fendenti veloci e precisi, intercettando con precisione i punti deboli di ogni singola armatura. Quando venivano trafitti, i guerrieri della Corte Oscura si dissolvevano come nuvole di fumo nero, lasciando solo un alone appena percettibile di aria più scura.

Nella mischia, i corpi dei Vampiri abitanti della Luna risplendevano come specchi dai riflessi perlati, mentre i loro occhi si accendevano di fiamme rosse o verdi. Straus spronò il suo cavallo e si allontanò, per fare il punto della situazione. I suoi occhi di tenebra blu brillavano come fuochi fatui, mentre osservava quel potente spettacolo e si mordeva le labbra.

"Generale!", chiamò.

Immediatamente, un uomo alto e dinoccoluto si portò al suo fianco.

"Sì, mio Re?"
"Nessuna notizia da palazzo?"
"No, mio signore. Nessun segno della nostra regina"

‘Maledizione!', imprecò il vampiro. ‘Adeleith...ma dove sei? Possibile che Bridget non sia riuscita ad avvertirti?'

Il suo esercito aveva subito molte perdite. Per di più i fanti del Re Oscuro erano tre per ognuno dei suoi. Fino ad ora erano riusciti a mantenerli a bada, usando la loro superiore abilità in strategie di combattimento, ma se Adeleith non arrivava in fretta...

‘Si metterà male!', pensò Straus. ‘Molto male per tutti noi!'.

In un ultimo tentativo, lanciò un messaggio telepatico a Bridget. Il potere scivolò nell'aria e si perse oltre il promontorio che sorgeva ad est, fino ai boschi verso cui s'era diretta la piccola Dhumpire. Ma non tornò indietro alcuna risposta.

La battaglia proseguì ancora per due ore buone. Con la forza della disperazione, Straus e i suoi riuscirono ad arginare l'avanzata dei nemici, neri come la pece e impetuosi come un mare in tumulto.

Straus sentiva le energie venirgli meno. I nemici lo assalivano a gruppi sempre più consistenti. Apparivano da ogni parte. ‘E' naturale', si diceva. ‘Uccidi il capo e gli altri si disperderanno. La pensano così!'

In un impeto di furia, si liberò di un avversario alle spalle. Stava per infilzarne un altro quando una mente giovane e fresca bussò alle porte della sua.

Straus abbassò le sue barriere. Lasciò entrare il messaggio. Il quale diceva forte e chiaro:

Padre! Quassù!

Nessuno può dire quanto grande fu il sollievo del Re, quando alzò lo sguardo oltre lo scontro.

Vide un mare di figure indistinte stagliarsi nella notte, in cima al promontorio.

Guardò meglio e riconobbe Bridget, in groppa a Feng.

Vide accanto a lei un cavaliere dal volto di luna, con una folta chioma bionda che fuoriusciva dall'elmetto, per lasciarsi smuovere dal vento notturno. Avvertì il potere di quella persona sulla pelle, e riconobbe la sua Regina.

"Adeleith!", urlò.

Come se l'avessero sentito in mezzo a tutto quel frastuono, i soldati interruppero lo scontro. Amici e nemici alzarono lo sguardo a contemplare il cavaliere apparso all'orizzonte, accompagnato da un nugolo di cavalieri dalle armature bianche, con vessilli blu. Un senso di timorosa referenza si fece largo nel cuore dei sudditi, quando contemplarono la loro regina, mentre i nemici sperimentavano per la prima volta la paura. Temevano Straus, ma la gelida morsa instillata in loro alla vista di quel cavaliere dall'armatura lucente li atterriva. Erano niente, se paragonati alla sua magia.

Adeleith sguainò la spada, per poi alzarla al cielo. Nel campo, il suo grido di battaglia risuonò prorompente come un tuono.

"Cavalieri della Luna! Per il vostro Regno, e per il vostro Re! CARICAAAAAAAAAA!!!!!!"

Era l'apocalisse.

Decine di guerrieri galoppavano lungo la discesa, gettandosi sui nemici con la forza di un'onda anomala. Il nemico ne venne soffocato. Increduli e impotenti, i guerrieri oscuri cadevano come mosche.

Straus contemplava, ammutolito, la forza di tale impatto. Era uno scontro rombante, di quelli che avrebbero riecheggiato nell'eternità. La sua regina, Adeleith, brillava al centro della mischia come una fulgida stella. Attaccava e schivava, fendeva e parava con bravura magistrale.
Da parte sua, Adeleith stava cercando Straus.

‘Dove sei? Dove ti trovo in questa mischia?'

Quando finalmente lo rintracciò, si fece largo con la spada. Superò cadaveri e nemici agonizzanti, e finalmente re e regina furono faccia a faccia. Adeleith si tolse l'elmo, lasciando scivolare una cascata di capelli lunghi e biondi lungo il viso sottile.

"Sei ferito, mio Re?"

"No, Adeleith. Ma ora che sei qui, mi sento mille volte più forte"

A quel punto, la regina sorrise e gli porse una mano candida. "Dammi la mano", gli disse. "Finiamo questa battaglia una volta per tutte"

Straus non se lo fece ripetere. Afferrò la mano di Adeleith e immediatamente il suo aspetto cambiò. Il corpo del re divenne una spada rossa dalla lucentezza di un rubino. Così leggera e plastica da sembrare essa stessa un prolungamento della mano di Adeleith.

"Ora che hai mutato il tuo aspetto in un'arma, mio re, conserva il tuo spirito vigile e goditi la vittoria. Quando il re e la sua consorte combattono insieme, nulla può fermarli"

E con quelle parole, si gettò nella mischia, facendo roteare la spada sopra la testa, gridando come una selvaggia. Sentiva il potere del re dare forza alla sua luce, la sua energia montare sempre più. Infine, raggiunse un punto rialzato e studiò i dintorni: il Re della corte oscura non era sceso in campo, ovviamente. Aveva affidato il comando ad un generale, che strillava ordini ai suoi uomini dalle retrovie. Socchiudendo gli occhi, Adeleith parlò a fior di labbra.

"Straus, lo vedi il generale?"

"Sì mia signora", rispose un sussurro fioco.

"Allora va', fa il tuo lavoro, e non mancare il bersaglio!"

Ciò detto, lanciò.

La spada fendette l'aria, vorticando silenziosamente sulle teste dei soldati. Infine cabrò, fulminea, per colpire il generale nemico in petto. Quello si accasciò. Si accorse con sgomento di essere stato colpito. Mormorò qualcosa, forse una preghiera, prima di dissolvesi come un sogno al mattino.

Un silenzio di tomba cadde nel campo di battaglia. Attoniti, i soldati si volsero a guardare il Re della Luna che riprendeva forma umana.

"Ritiratevi", tuonò, rivolto ai nemici. "Il vostro generale e morto! Risparmieremo le vostre vite, se ve ne andate ORA! E riferite al vostro Re...che quando i sovrani della Luna combattono uniti niente e nessuno può fermarli"

Così com'era venuto, l'esercito della Corte Unseelie si ritirò. Adeleith raggiunse immediatamente il fianco del suo re, per contemplare il triste spettacolo rimasto sul campo di battaglia. I corpi dei nemici si dissolvevano, una volta colpiti. Quelli dei soldati della Luna no. I cadaveri giacevano come addormentati sul campo di battaglia. La loro pelle emetteva ancora una tenue luce perlata. Sembravano lucciole, o lanterne funebri ai lati dello Stige. Era uno spettacolo di triste bellezza.

To be continued...



Commenti

pubblicato il 07/06/2009 14.41.34
sothis85, ha scritto: Dolce Francy...il mio cuore si ferma...i miei occhi si incantano difronte alla tua forza descrittiva dove tempo e dimensione si sovrappongono, in un epica narrata con piglio e padronanza.Sei Forte.Bravs.Bacio. Ruben
pubblicato il 07/06/2009 14.47.08
anais, ha scritto: sei..magica...il tuo racconto è una meraviglia...

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