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lavoro pubblicato domenica 31 maggio 2009
ultima lettura mercoledì 17 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il Cigno Nero: capitolo quindicesimo

di fiordiloto. Letto 774 volte. Dallo scaffale Fantasia

Questo capitolo ci catapulta nel passato, per seguire da vicino le vicende di Stella e Straus. E' molto più fantasy del solito, ma spero vi piaccia! Buona lettura!......

Capitolo 15

Il passato

(parte prima)

Stella li vide non appena ebbe salito le scale della scuola notturna: una schiera di guardie reali in attesa dinnanzi al portone. Uniforme bianca e atteggiamento solenne. Nessuno di loro doveva aver più di diciotto anni. Dentro, altri erano accalcati sulla soglia della presidenza. Che diavolo? Di solito le guardie evitavano di entrare a scuola...Non c'era nulla lì dentro che potesse attirare la loro attenzione. Almeno così lei credeva.

"Ma c'è qualcuno che attira l'attenzione del re", le sussurrò uno di quelli, poggiandosi all'armadietto in metallo accanto al suo.

Stupita da quella affermazione, Stella si disse che era impossibile. "Le guardie non possono entrare qui", replicò. Il suo liceo era sempre stata un luogo sicuro.

"Signorina Foy?"

Stella si voltò. Accanto al preside c'era l'abitante della luna che più d'ogni altro era impreparata ad affrontare.

"Straus...", mormorò in un sussurro.

"Vi conoscete?", domandò il preside.

Stella ignorò il vampiro e si voltò verso di lui. "In un certo senso"

"Bene bene!"

Accanto a Straus c'erano due persone molto più grandi di lui. Uno aveva i capelli azzurri e rasati, con occhi segnati da tre cerchi tricolore. Ognuno di una diversa tonalità d'azzurro. Un uomo alto e distinto avvolto in un completo dal taglio perfetto. L'altra aveva capelli viola lunghi e spumosi. Occhi grandi come laghi che riflettono l'aurora. Sembrava fragile e delicata, ma Stella sospettava fosse anche lei una guardia imperiale, e come tale capace di spaccare la portiera di un auto con un pugno.

Si presentarono come la madre e il padre di Straus.

"Stella è una studentessa esemplare", disse loro il preside. "Sono sicuro che l'aiuterà ad inserirsi"

Stella rabbrividì.

Possibile che il preside non si rendesse conto di chi aveva di fronte? Straus doveva diventare re, come poteva accoglierlo in una scuola comune come la sua con tanta leggerezza? Oppure...forse Straus aveva usato uno dei suoi soliti trucchi.

Un altro stratagemma per darle la caccia.

Impietrita, cercava di reprimere l'istinto di fuggire, rifiutandosi di guardare Straus, anche se sentiva che lui la stava scrutando, in attesa.

"Signorina Foy? Stella?"

Stella distolse l'attenzione dal drappello di guardie per rivolgersi al preside.

"Sì, mi dica?"

"Potresti accompagnare il nuovo compagno alla lezione di algebra?"

Straus la osservava, una vecchia borsa di pelle gettata sulla schiena. A vederlo così, sembrava un diciottenne qualunque. Non si sarebbe detto un gran generale, destinato ben presto ad ereditare la corona.

Stella sospirò. Non aveva scelta.

"Andiamo", disse, in tono sbrigativo.

Salutò il preside e si avviò rapida lungo il corridoio, con l'affascinante vampiro che la seguiva, senza smettere un attimo di sorridere.

‘Perché quella sceneggiata?', continuava a chiedersi. ‘Perché un futuro Re vuol fingersi un comune liceale?'. Non poteva essere solo per il gusto di darle il tormento, giusto? Oppure sì? Sospettava che ignorarlo come aveva fatto sino ad allora non sarebbe più stato possibile. Sorrise, un sorriso tirato. Era in trappola!

A metà delle lezioni, Stella era furibonda. Quella sceneggiata, Straus che continuava a seguirla, a parlarle, fingendosi un ragazzo normale, le faceva perdere le staffe.

‘Lui non è un ragazzo normale!'

Buttò con rabbia i libri della lezione nell'armadietto, graffiandosi le nocche contro lo sportello. Straus continuava a starle accanto come un'ombra, o un accompagnatore indesiderato. Era bello, su quello non c'era dubbio. Ma Stella era già stata messa in guardia contro le sue lusinghe.

Pare che passasse da una donna all'altra, le dicevano le sue amiche. Qualunque donna non fosse in grado di resistergli rimaneva inevitabilmente vittima del suo fascino. Una volta ceduto, non si poteva tornare indietro. Si diventava Dame della Luna. Costrette in eterno a restare al seguito del Re, anche se era sua abitudine dimenticare la prescelta subito dopo aver ottenuto da lei ciò che voleva.

Fino ad allora, che Stella sapesse, solo Adeleith non si era trasformata. Lei era una nobile di alto lignaggio, e si diceva che il suo potere superasse di gran lunga quello di Straus. Il futuro re la rispettava, tanto che si vociferava l'avrebbe scelta come sua Unica Consorte. Ciononostante, si disse Stella, continuava a fare il cascamorto con altre giovani come lei. Era disgustata.

"Dobbiamo parlare", disse ad un certo punto, voltandosi verso di lui. "Non ne posso più dei tuoi giochetti!"
"Non chiedo altro", rispose Straus, come se lei gli avesse offerto un dono prezioso.

Lo prese per mano, trascinandolo fino ad un angolo tranquillo del giardino di meli. Pieno di alberi in fiore.
"Perché mi perseguiti?", domandò a bruciapelo. "Non ti ho già detto mille volte che la mia risposta è no?"

Straus sorrise. "Immaginavo avresti reagito male alla mia sorpresa, mia recalcitrante regina"

Tese una mano ad accarezzarla, ma Stella indietreggiò. "Non sono io la tua regina, ma Adeleith. In quanto alla tua sorpresa...gradirei che la smettessi di farmi queste comparsate. Si può sapere cosa speri di ottenere?"

"Le mie intenzioni non sono malvagie, Stella", sospirò lui, apparendo all'improvviso molto umano. "Io voglio solo..."

"Solo?"
"Conoscerti! Ti sembra così sbagliato? Anche Adeleith ha altri uomini. Non è detto che Re e Regna debbano per forza condividere lo stesso letto, anche se dividono il trono"

Quel lampo di sincerità nei suoi occhi costrinse Stella a mordersi le labbra. Erano mesi che tentava di corteggiarla. Ogni volta fra loro s'instaurava quella sorta di gioco. Lui cercava di ghermirla e lei sfuggiva. Fino ad ora, l'aveva sempre avuta vinta lei.

"No è una delle mie parole preferite, Straus"

"Perché?"
"Perché non voglio entrare a far parte del tuo harem. Non voglio entrare nella tua alcova per poi essere dimenticata. Non ci sto, è chiaro?"

"Non sarà così", disse lui, prendendola per mano. "Tu sei destinata a stare al mio fianco. L'ho capito appena ti ho vista in quel negozio di fiori. Vieni con me alla festa dei Riti di Selena, domani notte. Solo questo. Se lo farai, farò tutto ciò che è in mio potere per esaudire i tuoi desideri"

Stella ci pensò su. Una festa. Una sera soltanto. Poi avrebbe potuto chiedergli di lasciarla finalmente in pace. Trascorrere qualche ora con lui non sarebbe stato spiacevole. Ed era comunque un piccolo scotto, rispetto a ciò che avrebbe ottenuto poi.

"D'accordo. Andremo insieme ai Riti di Selena. Ma solo per stanotte"

Straus la ricompensò con uno dei suoi sorrisi mozzafiato. Il cielo e le stelle in quel sorriso, bello come un aurora boreale.

***

La notte seguente, Stella stava camminando lungo la strada verso il luna park e la sua apprensione cresceva ad ogni passo. Aveva lasciato la sua sorellina Bridget a casa con la nonna, perciò non doveva preoccuparsi. Tuttavia l'idea di affrontare Straus la colmava di agitazione, e di una strana, inspiegabile euforia.

Lui la stava aspettando davanti all'entrata, con un aria talmente umana che per un momento fu impossibile credere di avere davanti un vero vampiro, una creatura di pura magia, nonché un grande generale e futuro Re della Luna.

Le tese una mano, come volesse stringerla a sé. "Stella..."

Lei arretrò, per sfuggire all'abbraccio.

"Sono così contento che tu sia venuta", le disse, con aria terribilmente seria.

Non trovando una risposta, Stella si strinse nelle spalle.

"Andiamo?"

Le offrì un braccio come se fossero a un ballo, o qualcosa del genere.

"Certo"

Finse di non notare il lampo di disappunto nei suoi occhi quando lei, senza prenderlo sottobraccio, lo seguì nel dedalo di bancarelle e luci spuntate come funghi nel giro di una notte.

Era pieno di gente che gironzolava, di famiglie e coppiette che ridevano fra loro, sorseggiando una bibita dal profumo pungente e dal colore dorato.

"E' vino della Luna", spiegò Straus, fissandola con quel suo sorriso così poco umano. "Sono onorato che tu sia qui"

Lei annuì, come se tutto ciò che diceva avesse un senso. Ma non era così. Quel suo entusiasmo la faceva sentire a disagio.

Accanto a lei, un gruppo di ragazzi dalla pelle diafana cercava di catturare dei pesciolini una polla d'acqua con piccoli retini argentati.

In alto, scintillavano le luci della ruota panoramica.

"Facciamo un giro?", propose il vampiro, prendendola per mano.

Lei sorrise, sforzandosi di essere gentile.

"D'accordo"

Salirono, benché Stella soffrisse di vertigini.

Straus se ne accorse, e la strinse la fra le braccia. Poi si fermarono in cima.

"Guarda!", le disse.

Stella volse lo sguardo nella sua direzione, e rimase a bocca aperta. Oltre il fiume che attraversava il parco, oltre le colline, si vedeva il Palazzo. Ma palazzo non era il termine giusto. Era come una grande città. Mille case e loggioni circondavano la torre principale, che si stagliava verso il cielo annodandosi su se stessa con la morbidezza di un gelato. E lassù, in cima, c'era il Padiglione di Selena. Una stanza con pareti a forma di fiore, che quella notte, la notte dei riti, si erano aperti come inno alla Dea, mostrando il letto a baldacchino e la stanza dove di solito il re passava la notte.

La luce della luna si rifletteva sulle pareti, inargentando il palazzo con riflessi perla, indaco e blu. Sembrava che tutto bruciasse in una sorta di fiamma bianca. Uno spettacolo talmente bello da togliere il fiato.

"Ma è...".

Stella non trovava l'aggettivo giusto per definirlo.

"Sì, è vero", convenne Straus. "Stupendo oltre ogni dire. Volevo che potessi vedere il Palazzo nella sua notte più bella. Ecco perché speravo tanto che venissi"

Stella rimase incantata. Quella visione era incredibile. All'improvviso, Straus tirò fuori dal nulla una bottiglia di quello strano liquido dorato. Ne versò un po' in un bicchiere di plastica e lo porse a Stella.
"Assaggia. E' squisito"

"Cos'è?", domandò lei, curiosa.

"Vino della Luna"

Stella annuì e si portò il bicchiere alle labbra. Quella bevanda aveva un gusto totalmente insolito, come di sole in bottiglia e zucchero caramellato. Era delizioso!

"Posso averne dell'altro"

Straus le sorrise. "Tutto quello che desideri"

Bevvero insieme, brindando alla Dea e godendo di quella felicità. Stella sentiva la testa farsi sempre più leggera, e la compagnia di Straus sempre più gradevole. Una parte del suo inconscio continuava a ripeterle: c'è qualcosa di sbagliato! Qualcosa non va! Ma Stella non riusciva proprio a ricordare cosa fosse.

Dopo molte risate, e molti bicchieri, Straus la condusse su un promontorio, dal quale si godeva la vista di tutto il luna park. Sulla cima, un salice piangente aprì le sue lunghe fronde, quasi fosse vivo e li stesse aspettando.

Alla sua ombra, era distesa una coperta di spugna con un cestino pieno di frutta.

Stella e Straus ci arrivarono danzando, seguiti a ruota da una schiera di abitanti della Luna, che danzavano con loro al ritmo di una musica molto ritmata.

Quando il vampiro la invitò a sedersi accanto a lui sulla coperta, Stella si guardò intorno, inquietata dal fatto che non ci fosse più nessuno con loro. In un istante, quelli che ballavano si erano dileguati.

‘Dovrei andarmene', si disse. Ma quando Straus la prese fra le braccia per sederla accanto a sé gli affondò il viso nel petto, come se non si trovasse affatto a disagio.

"Tieni, assaggia", le disse lui, porgendole un frutto.

Stella rifiutò. "Dovrei andare a casa, la mia sorellina..."
"La tua sorellina è al sicuro, Stella", le ricordò lui. "C'è tua nonna che bada a lei. Non devi andare da nessuna parte. E nessuno qui vuole farti del male. Cerca di rilassarti"

Aveva ragione. Sembrava tutto logico. Eppure...
Stella si scostò subito quando Straus si tese verso di lei per baciarla.

"No", disse. "Niente baci, niente..."

"Come vuoi", disse lui, contrito. "Farò qualunque cosa per te"

"Qualunque cosa in tuo potere?"
"Sì"

"Allora, te ne prego, lasciami in pace"

Lui le sorrise, ma senza allegria. "Questo non è in mio potere, Stella. Esiste già qualcosa fra le nostre anime. Non ne senti la forza?"

Stella lo guardo, senza riuscire a seguirlo. La testa le faceva i salti mortali.

"Comunque non voglio forzarti. Non sei costretta a fare nulla. Se vuoi tornare a casa, così sia"

"No", disse lei, con improvviso trasporto.

Non voleva vederlo così triste.

"Non buttarti giù", gli disse. "Sei un generale, e sei molto potente, e io...io sono solo una qualunque, piccola Dhumpire. Perciò...perché hai scelto me? Perché io?"

"Non so", rispose sinceramente il vampiro. "Non so perché certe persone risplendono agli occhi degli altri. Non so perché tu brilli ai miei. So solo che è così. Ti chiedo solo di darmi una possibilità"

Allora lei fece un gesto del tutto inconsulto. Si piegò su di lui e lo baciò sulla guancia. Straus voltò appena il viso e le loro labbra s'incontrarono, in un bacio gentile.

Quando lei si allontanò, il suo respiro era accelerato. Si guardò intorno come a cercare qualcosa, poi la trovò. Una rosa bianca cresceva poco distante. Era il suo fiore preferito. La giovane Dhumpire la colse e la porse al vampiro.

"Promettimi", disse. "Promettimi che non mi dimenticherai mai. E ogni volta che vedrai una rosa bianca, anche fra mille anni, rammenterai questo voto e penserai a me"

"Lo prometto, disse Straus avvicinandosi. Si chinò su di lei sfiorandole il collo con le labbra. Stella avvertì sulla pelle quel gusto zuccherino di sole,e poi i capelli di lui sul viso.

‘Non sembrano affatto ispidi come filande', si disse.

Invece erano morbidi, così morbidi che avrebbe voluto toccarli per sempre.

...

...

...

La sera seguente, al tramonto, Stella si svegliò con un forte cerchio alla testa. Ricordava Straus, la festa, e di essere stata con lui sotto il salice piangente. Ma i particolari erano tutti sfocati.

"Straus?"

Nessuno rispose.

Si voltò, e scoprì di essere sola.

I suoi vestiti erano sparsi un po' dovunque lì intorno. Si rivestì in fretta e scostò i lunghi rami del salice per uscire allo scoperto.

Straus stava ai piedi della collinetta, e guardava angosciato ciò che era rimasto del luna park. I tendoni colorati erano andati distrutti. La ruota panoramica data alle fiamme. Al contrario della sera prima, il silenzio regnava sovrano.
"Ma che è successo?", domandò Stella, raggiungendolo.

"Gli abitanti della Corte Oscura", sussurrò Straus, furioso. "Hanno approfittato della nostra notte di festa per uscire dal sotto suolo e attaccare il nostro bel regno"

Stella si morse le labbra. Conosceva la forza degli esseri della Corte Oscura. Niente di più che viscide creature infide, capaci di compiere qualunque crudeltà per il loro re, perciò non perdevano occasione di attaccare il reame della Luna, la cui luce era tutto ciò che temevano e odiavano.
"Devi fermarli", gli disse risoluta.

Straus la guardò. "Vieni con me. Andiamo a palazzo. Con te al mio fianco sarò mille volte più forte"

"Non hai bisogno di me", replicò lei, in tono mesto ma deciso. "Chi ti serve è la tua regina. Il suo potere terrorizza da sempre gli abitanti della Corte Oscura"

"Stella", implorò lu. "Ti prego..."

Per nascondere il suo straziante tumulto interiore, Stella abbassò gli occhi. Non voleva abbandonarlo, non adesso. Anche a lei stava a cuore la sorte del Regno della Notte, e quella di Straus in primis.

"D'accordo", disse. "Ma prima lascia che vada a casa, a riprendere Bridget. Vorrei portarla con me"

"Come desideri", disse lui, sollevandola fra le braccia per baciarla. "Mi sei molto più preziosa di quanto tu non comprenda, mia piccola, luminosa creatura"

To be continued...



Commenti

pubblicato il 31/05/2009 18.37.43
anais, ha scritto: nn vedevo l.ora dolce fior..di perdermi dentro il tuo splendido racconto...sei sempre fantastica! bacio..bacio..
pubblicato il 31/05/2009 20.16.01
anais, ha scritto: grazie..delle tue parole...ti abbraccio..
pubblicato il 31/05/2009 20.52.10
sothis85, ha scritto: Che incanto dolce Francy..che meraviglia sei sempre nel mio cuore con i tuoi racconti.Grazie bacio Ruben

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