ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato martedì 26 maggio 2009
ultima lettura mercoledì 9 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il Cigno Nero: capitolo quattrordicesimo.

di fiordiloto. Letto 820 volte. Dallo scaffale Fantasia

Capitolo 14:Riconoscimento Nella suite d'albergo c'era qualcuno. Straus e Goa lo capirono non appena videro alcuni bagagli all'ingresso che non erano...

Capitolo 14:

Riconoscimento

Nella suite d'albergo c'era qualcuno. Straus e Goa lo capirono non appena videro alcuni bagagli all'ingresso che non erano i loro. Poi Bridget e Renka si alzarono dal divano del salotto per andare loro incontro.

"Quando siete arrivati?", domandò allora Goa, sorpresa.

"Un'ora fa", rispose Renka, avvolgendola con le braccia e stringendola a sé.

Letizia si era addormentata sulle spalle di Straus. Il vampiro la spostò per raccoglierla fra la sue braccia e si rivolse a Bridget con un sorriso.
"Vado a metterla a letto. Raggiungici per favore, devo parlarti di una cosa"

Il tono della sua voce era come il rintocco di campane in lontananza: cristallino e dal sapore di vento. Bridget annuì, e poco dopo seguì il vampiro nella stanza da letto.

Lo trovò che rimboccava le coperte a Letizia, e le stava accarezzando i capelli come se quella piccina fosse la cosa più piccola e preziosa in tutto il mondo.

Poi si chinò su di lei, per deporle un bacio sulla fronte, e vedere i suoi sogni. Letizia stava sognando coppe di bevande al gusto di sole e zucchero filato, cascate di vino della Luna che scorreva a fiumi lungo la sala magna del Palazzo delle Feste, creature dall'aspetto umano che ballavano volteggiando a pochi centimetri da terra, mentre i loro corpi emanavano una fioca luce perlacea, simile al bagliore del regno in cui vivevano.

"Sta sognando il Regno della Notte", mormorò Straus, incredulo.

Bridget gli si avvicinò. ‘Un tempo metteva me a letto con un bacio sulla fronte'. Ma scacciò quel pensiero e disse invece:
"E' bello che almeno qualcuno possa ancora vederlo nei suoi sogni"

"Già", convenne il vampiro, voltandosi verso di lei. "Vieni, Bridget, siediti accanto a me"

Lei lo studio, senza muovere un muscolo.

"Ho bisogno del tuo consiglio. In fondo, sei sempre stata il mio primo consigliere, quando eravamo sulla Luna. Sei forse la persona di cui mi fido di più al mondo"

Incerta, Bridget si lasciò cadere sul bordo del letto accanto a lui.

"Cosa succede?", domandò, in un tono estremamente dolce.

"Forse ho avvertito la presenza di Adeleith"

Per poco Bridget non saltò in piedi di scatto. "Di già?"
"Però...non so chi sia questa persona. Ci siamo incrociati lungo il fiume. Anche lei ha percepito qualcosa, ne sono sicuro. Tuttavia...ho realizzato troppo tardi, e non l'ho fermata immediatamente"

"Beh, almeno abbiamo una traccia. Se è veramente chi dici che sia, basterà cercarla, tenendo ben aperte le nostre percezioni magiche"

Straus sembrava sconfortato. Non il Re della Luna, ma un uomo in cerca di qualcuno che non può trovare. Bridget ebbe un tuffo al cuore.

‘Smettila!', si disse. ‘Non sei tu quella che vuole, perciò piantala!'. Doveva farlo tornare ad essere il Re. Fiducioso e sicuro di sé stesso.

"Anche se la ritrovassi", sospirò Straus. "Come pensi che potrei liberare Adeleith? Fino ad ora i sigilli andavano distrutti. Ma non posso distruggere un essere umano"

"Troverai il modo, vedrai", disse Bridget, prendendogli una ciocca di capelli fra le dita "Forse non c'è alcun bisogno di uccidere questa persona. Forse basta...risvegliare i suoi poteri"

Straus fermò quella mano con la sua, e lentamente si chinò su di lei, per appoggiarle il capo sul petto. Bridget abbassò il viso a guardarlo e i loro capelli s'intrecciarono. Oro e argento, sole e neve, fusi in una cascata che era tutta una luce.

"Straus...", mormorò, mentre lui l'abbracciava, senza spostare la testa. "Non disperare. Ci sono io, adesso". ‘Anche se non sono Stella, ti aiuterò. Rimarrò comunque al tuo fianco'.

"Mi mancava tenerti così", confessò lui. "O sulle ginocchia, come quando eri bambina"

"Non sono io averti abbandonato", gli rammentò lei.

"Hai ragione", disse lui, contrito. "Mi chiedo...se riuscirò mai a rimediare a questo errore"
"Chissà...."

Le loro voci erano soffuse, mantenute basse per non disturbare Letizia.

‘Basta!', si disse Bridget, spingendolo a sollevarsi. ‘E' inutile crogiolarsi nei ricordi. Io lo amo, ma lui sta cercando un'altra donna. E' sempre stato così. I suoi abbracci sono solo un dolce tormento'.

"Dobbiamo tornare di là e riposare", gli disse.

"D'accordo", fece lui.

Poi, le fece scivolare le mani sul viso e l'attirò a sé, per baciarla sulla fronte.

"Possa la grazia di Selena scendere su di te, dolce Bridget"

‘Ti supplico, Dea', pregò allora lei. ‘Fa' che quella persona sia Adeleith! Deve esserlo! Straus ha bisogno della sua regina!'

***

"La quattro in buca d'angolo!"

Sara diede un colpetto senza far scorrere troppo la stecca, e la palla finì in buca con un bello schiocco sonoro.

Rob, il suo avversario, le mostrò un tiro più difficile, di sponda.

"Buca!", esclamò, e rivolse a Sara un sorriso di sfida. "Fai di meglio, ragazzina. Se ti riesce..."

"Sara oggi è agguerrita", osservò Luke, il barista, che seguiva interessato l'andamento della partita. "Fagli vedere chi sei, piccola!"

Sara gli sorrise. "D'accordo".

‘Calma! Calma e sangue freddo!'

Spedì in buca altre due palline, compresa la otto.

"E con questa si chiude ogni discorso, mi pare", disse, rivolgendo all'avversario un sorriso di vittoria.

Rob annuì, il massimo che si riusciva a strappargli in segno d'approvazione.

"Ne facciamo un'altra?", propose, conoscendo già la risposta.

"Mi dispiace", disse Sara. "Devo tornare a casa"

Luke le strizzò l'occhiolino. "Cos'è, Cenerentola, hai paura di perdere la scarpetta?"

"Niente affatto", disse lei, avviandosi verso l'uscita con un cenno di saluto. "Ma il mio principe azzurro mi aspetta a casa! Ci vediamo il prossimo venerdì, ok?"

Le piacevano quei venerdì al club del biliardo. Erano una di quelle poche occasioni in cui poteva rilassarsi. Nessuno faceva caso alle sue strane abitudini. Nessuno si sorprendeva troppo se, ad esempio, capitava che Sara si estraniasse per qualche momento, persa a contemplare la Luna. Nessuno le faceva questioni, e per lei andava bene così.

Infilò le mani in tasca e passò di fianco ad una madre con i suoi figli, che la tormentavano per tornare a casa. Una folata di vento le si insinuò sotto i vestiti e lei rabbrividì. Era già iniziato un altro, coloratissimo autunno.

Aveva quasi superato l'angolo con un incrocio, quando eccoli sbucare da un vicolo: due creature dall'aspetto assolutamente fuori dall'ordinario che la seguivano quasi tutti i giorni da circa due settimane.

Lei era una donna bella e bruna, dagli occhi profondi e due ali di cigno tatuate sulle mani. Il suo compagno aveva l'aria da guerriero: pelle verde foglia e occhi smeraldo. Ogni tanto si voltava verso la donna per sorriderle. Ed era un sorriso di una bellezza devastate. Dal quale sembrava provenire un rumore di fronde e di fiori che sbocciano nel silenzio notturno.

Sara li studiò con la coda dell'occhio. Non sembravano avere intenzioni ostili, però la turbava il fatto di averli sempre alle costole.

Accelerò il passo, ma senza correre.

‘Non scappare', si disse.

S'infilò in una libreria e finse d'interessarsi ad un romanzo dal titolo assurdo. Tra gli scaffali di legno e tutta quella carta stampata cominciò a sentirsi più tranquilla, al sicuro. Ogni sera tentava di sfuggire a quelle creature, nascondendosi fin quando non si erano allontanate. Non aveva detto nulla ad Adam. Non era successo ancora nulla e, se possibile, voleva evitare di farlo preoccupare.

Alzò la testa dal libro e tirò un sospiro di sollievo.

Erano andati via.

"Che ne pensi?", domandò Renka, una volta in direzione dell'albergo.

"Il suo corpo emana una grande energia", confermò Goa. "Lo si sente appena le ci si avvicina. Non mi meraviglia che Straus abbia percepito qualcosa in sua presenza, tuttavia...dobbiamo escogitare un modo per capire se è veramente Adeleith"

"Sono d'accordo. Ormai si è accorta di noi ed è turbata. Se forziamo troppo la mano potrebbe sfuggirci il controllo della situazione"
"Giusto. Per il momento, basta pedinamenti. Parleremo con Straus e vedremo che ne pensa. Ci deve pur essere un modo per scoprire se è veramente lei!"

‘Deve esserci! Altrimenti siamo tutti perduti'

***

Straus ascoltò le considerazioni di Goa adagiato sul divano, con i piedi incrociati alle caviglie e le braccia rilassate lungo il bordo dello schienale.

"Così...non è successo proprio nulla in queste due settimane?"

"No, nulla", confermò Goa. "Ciò nondimeno le tue percezioni sull'energia emanata da quella ragazza sono vere. Anche io percepisco una sorta di...potere provenire dal suo corpo"
"Cosa pensi sia meglio fare?", chiese allora Straus, rivolto a Bridget.

"Penso sia meglio smettere di pedinarla. Goa a ragione. Se la mettiamo alle strette potrebbe reagire in modo imprevedibile"

"Ma non possiamo perdere tempo", intervenne Renka. "Soul potrebbe farsi vivo da un momento all'altro, e non dimenticate che per Goa il termine è quasi scaduto!"

Goa gli strinse forte una mano e si morse le labbra.

"Oh...scusami", sospirò lui. "Non volevo ricordartelo"

"Fa niente", disse lei, abbozzando un sorriso.

"Allora cosa proponi?", domandò Bridget.

Io un'idea ce l'avrei.

Letizia alzò la testa dal giornaletto che stava leggendo e intercettò lo sguardo di suo padre.

"Su, Lety, non tenerci sulle spine. Qual è il tuo piano?"

La piccola Dhumpire spiegò la sua strategia nei dettagli. Era un piano semplicissimo, ma proprio per questo poteva funzionare.

"Mi sembra che possa andare", convenne Goa, alla fine. "In ogni caso, tentar non nuoce"

"Perfetto", fece Straus. "Allora tenteremo domani notte! Per ora è meglio se andiamo tutti a riposare"

Gli altri non potevano essere più d'accordo.

"Bridget, dove sono Nube e Fudo?"

"Sorvegliano l'hotel da lontano, come sempre"

"Perfetto", sorrise il vampiro, compiaciuto. "Se qualunque cosa dovesse avvicinarsi, le loro capacità e i nostri sensi dovrebbero essere più che sufficienti per avvertirci in tempo"

Da quando Bridget aveva localizzato la ragazza con l'ausilio dei suoi poteri, non c'era stato un solo momento di requie. Ogni notte cominciava con indagini, ricerche e appostamenti. Inoltre, sepolta sotto un velo di cenere, la paura di Soul non aveva allentato la sua morsa. Goa ne era sicura: sarebbe ricomparso. Il problema era: quando?

Si alzò e fece per andare nella suite destinata a Renka e a lei.

"A proposito", disse, fermandosi sulla porta. "Straus...la tua ragazza si chiama Sara"

Lui la fissò. "Grazie, Goa"

Rimasto solo nel salotto, si appoggiò alla finestra per guardare all'esterno il vento che soffiava fra i palazzi.

‘Scoprirò se tu sei la mia regina. La vittoria di questo gioco è destinata ad essere mia, Sara...'

***

Letizia era nascosta dietro il cespuglio al fondo del giardinetto, dietro una fila di giochi per bambini. Erano ore che stava li, in attesa di lei. Di Sara. E, come tutti speravano, forse della regina Adeleith in persona.

Sarebbe venuta. Doveva venire! Si fermava in quel parco quasi ogni sera, dopo il lavoro. Almeno a quanto le avevano riferito Renka e Goa. Così, se ne stava lì, da ore, appostata come un cecchino, quando improvvisamente si sentì afferrare alla gola e trascinare nel centro del giardinetto.

"Che bella bambina", sussurrò colui che la teneva.
"Già", rispose un altro, con voce sibilante.

Letizia cercò di mettere a fuoco i suoi aggressori, ma riuscì a distinguere solo le dita adunche di quattro mani che la tenevano. Mani bluastre e livide. Pallide come il colore dei morti.

Il cuore le balzò in gola. Erano folletti! Servi della Corte Unseelie, o Corte Oscura.

"Al nostro Re piacerà da morire! Adora i bambini che portiamo nel suo dominio per farli diventare come noi!", disse ancora quello che sibilava.

Fu come se stessero parlando di scendere direttamente nell'Ade. La Corte Unselie era la corte delle fate tenebrose. Un luogo buio e freddo dove i bambini che venivano catturati erano costretti a sopportare in eterno i capricci delle fate, o peggio le angherie del Re. Si dimenò come un'animale in gabbia. Voleva strillare. Ma il suo era un grido silenzioso, perché a meno che non avesse deciso di usare la Voce...

Stava quasi per decidersi ad attaccare, quando ecco che la vide.

Sara!

Stava procedendo spedita verso il centro del parco. Chissà se avrebbe notato quello che stava succedendo, se avrebbe visto le fate, o se invece era cieca come il resto degli umani.

Ti prego!, implorò Letizia. Guardali! Guardali e dimmi che li vedi!

Come se l'avesse sentita, Sara allungò il passo.

Si fermò, poco distante da loro, come se non credesse ai propri occhi. Chi cavolo erano quelle ombre sbiadite nel buio? E cosa stavano facendo a quella ragazzina?

Si avvicinò decisa, cominciando a brillare come un pallido riflesso di Luna in un lago. La sua luce era fioca, ma ben visibile. Non appena fu abbastanza vicino, quel fievole bagliore sfiorò le fate della Corte Oscura, che urlarono, come se ne fossero state scottate.

La sua vicinanza li danneggiava. Sara non capiva perché, ma sapeva che era così.

Si avvicinò ancora, e i due folletti fuggirono a gambe levate, gridando come bambini terrorizzati.

Letizia era ancora stesa sul terriccio, dolorante. Sara si gettò al suo fianco, aiutandola ad alzarsi, quindi le terse il viso sporco di terra con un fazzoletto.

"Tutto bene, piccolina? Non ti hanno fatto male, vero?"

Letizia tirò su col naso e le rivolse un timido sorriso.

Grazie..

"Ah, non c'è di che!"

Eh??? Sente i miei pensieri? Ma allora...Allora...!

Calma! Doveva fare ancora una prova, per esserne sicura. Lentamente, si frugò in tasca, cercando l'oggetto che Straus le aveva consegnato. Il medaglione di Stella, quello che conservava da sempre e che suonava, come un carillon, la Ninnananna della Luna.

Con un gran sorriso, mostrò il gioiello a Sara.

"Vuoi darlo a me?", domandò lei. "Oh... ti ringrazio!"

Lety le fece scivolare il pendaglio fra le mani. Un ciondolo di madreperla a forma di mezzaluna. Sara ci passò sopra con le dita e quella iniziò a brillare, come se si fosse accesa dall'interno, riempiendo l'aria di una melodia soave.

Una ninnananna.

‘Ma io...', si disse, incredula. ‘Io conosco questa canzone!'

Iniziò a canticchiare. Letizia la seguì, con le lacrime agli occhi per la felicità. La voce di Sara e i suoi pensieri erano una il coronamento degli altri, come il coro di voci di un'orchestra.

"Notte...Notte...Com'è bello il regno della notte..."

Notte....Notte...Com'è bello il regno della notte..

Senza avvedersene, Sara era scivolata in ginocchio. Dagli occhi le scendevano lacrime di madreperla. Quel ciondolo, quella musica...le davano un senso di nostalgia incredibile. Erano quasi un dolce ricordo venuto a cullarla. Se qualcuno l'avesse osservata, in quel momento, avrebbe visto le stelle sbocciarle negli occhi come fiori di cielo, e la luce perlata della Luna avvolgerla come un manto incantato.

‘Ma che cosa...sto facendo?'

Chissà quanto tempo dopo, si riprese.

Voleva ridare il ciondolo a quella ragazzina e chiederle cosa fossero le strane creature di poco prima, ma di lei non c'era più traccia.

Raggiante come il Sole, Letizia corse a perdifiato verso l'hotel. Doveva avvisare Straus! Non c'era un secondo da perdere! Esultando, si ritrovò a saltellare come una pagliaccia. Ma che importava!

Era lei! Era lei!

L'abbiamo trovata!

Abbiamo trovato Adeleith!!!!

To be continued....



Commenti

pubblicato il 26/05/2009 18.50.29
sothis85, ha scritto: Uno dei piu belli..intenso.. ben scritto con emozioni e sensazioni che vibrano. Brava..Grazie Dolce Francy
pubblicato il 26/05/2009 19.10.17
anais, ha scritto: eccomi qui..a leggere questo capolavoro...mi piace tanto..è fenomenale...un bacio..
pubblicato il 26/05/2009 22.27.50
Lorenz, ha scritto: Che rivelazioni! Mi appoggio, forse è uno dei capitoli più belli, mi piace mlto anche la parentesi puramente fantasy dei folletti oscuri.. Complimenti anche per la seconda parte di hellgirl..
pubblicato il 27/05/2009 0.53.51
fiordiloto, ha scritto: Questi personaggi vivono soprattutto grazie a voi, che li fate vostri! Perciò è a voi che va un GRAZIE grande come il mondo!

Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: