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lavoro pubblicato domenica 24 maggio 2009
ultima lettura mercoledì 10 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il Cigno Nero: capitolo tredicesimo

di fiordiloto. Letto 802 volte. Dallo scaffale Fantasia

La Dama della Distruzione è prigioniera nel corpo di una terrestre di nome Sara. Nei momenti di pericolo, il suo potere si risveglia per preservare il suo corpo da eventuali minacce. Riuscirà Straus a ritrovarla, prima che sia troppo tardi?..

Capitolo 13:

Tra sogno e illusione

Sulla città era scesa una notte di Luna piena. Adam e Sara passeggiavano indisturbati lungo la Senna, abbracciati come al solito, le dita delle mani libere intrecciate, quasi fossero legate da un filo invisibile. Adam non poteva fare a meno di osservare quella splendida donna che camminava al suo fianco, mano nella mano con lui. Era bellissima, su questo non c'era dubbio. Ed era sua, perché l'amava. Ciononostante...

L'aveva trovata innumerevoli volte appoggiata alla ringhiera del terrazzo, a contemplare la Luna con aria malinconica. Allora si alzava dal letto, la raggiungeva ma non la toccava. Per poi sentirla mormorare sottovoce:

"Che nostalgia..."

Interruppe quel pensiero all'istante, quando Sara afferrò più saldamente il suo braccio.

Il marciapiede si era svuotato. Nessun rumore, a parte quello dei flutti del fiume. Non c'era nessuno, tranne loro e...quei tre loschi figuri che venivano nella loro direzione.

"Adam", mormorò Sara. "Andiamo via"

"D'accordo", disse lui, passandole un braccio intorno alle spalle.

Fecero dietrofront, per trovarsi davanti un altro uomo.

"Dove pensate di andare?"

Sara strillo. Adam si spostò di fronte a lei.

"Che cosa vuoi da noi? Lasciaci in pace!"

Nel frattempo, gli altri tre li avevano raggiunti. Uno di loro agguantò Sara e con uno strattone la sottrasse alle braccia di Adam.
"Ma che bella che sei...", mormorò. "Penso che ci divertiremo un mondo con te"

Sara tentò di divincolarsi, ma un secondo uomo l'afferrò all'altro braccio, mentre gli altri due si occupavano di tenere fermo Adam.
"Bastardi!", gridò lui. "Lasciatela stare!"

Uno degli aggressori lo zittì con un pugno al plesso solare. Li trascinarono fino ad un vicolo poco distante, dove tre di loro bloccarono Adam al muro, mentre il quarto si occupava di Sara.

"Allora...", sussurrò, afferrandole il viso con le mani, premendo dolorosamente con le dita sulle guance. "Con quell'aria da innocentina devi essere una ragazza della scuola cattolica, dico bene?"

"Le educande delle suore sono sempre le migliori", ridacchiò uno dei compari.

Con il cuore a mille per la paura, Sara tentò di usare quel poco di lucidità che le rimaneva per pensare. Adam era a terra, e anche se avesse gridato quei balordi se la sarebbero data a gambe senza problemi. ‘Che cosa faccio?', si chiese. Poi, una strana collera cominciò a montare dentro di lei. Qualcosa di animalesco, come l'istinto di sopravvivenza. Si avvicinò col corpo al tipo che la teneva per i polsi e cominciò ad annusargli il collo, provocandogli un brivido di eccitazione.
"Ah!", disse lui, beffardo. "Vuoi giocare, allora...L'avevo detto io! Le allieve della scuola cattolica sono delle grandi puttane!"

Sara non lo sentiva. Continuava a snuffiargli il collo come una gatta, guidata da qualcosa di atavico e irrazionale.

‘Delizioso...', mormorò una voce dentro di lei. ‘L'odore del suo sangue...è delizioso!'

D'istinto spalancò le labbra, per azzannargli il collo nudo.

"Hey!", gridò l'aggressore. "Ma che diavolo fai! Lasciami! Lasciami subito!"

Ma la stretta era troppo salda. Sara sentì il sapore metallico e dolciastro del sangue scenderle in gola ed inebriarle il cervello. Era l'estasi. Voluttuosa, dolcissima estasi!

"Come osi trattare in questo modo la Regina della Luna?", domandò, in un sussurro suadente. "Questo corpo appartiene solo a me stessa! Non lascerò che dei vermi come voi ne facciano quello che vogliono!"

Era letteralmente furiosa. Con un gesto repentino scagliò il malvivente contro il muro, per poi farlo ripiombare a terra esanime.

"Quanto a voi tre", aggiunse, rivolta agli altri. "Lasciate immediatamente Adam!"

Uno strano senso di riverenza s'impadronì dei tre malviventi. Lasciarono andare il povero Adam e simultaneamente s'inchinarono al cospetto di Sara. Non sapevano perché lo stessero facendo. Però sentivano l'assoluta necessità di strisciare ai suoi piedi e implorare perdono.

"Bene", sussurrò lei, tendendo le mani verso di loro. "Venite a me, lasciate che la vostra Dea vi abbracci"

Come ipnotizzati, i tre malviventi si sollevarono, per raggiungerla camminando a carponi.

‘La Dea è generosa', pensarono all'unisono. ‘Ed è disposta a perdonarci. Possiamo correre fra le sue braccia e perderci nel suo abbraccio letale, nel più dolce di tutti i baci'.

Uno alla volta, Sara riservò a quei tre la stessa sorte del primo malcapitato. Quando non fu rimasta una sola goccia di sangue, disintegrò tutti i corpi e si alzò per andare da Adam.

"Povero amore...", sospirò. "Questo corpo è la mia prigione e la mia salvezza. Tu l'avresti protetto a costo della vita, perciò non permetterò a nessuno di farti del male"

Gli posò una mano sulla fronte, e Adam rivenne con un sospiro doloroso.

"Sara..."

"Sì?"

"Stai...bene?"

"E tutto a posto, non temere"

"Dove sono quei delinquenti?"

"Dove dovrebbero essere. All'Inferno"

"Dobbiamo...Dobbiamo andare alla polizia!", esclamò allora lui, contorcendosi dal dolore. "Il mio stomaco...Che male!"

"Sta' tranquillo. Non c'è bisogno di andare alla polizia. Va tutto bene. Presto anche tu starai meglio"

"Tutto bene?", grugnì lui. "Tutto bene un corno! Sara... Io..."

"Va tutto bene", ripetè lei, suadente.

Adam sentì sulla pelle il tocco gentile di quella mano. Era un calore benefico, che cancellò in un attimo il dolore e le inquietudini.

"Ora riposa, amore mio. Ti riporterò a casa"

Sì, andava tutto bene. Ora ne era convinto anche lui. Mentre cadeva in una sorta di torpore, Sara lo aiutò a sollevarsi, e si trascinarono insieme verso la via del ritorno.

***

Straus e Letizia contemplavano le luci della città dal terrazzo di Bridget.

Mi chiedo se... questa volta troveremo Adeleith, disse la piccola Dhumpire.

"Non lo so per certo, Lety", rispose il vampiro. "Ma ho un buon presentimento. Lo sento nell'aria, come se questa volta ci fosse qualcosa di diverso. Siamo sulla pista giusta!"

"Spero che sia come dici", intervenne una voce alle loro spalle.

Straus e Lety si voltarono all'unisono. Goa stava uscendo sul balcone, in compagna di Renka.

"Siamo pronti, allora?"

Affermativo!, confermò Letizia. Pronti per andare a Parigi!

"Mi raccomando", intervenne Renka. "Siate prudenti"

"Non preoccuparti", lo rassicurò Goa. "Troveremo il vero Sigillo e metteremo fine a questa storia"

"Noi arriveremo a Parigi domani in giornata. Abbiamo già il volo prenotato. Nel frattempo, vedi di non metterti nei guai, d'accordo?"

"Che cos'è adesso tutta quest'ansia, Renka? Non ti fidi più di me?", domandò lei, carezzandogli una guancia.
"Ho già perso Yumi una volta", disse lui, fermando quella mano con la sua. "Non voglio perdere anche te"

Goa gli prese il viso anche con l'altra mano. Ed ecco che le loro labbra s'incontrarono, in un bacio lieve, quasi casto.

"Ti dico questo...", gli sussurrò lei sulla bocca. "Non mi perderai mai più"

E con quelle parole si allontanò, per montare sulle spalle di Straus.

"Tieniti forte!", l'avvisò il vampiro.

"Ricevuto!"

E come avevano fatto molte volte in passato, Letizia e Straus si abbandonarono al vuoto, a quel senso d'infinito e libertà che regala il volo. Sotto un cielo carico di stelle, come ombre scure contro il bagliore della Luna.

Imbambolato, Renka rimase a guardarli finchè non furono che un puntolino nella notte immota.

"Ti sei innamorato di nuovo", constatò Bridget, uscendo sul terrazzo.
Renka si voltò a guardarla, ma non disse niente.

"E' positivo", aggiunse la donna. "Significa che stai ricominciando a vivere"

"Si potrebbe dire lo stesso per te. Cominci a perdonare Straus. Sei forse ancora innamorata di lui?"

"Non l'ho perdonato", replicò lei, arrossendo leggermente. ‘Però sì', pensò. ‘In fondo al cuore sono sempre, sempre, innamorata di lui'.

...

...

Molto distante, nascosto nella sua caverna, Soul aveva osservato tutta la scena attraverso uno specchio d'acqua.

"NO!", Strillò, triste e furioso al contempo. "Sorella Goa! Perché? Perché mi fai questo? Non ti sarai innamorata di un semplice umano!?"

"Seguila", disse la voce roca della vecchia Oras, comparsa al suo fianco. "Non perdere di vista lei e il suo gruppo neanche un momento! Se è vero che Adeleith è prigioniera in un corpo umano, lasceremo che la trovino, e poi li cattureremo tutti e tre"

"Come desideri", rispose Soul, con un sorriso sinistro.

"Ottimo! E questa volta...niente errori"

Il suo servo la guardò di sbieco. "La tua minaccia è evidente. Ma non temere: non ci saranno errori, Oras. Te lo prometto"

‘Ma sì...', si disse. ‘Perché dovrei preoccuparmi? Divertiti pure quanto vuoi, sorellina. Sto venendo da te. E se quando avrai trovato Adeleith mi rifiuterai ancora, allora...io..."

Sollevò la mano e scagliò una bolla di potere contro la parete. Quando la polvere sollevata si dileguò, sul muro di roccia c'era un buco grande quanto un tunnel.

***

Adam riposava tranquillo nel suo letto. Quando Sara si svegliò accanto a lui, ricordava solo vagamente gli eventi della nottata.

‘Che strano!', si disse.

Avevano cenato nel solito ristorante, poi erano andati a passeggiare lungo la Senna, e in seguito...Nulla. Blackout totale. Solo i ricordi confusi di un sogno lontano.

"Forse ho davvero solo sognato", mormorò.
Per schiarirsi le idee, andò a sciacquarsi il viso. Dopodiché decise per un buon caffè.

L'aroma avvolgente svegliò Adam, che la raggiunse per abbracciarla alla vita.

"Buon giorno", le disse, con un gran sorriso.

‘Come, anche lui non ricorda nulla? Che sia stato davvero solo un brutto sogno?'

"Adam..."

"Sì?"

"Ti ricordi cosa è successo ieri notte?"
"Come mai me lo chiedi?", s'informò lui.

"Rispondi alla domanda, per favore"

"Abbiamo mangiato al solito posto, poi siamo andati a fare un giro sulla riva della Senna. Eravamo tutti e due un po' brilli, e una volta arrivati a casa, beh..."

Con un sorriso malizioso, fece un cenno verso il letto.

Che fosse davvero colpa del vino?

Sara non era convinta. C'era qualcosa di sbagliato, in quella versione dei fatti. Però, se anche Adam la pensava così...

"Sara, a che pensi?"

"Nulla", disse lei. "Sono felice che sia tutto a posto"

Quella sera, spinta dalla curiosità, tornò a passeggiare lungo la Senna. Adam lavorava fino a tardi, ma non era un problema. Voleva essere da sola per accertarsi dei fatti. E poi, mentre passeggiava, la sua attenzione fu richiamata da un gruppetto di tre persone che chiacchieravano animatamente, venendo dalla direzione opposta alla sua.

Una era una ragazza bruna, dall'aspetto elegante. La seconda era una bambina bionda, con i capelli legati in una morbida treccia. Ma fu il terzo membro del gruppo ad attirare di più la sua attenzione. Un uomo alto, dall'aspetto misterioso e regale, con lunghi capelli scintillanti come filande d'argento.

"Abbiamo fatto presto ad arrivare", commentò la donna bruna. "E abbiamo trovato anche un bell'albergo"

"Già", convenne l'uomo, guardandosi intorno. "Speriamo di non fare un altro buco nell'acqua"

Erano sempre più vicini. Sara cominciò a sentire un'inquietudine crescente, mentre fissava quel volto famigliare di sottecchi.

‘Ma dove l'ho già visto?'

E poi, una folgorazione.

Una serie d'immagini velocissime le balenarono alla mente. Rivide il suo disegno, e il volto che aveva nel cuore.

Si fermò, incapace di proseguire.

Anche l'uomo l'aveva notata e, mentre chiacchierava con la donna al suo fianco, i suoi begli occhi di cielo incontrarono quelli di Sara.

Con un tuffo al cuore, lei riprese a camminare. Si superarono, e nel farlo si passarono così vicini che i loro corpi quasi si sfiorarono.

Una raffica di vento s'innalzò improvvisa, ed entrambi ebbero lo stesso pensiero:

‘Quella persona...mi sembra di conoscerla da sempre'.

To be continued...



Commenti

pubblicato il 24/05/2009 19.07.15
sothis85, ha scritto: Dolce Francy arriverai a cento capitoli....ma io non mi stanchero di leggerli...tutto coilvolge e innamora.Bacio Ruben
pubblicato il 24/05/2009 19.11.18
anais, ha scritto: stupenda..continua cosi..un bacio
pubblicato il 25/05/2009 15.40.32
anais, ha scritto: grazie x il tuo commento... e x i bei momenti che regali con i tuoi racconti..
pubblicato il 26/05/2009 17.55.36
anais, ha scritto: sei dolcissima..ti ringrazio tanto del commento...al tuo prossimo capitolo..(spero presto..)

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