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lavoro pubblicato lunedì 18 maggio 2009
ultima lettura sabato 19 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il Cigno nero: capitolo dodicesimo

di fiordiloto. Letto 867 volte. Dallo scaffale Fantasia

Chi è Sara? E perchè il volto del Re della Luna è sempre presente nei suoi sogni e nel suo cuore? Attraverso nuove scoperte si apre la strada verso la verità. E un nuovo viaggio ha inizio. Buona lettura!........

Capitolo 12:

Il vero Sigillo

Sara contemplò con soddisfazione il disegno appena finito. Finalmente c'era riuscita! La figura tracciata sul foglio era così precisa da sembrare quasi viva, e somigliante a tutto e per tutto al volto che infestava i sogni della giovane disegnatrice da...beh, da sempre!

"Sei tu...", mormorò Sara, incrociando le braccia sulla scrivania e poggiandoci sopra la testa, a contemplare il suo disegno con aria sognante. "Sei tu che mi conforti nei miei sogni..."

Capelli argentati, come le filande degli alberi di natale. Volto adamantino. Occhi che parevano cieli di velluto.

Ma lui...chi era?

"Se solo sapessi il tuo nome..."

"Se solo sapessi il nome di chi?"

Sarà s'irrigidì, solo un momento. Poi Adam, il suo fidanzato, le cinse le spalle con le braccia e le posò il mento sulla nuca, a contemplare anche lui il suo disegno finito.
"Wow...", commentò. "Molto realistico"

Sara sorrise. "Grazie"

Era vero. Finalmente era riuscita a disegnare il volto dei suoi sogni.

"Sara..."

Sara trasalì. "Sì?"

"Allora, che ne dici?"

"Dico...di che?"
"Non hai sentito una sola parola di quello che ho detto, vero?"

Punta sul vivo, Sara si sentì avvampare. "Io...Scusami, Adam"

"Chiedevo se stasera ti va di mangiare sushi"

"Sì. Andiamo a quel nuovo ristorante in centro! Ho proprio bisogno di svagarmi un po'"

"Ultimamente sembri così distante", osservò Adam, posandole le mani sulle spalle e cominciando a massaggiarle. "Mi chiedo...se tu sia felice con me"

"Ma che domanda fai?", scattò lei, risentita. "Certo che sono felice!"

Lui la prese per mano e la spinse ad alzarsi. "Scusami, non volevo. Solo che a volte mi sembra che tu voli con i tuoi disegni in un mondo tutto tuo. Un mondo... dove io non ti posso raggiungere"

"Mi serve per proteggermi", mormorò Sara, senza affannarsi a smentire le sue parole. "Io...mi sento tranquilla e sicura quando mi dedico ai miei disegni. Sono in un posto dove tutto è tranquillo, e non succede mai nulla di male"

Adam l'abbracciò, e Sara lo lasciò fare. Era un abbraccio carico di tristezza, e di una rincorsa senza voce. Un abbraccio a cui Sara non poteva cedere, e per questo si dispiaceva immensamente. Amava Adam, sinceramente. Tutto in lui era fisico e concreto, non era capace di sotterfugi. Tuttavia... Era come se il primo posto nel suo cuore fosse occupato da qualcun altro. Anzi...dal sogno di qualcun altro. L'uomo del suo disegno. Un sogno legato ad un ricordo lontanissimo. Forse addirittura ad una vita precedente. Sara contemplò quel pensiero, e poi scosse il capo. Non aveva mai creduto a cose del genere.

"Sara..."

"Sì?"
"Quando la smetterai di scappare?"

"Non sto scappando"

"Sì invece. Scappi dal mondo. E anche da me. Pensavo che se avessi aspettato abbastanza, un giorno ti saresti sentita abbastanza sicura da fermarti. Da capire che non hai più bisogno di correre"

Sara si morse le labbra.

"Perdonami...", sussurrò. "Sono proprio una frana. E solo che a volte...questo mondo fa paura"

"Perché è ingiusto?"

"Perché è poco umano, sì"

Adam sorrise, uno di quei sorrisi da batticuore, pieni di mille peccaminose promesse. "Non è tutto buio e oscurità, piccola mia. C'è del buono in questo mondo"

"Lo so", sorrise lei, abbracciandolo a sua volta. "Ma a volte è difficile ricordarsene"

"Per questo ci sono qui io, lo sai. Non importa quanto corri. Ti aspetterò. Aspetterò finchè non avrai più bisogno di fuggire. Ma non ho nessuna intenzione di rinunciare a te. Questo devi saperlo"

Sara gli afferrò due ciocche di capelli per attirarlo a sé. Quindi lo baciò con impeto, quasi con violenza. Il profumo di Adam era una dolce promessa che consola, tale che, per un momento, Sara dimenticò persino l'uomo dei suoi sogni.

Uscirono in strada, in una notte francese che s'intrufolava nelle case di Parigi, come un'amante discreta. La luna era piena, e una dolce musica aleggiava nell'aria. Sara spinse Adam in quella direzione, finchè non si fermarono a contemplare, in un angolo, un uomo che faceva danzare due gatti neri sulle braccia, alla musica di un carillon posato ai suoi piedi. Una piccola folla si era radunata intorno a lui. Sara e Adam cercarono di farsi strada fino alla prima fila.

"Permesso...Scusi...Permesso..."

Sara fu stregata dal movimento ipnotico delle braccia dell'uomo, e si lasciò cullare da quella musica meravigliosa. Era imperfetta, ma proprio in quello stava il suo fascino. Era una musica estremamente umana...Quasi all'improvviso, Sara si rese conto di averla già sentita. E di conoscerle addirittura le parole.

‘Notte...Notte...Com'è bello il regno della notte! Come risplende, nell'oscurità senza fine...'

Impossibile! Come poteva conoscere le parole di una canzone mai sentita prima?

***

Il treno correva veloce fra banchi di nebbia, mentre dal cielo cadeva una pioggerellina leggera. Letizia guardava fuori dal finestrino, lasciando scivolare i pensieri come le goccioline che cadevano lungo il vetro all'esterno. Con lei c'era solo Goa, addormentata sul sedile di fronte al suo. Straus era andato ad informarsi dal capotreno sull'ora di arrivo.

Ad un certo punto, la porta dello scompartimento si aprì, e l'affascinante Re senza Regno fece il suo ingresso.

Quanto manca?, s'informò Letizia.

"Poco più di un'ora"

Lety sorrise e si rilassò. Padre, dove stiamo andando esattamente?

"Torniamo da Bridget. A quanto pare ha nuove informazioni sul sigillo. Sembrava parecchio ansiosa di comunicarmele"

Allora perché non te le ha dette per telefono?

"Sai com'è fatta. E'molto prudente"

Già...

Il vampiro si sedette accanto a lei e studiò Goa. Era profondamente addormentata, come vittima di un sogno senza fine. Forse, pensò il vampiro, quella continua ricerca la stava sfiancando più del dovuto.

E infatti, in quel momento, Goa si trovava in un luogo oscuro, prigioniera dei sogni. In quell'oscurità non c'erano vie d'uscita. Ma ad un certo punto dal nulla prese forma una voce, una voce che versò un'ondata di gelo nel suo giovane cuore.

Ancora quattro mesi, Goa...Anzi, tre. Se entro tre mesi non ucciderai Straus, io prenderò la tua memoria, e troverò un altro ospite.

Si svegliò di soprassalto, agitata.

Straus le fu immediatamente accanto.

"Goa! Goa che ti prende?"

"Il...Il Cigno Nero...", disse. "Mi ha parlato in sogno. Mi ha ricordato che i miei cinque anni stanno per scadere"

"Non temere", la rassicurò il vampiro. "Troveremo Adeleith in tempo. Magari, una volta distrutto l'Abisso, anche l'incanto che ti ha posseduta svanirà senza bisogno di arrivare ad uno scontro fra noi"

Giusto!, concordò Letizia. Dobbiamo aver fiducia in Bridget, nei suoi amici, e anche nella Regina Adeleith! Dobbiamo continuare a credere che tutto sia possibile!

Suo malgrado, Goa sorrise. "Nulla ti abbatte mai di spirito, vero piccola Dhumpire?"

Nulla, confermò Letizia, facendo un gran sorriso.

Un po' rasserenata, Goa si appoggiò allo schienale e cominciò anche lei a contemplare la pioggia. Calma, si disse. Calma e sangue freddo. Mentre se lo ripeteva come un mantra, un altro pensiero piacevole s'insinuò nella sua mente: andare da Bridget significava che avrebbe rivisto Renka...In quei cinque anni, i loro incontri erano stati radi e fugaci. Eppure, quando Goa contemplava la sua immagine riflessa negli occhi dell'amico, una strana calma rasserenava il suo animo. Come se il ricordo familiare di lui servisse ad acquietare le sue paure. Non era amore, o almeno non credeva. Ma rivederlo rimaneva comunque una grande gioia.

***

Le voci della folla radunata nelle sale d'attesa erano come il mormorio della risacca, tanto che nell'attraversarle si aveva l'impressione di tuffarsi in un mare di rumori.

I viaggiatori che entravano e uscivano dalla stazione formavano una specie di mosaico di tasselli multicolori. Letizia camminava per mano a Goa, e Straus davanti a loro come una brava guardia del corpo, cosa che in effetti era. Non appena usciti dal sottopasso che collegava i binari all'atrio principale, Goa scorse una figura alta farsi largo fra la folla nel tentativo di raggiungerli. Era Renka. Il verde pallido della sua pelle era inconfondibile.

"Renka...", mormorò Straus, fermandosi davanti a lui.

"Bridget ci ha chiesto di venirvi a prendere. A me e..."

Con un rapido gesto del capo, accennò alla figura che, con aria noncurante, osservava la folla appoggiata ad una delle colonne della hall.

"Nube...", fece il vampiro, sorpreso.

"Si terrà a distanza", sussurrò Renka. "Se succede qualunque cosa, ha l'ordine di intervenire"

Ciò detto, si volto verso Goa. "Benvenuta. E' bello rivederti"

"Lo è anche per me"

Letizia lasciò Goa per raggiungere Straus. Mentre procedevano, Renka si posizionò al fianco di Goa, e allungò una mano per prenderle la borsa. Lei esitò un secondo, poi gliela consegnò.

"Sei molto cambiato, in questi mesi", osservò, a bassa voce.

"In che senso?"

"La tua rabbia, il tuo furore, si sono acquietati"

Lui sorrise e le prese una mano, per infilarla assieme alla sua nella tasca del giubbotto. "Forse perché...ho di nuovo qualcuno da proteggere"

Non era prudente lasciarsi distrarre così dalla presenza di lei, e Renka lo sapeva. Ma era più di un anno che non si vedevano. Dopo tutto quel tempo passato a pensarla, a chiedersi se stesse bene e cosa facesse, la sua ferrea disciplina cominciava a vacillare.

Un'ora più tardi erano tutti comodamente seduti nel salotto dell'appartamento di Bridget. Lei aveva acceso un potente schermo a muro, sul quale si andava definendo un'immagine satellitare, comprendente tutto il globo terrestre. Letizia si arrampicò sulle gambe di Straus. Lui si sistemò per farle spazio e si curvò verso lo schermo. Non era la prima volta che vedeva quell'immagine. Bridget usava spesso il segnale dei satelliti per ottenere informazioni preziose.

"Allora", cominciò la donna, schiarendosi la voce. "In questi anni le ricerche di Adeleith si sono rivelate infruttuose, anzi...oserei dire addirittura un completo fallimento. Non c'è traccia di oggetti sacri che possano far pensare ad un sigillo diverso dal solito, così mi è venuto da pensare: se non fosse un oggetto, quello che cerchiamo?"

"Cosa intendi dire?", volle sapere Goa.

"Semplice! Fino ad ora abbiamo condotto le ricerche basandoci su un'unica convinzione: e cioè che Adeleith sia prigioniera di un oggetto inanimato. Ma se fosse qualcosa di diverso? Se la prigione della nostra regina fosse un corpo umano?"

"Questo è impossibile", asserì Renka. "Un corpo umano non sopravvive nemmeno cent'anni. Come pensi che possa aver imprigionato Adeleith tutto questo tempo?"

"Attraverso la reincarnazione", rispose Bridget. "Pensaci, Renka...Essere intrappolati nella morte e nella rinascita. Rinchiusa senza via di scampo nel ciclo continuo della vita. Quale prigione peggiore, per la Dama della Distruzione?"

"Dunque", la voce di Straus riempì la stanza di sussurri lontani. "Adeleith è prigioniera dentro il corpo di un terrestre"

"E' molto probabile", confermò Bridget. "Mi sono orientata in questo senso, per le ultime ricerche, e ho notato uno strano campo di energia...qui!"

Con la mano, indicò un punto del mappamondo sullo schermo.
"Parigi!", esclamò Goa.

"Parigi", ribadì Bridget. "Forse i maghi che imprigionarono Adeleith hanno creato questo campo magnetico per impedire che il vero sigillo fosse rilevato dai poteri di Straus. Potrebbe essere una buona idea andare ad indagare sul posto"

"Ma come faremo a scoprire dentro quale umano è prigioniera Adeleith? Non ci sono mezzi per riconoscerla, giusto?"

"Esatto. Tuttavia...si tratta senza dubbio di una persona con capacità fuori dall'ordinario. Forse Straus non può percepirla da lontano, ma all'interno del campo di forza potrebbe captare la sua energia"

Allora che stiamo aspettando?, esclamò Letizia. Non c'è un minuto da perdere!

"Calma", fece Straus. "Non possiamo andare da nessuna parte, ormai. Il Sole sta per sorgere, e noi siamo tutti esausti. Riposeremo qui, per stanotte. Domani partiremo per la Francia, alla ricerca di questa persona"

Parigi!, ripetè la piccola Dhumpire, entusiasta.

Parigi...

To be continued...



Commenti

pubblicato il 18/05/2009 14.21.38
anais, ha scritto: bellissima...a quanto il prossimo? spero prestissimo!bacio
pubblicato il 18/05/2009 14.28.51
sothis85, ha scritto: Dolce Francy...trovo il tuo racconto sempre piu' avvincente...nell'evolversi di vicende umane trattate con grande impatto.Un Bacio.Ruben:Bravissima
pubblicato il 19/05/2009 11.31.50
Lorenz, ha scritto: Ciao.. ero rimasto un pò indietro! Mi riservo aspettative per il nuovo scontro con Soul! Grazie per il commento e.. brava come sempre!
pubblicato il 19/05/2009 16.40.46
vitt, ha scritto: Ho letto solo questo pezzo fino ad ora, ho scoperto questo sito oggi. Se brava, i dialoghi sono reali, la trama avvincente. Mi vado a cercare gli altri pezzi tuoi. Complimenti!

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