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lavoro pubblicato domenica 17 maggio 2009
ultima lettura sabato 16 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La pioggia Capitolo 1.

di Lilian. Letto 1230 volte. Dallo scaffale Sogni

"Mi è sempre piaciuta la pioggia fin da quando avevo 11 anni, guardarla mi affascinava e mi faceva pensare a tante cose.. era come un rifugio dal mondo per quel tempo in cui la pioggia cadeva io mi isolavo in un universo tutto mio"..

Ferma davanti alla finestra con una sigaretta accesa tra le dita mi affaccio e guardo il cielo grigio che copre la città, in lontananza qualche tuono comincia a farsi sentire sempre più forte, penso che la pioggia si fa sempre più vicina allora decido di aspettarla. Mi è sempre piaciuta la pioggia fin da quando avevo 11 anni, guardarla mi affascinava e mi faceva pensare a tante cose, sia belle che brutte, era come un rifugio dal mondo per quel tempo in cui la pioggia cadeva io mi isolavo in un universo tutto mio dove ero felice, al sicuro e le persone che mi circondavano avevano gli occhi che brillavano dalla gioia di vivere. Chiudevo gli occhi e per ore o anche solo per qualche istante immaginavo tutto questo pensando che nessuno avrebbe potuto portarmelo via. Ecco cadere la prima goccia poi la seconda la terza e cosi via, sento l'odore tipico della pioggia quando scende e bagna i prati e gli alberi, è una sensazione indescrivibile, mi viene la pelle d'oca quando un soffio di vento si infrange su di me, allora come 30 prima chiudo gli occhi e torno bambina. Nacqui sabato 27 aprile 1968 in un giorno di pioggia, mia madre era seduta sul divano a fare come suo solito la maglia quando improvvisamente sentì rompersi le acque, chiamò strillando mio padre che subito la portò in ospedale e dopo un travaglio durato circa due ore venni al mondo. Mia madre mi disse che ero una bambina stupenda fin dal primo istante, avevo gli occhi azzurri come il cielo e i capelli neri come la notte, non piansi, non strillai ma stetti li in silenzio tra le braccia di mia madre. Mi disse che quando mi guardò negli occhi sin dal primo istante capì subito quale sarebbe stato il mio nome Mary. Mi battezzarono il 24 ottobre 1968 con il nome di Mary Rose Staine avevo quasi 6 mesi, e già non vedevo l'ora di poter camminare da sola. Imparai a parlare e a camminare a 7 mesi, la mia prima parola fu "papà". Fin da quando uscii dalla pancia di mia madre amai mio padre dal primo istante che mi prese in braccio, crescendo amavo farmi raccontare le favole da lui, giocarci e guardarlo mentre faceva le cose e imitarlo. Quando andai alle scuole elementari mi ricordo che già sapevo leggere e scrivere perché lui già me l'aveva insegnato. Ero una bambina solare, generosa, buona, felice e con tanta gioia di vivere ,ma spesso per tutte queste caratteristiche venivo presa di mira dagli altri bambini che si divertivano a farmi piangere poiché sapevano che non avrei reagito. Le bambine mi invidiavano perché ero più carina di loro anche se a me non è mai interessata la bellezza esteriore, nonostante questo riuscii a farmi degli amici, uno in particolare mi colpì più di tutti e ben presto diventammo migliori amici. Lui si chiamava Chris era un bambino molto timido e spesso stava in disparte, questo suo isolarsi mi aveva affascinato tant'è che fui io a presentarmi a lui. La nostra amicizia crebbe di giorno in giorno, giocavamo insieme, ridevamo e spesso lui venne a casa mia per fare merenda. Ero la bambina più felice del mondo, avevo una famiglia fantastica, un padre una madre e un amico che mi era sempre vicino in ogni momento. Come tutti i bambini anche io però avevo momenti più tristi spesso dovuti ai litigi con mia madre che cominciarono ad aumentare con l'età. Fin da quando ero piccola mia madre mi aveva sempre obbligato a mangiare poiché ero molto magra e aveva paura che sarei diventata anoressica. Questo sua vizio con il passare degli anni divenne una malattia, mi seguiva ovunque con quel piatto per imboccarmi, ma io mi rifiutavo, strillavo e scalciavo fino a che mio padre non veniva a salvarmi. Con il crescere e quindi col comprendere questa specie di malattia mentale che aveva mia madre, all'età di 7 anni cominciai a ribellarmi, le rispondevo male anche spesso con parolacce, gli davo della strega e molto spesso gli alzavo le mani. Nel mio inconscio sapevo che alzare le mani era sbagliato ma la rabbia era più forte della ragione e non riuscivo a controllarmi. Ma nonostante i suoi difetti in fondo le volevo molto bene poiché era comunque la donna che mi aveva messa al mondo. Così tra alti e bassi la mia infanzia procedeva fino a quel giorno che tutto cambiò...



Commenti

pubblicato il 17/05/2009 19.30.11
EmilyCrane, ha scritto: Bellissima la tua storia!!! Continua a postarla...:):):):)

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