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lavoro pubblicato sabato 16 maggio 2009
ultima lettura lunedì 14 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il Cigno Nero: capitolo undicesimo

di fiordiloto. Letto 978 volte. Dallo scaffale Fantasia

Una dolorosa sorpresa attende Goa al suo risveglio. Ma l'avventura è tutt'altro che finita. I nostri amici si preparano a intraprendere un altro viaggio e, questa volta, con nuovi alleati! Enjoy it! =)......

Capitolo 11:

Un doloroso risveglio...

Alcune voci risuonarono nell'oscurità, come in sogno...

"Non avremmo dovuto spostarla..."

"Volevi forse lasciarla lì, in mezzo a tutte quelle macerie?"

"Ma che stai dicendo?", domandò una voce maschile. "Vi ho aiutati a portarla fin qui, no?"

"Sì", convenne una voce femminile.

Goa era sdraiata, ad occhi chiusi, e non stava sognando. Ricordava Soul uscire dalle fiamme, con suo nonno in pugno, e Straus che si avventava su di lui con una furia devastante. Per fortuna, il vampiro non l'aveva delusa...

"Goa, ti sei ripresa?"

Provò ad aprire gli occhi, ma la luce le penetrò in testa come una lama. Allora li richiuse subito. Poi fece l'errore di provare a girare la testa, e il mondo iniziò a vacillare.

"Dimmi, come ti senti?"

"Devo prenderla come una domanda retorica?"

"Come?", intervenne una voce femminile.

"Mi sa che è una risposta ironica", spiegò Straus. "Puoi muoverti, Goa?"

"Temo...Temo di no"

"E' colpa mia", sospirò il vampiro. "Ti ho tolto troppo sangue. Perdonami..."

Goa fece per rispondere, ma la testa le pulsava dolorosamente.

"Aspetta...permettimi di aiutarti"

Straus si chinò su di lei, e Goa s'irrigidì all'istante.

"Aspetta!", mormorò "Che vuoi fare?"

"Solo tentare di alleviare la tua sofferenza, ma per farlo devo usare il mio potere"

"Farà male?". Per quella notte aveva esaurito la sua scorta di coraggio.

"Tutt'altro"

"D'accordo, allora"

Troppo stanca per discutere, Goa lasciò che il vampiro la stringesse a sé. Senti le sue labbra sfiorarle la fronte, poi l'eco di campane in lontananza. La sofferenza si ridusse ad una pulsazione ovattata, quasi sopportabile.

"Così, l'hai aiutata...", commentò una voce, che ora Goa poteva identificare come quella di Bridgert.

Finalmente, riuscì ad aprire gli occhi. Si trovavano in una piccola radura seminascosta da enormi alberi e cespugli. Dai rami, sopra di lei, filtrava la Luce della Luna per colpirla in pieno viso.

"Ti senti meglio, adesso?", le domandò ancora Straus.

"Sì...", disse lei, con stupore. "grazie..."

"Aspetta a ringraziare", mormorò Renka, cupo. "Non tutti ce l'abbiamo fatta, purtroppo"

Goa sentì una nodo improvviso stringerla alla gola.
"Straus", mormorò, come se avesse paura di chiederlo. "Come...Come sta mio nonno?"
Il vampiro si morse le labbra.

Cadde un silenzio di tomba.

Con il cuore gonfio d'angoscia, Goa si alzò, fece qualche passo e poi lo vide. Il Gran Maestro giaceva su un giaciglio di foglie. Aveva il volto sereno, e sempre quell'espressione austera, che si addolciva solo con lei. Si sarebbe detto che dormisse, non fosse per l'immobilità del torace, che non seguiva il ritmo naturale del respiro dei vivi.

Letizia, accanto a lui, era pallida come un cencio.

Era ferito troppo gravemente, mormorò. Non abbiamo potuto far nulla per lui.

Goa abbassò gli occhi. Si sentiva come un fantasma, prosciugata da ogni vitalità.

Tutto era inconsistente, tranne il viso di Mirkul. Lacrime copiose le scendevano lungo le guance. Rimase lì, a spalle tremanti, ma non pianse forte. Madre, padre, zio, zia...li aveva persi tutti. Fin da bambina, le era rimasto solo il nonno. E ora nemmeno più lui. Il peso del dolore era una forza mostruosa, schiacciante, che la fece barcollare. Voleva mollare tutto. Gettarsi in un giaciglio e abbandonarsi ai singhiozzi. Qualcuno le posò una mano sulla spalla, come per salvarla dal baratro. Goa si voltò leggermente, per incontrare il viso verde di Renka. Sentì che quel contatto le comunicava conforto. Che quel ragazzo riconosceva in lei la sua Yumi, e voleva tentare di consolarla. Ciononostante, si chiuse nel suo dolore.

"Non lo meritava", le sussurrò l'amico. "Era un grande uomo..."

"Già", risose lei, la voce rotta dalle lacrime. "non lo meritava"

Mani delicate la strinsero. Si rese conto che Renka la teneva stretta contro il suo torace mentre piangeva. Esausta, si abbandonò a quell'abbraccio, mentre Bridget incendiava con la magia il giaciglio di Mirkul, per arderlo in una specie di sacra cerimonia antica, come si usava fare per i funerali dei grandi eroi.

***

Nube e Fudo tornarono poco dopo dalla loro perlustrazione, per riferire. Nei dintorni era tutto tranquillo. I servitori e gli inservienti della casa di Mirkul erano stati tutti arsi dalle fiamme. In giro non c'era anima viva. Anche il corpo di Soul sembrava essersi volatilizzato nel nulla.

"Voi pensate che quel bastardo sia morto?", domandò Renka a denti stretti.

"Non ne sarei troppo sicura", rispose Bridget. "Se è forte la metà di quanto sembrava, temo che le fiamme non siano sufficienti a distruggerlo del tutto. Goa...", e qui il suo tono assunse una delicatezza velata. "Te la senti di raccontarci ciò che sai su quell'essere?"

La giovane donna si asciugò gli occhi e annuì, sempre avvolta dalle braccia di Renka.

"Si chiama Soul, ed è mio fratello, in sostanza. E' stato creato dall'abisso, come il Cigno Nero. Al contrario di me, lui può amplificare qualunque tipo di magia. Straus è riuscito a neutralizzarlo, ma tornerà! Tornerà sempre, a meno che non riusciamo a fermarlo! E l'unico modo per riuscirci e liberare Adeleith dalla sua prigione, affinché aiuti Straus a finirlo per sempre"

"A questo punto, mi pare non abbiamo altra scelta", osservò Bridgert. "Io temo la Dama della Distruzione, ma la minaccia rappresentata da quella specie di demone è mille volte peggiore. E' deciso...vi daremo una mano a liberare Adeleith"

"Mia cara Bridget", intervenne Straus, che teneva in braccio Letizia, mezza appisolata. "Dimentichi che Adeleith ha ucciso la mia Stella. E' malvagia. Non possiamo fidarci di lei. Io voglio liberarla per distruggerla con le mie mani. Dubito sinceraemente che si piegherà ai nostri desideri e ci darà manforte nella lotta contro Soul e il suo misterioso padrone"

"Il vampiro ha ragione", osservò Renka. "Se davvero Adeleith è tanto infida e potente, come possiamo sperare di obbligarla ad aiutarci?"

"Questo è un problema mio", disse allora Goa. "Il Cigno Nero fu creato apposta per contrastare Straus e la sua Sposa. Il mio potere può contrastare la magia di Adeleith. Inoltre, non dimenticate che, per rinascere, l'Abisso ha bisogno anche del suo potere. In considerazione di ciò, credo che non si farà pregare e ci aiuterà. In seguito, se sarà necessario, l'annienteremo tutti insieme e metteremo fine una volta per tutte a questa dannata storia"

"Giusto!", concordò Bridget. "Questo nodo di sangue dev'essere spezzato"

"E come speri di procedere?", volle sapere Straus.
"I media muoveranno mari e monti quando si verrà a sapere della morte del Gran Maestro. Io e i miei uomini torneremo in città, e vedremo cosa si può fare per evitare di innalzare un polverone. Nel frattempo, vedrò di infiltrarmi nel mainframe dei Consiglio dei Maghi, la più alta autorità in carica sulla città. I suoi archivi contengono manuali e manoscritti di antichissima fattura. Oggetti così rari e introvabili da poter essere considerati opere d'arte. Se Selena ci assiste, fra quelle pagine potrò trovare qualche informazione utile sul vero sigillo e sulla sua ubicazione"

Fra i presenti si sollevò un brusio d'approvazione.

"Ci terremo in contatto via radio", continuò la donna, "Non appena avrò scoperto qualcosa, qualunque cosa, non esiterò a farvelo sapere"

"Allora è deciso", concluse Straus. "Ti ringrazio, Bridget"

Con il cuore in tumulto, la donna gli si avvicinò. "Non devi ringraziarmi, Straus. Ma sappi questo: è solo un'alleanza. Non ti ho ancora perdonato, e non so se ci riuscirò mai"

"Non mi aspetto il perdono", disse lui. "Solo...è bello riaverti al mio fianco, come ai vecchi tempi"

Suo malgrado, Bridget sorrise.

"Questa non è una rimpatriata", disse poi, schiarendosi la voce. "Nube, Fudo, preparatevi, si parte fra mezz'ora esatta. Quanto a te, Renka...Decidi tu cosa vuoi fare"

Quelle parole colsero il ragazzo alla sprovvista. Guardò Bridget, che attendeva una risposta, e poi Goa, ancora scossa da tremiti radi.

"Io...".

‘Che cosa devo fare?'

Non se n'era reso conto, prima, intento com'era a tentare di confortarla. Ma ora sentiva. Quel piccolo corpo, tremulo e fragile fra le sue braccia, gli restituiva una sensazione di calore che non provava da tempo. Non s'illudeva. Goa non era Yumi. Eppure aveva la sua bellezza, il suo coraggio, e la sua forte personalità. Che si stesse innamorando di nuovo?

"Io vengo con voi, Bridget. "Se fosse necessario investigare di persona nel palazzo del Consiglio dei Maghi per reperire informazioni, potrei farlo io. Con il mio addestramento non avrei problemi ad intrufolarmi nella biblioteca"

Era una fuga, e lui lo sapeva. Si stava allontanando volontariamente da Goa. Ma che altro poteva fare? Forse se n'era innamorato. Ma lei era comunque lo spettro della coscienza colpevole. Non poteva farsi distrarre in un momento come quello. Non poteva, maledizione! Era necessario rimanere concentrati, e lucidi. Soul poteva tornare da un momento all'altro. Perciò bisognava concentrarsi. Ragionare per priorità. Numero uno: trovare Adeleith.

Mezz'ora dopo, come previsto, erano pronti a partire.

"Sii prudente", disse Straus a Bridget.

"Lo sono sempre, come dici tu"

Si guardarono, e fra loro aleggiò un mare di parole non dette.

"Se solo...", mormorò allora lei, in un impeto di tenerezza e rimpianto.

"Se solo...cosa?"

"Niente"

"Quando una persona dice ‘niente' in quel modo, non è mai ‘niente'", osservò il vampiro.

"Allora cos'è?"
"E'...qualcosa"

"Già, può darsi", tagliò corto lei. "Ma non è il momento di parlarne qui. Quando tutto sarà finito, forse..."

"Allora aspetterò con ansia quel momento. Nel frattempo, abbi cura di te"

"Sì...padre"

Ma Straus non sentì quell'ultima parola. Le aveva rivolto un fievole sorriso, ed era sparito, lasciando Bridget con il cuore che impazzava nel petto come un saltimbanco.

***

Quasi cinque anni dopo...in una buia caverna putrida...

Un grido lanciante echeggiò nell'oscurità, infilandosi in ogni anfratto di quei sinistri cunicoli. Nel cuore della grotta, c'era un altare, sotto cui infuriava un fiume di magma incandescente. La temperatura era infuocata come la fucina di un fabbro infernale.

Mentre il fuoco gli avvolgeva le membra, per saldarle, Soul urlava dentro il suo novo corpo.

"Smettila!", lo fulminò Oras, glaciale. "Urli come una dannata cortigiana da serraglio! Se avessi seguito i miei ordini tutto questo non sarebbe successo!"

"Maledetta vecchia!", ululò il demone. "Farmi aspettare quasi cinque anni, senza un corpo, rinchiuso in quella dannata prigione come un'animale!"

"Così impari a disobbedirmi", esclamò lei, tetra. "Ti avevo dato un ordine ben preciso, ma tu hai dovuto rovinare tutto con la tua ridicola infatuazione per quella donna. Il Cigno Nero ora è in compagnia di Straus. Sono quasi cinque anni che se ne girano indisturbati, alla ricerca di Adeleith! Non mi sorprenderebbe se la ritrovassero da un giorno all'altro prendendoci in contropiede. E sarebbe tutta colpa tua!"

"Allora perché non mi hai fornito prima un nuovo corpo, invece che tenermi segregato?"
"Per insegnarti che è meglio non disobbedire alla Vecchissima Oras, mio caro!", disse lei, con una voce da bambina: acuta e innocente, autentica come rubini falsi.

"Ad ogni modo", aggiunse. "La Dama della Distruzione non è ancora stata trovata. Lo percepirei, se così fosse. Ora forza, vestiti, abbiamo molto da fare"

Soul si alzò e testò l'agilità del suo nuovo corpo, fatto di roccia magmatica. Tirò un paio di colpi a vuoto, poi spiccò qualche salto e fece due volte il giro della caverna. Quando si fermò, rivolse alla vecchia sacerdotessa un sorriso soddisfatto.

"Perfetto..:", commentò. "Non ti disobbedirò più, vecchia. Hai la mia parola"

"Bene", disse lei, asciutta. "Appena sei pronto, raggiungimi di là"

Rimasto solo, Soul si fermò a contemplare il fiume di magma che imperversava pochi metri sotto di lui.

"Straus...", mormorò. "Pagherai per ciò che hai fatto al mio corpo! E in quanto a te, Goa...Spero che tu sia pronta per me! Troverò il modo di piegarti ai miei desideri, dovessi passare l'eternità fra i tornenti dell'Ade!"

Esplose in una risata inquietante che riempì tutta la caverna.

Il suo corpo era di roccia, ma negli occhi gli ardeva ancora quella tetra fiamma verde...

To be continued...



Commenti

pubblicato il 16/05/2009 17.00.06
sothis85, ha scritto: Dolce Fiordiloto...resto con il fiato sospeso...accolgo mirabili sensazioni che il tuo racconto rimanda al mio cuorr.Sei Immensa! Bacio.tvb.Ruben....scrivi sempre!
pubblicato il 16/05/2009 19.00.25
anais, ha scritto: wow! bravissima...
pubblicato il 17/05/2009 21.02.34
anais, ha scritto: grazie..un abbraccio

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