ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato domenica 19 aprile 2009
ultima lettura mercoledì 23 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

il Cigno Nero: capitolo sesto

di fiordiloto. Letto 699 volte. Dallo scaffale Fantasia

Ciao! Ecco il nuvo capitolo! Spero vi piaccia! Mi affido come sempre a voi lettori, per qualunque consiglio vogliate darmi. =)....

Capitolo sesto:

Un alleato inatteso

Dopo tanti anni d'attesa, Bridget aveva tirato un sospiro di sollievo. Il cinquantesimo Cigno Nero era finalmente apparso, e nello scontro che aveva seguito la sua apparizione la donna sperava che per il vampiro Straus fosse infine giunta la resa dei conti. Le sue previsioni non potevano rivelarsi più sbagliate: Goa, la giovane donna destinata ad annientare il Re senza Regno, era invece passata dalla sua parte, con grande sgomento di tutti. Mentre gli faceva scudo con il corpo, Letizia ne approfittò per afferrare un braccio del padre adottivo e passarselo intorno alle spalle, per sostenerlo.

Padre, riesci a volare?

Il vampiro dovette trattenere un gemito, ma poi rispose che con un piccolo aiuto sarebbe riuscito perlomeno ad arrivare al suolo. Si trovavano ancora sul tetto di quell'enorme grattacielo, e le capacità di Letizia nel volo erano alquanto scarse, tuttavia con una buona dose di volontà e uno sforzo ancora più grande riuscì a librarsi nell'aria e scendere lentamente, fino ad un vicolo poco distante.

"Lety", mormorò Straus, appoggiandosi al muro, sfiancato come non mai. "Credo di non farcela più a proseguire. Le ferite inferte al mio corpo sono troppo profonde"

Ma non possiamo fermarci!, protestò lei, trafelata per lo sforzo di sostenerlo in volo.

"Ormai sono senza forze. Riposiamo, solo un altro po'. In ogni caso, non credo che il Cigno Nero voglia uccidermi. Se davvero questo fosse il suo obiettivo sarei già cadavere da tempo. Comunque...", aggiunse. "Il fatto che tu possegga il potere distruttivo della Voce mi ha sorpreso. Credevo che fossero stati i tuoi trascorsi a farti perdere l'uso della parola"

Non è che io non possa parlare, spiegò allora la piccola Dhumpire. E' solo che ogni volta che apro bocca succedono disastri. Fin ora non l'ho rivelato a nessuno perché contavo sull'elemento sorpresa, in situazioni d'emergenza.

"Dovrei sgridarti per esserti esposta ad un tale rischio", le disse lui, con calma. "Ma...grazie"

Sono una figlia disobbediente. Ma...non c'è di che!

Si prodigò per fasciargli almeno le ferite più gravi. Ma tutto il lato destro del vampiro era ridotto ad un ammasso di carne bruciata e, come lui stesso aveva pronosticato, le ferite inferte dal Cigno Nero guarivano con lentezza esasperante.

Mi spiace, si scusò la piccola, tergendosi il sudore dalla fronte. Ho fatto del mio meglio, ma queste ustioni proprio non vogliono saperne di migliorare a contatto con la mia magia.

"Fa niente, Lety. Va bene così...Guariranno da sole"

Come puoi dire una cosa del ge...!

Il vampiro la zittì con lo sguardo. Letizia trasalì, prima di volarsi di scatto. Quella donna, il Cigno Nero, era apparsa nel vicolo, avvolta nella sua aura di bellezza e mistero.

"Voi due", disse. "Se restate qui non avrete possibilità di scampo. Quelli che vi danno la caccia vi troveranno, e malconci come siete non potreste mai avere la meglio. Per ora sono riuscita a trattenerli, ma non so quanto durerà. Ho una casa, non molto lontano da qui, dove potrete riposare. Vi prego di accettare il mio aiuto"

Straus e Letizia si guardarono a vicenda, poi il vampiro rispose in tono sommesso:

"Il tuo invito è più che ben accetto, Cigno Nero. Tuttavia le ferite inferte dai tuoi colpi non guariscono in fretta, e temo di non poter camminare a lungo"

"Non sarà necessario", disse lei. "C'è una macchina proprio qui all'angolo che ci attende"

Con l'aiuto di sua figlia, Straus riuscì ad alzarsi. I due barcollarono fino all'auto. Niente meno che una limousine nera, con tanto di vetri oscurati. L'autista aprì loro la porta con un certo sussiego, quindi domandò:

"Dove desiderate che vi porti, signorina?"
"A casa, per favore", disse Goa, sedendosi sul sedile posteriore, insieme ai suoi ospiti.

La limousine partì in tutta fretta. Inizialmente nessuno parlava. La giovane donna sembrava tutta assorta nei suoi pensieri, ma Letizia conosceva abbastanza bene Straus da poter affermare con certezza che ne era incuriosito e la stava studiando attentamente, pur senza darlo a vedere.

"C'è qualcosa che ti turba così tanto nel mio aspetto?", domandò Goa ad un certo punto, voltandosi verso di lui.

"No, niente affatto. Solo che...la tua somiglianza con il precedente ospite è impressionante. Mi chiedevo se ci fosse una sorta di parentela fra voi due"

"Posso assicurarti che la somiglianza è del tutto casuale"

"Senz'altro è servita a far desistere Renka dal tentativo di usare la sua Bacio di Luna contro di te. Lo avevi previsto fin da subito, vero?"

"Precisamente. Il mio potere è estremamente efficace contro ogni tipo di magia. Purtroppo, però, non si può dire che funzioni altrettanto bene contro le armi"

"Una lama potrebbe ucciderti come qualunque umano, dico bene?"

"Sì, sempre che riesca a superare le mie barriere. A te, invece, le armi non arrecano danni. O almeno, nessuna ferita veramente letale"

"Corretto. E' una specie di relazione sasso-carta-forbici. I Dhumpire possono intrappolarmi, bloccarmi, ma non uccidermi. Io sono invulnerabile alle armi e alla loro magia, ma non al tuo potere. Tu invece puoi neutralizzare ogni mio attacco, ma sei in svantaggio nel confronto con le armi usate da chi ci da la caccia. Quanto ai nostri inseguitori...Io posso facilmente avere la meglio sulle loro difese, soprattutto su Bridget, perché è una Dhumpire, mentre le loro armi, specialmente quelle sacre, posso arrivare ad uccidere te"

"Un'ottima analisi. Tuttavia non è questo l'aspetto interessante? Nessuno è invincibile"

"Giusto. Ma parliamo di te, ora...Perché mi hai voluto proteggere? Un'alleanza tanto conveniente quanto così inaspettata non si ottiene in cambio di nulla. Che cosa vuoi da me, Cigno Nero?"

"Per il momento, che tu ti rimetta in forze. In seguito, quando ti sarai ristabilito, ti spiegherò tutto. Accetti?"

"Accetto"

Straus era esausto. Si appoggiò allo schienale del sedile e chiuse gli occhi. Per un attimo rimase totalmente immobile, come se non respirasse nemmeno.

Padre...? , lo chiamò Letizia, preoccupata.

"Sto bene, Lety. Anzi...diciamo che non sto così male come sembra"

Solo allora Goa sembrò accorgersi della sua presenza.

"Che dolce bambina!", esclamò. "E' tua?"

"Sì", replicò la voce stanca di Straus. "Letizia è mia figlia adottiva"

Hey!, scattò la piccola. A chi hai detto bambina? Guarda che ho già cinquantotto anni! Anche se agli occhi dei miei simili sono una ragazzina, a rigor di logica sono molto più grande di te!

"Giusto!", esclamò allora Straus, come se la curiosità avesse per un attimo preso il sopravvento sulla stanchezza. "Quanti anni hai, Cigno Nero?"

"Diciassette. Ma ho ereditato tutti i ricordi dei miei predecessori, perciò psicologicamente sono praticamente già un'adulta"

"Capisco. Dev'essere triste... dover diventare adulti già così giovani"

"Lo è", confermò Goa. "Ma ora non parliamone. Siamo praticamente arrivati. Guardate... quella è la mia casa"

Dietro il cancello dove si fermarono c'era un giardino curato a regola d'arte, tagliato da un sentiero grande come una galleria, affiancato ai due lati da innumerevoli, altissime colonne. Dietro, nascosta da queste, si ergeva la villa. Ma forse il termine villa è inappropriato. La casa era grande quanto un piccolo villaggio, che si espandeva da est ad ovest in una serie intricatissima di torri, stanze, padiglioni e giardinetti interni. Al centro, poi, c'era la residenza principale. Una costruzione in avorio rosa, tanto imponente da far pensare che tutto il resto esistesse unicamente in funzione di quell'edificio, che rappresentava il fulcro di quel mondo in miniatura.

Wow!, esclamò Letizia, addentrandosi fra le due file di colonne, che al chiarore della Luna gettavano sul sentiero lunghissime ombre nere. Questa casa è immensa come un'antica magione!

"Grazie del complimento, piccola Dhumpire", disse Goa, fermandosi di fronte ad uno dei padiglioni.

Straus la guardò sbalordito e Letizia fece un balzo indietro per lo stupore.

"Alquanto singolare", affermò il vampiro. "Anche tu puoi percepire i pensieri di Letizia"

"A quanto pare...", mormorò la donna, dubbiosa. "Il mio predecessore non ne era in grado, ma dato che il Cigno Nero aumenta il suo potere ad ogni nuova generazione, credo si tratti di una nuova capacità. Posso percepire il vostro scambio di pensieri"

Fece per dire qualcos'altro, ma poi si trattenne. Guardò i suoi due ospiti e concluse: "Sarete esausti. Riposate pure. Farò portare subito qualcosa da mangiare e un unguento curativo per le tue ferite, Straus"

"Grazie, Cigno Nero", rispose lui. "Te ne sarei molto riconoscente"

Goa lo guardò con disappunto. "Ancora una cosa: ti spiacerebbe smettere di chiamarmi Cigno Nero? Riferirsi a me con il nome di un incantesimo che mi ha posseduta contro la mia volontà non è affatto carino"

Quella richiesta colse Straus impreparato. I predecessori di quella giovane donna non erano sopravvissuti abbastanza a lungo perché dovesse preoccuparsi di ricordare i loro nomi.

"Allora come devo chiamarti? Signorina?"

"No", replicò lei, con la stesso tono. "Goa andrà benissimo"

***

A quella stessa ora, in un altro punto della città, Bridget e i suoi si erano rintanati nell'appartamento della donna, per riprendere le forze e leccarsi le ferite. L'apparizione del Cigno Nero aveva sorpreso Bridget, e il fatto che si fosse alleata con il suo nemico di sempre la faceva andare su tutte le furie. Seduta intorno al tavolo della cucina, cercava di tenere ferma la tazza del tè, ma le mani le tremavano talmente che dovette fare un grosso sforzo di concentrazione per non rovesciarne il contenuto.
"Che cosa sono quelle facce?", domandò, rivolta a Nube e Fudo, seduti con lei. "Abbiamo perso una battaglia, ma non la guerra! Anche se il Cigno Nero è passato dalla parte di Straus e quei due sono riusciti a scappare, le mie spie non ci metteranno molto a ritrovarli"

"Ma anche se li ritrovassimo", intervenne Fudo. "I tuoi poteri di Dhumpire sono in svantaggio contro quelli di Straus. L'unico che potrebbe ucciderlo davvero è il Cigno Nero"

"Ma anche il Cigno Nero ha un punto debole", puntualizzò la donna. "Le armi possono ucciderla. Per questo Nube ci sarà di grandissimo aiuto. Avrei volentieri fatto affidamento sull'abilità di Renka, ma da quando ha visto il volto di quella donna è diventato assente e taciturno"

"A proposito! Dove sta ora?"

"E' nel terrazzo. Temo che si stia ancora struggendo per il suo amore perduto. Non credo ci sarà di alcun aiuto nella prossima missione"

"Lo temo anch'io, Lady Bridget", convenne Fudo. "Piuttosto...cosa pensi di fare con il Cigno Nero?"
"Semplice", rispose la donna, in tono molto pratico. "Qualcosa nella reincarnazione dev'essere andato storto. Non solo il Cigno Nero ci ha messo troppo tempo a riapparire, ma il suo ospite si è alleato con il suo nemico predestinato. Non resta che ucciderla, e sperare che il successore riacquisti la ragione"

"Se intendi agire in questo modo, Renka ci serve", affermò Nube. "Sarò anche un'assassina di professione, ma non ho mai visto nessuno capace di usare la spada come lui"

Bridget dovette convenirne.

Conclusa quella conversazione, la donna uscì sul terrazzo, dove trovò Renka intento ad osservare la lama della sua spada con aria assorta. Solitamente, Bacio di Luna era così lucida da poter riflettere il chiarore della Luna. Era così che assorbiva il suo potere. Ora, tuttavia, era come se un velo di nuvole grigie si fosse addensato nella sua lama, che aveva perso vigore, ed era diventata opaca e pesante.

"Il tuo cuore é tormentato", gli sussurrò Bridget, fermandosi di fianco a lui. "La tua testa non riesce a ragionare lucidamente, ecco perché la lama è oscurata. Tuttavia, se non ritroverai la sua luce non potrai esserci di alcuna utilità come guerriero. Se la spada non riflette la Luna non ottiene il suo potere sacro"

"Lo so", rispose Renka, in tono greve.

"Non appena le mie spie avranno identificato la postazione del Cigno Nero andremo a prendere Straus. Lui è ferito, perciò sarà facile avere la meglio su di lui. Vorrei sapere se te la senti di venire con noi"

Renka non rispose. Che cosa doveva rispondere? Quella donna, il Cigno Nero, non era la sua Yumi, però le assomigliava in maniera disarmante. Sarebbe mai riuscito ad affrontarla? Avrebbe mai potuto venire a patti col suo passato una volta per tutte?

"Non me la sento, Bridget", disse sottovoce. "Non sto rinunciando. Ho...solo bisogno di schiarirmi un po' le idee"

La donna si limitò ad annuire, e poi Renka rientro in casa.

Rimasta sola, completamente sola, Bridget si appoggiò alla ringhiera e rimirò un cielo carico di stelle. Al centro, la Luna era tonda e brillava di una luce lattea a lei molto familiare. La donna sospirò, e si tolse un orecchino per poi tenerlo sul palmo della mano. Brilava come la Luna, solo di una luce un po' più rosata. Ricordò che era ricavato dal Fior di Corallo, una pianta che cresce solo nel Regno della Notte. Persa in ciò che restava del passato, incominciò inconsapevolmente a canticchiare. Un canto dolce e malinconico, a volte simile a un singhiozzo:

"Notte, notte,

quanto è bello il Regno della Notte!

Quanto risplende, nel buio senza fine!

Ci son ruscelli, boschi e verdi colline.

Ci son aurore, e distese immense, e Fior di Corallo,

e stasera il Re darà un grande ballo..."

La sua voce si spense nel vento.

"Straus", mormorò, stringendo le dita intorno all'orecchino, e portandosi quella mano al petto. "Mi chiedo...perché conservo ancora questo tesoro che mi regalasti tanto tempo fa..."

To be continued...



Commenti

pubblicato il 19/04/2009 17.22.27
sothis85, ha scritto: letto apprezzato atteso con ansia.bacio Ruben. capitolo meraviglioso
pubblicato il 19/04/2009 21.09.47
Mario Vecchione , ha scritto: continua sulla tua strada con convizione, ardimento e sperimentazione senza mai stare al carro dei commenti: è come se volessi ricevere un input, di cui non hai assolutamente bisogno: la tua scrittura è solida....

Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: