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lavoro pubblicato mercoledì 15 aprile 2009
ultima lettura venerdì 9 agosto 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il Cigno Nero: capitolo quinto

di fiordiloto. Letto 795 volte. Dallo scaffale Fantasia

Ecco il nuovo capitolo! Sono piuttosto in dubbio a dir la verità, perciò mi affido al vostro giudizio. Critche e suggerimenti sono come sempre apprezzatissimi! =)

Capitolo 5:

Un altro battito d'ali

Letizia e Straus si appostarono su un palazzo a poca distanza da quello dov'era il sigillo. Lì, il vampiro fece scendere la bimba dalle sue spalle.

"Nasconditi Lety", le sussurrò. "Laggiù, dietro quel parapetto. Se le cose si mettono male, scappa. D'accordo?"

D'accordo! E...Padre?

Il vampiro si voltò a guardarla.

"Sì?"

Che la grazia di Selena scenda su di te!

"E su di te, Lety", sorrise. "Tornerò presto"

Il vento gli scompigliava i capelli. Il loro colore argentato assumeva mille tonalità variabili. Sembrava una statua. Bello e perfetto, non fosse per l'espressione cupa dipinta sul suo volto. ‘Mi chiedo quante volte ancora dovrò ripetere questa stessa danza', si disse. ‘Sono passati secoli, e comincio ad essere stanco. Tuttavia...devo trovare Adeleith. Prima che il nuovo Cigno Nero esca allo scoperto!'

E si librò nella notte, verso il palazzo circondato dalla barriera.

"Eccolo!", esclamò Bridget, vedendolo arrivare.

Renka balzò subito in piedi, gettò l'ennesima sigaretta e sguainò Bacio di Luna.

"Era ora, maledizione!"

Anche Nube e Fudo erano già sul chi va là. Il vampiro planò elegantemente verso il tetto dell'edificio, ma un attimo prima di atterrare si fermò, a mezz'aria di fronte alla barriera. Giunse le mani, trovò la concentrazione. Quindi scagliò un incantesimo. Niente più che una palla di luce. Ma non appena toccò la barriera una scarica di saette azzurre la percorse come corrente elettrica, annientandola. Straus sorrise e si allontanò di scatto.

"Una barriera di potere sacro! Questo è proprio degno di te, Bridget!"

"Non penserai di potermi sfuggire all'infinito, vero Straus?", domandò lei, mostrandosi alla luce della Luna. "Questa barriera è fatta apposta per impedirti di scappare. Il sigillo è qui, se vuoi distruggerlo non devi far altro che entrare. Il problema per te sarà poi uscirne, visto che il potere dell'incantesimo che circonda l'edificio è esattamente opposto al tuo"

Straus planò fin dentro la barriera. Lentamente, si posò con tutta la pianta dei piedi sul tetto.

"Le tue barriere non m'intimoriscono, Bridget. Era così mille anni fa, ed è così tuttora"

"Sempre quell'atteggiamento", sibilò lei fra i denti. "Sei l'unica persona che conosco in grado di usare parole arroganti con un tono tanto gentile!"

Straus inarcò un sopracciglio, quando Nube e Fudo si appostarono al fianco di Bridget.

"Hai dei nuovi compagni, vedo"

"Già!", disse lei, caustica. "Ma a questa bella riunioncina è venuta anche un'altra tua vecchia conoscenza"

Straus le lanciò un'occhiata interrogativa, e fu allora che Renka si fece avanti.

"Ah...sei tu! Mi sembrava di aver percepito un'aura carica di risentimento nei miei confronti"

"Ho atteso cinquant'anni per farti espiare i tuoi peccati, mostro!", esclamò Renka. "L'anima di Yumi non ha ancora trovato pace. Ma ora, finalmente sarà vendicata" Con una luce di puro odio negli occhi, afferrò Bacio di Luna con entrambe le mani e la brandì. "Bridget, lascia che sia io ad eliminarlo!"

"Come vuoi", acconsentì lei. "A me basta che lo uccidiate"

Con un grido selvaggio, Renka si gettò contro il vampiro. Questi lo superò con un balzo ed evitò il suo affondo, ma Renka riprese subito con una rapida serie di colpi.

"Quante volte ancora devo ridurti in fin di vita?", domandò Straus, beffardo.

"Piantala di blaterare! La mia tecnica sarà anche inferiore alla tua, ma non sei ancora riuscito ad uccidermi! Inoltre, non puoi scappare. Questa barriera per te è come una prigione"

Si scambiarono un'altra serie di colpi. Renka era migliorato, la sua tecnica era praticamente perfetta. Ma il corpo del vampiro era esso stesso un'arma. La magia rossa nella sua mano poteva prendere qualsiasi forma, e non c'era affondo che non sapesse contrastare. Stanco, sfinito, Renka ricorse all'arma più potente che aveva. Levitò, librandosi a diversi metri d'altezza, e guardò il vampiro dall'alto in basso, richiamando il potere sacro di Bacio di Luna, che cominciò a brillare.

"Straus! Se ti muovi, se eviti il mio colpo, sappi che l'intero edificio crollerà! Non mi fermerò, e gli umani al suo interno, pur inconsapevoli, si vedranno crollare addosso tonnellate di cemento!"

Il vampiro fece tanto d'occhi.

"No, Renka! Non farlo! Non devi mettere in pericolo gli umani!", intervenne Bridget.

"Silenzio!", tuonò lui. "Non mi paghi, perciò non sono ai tuoi ordini! La sola cosa che voglio è vendicare Yumi! Sentito bene, Straus? Ti crocefiggerò come hai fatto con lei! Vediamo se avrai il coraggio di sacrificare decine di umani per salvarti la pelle!"

Scese in picchiata.

‘Maledizione!', pensò Straus. ‘Ha davvero intenzione di andare fino in fondo. Immagino...che non mi resti altro da fare che assorbire il colpo'.

Fu un attimo. Il tempo di un respiro.

Bridget vide Renka piombare come una furia sul vampiro.

Percepì Straus gemere appena.

Vide Bacio di Luna che gli forava il ventre e lo inchiodava al tetto del palazzo.

"Finalmente...", mormorò Renka, un sorriso feroce stampato sul volto. "Yumi...questo era per te!"

Una scarica di potere repentino colpì Renka alle spalle, facendolo rotolare lontano.

‘Lety!', pensò subito Straus.

Bridget e gli altri alzarono lo sguardo, per rimanere a bocca aperta. Letizia levitava poco oltre il margine della barriera, e li osservava con aria di sfida. Aveva visto suo padre in pericolo e aveva perso il controllo. Nei suoi occhi non c'era traccia della ragazzina allegra di sempre. Solo un'ostinata determinazione.

"Ma tu sei la bambina al seguito di Straus!", esclamò Bridget.

"Le...ty...!", esclamò da terra il vampiro. "Lasciatela...Sono io quello...che volete...giusto?". La sua voce era affannata, parlava con fatica.

"Bisogna neutralizzarla!", disse allora Bridget. "Nube, Fudo, è vostra! Sarà anche una Dhumpire, ma è solo una bambina. Non dovrebbe essere un problema occuparvi di lei"

I due sicari si lanciarono all'assalto. Nube arrivò veloce come un'ombra, fulminea come un pensiero spiacevole. Letizia se la trovò davanti quasi all'improvviso, ma riuscì miracolosamente ad evitare i suoi pugnali. Fudo era più grosso, perciò più lento. Per uno scricchiolino come lei era facile prevedere dove sarebbero andati a parare i suoi pugni e lanciarsi dalla parte opposta. "Straus!', si disse. ‘Pensa a salvare Straus!'

Quel pensiero l'aiutò. Si aggrappò ad esso con tutta la sua tenacia e richiamò a sé l'energia. Il potere le fluì attraverso tutto il corpo fino a raccogliersi nelle labbra, che si socchiusero lentamente. ‘E ora, brutti musi, vediamo come reagite! Non posso parlare, ma di sicuro sono capace di gridare!'

La magia scaturì dalle sue labbra intrisa di potere. Letizia urlò, e le sue grida rimbombarono di potere facendo tremare la barriera intorno al palazzo, provocando un'esplosione. Quella tintinnò, prima di cadere giù frantumandosi in mille pezzi col rumore di vetri infranti. L'onda d'urto fu spaventosa. Nube e Fudo vennero scagliati con violenza contro il tetto del palazzo, e giacquero a terra immobili.

Bene, sorrise Letizia. Padre, fallo adesso! Coraggio! Distruggi il sigillo!

Straus non se lo fece ripetere. Con un gemito si strappo Bacio di Luna dalle viscere e la scagliò per terra. Quindi si rialzò, barcollante, per dirigersi verso la girandola al centro del tetto.

"Non ci arriverai!", esclamò Bridget.
Gli si era parata davanti e lo guardava. Straus conosceva bene quell'espressione. Quegli occhi chiari come cristalli di grandine. Prismi ricolmi di rancore che lo tenevano inchiodato. Eppure, tempo prima, aveva perfino pensato che si sarebbe potuto smarrire guardandoli.

"Bridget, levati di mezzo", le disse. "Un tempo eravamo molto vicini. Non voglio farti del male, ma non ti risparmierò se ti metterai fra me e il sigillo"

"Dici che non vuoi farmi del male?", replicò lei, amara. "E' troppo tardi. Sono già stata ferita"

Si avvicinò a lui, e la sua espressione s'intristì.

"Avanti...Neutralizzami! Non ti lascerò mai passare di mia spontanea volontà"

Il vampiro l'osservò per qualche secondo. Poi si avventò su di lei e le afferrò i capelli, per costringerla a chinare il capo.

‘Non è cambiato niente....', pensò Bridget. Tremava, mentre le labbra fredde di lui le sfioravano la gola. ‘La sua voce, la sua aura, sono sempre le stesse. E anche i suoi modi nei miei riguardi. Mi tiene in una gabbia dorata...Non ho difese, contro di lui...'

I pensieri scemarono dolcemente mentre le zanne le affondavano nella pelle. Era un tocco gentile, indolore, come il veleno narcotico di un ragno. Che la ghermiva, per renderla inoffensiva.

"So di essere colpevole", le disse Straus, adagiandola delicatamente sul pavimento. "Un giorno ti permetterò di farmi espiare per le mie colpe. Ma non prima di aver raggiunto il mio obiettivo"

"Promesse...", ribattè la donna, con un filo di voce. "Sempre solo promesse! Ma non c'è promessa che tu possa fare della quale io mi fidi, ormai"

Straus non rispose. Non c'era niente da rispondere. Quelle parole avevano il retrogusto amaro della verità. Sospirò, e si rimise in piedi. Tutti i suoi avversari erano a terra. Il sigillo era davanti a lui. Non restava che distruggerlo...

Avanti... Fallo!, lo incoraggiò Letizia, atterrando sul tetto.

Straus annuì e sollevò una mano, raccogliendo il potere.

Bridget e gli altri non poterono far altro che sperare.

Pregare che si trattasse di un altro falso.

Il potere divampò, rapido e veloce verso il sigillo, ma proprio allora qualcosa baluginò fra il colpo e il bersaglio, azzerando completamente la magia.

"Ma come!?", esclamò Straus, interdetto. "Il mio colpo è stato totalmente annullato! L'unico che potrebbe fare una cosa del genere è..."

"Il Cigno Nero!", esclamò Bridget.

Nube e Fudo si rimisero in piedi a fatica. Renka, ancora agonizzante, sollevò piano la testa.

"Che abbia finalmente deciso di rivelarsi?", domandò, speranzoso.

Tutti guardavano ammutoliti verso il sigillo. Una barriera magica protettiva risplendeva attorno ad esso. Baluginò ancora qualche istante, poi si spense. Di fianco, appena un po' scostata, c'era una donna. Una figura aggraziata, quasi onirica. Indossava un elegante kimono a fantasie floreali. Le mani, con ali di cigno tatuate sul dorso, erano unite di fronte al busto, in segno di saluto. I capelli, come onde corvine di un mare in burrasca, s'increspavano mossi dal vento.

"Piacere di conoscerti, Re senza Regno", disse, il volto nascosto da una maschera a forma di gatto. "Io sono Katsuki Goa, Cinquantesimo Cigno Nero. L'oscuro incanto sorto dalle tenebre per dare la morte a te e alla tua sposa"

La sua voce era dolce e sicura. Tutti i presenti, Straus compreso, non poterono far a meno di guardarla a bocca aperta.

***

I due avversari si scrutavano in silenzio. Solo il rumore del vento scuoteva la notte, altrimenti immota. Bridget, ancora distesa a terra e senza forze, riuscì a sollevarsi un po' facendo leva su un braccio.

"Cigno Nero...", mormorò. "Finalmente ti sei mostrato!"

"Il mistico uccello capace di azzerare ogni tipo di magia!", esclamò Fudo. "Ho sentito dire che il precedente era pari se non addirittura superiore a Straus. Perciò, a rigor di logica, lei dovrebbe superarlo di gran lunga!"

"Cigno Nero...", mormorò Straus. "Cosa significa quella maschera che porti? E' alquanto scortese presentarsi al proprio avversario senza mostrare il proprio volto"

"Come te, potente Re del passato, anche io ho i miei scopi. Ti chiedo perdono per questa mia scortesia, ma se porto questa maschera c'è una ragione ben precisa. La toglierò...solo a tempo debito"

‘Questo Cigno Nero ha una posa tanto quieta e silente...', pensò Straus. ‘Mi sembra che non ci siano spiragli per interpretare la sua personalità. La sua barriera è dunque così potente?'

"Miss Bridget", sussurrò Nube. "Quali sono i tuoi ordini?"

"Non muovetevi", disse la donna. "Vediamo come se la cava"

Straus stava guadagnando tempo per accumulare energia nelle mani. Si stava preparando per attaccare con una quantità tale di energia che avrebbe potuto scatenare una scossa sismica. Aveva smesso di trattenersi. Ora che il suo nemico l'aveva messo alle strette, voleva arrivare al sigillo e farla finita quanto prima. ‘Devo ucciderla!', si disse. ‘Prima che dispieghi le sue ali!'.

Balzò in direzione del suo avversario e il Cigno Nero lo imitò. Si scontrarono a mezz'aria, per un battito di cuore, poi atterrarono esattamente in posizioni opposte. Per un secondo rimasero entrambi immobili, poi Straus cadde in ginocchio e tossì violentemente. A parte il viso, tutta la parte destra del suo corpo era ridotta a brandelli e attraversata da ferite profonde, dolorose come marchi a fuoco.

"Metà del suo corpo è stata distrutta in un solo assalto!", esclamò Bridget, sbalordita. "Incredibile!"

Letizia, vedendo Straus in quello stato, si risvegliò dallo stupore e corse da lui.

Padre mio!

"Lety... Va' via! Non...Non puoi nulla contro di lei...Non ha senso affrontarla!"

No! No! Io non ti lascio!

"Hey, Cigno Nero! Lui è mio! Lascia che sia io a finirlo!"

Tutti si voltarono verso quella voce. Renka si era rialzato e, anche se un po' dolorante, riusciva a maneggiare la spada.

"Se hai ereditato la memoria di tutti i tuoi predecessori, allora saprai di certo perché per me è così importante"

Il Cigno Nero si voltò a fronteggiarlo. "Lo so molto bene, Renka. Tuttavia...non posso lasciartelo fare. Io non voglio ucciderlo", fu la risposta inaspettata. "Anzi, sappiate che impedirò a chiunque di voi di fare del male al Re senza Regno"

"Che cosa?", domandarono all'unisono tutti i presenti.

"Mi avete capita bene. Non voglio che Straus venga ucciso. Per ora non sarò un suo nemico, bensì una sua alleata"

Quella rivelazione arrivò improvvisa come una doccia fredda. Bridget era completamente confusa, Renka digrignava i denti, gli altri due si limitarono ad osservare la scena con sempre maggiore curiosità.

"Che stai dicendo?", domandò allora Straus. "Dici che vuoi essere mia alleata, dopo avermi ferito così brutalmente?"

"E' più facile contrattare con un nemico infortunato", si limitò a rispondere lei. "Se non accetterai le mie condizioni, la sola strada che ti rimane è la morte"

"Basta!", sbottò allora Renka. "Questo teatrino non può continuare! Straus, non scapperai!"

"Oh, sì che scapperà...", rispose il Cigno Nero, riempiendo l'aria di echi minacciosi.

"Devi essere impazzito, Cigno Nero!", annunciò il ragazzo, rinserrando la presa su Bacio di Luna. "Se non ti togli di torno, ferirò anche te!"

"Pensi davvero che riuscirai a farmi del male, Renka?", domandò allora lei, cominciando a sfilarsi lentamente la maschera. "Anche se...ti ricordo qualcuno che hai amato così tanto?"

Il tempo rallentò fino allo spasimo. Renka si bloccò lì dove stava, il cuore in tumulto, e per la prima volta la spada gli cadde di mano. Quegli occhi da gatta...Quei capelli neri, che contornavano un viso dolce, appena un po' allungato...Non era possibile! Si trovava davanti allo spettro della coscienza colpevole!

"Yumi...!"

To be continued...



Commenti

pubblicato il 15/04/2009 18.09.52
marisan, ha scritto: Come si può criticare un lavoro così bello, emozionante e anche avventuroso.Complimenti brava. un caro saluto
pubblicato il 16/04/2009 17.33.44
Lorenz, ha scritto: Sei davvero un vulcano di idee! Sforni lavori così in fretta che non riesco a starti dietro! Posso dirti che scrivi davvero molto bene, e che mi piacciono queste storie che tanto mi ricordano i manga che leggevo, tuttavia è genere davvero diverso da quello che scrivo io! Le scene di azione le preferisco un pò più brevi, ma credo che per il tuo genere sia perfetto. Ti consiglio di provare a pubblicare qualcosa (se ancora non l'hai fatto!) perchè potrebbe davvero aprirtisi una strada. Ciao, questa storia me la seguirò mentre la farai..

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