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lavoro pubblicato domenica 12 aprile 2009
ultima lettura mercoledì 25 novembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il fiocco rosa

di lorcocaramello. Letto 707 volte. Dallo scaffale Poesia

    Sopra un tappeto di robinie a piedi scalzi ami danzare sulle note di un dolente fado ombra inquieta della notte. "Non vi fu per te forse giustizia? Ma qual senso ha che adesso, venga a turbare il sonno mio?" "Vorrei tu...

Sopra un tappeto di robinie

a piedi scalzi ami danzare

sulle note di un dolente fado

ombra inquieta della notte.

"Non vi fu per te forse giustizia?

Ma qual senso ha che adesso,

venga a turbare il sonno mio?"

"Vorrei tu mi narrassi", chiesi.

E tu mi raccontasti affranta:

"Così come mi vedi io ero,

quel giorno che più funesto

mai esser potrà d'un altro;

quando il mio ventre tondo

mascherar oltre non potei

e l'uomo che sposai lo scorse".

"Sposa per vil danaro, io fui,

sol questo gli riuscì d'amare.

Ma il cuore mio sposato era,

al giovin che al nome tuo voltava

e pur di te vaga sembianza aveva.

Così, quando trascurata presto fui,

in amore e ardore cercai ristoro,

tornando di nascosto da Marcello".

"E cosa accadde poi? Narrami ancora!"

"Non volli mai svelare il dolce nome

al bruto che percosse il ventre mio,

ne' le sevizie poteron oltre servire

e quando fui lasciata abbandonata

di notte partorì senza un lamento".

"Dall'utero fluiva la mia vita,

la vita mia vagì, posata in terra.

Con l'ultime mie forze a me la strinsi

la tenera creatura derelitta".

"Così spirammo insieme mamma e figlia".

"Ben triste è la tua storia, anima pura,

che i giorni a me serbati serberanno

nell'anima, nel cuore e nella mente".

"Ma cosa posso far per te, cedimi affanni!"

"Marcello mai non seppe del mio fato

così pensò l'avessi alfin scordato.

A te narrando la mia sì triste storia,

mi pare come se a lui racconto ora,

chè d'animo gentil e puro siete parenti".

Ristetti per un poco a meditare poi,

con al petto un gran tumulto,

piangendo, a stento le risposi:

"Oh povera creatura mal difesa,

se sol potessi io darti conforto!"

"Una parola sola con il cuore, una sola,

mi sento di poterti dire ora: Amore!".

Disfatto all'improvviso crollai sul letto,

dormendomi d'un sonno calmo e lieto.

Il dì seguente che al sole aprì la vista,

accanto al mio cuscino v'era un dono:

sopra un velluto bianco, un fiocco rosa.



Commenti

pubblicato il 12/04/2009 18.03.50
fiordiloto, ha scritto: Sono poesia pura questi tuoi versi, intensi e insieme armonici. Complimenti, mi hai rapita!

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