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lavoro pubblicato lunedì 6 aprile 2009
ultima lettura venerdì 15 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La valle del Nilo

di Giada Talamo. Letto 1359 volte. Dallo scaffale Viaggi

  Dal ponte di un battello che risale il corso del Nilo, si possono percepire già a distanza le grida dei bambini che giocano nelle acque non proprio cristalline del fiume. E poi, come fare a non accorgersi di quei pescatori silenziosi? Lor...

Dal ponte di un battello che risale il corso del Nilo, si possono percepire già a distanza le grida dei bambini che giocano nelle acque non proprio cristalline del fiume. E poi, come fare a non accorgersi di quei pescatori silenziosi? Loro, sopra a piccole barche in attesa del pesce, il più prezioso dei tesori. Tra sprazzi di rumore di vita sulla riva del fiume che interrompe dolcemente il suono del mare, ci si può intrufolare nella quotidianità del paese. Qui si può assistere alle tradizioni tipiche del luogo che portano in sé il sapore della semplicità; i contadini che arano con i buoi attingendo acqua dai pozzi, vecchie donne dal volto sereno che lavano i panni o mungono le capre per il latte e il burro. E ancora uomini che lavorano l'alabastro accanto a case con muri dipinti di giallo, viola e turchese, dentro veri e propri villaggi nubiani. In seguito, si può riprendere il battello che attraversa il fiume Nilo. Le acque si diramano tra isolotti dagli aspri scogli percorrendo ulteriori scenari costituiti in prevalenza da lunghi ciuffi di canne vicino alla riva, dove le tonalità assumono variopinte sfumature plasmando un'immagine da togliere il fiato. Dal I secolo della nostra era si possono prendere d'esempio le parole dello storico greco Diodoro Siculo per descrivere l'immensità del corso del Nilo: «Mentre gli altri fiumi scemano verso il solstizio d'estate e, a poco a poco, a partire da questo periodo, inaridiscono, il Nilo comincia a ingrossare fino a inondare quasi tutto l'Egitto». E ancora attraverso la testimonianza di Erodoto al ritorno da un viaggio nel paese delle Due Terre: «L'Egitto è bagnato dal Nilo per tutto il suo corso».

Il mare e il deserto si fondono come in un gioco seducente che pare richiamare il mito di Eros e Thanatos. L'amore come energia vitale che scorre calmo e tempestoso proprio come sa essere il mare. La vita che si ricongiunge al suo destino naturale, al silenzio del deserto che è sabbia sottile e penetrante come la cenere della morte. In un eterno miraggio da Tè del deserto...

Giada Talamo



Commenti

pubblicato il 06/04/2009 1.05.03
sothis85, ha scritto: Ciao Giada, sono Sothis.il ragazzo egizio. mi colpisce la forza descrittiva del tuo racconto, tra storia,mito...tenerezza e paessggi incantevoli del fiume azzurro che inonda la terra di Kemet dalla quale io ritengo appartenga. Brava e grazie per avermi dato modo di sognare.Ruben
pubblicato il 06/04/2009 5.09.17
ding, ha scritto: sembra un affresco della realtà ! Complimenti ! E' uno spunto per un bel libro ! Ding ;-)
pubblicato il 06/04/2009 16.03.39
fiordiloto, ha scritto: Sono stata anchio in posti del genere. Rendi giustizia alle atmosfere favolose che evocano quei paesaggi. Un saluto, fiordiloto.

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