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lavoro pubblicato sabato 4 aprile 2009
ultima lettura lunedì 22 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il Cigno Nero: capitolo primo

di fiordiloto. Letto 768 volte. Dallo scaffale Fantasia

Rieccomi, sulle ali di una nuova pazza idea. L'ho scritto qualche giorno fa. Ditemi cosa ne pensate. Se credete che ne valga la pena, continuerò. Un bacio a tutti!!!!..

Capitolo 1:

Il re cerca la sua sposa

La torre di guardia venne giù in un colpo solo. Frantumandosi in mille schegge di legno nero. L'intero accampamento ne fu invaso, e tutti rimasero accecati per qualche istante. Poi, anche la polvere si posò. L'accampamento di Cacciatori di vampiri non c'era più. Era rimasto lì per anni, ma adesso le sue rovine non bloccavano più lo sguardo, che arrivava fino all'orizzonte.

Molti urlarono di terrore. I Cacciatori più esperti sguainarono le loro spade.

Straus - il vampiro, il traditore, il Re dei Figli della Notte - avanzò verso di loro.

Poi, fu semplicemente il massacro.

Uomini e stregoni si gettarono con foga contro di lui.

Straus scatenò il suo potere e li sbaragliò uno per uno, senza alcuna pietà. Non voleva che qualcuno si mettesse fra lui e la sua sposa ora che, forse, lei era così vicina.

La nuova luna lo sorprese, solo in mezzo ad un cumulo di cadaveri, le mani ancora pervase da una fosca luce sanguigna.

Aveva viaggiato a lungo per arrivare fin lì. E ora, finalmente, il sigillo era a pochi passi. Non restava che distruggerlo, e sperare che fosse quello giusto...

Cominciò ad avanzare, quando una figuretta minuta uscì dal suo nascondiglio. Straus si voltò, come per attaccare, poi si bloccò, a bocca aperta.

"Ma sei una bambina...!"

Lei doveva avere sette, otto anni. Il visino chiazzato di sporco e lunghi, lordi capelli biondi legati in una treccia. Occhi grandi, cerulei, come il cielo in tempesta. Indossava solo una vestina consunta, legata in vita da una cordicella, troppo leggera per la stagione. Due corde robuste le legavano le mani, provocando profondi segni rossi sui polsi. Un pugnale luccicava, ben stretto in cintura.

Straus si fermò di fronte a lei. La piccola lo guardava, incerta. Era alto e slanciato, avvolto in mantello dai colori della notte. Sottili capelli d'argento contornavano un viso pallido come la luna. Non aveva paura di lui. Ma c'era qualcosa d'inquietante nella sua figura.

Dev'essere una schiava, si disse il vampiro. Una Dhumpire[1]. Una mezzosangue...Magari quegli Ammazzavampiri avevano trucidato i suoi genitori, tenendo lei come sguattera. Succedeva, quando si aveva a che fare con i Cacciatori.

"Una bimba piccola e carina come te non dovrebbe stare in un posto così, in mezzo a tutti questi morti"

Silenzio.

"I tuoi polsi si feriranno se continui ad avere addosso quelle corde. Vuoi che ti aiuti a liberartene?"

Era strano, ma la ragazzina non sembrava aver paura di lui, nonostante fosse alto e minaccioso. Si avvicinò al vampiro e gli tese le braccia.

Straus sorrise, e spezzò le corde con un flusso di potere. La bimba si massaggiò i polsi, visibilmente sollevata.

"Io sono Straus. Rosered Straus. Un tempo Re dei Vampiri. Ora semplicemente re errante. E tu, come ti chiami?"

Ancora silenzio.

"Andiamo...non mi dici nemmeno i tuo nome? Non è affatto carino, sai?"

Il silenzio si fece ostinato. E a Straus venne un dubbio.
"Forse non riesci a parlare?"

La piccola abbassò lo sguardo.

Il vampiro ci aveva azzeccato.

"Una bimba muta...", sospirò. "Devono averti fatto cose terribili, per spingerti a perdere l'uso della parola"

Non ne era sorpreso. I Cacciatori avevano mille modi per terrorizzare e torturare.

La bimba si ritrasse dal suo tocco, quando Straus tese una mano verso di lei.

"Piccola...devo vedere", le disse. "Ti supplico. Lascia che veda nella tua mente cosa ti hanno fatto i Cacciatori, per scoprire se posso trovare il modo di ridarti la parola"

Lei lo guardò, e gli lasciò posare i polpastrelli sulla sua fronte.

"Guardami negli occhi", disse lui.

La bimba annuì, obbediente. E Straus vide...

Dapprima solo una nuvola di fumo. Poi immagini sempre più nitide. Una Dhumpire giovane, dall'aspetto gentile, stava andando avanti e indietro per una stanza, di fronte al focolare. Stringeva fra le braccia un fagottino. Un lenzuolo di stoffa semplice, dentro cui piangeva una neonata.

"Dormi, mia piccola Letizia", disse la donna, in tono melenso, cantilenante. "Papà arriverà prestissimo"

E in effetti, suo marito varcò la soglia di casa pochi istanti dopo. Un uomo poco più grande di lei. Aitante e dal cipiglio fiero. Mentre avanzava verso il centro della stanza, i muscoli delle braccia e delle gambe sprigionavano energia. Come quelle di una pantera pronta a balzare.

"Moglie mia!", esclamò. "Sono a casa!"

"Zitto!", lo rimproverò lei. "Ero quasi riuscita a far addormentare la piccola! Sei proprio un rozzo, lo sai?"

"Sono un cattivo ragazzo", disse lui, sorridendo alla moglie e andando ad abbracciarla. "Ed è per questo che mi hai sposato, no?"

"E' per questo che mi farai morire!", disse lei, fingendosi ancora irritata.

Non sapeva allora, che quella stessa notte i Cacciatori sarebbero arrivati. Sfondarono la porta di casa e fecero irruzione senza alcun riguardo. Erano dieci, o forse molti di più. Suo marito di parò davanti a lei a braccia spalancante, ma loro erano venuti preaparati. Lo atterrarono con l'acqua santa e due di loro lo bloccarono, mentre un terzo gli piantava una lama nel petto, proprio davanti agli occhi di sua moglie.

Inorridita, la donna si prostrò ai loro piedi. Non era forte come suo marito. Non aveva speranza di sopravvivere.

"Vi supplico", implorò. "Non toccate la mia bambina!"

Ma quelli le strapparono la bimba dalle braccia. Fu uno di loro a finire il lavoro. Prese la donna per il collo e l'appese alla parete. La lama fredda di un pugnale le passò a filo del collo, prima di tagliarle di netto la gola.

Sconvolto, Straus interruppe il contatto. La bimba continuava a guardarlo. Aveva il viso arrossato, lo sguardo spento, ma non pianse. Non c'erano più lacrime nei suoi occhi, così come non c'erano parole nella sua gola.

"Ti chiami Letizia, vero?", le domandò, inginocchiandosi di fronte a lei. "Mi dispiace immensamente per quanto i Cacciatori hanno fatto alla tua famiglia. Sei ancora troppo piccola, certe cose i tuoi occhi non avrebbero dovuto vederle. Però...forse puoi aiutarmi". Parlava con calma, a voce bassa, per metterla a suo agio. "Molto tempo fa, io ero un re potente. Avevo un regno tutto mio. E la mia sposa aveva ancora più potere di me. Un giorno però il suo potere si è scatenato e ha quasi distrutto l'intero pianeta. Allora, alcuni umani hanno tentato di ucciderla, ma siccome era impossibile l'hanno imprigionata dentro un sigillo magico. Un incantesimo molto complesso e potente. Io voglio trovare il sigillo e spezzarlo, per ridarle la libertà. Purtroppo, però, per impedire che venisse liberata i maghi degli uomini hanno creato migliaia di falsi. Sono passati molti anni da allora. Nessuno sa più con esattezza quale sia il vero sigillo. Io però so che qui in questo accampamento ce n'è uno. Tu sai dov'è? Puoi condurmi ad esso?"

Letizia non poteva rispondere, fece solo un lieve cenno di sì con la testa.

Straus sorrise. E si rialzò per seguirla.

Camminarono silenziosi e furtivi. Letizia guidò Straus fino al cuore dell'accampamento. Benché non fosse rimasto che qualche brandello di muro, sapeva che era lì, conosceva a memoria la pianta del posto.

Il trono era al centro di una collinetta. Lo schienale si alzava maestoso da terra. Straus vi passò sopra le mani e ne avvertì il potere sopito all'interno.

La reliquia che cercava.

"Finalmente...Adeleith. Possa Selena, Dea della Luna, aiutarmi e far si che questa sia la tua prigione"

Le sue dita percorsero i fregi, indugiarono sulla seta preziosa di uno dei braccioli, e sullo schienale. Poi si chiusero con forza e il trono si ruppe. La parte superiore ricadde a terra con un tonfo sordo, alzando altra polvere.

Straus imprecò e le zanne baluginarono alla luce della Luna.

Maledizione! Un altro falso...

Quanti ancora avrebbe dovuto distruggerne, prima di trovare quello vero?

Scostò un lembo del mantello, che finì su una spalla. Quindi si volto a guardare nuovamente Letizia, e la sua espressione si addolcì.

"C'è un villaggio di Dhumpirs verso nord", le disse. "Non sono vampiri, ma nemmeno umani. Gente come te. Se chiedi aiuto, te lo offriranno. Va' da loro, e dimentica tutto questo"

Fece per voltarsi, per sparire nella nuvola di polvere alle sue spalle.

Ma Letizia guardava quella polvere. La vide inghiottire sempre più quella figura. Ancora poco, e sarebbe sparita del tutto. Il suo salvatore...Nessuno era mai stato tanto gentile con lei.

Non pensò.

Quando ormai il mantello indaco non era che una macchia nella cappa grigia che avvolgeva il villaggio, Letizia scattò verso quell'immagine. Seguendolo senza sapere perché. Fino oltre la porta del piccolo accampamento di Cacciatori.

Fuori dal villaggio, la polvere e la caligine si diradarono. L'aria riprese il suo solito profumo, che per letizia era tutto nuovo. Odore di fresco, di fiori e di erba.

Le nuvole basse nascondevano la Luna, Straus si fermò, e dietro di lui Letizia fece lo stesso. Aveva paura di quell'uomo. Non poteva negarlo. Per questo non gli si avvicinava troppo e restava a debita distanza. Ma lui aveva distrutto in pochi secondi i suoi carcerieri. Sentiva che quella persona era tutto, tranne che normale.

"Non importa quante volte fallirò", affermò il vampiro, il viso alzato a guardare il cielo. "Se necessario, distruggerò ogni falso sulla faccia della terra. Anche se dovessi impiegarci tutta l'eternità, alla fine ti ritroverò...Adeleith"

To be continuede...if you like it!



[1] Dhumpire: mezzi uomini e mezzi vampiri, nati dall'unione delle due razze. A differenza dei loro genitori notturni, possono sopportare la luce del giorno.



Commenti

pubblicato il 04/04/2009 14.58.46
sothis85, ha scritto: Grande impatto narrativo..lineare descrizioni di personaggi, descrizione visiva che penetra l'animo con le emozioni dei personaggi.Cara Fiordiloto... un racconto bello....sei Grande! RUBEN.
pubblicato il 04/04/2009 21.03.32
Mario Vecchione , ha scritto: ti seguiremo come per l'altro e attendiamo di stupirci ancora....Buon lavoro...
pubblicato il 04/04/2009 21.15.35
marisan, ha scritto: Continua così è un piacere leggerti, stupiscici. Ciao

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