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lavoro pubblicato venerdì 3 aprile 2009
ultima lettura domenica 15 settembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Vampire heart: alba (epilogo)

di fiordiloto. Letto 938 volte. Dallo scaffale Fantasia

Ridendo e scherzando siamo arrivati all'ultimo capitolo. Che dire...lascio a voi impressioni, critiche, commenti e quanto vogliate dirmi. E vi rigrazio, tutti, per avermi seguita in questa avventura e omaggio alla grande Matsuri Hino! GRAZIE!....

Epilogo:

Scegliere di vivere

Kain ed Iku rimasero a lungo in silenzio, abbracciati in mezzo ad una terra sferzata dal vento, coperta di corpi senza vita di nemici e compagni caduti. Raven e gli altri se n'erano andati, per lasciar loro il tempo di condividere da soli quegli ultimi momenti.

"Ho paura", disse infine lei.

Kain le passò le braccia intorno alla vita e Iku lo strinse a sé, per comunicargli tutta la forza del suo amore. La notte era fredda, ma non era il freddo che lo faceva tremare fra le sue braccia. Ogni tanto si scambiavano un bacio, poi Kain distoglieva lo sguardo sospirando e le accarezzava il collo. Le posava la testa sul petto. Una volta, Iku vide le lacrime brillargli negli occhi.

"Avrei voluto guidarti fino a vederti diventare la regina che sei", le mormorò, con una nota di rammarico. "Avrei voluto restarti sempre accanto e proteggerti ancora. Ma sono felice... Sei sempre stata l'unico incentivo che mi spingesse a continuare. Quando eri piccola eri la mia sorellina, il mio cucciolo da difendere con i denti. In seguito, i miei sentimenti sono mutati e cambiati con te. E ora...sei cresciuta! Sei sbocciata in una bella ragazza. Niente può rendermi più felice che vederti crescere, Iku. Scoprire che sei diventata forte e sicura di te. Sii libera di volare, adesso. Vola pure ovunque desideri..."

Iku ricordò la morte dei loro genitori e rabbrividì. Come poteva sopportare un'altra perdita? Ma continuò a stringere Kain fra le braccia: non l'avrebbe abbandonato proprio ora.

"Non siamo qui", disse, per distrarlo. "Siamo a casa. Io ho cinque anni. Stiamo a giocando a nascondino. Io sono nascosta nel sottoscala, e tu continui a fare la conta: Uno, due, tanto ti trovo, tre, quattro...! Te lo ricordi, oniisama? Non importava dove mi nascondessi, alla fine mi trovavi sempre. Ecco perché, ovunque fossi, non avevo paura"

"Ero io ad avere paura", ammise Kain. "Ogni volta che sparivi dalla mia vista, anche solo per due battiti di cuore, temevo di non avere abbastanza occhi per proteggerti. Solo quando uscivi dal nascondiglio per saltarmi al collo mi tranquillizzavo"

"Io volevo che mi trovassi. Volevo essere catturata da te. Sapevo che, finchè ero con te, non c'era nulla di cui aver paura"

Kain abbozzò un sorriso. "Lo stesso vale per me..."

Fu allora che iniziò a dissolversi. Il corpo della stessa materia del cielo e delle stelle. Iku gli stringeva le mani. Le sue dita scivolarono attraverso quelle del fratello come fossero nebbia. Ma l'espressione serena di Kain non svanì. Oramai Iku lo intravedeva appena. Non era più che uno sfavillo, un riflesso argentato nella luce lunare. Non potè più frenare le lacrime. Continuarono a scivolarle sulle guance finchè di Kain non fu rimasto che il flebile ricordo di una voce.

"Ti amo, Iku. Non piangere..."

‘Ora sta a me', pensò lei. Ma, in qualche modo, non aveva più paura.

***

Dopo essersi rimesso dalle ferite, Raven abbandonò finalmente il letto e scese in soggiorno. A sorpresa, vi trovò Wolf e Strawberry che discutevano sommessamente con Ren e Ice. Il padre di Iku aveva una benda sull'occhio destro e altre stringhe di garza a fasciargli la spalla ferita. Quando lo vide, abbozzò un sorriso.

"Raven! E' bello vedere che ti sei finalmente rimesso!"

"Già...è bello tornare nel mondo dei vivi", disse lui, e quelle parole gli diedero una strana impressione di deja-vu. Poi ricordò: le aveva pronunciate quando aveva visto bene Iku per la prima volta.

Wolf, con tutta la sua imponenza, si dispose di fronte a lui.

"Ragazzo...", cominciò, leggermente imbarazzato. "E' un sollievo sapere che stai bene"

"Siamo venuti ad accertarci delle tue condizioni", disse Strawberry. "E di quelle di Iku. Dopo la morte di suo fratello, eravamo molto preoccupati. Ma Ren ci ha detto che può sopportare senza problemi la luce del giorno. E' stata dura all'inizio, ma ora è di nuovo in grado di sorridere, e questo grazie a te"

Raven sorrise. Un sorriso sereno. Privo di qualunque ombra.

"A proposito! Dove si trova adesso?"

"E sul terrazzo", annunciò Ren. "Le piace molto stare lì ad attendere l'alba. Mi dispiace, ma credo si sia addormentata. Wolf, Strawberry...potrete venirla a trovare senza problemi non appena fa di nuovo buio"

"Sicuro!", esclamò la vampira.

"Andiamo, amore". Wolf circondò con un braccio le spalle della compagna. "E in quanto a te, ragazzo...Se dovessi far piangere la mia nipotina, sappi che non te la perdonerò"

Guardandolo in silenzio, Raven annuì.

Wolf ricambiò il suo sguardo e fece un rapido cenno col capo. Poi lui, Strawberry e Ice s'involarono, come ballerini pazzi e perfetti, sul dorato parquet della notte.

***

Le tenebre incombevano ancora sulla città, ma nell'aria c'era già un sentore d'alba. Non se ne scorgeva neanche un barlume, però l'istinto ne avvertiva la vicinanza.

Raven uscì sul terrazzo, in cerca di Iku. La trovò che stava ancora dormendo sulla sedia sdraio. Attraverso una vestaglia sottile s'intravedevano le forme dei suoi fianchi e del petto, da cui il respiro si levava calmo e tranquillo, sereno come l'espressione del suo volto, abbandonato su un avambraccio. Le si avvicinò con discrezione, e solo allora vide le lacrime che brillavano appena sotto le sue palpebre chiuse.

La svegliò con una carezza, e lei dischiuse piano gli occhi.

"Raven...", mormorò, mettendosi a sedere. "Che sciocca! Devo essermi appisolata..."

"Che cosa c'è, piccola?", le domandò lui, mentre le sedeva accanto e si chinava per baciarle la fronte in un gesto affettuoso.

"Stavo sognando", disse allora lei, asciugandosi gli occhi. "Ero tornata bambina. Mamma e papà sedevano accanto a me, e c'era anche oniisama. L'atmosfera era serena. E tutti, tutti, sorridevano"

Iku...Non piangere...

Iku si voltò e chiuse gli occhi per fermare le lacrime. Ma non era triste. Sentiva che le era stato fatto un grande dono.

"A volte mi chiedo perché tutto questo sia successo proprio a me. All'inizio non trovavo una risposta. Ma ora...ora sono convinta che tutti loro avessero ragione. I miei genitori sono morti, e anche oniisama, ma io vivo. Devo imparare a sfruttare questo regalo meraviglioso in tutta la sua pienezza. Lo devo a tutti loro. Anche se scegliere di vivere è difficile. Anche se spesso finiamo per ferire proprio le persone che amiamo di più. Voglio tornare a vivere, e ad amare, anche se ciò che è stato non può essere cancellato"

Poi si appoggiò contro il corpo di Raven, che la cinse con dolcezza.

"Non è detto che nel nostro futuro non ci possa essere altra tristezza", le disse. "Certo, dimenticare è impossibile. Non scorderò mai il mio dolore e il mio odio, tuttavia da tutto questo potrebbe nascere qualcosa di buono: il Senzavolto è morto. Ora il Signore dell'Abisso sa con chi ha a che fare e ci penserà due volte prima di darti nuovamente fastidio. Noi due siamo insieme, e sei tu che mi hai spronato perché imparassi di nuovo a vivere. Non è già molto?"

Iku sorrise e bevve i suoi baci.

Cosa successe dopo? Nessuno può dirlo. Alcuni credono nel finale vissero-tutti-felici-e-contenti. Altri pensano sia solo una favola. Ma non è questo il punto.

Raven aveva ragione. I loro genitori erano morti. E anche i loro fratelli.

Loro due dovevano vivere.

There is love in the deepest darkness,
There is passtion in every soul,
There is a destiny,for every one,
Every angel has to find someone,
To love and to care for,
And we can dream, we can dream,
But one day, our most loved dream, will come true,
And we shall embrace it with our hearts,
We will take hold,and pray it will last forever,
And if our faith, our love is strong enough,
We shall be in heaven, for eternity,
And all our problems,sorrows and fears,
Will fade away,
And we will be entwine,
Forever...

(Anonimo)

C''è un amore nella più profonda oscurità, c'è una passsione in ogni anima,c'è un destino per ogniuno, ogni angelo ha qualcuno da trovare, e di cui prendersi cura. E noi possiamo sognare. Possiamo sognare! Ma, un giorno, i nostri sogni più amati diverranno realtà, e noi li abbracceremo con tutto il cuore. Li terremo stretti, e pregheremo perchè durino per sempre. E se la nostra fede, il nostro amore, sono abbastanza forti, saremo in Paradiso, per l'eternità. E i nostri problemi, le nostre tristezze e paure spariranno. E noi saremo uniti...

per sempre...



Commenti

pubblicato il 03/04/2009 15.22.23
sothis85, ha scritto: Atmosfere intense e surreali.epilogo stupendo..mi hai regaato attimi intensi.e l epilogo del racconto non l epilogo della tua ppoesia.sono in attesa di altre tue opere.un bacio cara e grazie.Ruben
pubblicato il 03/04/2009 20.31.08
Mario Vecchione , ha scritto: non era un finale scontato: qui è tutta la grazia del tuo lavoro...l'ultima poesia poi è una chiosa originale che mi sono permesso di fare mia, sia in lingua originale che in italiano..peccato gli esigui commenti: qui di lettori attenti c'è rimasto solo il buon Ruben...
pubblicato il 03/04/2009 20.51.53
fiordiloto, ha scritto: Ruben, Mario...Il vostro sostegno mi ha messo la voglia di scrivere. Speravo davvero che il finale non fosse scontato. Vi ringrazio dal più profondo del cuore per aver fatto vivere questi personaggi insieme a me. Nei vostri commenti li sentivo farsi più vivi. Un abbraccio enorme, e a rileggerci prestissimo!
pubblicato il 16/04/2009 15.31.51
Lorenz, ha scritto: Scrivi in modo davvero immediato e scorrevole, è una bella storia fantastica! ti faccio i miei complimenti, c'è da imparare nel leggere i tuoi scritti!

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