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lavoro pubblicato giovedì 2 aprile 2009
ultima lettura mercoledì 24 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Vampire heart: ventiduesima notte

di fiordiloto. Letto 593 volte. Dallo scaffale Fantasia

E quando quella mano, fredda come la pietra dov'era posata, si ferma sulla mia guancia, io so che la amo. La amo, come non ho mai amato nessuno. la amo come un mendicante, un lupo, un ramo d'ortica. La amo come un taglio nel vetro.

Venutidueesima notte:

Un nuovo nemico?

La presa di Raven era ben salda sulla pistola. Il suo dito premeva fremente sul grilletto. Nel silenzio di quell'istante erano racchiuse tre cose: il desiderio disperato che la sua Iku non fosse sparita per sempre, la consapevolezza che tutto ciò che aveva dentro voleva dar voce al proprio furore, la paura di cosa sarebbe accaduto se gliel'avesse lasciato fare. ‘Basta così poco', si disse. ‘Se ora premo il grilletto, poi sarò felice. tutto il mio odio troverà finalmente una valvola di sfogo!'

Ma Raven esitava.

Raven...Da questa parte!

No!

Nessuno ti farà del male, perché io rimarrò accanto a te...

Non doveva ricordare!

Diventerò... tua alleata, Raven!

Non doveva... ricordare!

Ma non poteva dimenticare. Non poteva togliersi dalla testa quegli occhi sinceri, che lo fissavano continuamente, anche adesso, senza smettere di dargli forza. Non poteva scordare quelle braccia esili, che avevano saputo trattenerlo, impedendogli di andare via, salvandolo dal suo dolore. ‘Fra quelle braccia', si disse. ‘mi sentivo al sicuro. Così al sicuro che è quasi crudele'.

"Perché non ti muovi?!", domandò, in un gemito gutturale. "Non m'importerebbe di venire ucciso da te!"

Iku non si mosse. Si limitò a guardarlo, in silenzio. E Raven pensò che nella sua espressione non era cambiato niente. Sembrava la stessa di sempre. Solo più matura, più bella e, in qualche modo, più forte.

Iku!

Già...Iku! Come aveva potuto illudersi?

Fece un passo indietro sulle gambe malferme, poi abbassò la pistola. Cadde in ginocchio e tentò di soffocare un gemito. Solo allora Iku si rese conto che i lacci con cui Akabara assorbiva la sua energia non avevano smesso di succhiare.

"Raven, devi liberati di quell'arma!", esclamò.

Afferrò la pistola con entrambe le mani e tirò, ma quella non accennava a separarsi dal suo possessore.

"Iku...Akabara risucchierà anche te", disse lui. "Lascia perdere! Allontanati!"

"Neanche per sogno!"

Non voleva arrendersi. Rinserrando la presa fece leva su un piede e tirò con più forza. Nulla. la pistola protestava, emettendo scariche di potere cristallino. Faceva male, ma la ragazzina insistette. Quando si rese conto che Raven collaborava, diede un ultimo, violento strattone. I lacci si allentarono, e un istante dopo scivolarono a terra, immobili come rami morti.

"Raven, stai bene?", domandò, gettando via l'arma. "Non sei ferito gravemente, vero?"

Inaspettatamente, lui l'afferrò per un braccio l'attirò a sé, facendola inciampare.

"La Iku che conosco...", mormorò, abbracciandola. "E' ancora dentro di te?"

"Non è svanita", fu la risposta sincera. "Vive ancora nel mio intimo. Ma si sta lentamente fondendo con ‘me'. Non siamo più due unità distinte"

Iku si sciolse dall'abbraccio, come se non riuscisse a sopportarlo. Si rialzò e raccolse Zanna d'Angelo, infilandola in cintura con un gesto fluido.

Rivedere Raven aveva risvegliato in lei un oceano di emozioni. La Iku umana era estremamente nitida, definita. Era bastato uno sguardo perché tutto ciò che aveva tentato di soffocare dentro di sé tornasse a galla, con tanta violenza da non poter essere ignorato. Tuttavia, dopo quanto si erano detti, era convinta che per loro due non ci fosse più speranza. Si voltò per nascondere le lacrime. Voleva raggiungere gli altri. Allontanarsi in fretta...

"E' tutto", disse, e la sua voce suonò ferma e pacata. "Mi hai salvato la vita, Raven. Ti sono molto riconoscente. So che non puoi perdonarmi. Ma cerca almeno di perdonare te stesso. Addio... Ti lascio con un ricordo di te che non mi abbandonerà"

Raven la osservava ammutolito.

E' difficile, e anche triste, lasciare andare qualcuno che ami...

In un balzo la raggiunse e l'agguantò per un braccio, attirandola di nuovo a sé. Iku si fermò, come paralizzata.

"Quando ho creduto che fossi scomparsa, mi sono sentito morire", ammise.

"Non sono scomparsa", disse lei a voce bassa, turbata. "Sono ancora qui..."

Alzò lo sguardo. Il viso di Raven era di fronte al suo, vicinissimo. Ad Iku sembrò che volesse dirle qualcosa, ma lui le spinse i capelli di lato e le affondò il viso nell'incavo del collo.

"Io voglio...solo il tuo sangue, Iku", bisbigliò. "Lo voglio così tanto che potrei anche arrivare ad ucciderti!"

Iku avvertì il morso, la trafittura dolorosa e l'estasi che ne seguì. Poi, all'improvviso, lui le strinse il viso fra le mani e la baciò.

Un bacio...

Improvviso e diretto, proprio come Raven.

Iku sentì il sapore del sangue, e le pulsazioni stringerle la gola.

Quando si ritrasse si guardarono a vicenda, e fra loro ci fu una muta consapevolezza. Iku spalancò le labbra, folgorata. Aveva osservato Raven mentre imparava di nuovo a sorridere e ridere. Avevano condiviso dozzine di scherzi e di piccole intimità. Poi, all'improvviso, quello scambio di sguardi e quel bacio, quasi che lei avesse atteso un ultimo contatto e un ultimo sguardo prima di capire. Amava Raven. E dalla sua espressione capì che per lui era lo stesso. Voleva molto bene a suo fratello Kain, e in un certo senso poteva dire di amarlo. Gli era grata per quanto aveva fatto per lei e non intendeva ferirlo. Ma Raven...Raven era il grido rombante della sua umanità. E Iku si rese conto che l'avrebbe reclamata sempre. Sempre! Sempre! Sempre! Anche se si fosse dedicata a Kain anima e corpo e lui l'avesse portata via con sé.

***

Un rumore improvviso spinse Iku a voltarsi. Il Senzavolto si era rialzato. La sua sagoma nera era di nuovo integra, come se i colpi ricevuti non fossero mai stati inferti.

"Un piccolo incidente", sibilò. "Nessun'arma, umana o vampiresca, per quanto potente può uccidermi. Al massimo possono ferirmi, o immobilizzarmi per qualche tempo"

In un unico rapido movimento, Iku estrasse nuovamente Zanna d'Angelo. Allora il Senzavolto reagì. Con un flusso di potere repentino scagliò Raven all'indietro. Tutti i vampiri vennero sbalzati dell'onda d'urto, e ora si agitavano a terra, bloccati al suolo da mani invisibili.

Poi il demone dimezzò la distanza fra lui ed Iku. La bocca si spalancò e le zanne trapelarono alla luce della luna. Lei fece per attaccare, ma lui fu più svelto e le strinse l'avambraccio con dita gelide, attirandola verso di sé. Per la prima volta, la ragazzina mantenne lo sguardo fisso sul suo viso, finchè un rumore alle sue spalle la spinse a guardarsi indietro con la coda dell'occhio.

Raven si stava rialzando!

"Perché, Kya...?", mormorò allora il demone. "Perché non accetti il mio amore? Non sono mai stato abbastanza per te. Anche se ti amo! Credimi...ti amo così tanto da volerti divorare. A tal punto da distruggere me stesso!"

Quelle parole, quella voce, turbarono Iku. ‘Perché il mio cuore piange?', si chiese. ‘Non vorrei, ma non riesco a fermare questi sentimenti...E' così, perché si finisce sempre per ferire proprio coloro che amiamo di più. Perché amare vuol dire distruggere'

Fu allora che vide un'intensa luce viola alle spalle del nemico, e il suo corpo staccarsi da lei. In un attimo era di nuovo libera.

"Ma co...?"

Sbattè due volte le palpebre, incredula.

Kain!

Aveva afferrato il Senzavolto e lo teneva fermo per le spalle.

"Che cosa pensi di fare?", domandò il mostro.

"Oniisama!"

Kain guardò sua sorella, ma si rivolse a Raven.

"Che cosa stai aspettando?", domandò. "Colpiscilo al cuore!"

Iku si voltò. Raven era in piedi. Aveva impugnato nuovamente Akabara e si accingeva a sparare.

"No Raven, non farlo! Così colpirai anche oniisama!"

Si gettò su di lui e gli afferrò il braccio con entrambe le mani.

"Non farlo!", lo implorò. "Dev'esserci un'altra soluzione!"

Raven esitò.

"Iku...", sussurrò Kain, senza allentare la presa. "Ascoltami! Devi colpirlo insieme a lui. Non pensare a me. Ricorda che questo mostro ha ucciso i nostri genitori. Ucciderlo è il mio più grande obbligo. Fallo per loro... Uccidi questo mostro insieme a me!"

"Devi farlo", le sussurrò Raven. "Devi vendicare i tuoi genitori. Questo è anche un desiderio di tuo fratello"

Con la morte nel cuore, Iku gli lasciò andare il braccio.

Raven sparò. Il colpo scivolò fuori dalla canna e si conficcò nel petto del Senzavolto, trapassandolo da parte a parte. Nello stesso istante, la spada di Iku gli tagliava la testa con un colpo netto.

In un ultimo guizzo di vita, il mostro spinse Iku di lato, gettandola a terra. E per un po' continuò a dimenarsi come se avesse ancora una coscienza. Iku si tappò le orecchie e chiuse gli occhi. La sua mente non era in grado di tollerare oltre quell'orrore.

***

Solo quando tutto intorno fu silenzio, Iku osò muoversi. Si sollevò a sedere per guardarsi intorno. Quello che era stato il Senzavolto era ridotto ad un ammasso di stracci vuoti. Raven stava immobile poco distante. Suo fratello Kain teneva una mano premuta sul cuore, e guardava lei. Iku avrebbe voluto chiedere cos'era successo, ma la domanda era superflua, perché vide la macchia di sangue sul petto del fratello, e in un attimo terribile comprese la gravità della situazione.

"Oniisama!", strillò, correndo da lui. "Oniisama!"

Kain l'accolse nel suo abbracciò e crollò a terra. Iku tentò di sostenerlo, ma riuscì solo a rallentare la caduta. Finirono in ginocchio, abbracciati.

"Oniisama, la tua ferita..."

"E' troppo tardi", le disse lui, accarezzandole i capelli. " Il proiettile ha colpito anche me. Nessun vampiro sopravvive, se il suo cuore viene trafitto. La mia ferita non può essere curata, Iku..."

La ragazzina scosse il capo. "No! No! Non voglio! Tu non puoi morire!"

Kain le rivolse un sorriso debole, poi parlò a Raven.

"Hai svolto bene il tuo compito. Ma vorrei che facessi ancora una cosa. Non è per me, ma per Iku"

"Sarebbe a dire?", domandò il ragazzo, incerto.

"Tu puoi sopportare il sole. Se davvero tieni a mia sorella, condividi con lei il tuo sangue. Il potere aumenta, quando viene condiviso. Così facendo, non sarà costretta a fuggire la luce che tanto ama"

Iku era troppo sconvolta per pensare, o per fare qualunque movimento. Fortunatamente, Raven agì per lei. Con discrezione, l'allontanò dal fratello e l'attirò a sé. Si aprì la vena sul collo con un'unghia, le prese il volto fra le mani e guidò le sue labbra verso quel lucente flusso cremisi.

"Fallo", le sussurrò.

Iku fu presa da quell'odore pungente, poi dal sapore, caldo, complesso. Energia liquida simile a mercurio si diffuse nel suo corpo. Raven inarcò il collo e sospirò, bisbigliando il suo nome.

To be continued...untill the very end.



Commenti

pubblicato il 02/04/2009 15.03.57
sothis85, ha scritto: ho assaporato con attenzione il tuo nuovo episodio.ormai sei un genio del racconto.ti prego posta il prossimo. ciao Fiordiloto.Ruben
pubblicato il 02/04/2009 22.54.31
marisan, ha scritto: Come sempre mi affascina leggerti.Ciao
pubblicato il 03/04/2009 14.59.00
Lorenz, ha scritto: Ciao, è il primo tuo racconto che leggo e mi è piaciuto molto, ora dovrò recuperare tutte puntate precedenti! Ti piacciono molto i manga vero? Questa storia ha quell'atmosfera!

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