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lavoro pubblicato lunedì 30 marzo 2009
ultima lettura lunedì 4 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

vampire heart: ventunesima notte

di fiordiloto. Letto 938 volte. Dallo scaffale Fantasia

"Il Difensore? Ma non lo si può controllare!" "Non serve controllarlo. Basta scatenarlo..."

Ventunesima notte:

Potere al difensore!

Raven avanzava come l'avvicinarsi di una tempesta, Akabara stretta in pugno. Fili argentati si dipanavano dall'impugnatura e gli avvolgevano tutto il braccio. Brillavano, succhiando l'energia dal suo corpo per trasmetterla alla pistola. Nell'oscurità, le iridi rosse ardevano come tizzoni Infernali e un'aura di potere smisurata lo circondava da capo a piedi. Iku non lo aveva mai visto così. Era terrificante...

"Che cosa aspettate, vampiri?!", domandò con voce roca. "Non avevate detto che desideravate proteggere la principessa e cibarvi della carne dei vostri nemici? Alzatevi, e raggiungete il vostro scopo!"

Attoniti, Wolf e gli altri si resero conto solo allora che il colpo di Raven aveva frantumato la barriera del nemico in mille pezzi. Ora i demoni erano un facile bersaglio. Un ghigno di vittoria si dipinse sui loro volti.

"Fate ciò che volete, ma non toccate il Senzavolto. Quel bastardo è mio!"

Wolf annuì, poi l'orda di vampiri si gettò sui nemici come un branco di lupi famelici. Fu una carneficina. I demoni strillavano, guaivano, mentre le carni gli venivano strappate a morsi. Raven osservava quello spettacolo agghiacciante, senza provare nulla. Il suo solo pensiero era il suo nemico.

Il Senzavolto lo guardava e sorrideva, diabolico, mentre ancora teneva Iku stretta a sé con un braccio. Raven gli si avvicinò, continuando a puntargli contro la pistola.

"Ti diverti con le ragazzine? Lasciala andare, viscido! Sono io il tuo avversario!"
"Capisco...", ghignò l'altro. "Così tu sei il nuovo giocattolo di Kain. Vediamo se indovino: qualche incauto vampiro ha impiantato in te il seme dell'oscurità, trasformandoti in un Figlio della Notte. Kain ti ha cresciuto, rendendoti ciò che sei ora. Infine, io sono qui per raccogliere il frutto maturo del tuo potere"

"Sono stanco dei giochetti di voi dannati. Metterò fine a tutto, una volta per tutte!"

"Ah! E io che pensavo fossi qui per lei!", disse l'altro, sollevando Iku da terra ed esibendola, neanche fosse stata un oggetto. "Non sei venuto ad uccidermi per la vita di questo demonio di ragazzina?"

La sua lingua ispida dardeggiò sulla guancia di Iku, che inorridì, disgustata.

"Mmmm...Ha davvero il sapore di Kya!"

"Non t'azzardare neanche a nominarla, maledetto!", strillò lei, fuori di sé.

"Guardala Raven...", lo sfidò il Senzavolto. "E' un vampiro. Un'ingannatrice per natura. Ti sembra innocente ed indifesa, vero? Ma ti assicuro che non lo è. Ora ti implora di liberarla, di salvarle la vita. Ma anche quando ci riuscissi, pensi che te ne sarebbe riconoscente? Niente affatto! Correrà da colui cui è destinata. Ti abbandonerà alla tua solitudine!"

Punta sul vivo, Iku alzò il volto a incontrare quello di Raven.

"No! Non è vero!", protestò. "Io ti ho mentito, però non su questo! Non conoscevo la mia vera natura finchè non mi è stata mostrata in tutta la sua chiarezza! Ma anche se volevo proteggerti, alla fine sono quella che ti ha ferito di più". Quindi abbassò il capo, per nascondere le lacrime. "Perdonami..."

"Lacrime di coccodrillo!", sentenziò il Senzavolto. "Guardala bene, ragazzo! Guardala e chiediti se vale la pena morire per una donna del genere!"

Aveva pronunciato la parola donna come se fosse il peggiore degli insulti.

"O forse, la tua vita è così miserabile da diventare un peso, invece che un dono? Se vuoi liberartene, sappi che sarei felice di accontentarti!"

SBAM!

Un altro sparo.

Il braccio del Senzavolto mollò la presa e Iku cadde a terra, finalmente libera.

Raven avanzò inesorabile verso il suo bersaglio.

"Hey, bastardo! Piantala di blaterare! Non m'importa di lei! E' il tuo sangue quello che voglio!"

Solo allora Iku osò guardarlo. Il Senzavolto sogghignava. Tutto il suo corpo era ricoperto da rose sanguigne e rivoli rossi. Ma nessuna ferita era mortale. Allora, la ragazzina si rese conto di una cosa che prima gli era sfuggita: Raven stava giocando con lui!

SBAM!

"Raven!"

Liberandosi dalla catena, Iku si riappropriò di Zanna d'Angelo. Si rimise in piedi e raggiunse l'amico, mettendosi in posizione d'attacco.

"Che cosa diavolo fai qui?", gli domandò lui, brusco. " L'hai dimenticato? Anche tu fai parte dei nemici!"

"Non l'ho scordato!", disse lei. "Ma l'ho deciso tempo fa... Sarei rimasta sempre al tuo fianco. Anche se adesso siamo pure avversari. Combattiamo insieme, Raven! Uniti forse avremo qualche possibilità!"

"D'accordo", disse lui. "Ma sappi che si tratta solo di una tregua!"

"Come vuoi!"

Si mossero all'unisono. Akabara e Zanna d'Angelo ben strette in pugno.

Il loro nemico rise, una risata sguaiata, poi sparì, proprio mentre i due ragazzi si gettavano su di lui.

"Maledizione!", imprecò Iku.

Fu richiamata alla realtà da un rumore di vetri infranti. Si voltò. Vide che Raven aveva distrutto lo specchio che ghermiva i piccoli Eka, e quelli tornarono a vorticare come una corona di lucciole intorno alla sua testa.

Raven vide che Iku era distratta, allora l'afferrò per una mano.

"Sbrigati! Ci sta sfuggendo!"

Lei annuì.

Era la prima volta che lo toccava da quando era diventata vampiro, e fu sorpresa dal turbamento che avvertì. La sua mano era grande, ruvida e forte. Non solo la pelle, ma anche il potere del ragazzino le avviluppavano il polso in una stretta mozzafiato.

Si lasciò guidare, seguendolo in una corsa forsennata seguita a ruota da tutti i vampiri che non combattevano. Tutto attorno a lei sembrò chiudersi, il suo campo visivo ristretto, come un sogno ricordato a metà.

"A che gioco stiamo giocando, viscido? Piantala di nasconderti e vieni fuori ad affrontarci!", gridò Raven.

Quellau voce svegliò Iku dallo stato di trance in cui era caduta. Si erano fermati.

D'un tratto, Raven sembrò rendersi conto che stava ancora stringendole la mano. Si raddrizzò di scatto e la lasciò cadere, come fosse un serpente velenoso.

Il Senzavolto emerse alle loro spalle, quasi l'ombra lo avesse nascosto e lui ne fosse balzato fuori all'improvviso. Iku fece roteare la spada sopra il capo e gli Eka seguirono il suo movimento, mentre si gettava come una furia contro il suo nemico.
Raven l'affiancava, ma il mostro si muoveva con velocità impressionante, con improvvisi movimenti a scatti simili a quelli degli insetti. Aggirava Iku portandosi sempre più vicino a lei. Raven prese la mira e colpì il mostro alla spalla. Quello venne scaraventato a metri di distanza, e atterrò su mani e ginocchia. Subito pero si rimise in piedi, lasciando una scia di sangue nero come petrolio sulla terra scabra.

Sinistra, destra, in alto, in basso...I due ragazzi non pensavano: agivano e reagivano sotto i colpi incessanti del Senzavolto. Si muovevano in perfetta sincronia, simultanei e precisi come lancette di un orologio. Ma per quanto facessero, non riuscivano ad avvicinarlo abbastanza da vibrare il colpo fatale.
Raven ansimava. Il sudore gli scendeva lungo la fronte e si raccoglieva agli angoli degli occhi. Ma non si era mai sentito così vivo. La Bestia al suo interno gioiva e gridava nell'ebbrezza dello scontro.

All'improvviso, il Senzavolto sollevò entrambe le braccia e passò all'attacco, balzando in avanti. Iku però aveva previsto una mossa del genere. Gli si parò davanti con la spada sguainata nella mano destra, e l'anello ben fissato all'anulare della sinistra.
"Mamoru!"

La barriera s'innalzò, luccicante di rune angeliche e fiamme azzurre. Il Senzavolto ci rimbalzò sopra e venne sbalzato. Tuttavia non si scompose. Si alzò, voltandosi, ma si trovò davanti Raven. Iku fece un balzo avanti e assestò un fendente con la spada. Ma mancò il bersaglio di pochissimo.

Raven, però, non sbagliò. Un colpo sparato con la mano destra spedì l'avversario bocconi sul terreno.

Era crollato, ma era impossibile dire se fosse morto o stesse fingendo.

Solo quando lo vide lì steso immobile, Iku osò abbassare la spada. Ma esitò prima di riporla. ‘Meglio aspettare un attimo', si disse, la mano ancora ben stretta intorno all'elsa. Si guardò attorno e si rese conto con sorpresa che tutti, fatta eccezione per Wolf e Strawberry, li guardavano allibiti. Decise che non le importava, e spostò nuovamente la sua attenzione sul ragazzo di fronte a lei.

"Raven...stai bene?"

"Che cosa stai dicendo?!", sbottò lui. "Come pensi che io possa stare bene? Ogni fibra del mio essere ribolle di odio, e di potere... Ma ne ho abbastanza di tutto questo! Quel bastardo era solo il primo. Ho deciso che ucciderò tutti i vampiri!"

Con un movimento lento e inesorabile, sollevò Akabara e la puntò contro di lei.

"E tu sei la prossima, Iku..."

"Maledetto!", scattò Wolf. "Come ti permetti di...!"
"No Wolf!", lo bloccò lei, con un gesto della mano. "Sta' indietro! Questa è una faccenda che dobbiamo risolvere io e lui!"

Se l'era aspettato. Raven l'aveva anche detto. Lei era un vampiro, perciò loro due erano nemici. La gioia provata nel rivederlo non poteva cancellare quello sguardo feroce dal suo volto. Ciononostante, una parte di lei inorridì mentre rinserrava la presa sulla spada.

"Raven...", sussurrò. "Mi spiace, ma non posso morire proprio adesso"

To be continued....



Commenti

pubblicato il 30/03/2009 10.45.01
sothis85, ha scritto: Bellissimo risveglio con il tuo stupendo racconto.Bacio Ruben
pubblicato il 30/03/2009 16.38.21
marisan, ha scritto: E' stata una piacevole lettura.Grazie un bacio

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