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lavoro pubblicato sabato 28 marzo 2009
ultima lettura sabato 13 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Vampire heart: ventesima notte

di fiordiloto. Letto 879 volte. Dallo scaffale Fantasia

Quando si ha davanti il proprio peggiore incubo si hanno due scelte: o si scappa spaventati o si diventa risoluti e pronti allo scontro. Indovinate io cosa scelsi? Laurell K. Hamilton...

Ventesima notte:

Faccia a faccia!

L'intera piana era invasa dall'oscurità. Iku correva seguita dai suoi alleati e dagli amici di sempre, che l'affiancavano in un silenzio assoluto. Provò ad allargare le sue percezioni, ma non avvertì nulla, nonostante il risveglio avesse acuito le sue capacità. Eppure il Senzavolto doveva trovarsi lì: vie di fuga non ce n'erano, l'intera piana era invasa dai due eserciti. Salvo che la ritirata, nulla avrebbe potuto impedire ai due nemici d'incontrarsi. E Iku aveva il fermo sospetto che il Senzavolto desiderasse quell'incontro almeno quanto lei.

"Dov'è? Dov'è quel vigliacco?"

Poi, da lontano, giunse un rapido scalpiccio. Demoni in avvicinamento.

Iku brandì la spada innanzi a sé. In breve, lei e gli altri si trovarono a fronteggiare innumerevoli creature mostruose, della stessa natura indefinibile del fumo. Si dissolvevano e ricomponevano seguendo l'andare del vento, come se non avessero massa corporea.

"Cosa diavolo sono?", chiese, a nessuno e a tutti.

"Le anime dei dannati", le rispose Wolf. "Non si piegano di fronte alla tua spada perché non hanno volontà. Sono la difesa personale del Senzavolto, ed è lui a comandarli"

Gli spettri si gettarono su di loro senza esitare. Lo scontro fu duro e sanguinoso. Iku combatteva con la spada, mentre i vampiri davano il meglio con le loro arti magiche. Si abbatterono con foga su quegli esseri mutevoli, che tuttavia sembravano non finire mai. Non appena un'anima veniva restituita agli Inferi, un'altra era subito pronta a prendere il suo posto.

D'un tratto, Iku si trovò a guardarne uno negli occhi. Aveva le orbite vuote, e così trasparenti che ci si poteva guardare attraverso. Fu sopraffatta da quella visione, e quell'esitazione le fu quasi fatale. Lo spettro si avventò su di lei pronto ad agguantarla.

Un dardo di fuoco verde lo trapassò, scagliandolo lontano. Iku si voltò riconoscente a guardare il suo salvatore. Xander, poco lontano, aveva visto la scena ed era intervenuto per tempo.

"Grazie", gli disse.

"A buon rendere, principessa!"

Poi, si sentì afferrare per un braccio. Strawberry fece per trascinarla via, ma fu ostacolata da altri due avversari. Si parò davanti a loro e un'occhiata bastò ad ipnotizzarli. I due spettri si voltarono a guardarsi, prima di gettarsi uno contro l'altro in uno scontro furioso.

"Vai!", ordinò, spingendo Iku oltre la calca. "Il tuo nemico è poco lontano!"

Iku capì che la vampira aveva ragione. Era il momento di andare avanti.

Così avanzò quel tanto che bastava per lasciarsi alle spalle nemici e alleati.

"Chi può mi segua!", urlò.

Quasi subito, Wolf e Xander l'affiancarono, seguiti da un consistente gruppo di compagni. Avanzarono lungo una collinetta in salita, e si ritrovarono in uno spazio immenso.

Dove sei? Dove sei, maledetto!

Iku fremeva dalla voglia di affrontare il suo nemico.

"Laggiù!"

Wolf indicò una crepa nel terreno, profonda quanto un cratere. Precedette Iku e si spinse fino al margine.

Si paralizzò.

Al centro del cratere c'era un ammasso di corpi morti, accatastati gli uni sugli altri. Tutti vampiri. Sopra di essi una figura inconsistente vestita di stracci. Fatta di membra tenute insieme da chissà quale oscura magia. Teneva fra le braccia l'ultima vittima, abbandonata nell'estasi del morso fatale. Quando si accorse di essere osservato, alzò la testa e gli occhi di Wolf si spalancarono per il terrore.

Era lui!

La sua aura agghiacciante.

Il suo volto senza espressione.

"Ho già ucciso a sufficienza per rigenerarmi", sussurrò il mostro, con voce fioca, fatta di sussurri. "Ma tu sembri qualcosa che vale la pena assaggiare"

Da sotto il mantello, una mano livida si alzò in direzione del vampiro.

"Vieni...", lo invitò con voce suadente.

Ipnotizzato, Wolf fece un passo avanti.

"NOOOO!"

Iku si era gettata con foga contro di lui, e lo aveva spinto a terra. Wolf si riprese quasi subito. Scosse il capo e la guardò.

"Iku...?!"
"Non lasciarti incantare dalla sua magia, zio Wolf! Non devi farti spaventare da lui!"

Ciò dettò, si alzò e rinserrò la presa sulla spada. Il corpo in posizione d'attacco. I nervi tesi fino allo spasimo...

Il Senzavolto spiccò un salto, e la sua figura atterrò con grazia insolita ai margini del cratere, proprio di fronte ad Iku. Per la prima volta, la ragazzina si trovò faccia a faccia con il volto dei suoi incubi. Quell'espressione inesistente, che ricordava cieli uggiosi e giornate di fumo. Qualcosa di freddo e viscido che striscia sotto il tuo letto e ti afferra alle caviglie. Però, e lo constatò con stupore, quell'essere incuteva in lei più collera che paura.

"Così, infine sei venuta da me...", sussurrò lui. "Quando ti ho vista in sogno, mentre finivo di rigenerarmi, non volevo crederci. Kain non è l'unico figlio di quella coppia di traditori. Ce n'è ancora una, di voi bastardi..."

Iku fu accecata dalla rabbia. "Sì, ce n'è ancora una, Senzavolto!", ringhiò. "Si chiama Iku! Guardala bene in faccia, perché sarà lei che renderà la tua anima a Lucifero!"

Mentre lo diceva, gli puntò la lama alla gola.

Il Senzavolto sorrise. "Sei proprio uguale a tua madre! Lo stesso spirito, lo stesso odore. Solo i colori sono diversi. Lei era un frutto maturo, succoso, mentre tu non sei che un fiore in boccio"
"Taci!", lo minacciò lei.

"Me la ricordo bene, sai? Il modo in cui rifiutò il mio amore, ostinandosi a restare fedele ad Andrew. L'avrei salvata, ma ha preferito sacrificare la sua vita per restare al fianco di un debole!"

"Ti sbagli!", disse lei, così furiosa che la spada le tremava fra le mani. "Ha sacrificato la sua vita per amore!"

"Iku ha ragione", intervenne Wolf. "Kya non avrebbe mai accettato di sottomettersi ad un avanzo dell'Inferno come te! Non avrebbe mai tradito Andrew!"

"Tu non osare intrometterti!"

Il Senzavolto gli lanciò un'occhiata carica di odio.

Sollevò una mano e un vento infernale divampò dalle sue dita. Così forte da scagliare lontano tutti i vampiri a parte Iku. Poi, con un coro di gemiti, le anime dei morti si riunirono a formare una barriera luccicante di riflessi cupi intorno a loro due. Iku si ritrovò chiusa in una gabbia. Sola di fronte al suo nemico.

"Ecco!", esclamò lui, soddisfatto. "Così nessuno ci disturberà, mia cara..."

Quella voce riempì l'interno della barriera di sussurri d'alcova. Di ansiti che sapevano di lenzuola fredde e di cose tanto oscene da farsi solo nel buio. Iku raggelò. Eppure, non doveva lasciarsi spaventare. Scosse la testa e afferrò la spada con due mani.

"Fatti sotto, bastardo! Io non ho paura di te!". E passò due dita a filo della sua lama, lasciando su di essa un sottile rivolo color cremisi. "La mia spada reclama a gran voce il sangue che hai tolto ai miei genitori..."

"Che dolce invito!", sorrise lui, leccandosi le labbra. "Beh se proprio insisti, non sta certo a me rifiutare!"

Iku gli lanciò contro i suoi fantasmi, ma il Senzavolto produsse una lastra di vetro con la magia. Era riflettente, simile ad uno specchio. La lanciò per terra e gli Eka vi si radunarono attorno, rimirando la loro immagine riflessa con una serie di mormorii curiosi.

Iku era confusa.

"Non lo sapevi?", le domandò il mostro, con un sorriso di scherno. "Per tenere a bada questi spiritelli basta mettergli davanti uno specchio. Sono così occupati a riconoscersi nella loro immagine da dimenticare tutto il resto"

Gli altri vampiri si erano liberati dei nemici ed erano giunti sull'altopiano. Una brusio di sgomento si levò dalle loro bocche quando si resero conto della situazione. La barriera era impenetrabile. I demoni stavano alle spalle del Senzavolto, ma sarebbero intervenuti solo al suo ordine. Non c'era modo di aiutare Iku...

La ragazzina non si perse d'animo. Mentre guadagnava il centro dell'arena, passò con lo sguardo sui volti di tutti i suoi alleati. Non avrebbero potuto intervenire, perché la barriera respingeva chiunque si avvicinasse, ma i loro volti le dicevano che erano lì, che non l'avrebbero abbandonata. ‘Andrà tutto bene', continuò a ripetersi.

Il Senzavolto avanzò fluttuando e Iku avvertì una fitta di paura mentre si fermava di fronte a lei. Sembrava che non avesse armi, ma mosse con rapidità un braccio e una lunga frusta nera si adagiò al suolo come un serpente. Iku fu colta alla sprovvista. Si preparò allo scontro ma, quando la frusta le guizzò a un niente dal volto per poi ricadere inerte sul terreno, impallidì.

"Ringhia quanto vuoi, cucciolo", sghignazzò il Senzavolto. "Posso farti a fette quando voglio. E alla fine avrò il tuo sangue"

La frusta guizzò di nuovo a pochissima distanza. Solo con gli occhi, Iku non riusciva a vederla arrivare. Giocava intorno al suo corpo, divertendosi a sfiorarla senza mai colpirla.

"Iku, fidati delle tue percezioni!", strillò Wolf da dietro la barriera. "Non guardarla con occhi da umano, ma con sensi da vampiro!"

"Cosa?!"

Il cerchio disegnato dalla frusta le si stringeva attorno, in un vortice sempre più stretto.

Allora, Iku chiuse gli occhi.

Per un attimo, fu il buio totale, ma presto il nulla si popolò dei sibili e il suo udito, non più ostruito dalla vista, potè correrle in aiuto. Sentiva i colpi! Capiva da dove provenivano e dove andavano a parare! Iniziò a contrastarli con precisione meccanica. Il Senzavolto mirava alle gambe, cercava di farle perdere l'equilibrio per poi avventarsi su di lei, ma Iku parava e saltava, schivava e volteggiava evitando ogni colpo. Però, la distanza fra loro era troppa. Lei era bloccata sulla difensiva e non aveva speranza di attaccare.

Poi, la frusta iniziò a guizzare intorno al corpo del suo nemico. Ad Iku pareva un miracolo. Si avvicinò tanto al demone da sentire il suo odore. Odore di paura, odore di morte.

Le bastò un colpo per tagliare di netto la frusta. Emise un grido di giubilo, che però le morì sulle labbra: attorno a Zanna d'Angelo era avvolta una catena di solida oscurità. Con uno strattone, il suo nemico le strappò la spada di mano. Quindi tornò ad attaccare. Iku non ebbe nemmeno il tempo di reagire. La catena si annodò tutt'intorno al suo corpo. Si sentì perduta, ma non volle dare al suo nemico alcuna soddisfazione.

"Sei un po' diversa da tua madre, in fondo", constatò il Senzavolto. "Lei è stata più docile quando ho bevuto il suo sangue per la prima volta"

"Che cos'hai detto?!"

"Mentre la tenevo prigioniera fra le mie spire non faceva altro che lamentarsi. Piangeva e chiamava in continuazione: Andrew...! Andrew...! Un'autentica scena madre!"

"Che tu sia dannato!"

"Già fatto, dolcezza. Arrivi tardi! Sai, pensavo di ucciderti, Iku. Ma ho cambiato idea. Tu prenderai il posto di Kya e lascerai che ti ami. Ma prima affonderò le zanne nel tuo bel corpicino da fata"

"Se t'azzardi ad avvicinarti a me, Senzavolto, ti ammazzo con le mie mani!"

La mente di Iku era accecata dal furore. Con una piroetta elegante il Senzavolto cominciò a danzarle intorno come uno squalo attorno alla preda. Il girotondo divenne sempre più veloce, finchè Iku non fu più in grado di distinguere quale delle figure vorticanti intorno a lei fosse il suo nemico. Poi, all'improvviso, le mani del demone l'agganciarono da dietro, e lui le rivolse un ghignò gelido.

"Coraggio...", le soffiò all'orecchio. "Fai quello che fece tua madre: piangi, e chiama a gran voce il nome di colui che ami!"

Per un istante, il tempo parve fermarsi.

Colui che... amo...?

SBAM!

Uno sparo rimbombò nella notte.

Iku alzò lo sguardo, il cuore impazzito nel petto.

Non poteva credere ai suoi occhi!

Era lui! Proprio lui!

Riempì i polmoni d'aria e urlò, con quanto fiato aveva in corpo.

"RAVEN!!!!"

To be continued....



Commenti

pubblicato il 28/03/2009 16.53.45
sothis85, ha scritto: Avvincente come sempre.ciao Ruben

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