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lavoro pubblicato giovedì 26 marzo 2009
ultima lettura sabato 4 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Vampire heart: diciannovesima notte

di fiordiloto. Letto 654 volte. Dallo scaffale Fantasia

Diciannovesima notte:L'urlo della battaglia(Il potere di Iku e Zanna d'Angelo) Un incantesimo era stato gettato sulla città. Molti umani dorm...

Diciannovesima notte:

L'urlo della battaglia

(Il potere di Iku e Zanna d'Angelo)

Un incantesimo era stato gettato sulla città. Molti umani dormivano e quelli che erano svegli percepivano i suoni all'esterno come quelli di un temporale in lontananza.

La barriera risplendeva di riflessi bianco-azzurri alle spalle di Iku. Immobile su una montagnola di terra, la ragazzina studiava l'esercito di vampiri disposto ai piedi della collinetta, e quello del nemico, radunato poco lontano. Una lunga linea nera, fatta di volti e mantelli fluttuanti. Una linea viva. Ondeggiava come un serpente, spessa come un muro, e di un muro aveva la compattezza. Chiuse gli occhi. Come mai non aveva paura? La voce che prima gridava di rabbia ora sussurrava tranquilla nella sua mente, bisbigliandole all'orecchio come una vecchia amica.

Non aver paura, affronta il tuo nemico!

Strawberry, al suo fianco, era immobile come una statua. Iku si voltò a guardarla, e lei le rivolse un fievole sorriso. Iku tornò a guardare l'orizzonte.

In lontananza, comparve una manciata di luci multicolori. Sfrecciarono verso di lei, e mentre si avvicinavano Iku notò che cambiavano spesso dimensioni, e che avevano la lucentezza di uno spettro. Piombarono sulla montagna di terra e formarono un vortice colorato, che vorticava giocosamente intorno a lei.

"Che cosa sono?", domandò, più incuriosita che spaventata.

Wolf, accanto a lei, osservava la scena con aria sbalordita. "Sono Eka. Spiriti cuccioli. Fantasmi di bambini mai nati"

"E questo che vorrebbe dire?"

"Quando una donna resta in attesa di un figlio e quello muore prima della nascita il suo spirito assume questa forma. Sapevo che si aggiravano intorno alla città, ma non pensavo di poterli ammirare così da vicino. Di solito sono piuttosto schivi, ma sembra che rispondano al tuo potere"

Uno spiritello si staccò dagli altri e volò davanti ad Iku, fermandosi all'altezza dei suoi occhi. Poi, guizzando, si avviluppò intorno al polso della ragazzina.
"Che cosa vuole?", chiese lei, stranita.

"Potere", rispose Strawberry. "Gli Eka ti riconoscono come loro madre, e come tale esigono che tu li nutra"

Iku osservava incantata il piccolo spettro. "Non so come fare"

"Libera il tuo potere princip...Iku", sussurrò Xander, alle sue spalle. "Offriglielo spontaneamente, come una madre offre il suo latte, e allora ti seguiranno anche se dovessi scendere direttamente all'Inferno"

Iku annuì e fece come gli era stato detto. Liberò il potere. Il piccolo Eka cominciò a succhiare con avidità dal suo polso, rimpicciolendosi e allargandosi come un cuore pulsante, passando dal rosso intenso al rosa candido, con sporadici lampi d'arancio. Iku chiuse gli occhi e abbandonò indietro la testa, i lineamenti soffusi di una gioia radiosa. Il piccolo Eka si staccò da lei, raggiungendo i suoi compagni. Esitante e ammirata, Iku tese una mano verso lo spettro, che sfavillò a pochi centimetri sopra il suo palmo, come una lucciola nella notte.

La voce di Wolf sussurrò flebile e profonda nell'oscurità. "Iku, principessa dei vampiri e regina di spettri. Il nemico dovrà presto imparare a temerti".

Il piccolo Eka sfavillò di felicità gialla brillante e si dispose sopra il suo capo. Gli altri lo affiancarono, circondandola come una corona di prismi colorati.

Iku annuì e tornò a guardare i suoi vampiri. I più deboli sarebbero rimasti in seconda linea. Fra loro vide suo padre, intento ad infilarsi un'armatura e impugnare una spada.

"L'esercito attende il tuo ordine", mormorò Strawberry. "Quando vuoi, Iku"

Lei socchiuse gli occhi e si lasciò scompigliare i capelli dal vento. Tutto era calmo dentro di lei. Si sentiva invulnerabile, come un cucciolo che avesse appena scoperto di possedere zanne e artigli affilati.

Poi spalancò la bocca e il segnale d'attaccò rimbombò nell'aria.

"CARICAAAAAAA!!!!"

L'impatto con la prima linea nemica fu incredibilmente violento. I due eserciti cozzarono uno contro l'altro e cominciarono a fondersi. In cielo Iku vide i demoni alati scendere a picco sui nemici, e riprendere quota con qualche vampiro stretto fra le zampe arcuate. Li portavano in alto, per poi lasciarli ricadere in mezzo a quel mare di corpi.

Si gettò nella mischia. Non era come si era aspettata. In quel marasma non c'era nessuno a difenderla e sembrava che tutti i nemici fossero su di lei. Faceva fatica ad avanzare. Non vedeva altro che una selva di corpi fluttuanti, lame e incantesimi che illuminavano il cielo.

"Mamoru!"

L'anello si attivò, liberandola dai nemici. La barriera sfavillò ancora qualche secondo, prima di spegnersi. Finalmente, la mente di Iku si svuotò, e si rese conto che gli Eka seguivano i suoi movimenti. Provò a scagliarli contro un avversario, e quelli gli si gettarono addosso. La loro massa cresceva a dismisura, finchè non avevano inglobato totalmente il corpo del nemico, quindi esplodevano. I demoni ricadevano a terra in brandelli, mentre gli spiritelli riprendevano la loro dimensione naturale.

Dovunque si girasse, c'erano esseri ripugnanti che si avventavano su di lei con unghie grondanti di sangue. Per un attimo rimase smarrita, poi ritrovò in sé tutta la calma, la determinazione, la lucidità necessaria. E iniziò a combattere. Tutto si dissolse nell'aritmico scontrarsi di corpi e di lame, e nei movimenti precisi del suo corpo.

L'ennesimo avversario si avventò su di lei, sovrastandola. Iku tentò il contrattacco ma lui era troppo veloce. Finì per terra, con il mostro che incombeva su di lei.

All'improvviso si sentì afferrare saldamente per la vita e trascinare indietro, mentre qualcun altro si occupava di trucidare il suo aggressore.

Wolf la tenne stretta, mentre spiccava il salto magistrale che la portava in salvo. Iku si aggrappò con tutta la forza delle dita a quella massa di muscoli, mentre il vampiro le rivolgeva un ghigno che doveva incutere molta paura ai nemici.

"Grazie, zio Wolf"

"Sta' più attenta, piccola!", l'ammonì lui, mentre la deponeva al sicuro nelle retrovie e tornava a combattere.

Iku usò qualche istante per raccogliere le energie, quindi studiò la situazione.

Una scena catturò la sua attenzione.

Suo padre fronteggiava due esseri mostruosi: avevano due zanne che dalla mascella salivano verso l'alto e la loro pelle era ricoperta di squame traslucide, come quelle dei rettili. Ren teneva una mano su un occhio. Il sangue scendeva copioso dal lobo vuoto a imbrattagli le dita. Fu un attimo. Un batter di ciglia. Uno dei due demoni gli trapassò la spalla da parte a parte.

Iku vide suo padre accasciarsi come un sacco vuoto.

Vide il sangue spandersi a macchia d'olio sul terriccio.

Vide quel demone strappare via la spada dal corpo di Ren.

Non sentì nulla. Iniziò una folle corsa lungo tutto il campo e si gettò sui due mostri con la rabbia di un animale.

Suo padre la spinse via con violenza. "Scappa, Iku!"
"No!"

Non voleva scappare. Non voleva essere difesa. Voleva avere il potere per proteggere coloro che amava. Sentiva di doverlo a tutti loro: a Wolf, a Strawberry, a suo padre che l'aveva accudita. E a suo fratello Kain in primis. Alzò le mani al cielo e pregò per avere quel potere.

Stranamente, il cielo rispose.

La magia fluì attraverso lei come liquido denso, vivo, e si raccolse nella sua mano quasi fosse qualcosa che si potesse impugnare.

I due demoni si accorsero che aveva evocato un incanto di qualche genere e si scambiarono uno sguardo. La mano di Iku si strinse attorno a qualcosa di molto ben definito. La ragazzina alzò lo sguardo e restò a bocca aperta.

Fra le sue mani sfavillava una lunga spada argentata, brillante come il vetro, del quale sembrava condividere la trasparenza. La lama piatta era affilata come un rasoio e si restringeva leggermente verso la punta.

"Incredibile", esclamò Xander, che si era precipitato in suo aiuto. "Quella è..."

"Sì...", affermò Ren. "E' Zanna d'Angelo!"
I due demoni si ritrassero intimoriti e Iku testò la maneggevolezza della spada. Seguiva i suoi movimenti come se fosse un prolungamento del braccio ed era estremamente leggera.

"Xander", ordinò. "Porta in salvo mio padre!"
Il vampiro prese Ren sottobraccio e obbedì all'istante.

Con un urlo disumano, Iku si scagliò sull'aggressore di suo padre. Bastò un solo fendente per staccargli di netto la testa.

Con un rapido gesto del polso, puntò la spada alla gola dell'altro, che deglutì rumorosamente.

"Riconosci questa spada?", gli chiese.

Il demone fece un cenno affermativo.

"Sai chi sono?"

Un altro cenno affermativo.

"Vuoi morire?"

Un cenno negativo.

"Allora allontanati, subito!"

Si guardò un po' intorno. I duellanti si erano fermati, e l'ammiravano con muto sconcerto. Avevano osservato in silenzio quella ragazza che sembrava danzare, circondata da una corona di spettri, quasi fosse Persefone in persona.

Iku li osservava, e da un movimento alle sue spalle capì che Wolf l'aveva raggiunta di nuovo. Il vampiro le lanciò un'occhiata mista d'orgoglio e di stupore.

"Sai dov'è il Senzavolto?", gli domandò, decisa.
"Sì", rispose lui. "Si nasconde dietro i suoi demoni, riparandosi nelle retrovie"

"Andiamo da lui"

Iku fece volteggiare la spada, e i demoni nei dintorni si ritrassero, impauriti e ammirati.

"Lasciateci passare!"

I suoi alleati chinarono il capo. I nemici non poterono far altro che deporre le armi ai piedi della sua spada angelica.

***

Nel palazzo erano riuniti tutti i consiglieri. Kaleb li aveva convocati per dare il via al rituale che avrebbe definitivamente dissolto la barriera. Tutti loro, assieme alle loro famiglie, attendevano con ansia che il vampiro più potente del Consiglio facesse la sua apparizione in cima alla scalinata. Le donne indossavano tuniche semplici, come gli uomini, mentre i bambini erano rigorosamente vestiti di nero. Alcuni di loro sbadigliavano, annoiati, mentre altri cercavano di emulare l'atteggiamento compunto dei loro genitori, e poi scoppiavano a ridere, divertiti dal loro stesso gioco. L'atmosfera era solenne. L'assemblea prese a salmodiare una preghiera oscura, rivolta al Signore dell'Abisso. Poi uno di loro, avvolto in un mantello nero, stappò una boccetta contenente un fluido rosso e vischioso e ne versò il contenuto in un piatto di bronzo, posato su un piedistallo al centro della sala. Il coro di voci si levò più forte. Il vampiro sollevò il piatto con due mani e il suo grido si levò sopra gli altri.

"Che il sigillo sia spezzato! Che la barriera venga meno!"

La sala esplose in grida di giubilo e invocò il suo nome.

Yamir! Yamir! Yamir!

Kain osservava disgustato quella scena. Era nascosto dietro una delle colonne, il suo corpo era più nebbia che forma, e lui rifletteva. Quanto aveva atteso con impazienza stava per compiersi. Stava per liberarsi di tutti loro, imponendogli la morte. La peggiore possibile. Tuttavia il suo cuore era calmo. Non un'esitazione lo aveva sfiorato in tutti quegli anni. Eppure, mentre le sue molecole si riunivano ridandogli un aspetto visibile, l'ombra di un dubbio gli attraversò la mente. Un dubbio che aveva gli occhi color miele. Iku... Iku a cinque anni. Il sorriso sul suo volto era il ritratto dell'innocenza. Una volta le aveva chiesto se avesse paura di lui, e lei aveva sorriso. "Oniisama, a dir la verità mi hai sempre fatto un po' paura. Ma non mi preoccupo, perché tu sei un vampiro gentile!"

Quel ricordo gli strappò un sorriso.

L'assemblea tacque, e Kain seppe che si erano accorti di lui.

La voce Yamir si levò, solenne e autoritaria.

"Anche se puoi assumere la forma di fumo, Kain-sama, pensi di poter ormai impedire l'inevitabile? Il Consiglio riacquisterà il suo antico potere! Il Senzavolto è rigenerato! Finalmente rivivremo i giorni dell'antica gloria!"

"Dubito che il Senzavolto voglia condividere con voi la sua gloria", asserì Kain, avanzando verso il centro della sala. "Tuttavia...Mio padre mi disse che in tutti gli anni della sua esistenza ha visto le cose cambiare, mentre il Consiglio rimaneva sempre uguale a sé stesso, e io non posso che confermare queste sue parole"

"Questo perché il Consiglio è la colonna portante, il centro della legge. Senza di noi, vigerebbe la più totale anarchia e i vampiri sterminerebbero gli umani, per poi cominciare a divorarsi fra loro"

"Non siete che un covo di vipere che tramano nell'ombra! Un Consiglio che non è più in grado di distinguere fra bene e male non ha più ragione di esistere"

Abbracciando con lo sguardo tutti i presenti, Kain sollevò languidamente una mano e iniziò a sussurrare un incantesimo.

"Kain-sama...perché?", mormorò qualcuno.

Un brusio spaventato serpeggiò fra la folla, ma Kain non l'udiva. Le parole uscivano dalle sue labbra intrise di magia. Racchiuse quel potere nel palmo della mano. ‘Perdonami, Iku...Non sono affatto un vampiro gentile, dopotutto'

Fece ciò che andava fatto.

Vide il potere espandersi a dismisura.
Vide lingue di fuoco rosso lambire i presenti, nessuno escluso.

Vide le smorfie turbate e le espressioni di dolore, mentre venivano arsi vivi.

Cadde un silenzio d'oltretomba. Che però fu subito interrotto da un battito ritmato. Kain sorrise. Passi. Li conosceva. Alzò lo sguardo. La figura imponente di Kaleb si stagliava in cima alla scalinata.
"Così...", osservò il vampiro anziano. "Alla fine sei venuto per distruggerci. Cosa ne sarà della tua città, ci hai pensato? Cosa ne sarà della legge ora che tutto è finito? O forse sai già che il mio signore e risorto, e vuoi trascinare questa città con te nella tua caduta?"

"La città non cadrà", replicò Kain. "Il Consiglio non è che la parte formale del potere. Però sì, sono venuto con il semplice scopo di distruggerti, nobile Kaleb"

"Lo immaginavo", sogghignò lui. "Sapevo che questo giorno sarebbe arrivato. E sia! Diamo pure inizio a questo ballo della morte!"

Guardandosi dai due estremi della scalinata, i due avversari si lanciavano scintille dagli occhi. Le due masse di potere si scontrarono: quello liscio e freddo di Kain, e quello tagliente ed elettrico di Kaleb.

"Kain-sama, aspetta..."

I due vampiri si voltarono verso quella voce di donna.

Ice fece il suo ingresso nella sala. Si fermò, alta e flessuosa, a contemplare i due avversari.

"Ti prego, Kain-sama, lascia che sia io ad occuparmi di questo traditore per te. Tu hai più voglia di andare che di restare, ed io ho ancora un conto in sospeso con lui"

Il vampiro la guardò, quindi si mosse verso di lei e le posò una mano sulla spalla.

"Fai quello che devi, e poi vattene da questo posto"

"Con estremo piacere"

Quando il suo signore fu oltre la porta, Ice si voltò a guardare Kaleb, una luce spietata sul volto sorridente.

"Bene bene!", disse. "Alla fine ci rivediamo, nobile Kaleb. Finalmente è arrivata la resa dei conti, e questa volta non c'è la tua preziosa guardia personale a guardarti le spalle"

"Non è possibile!", mormorò Kaleb. "L'avevo lasciata a guardia del corridoio, con il preciso ordine di non muoversi!"

"Beh, non si può dire che ti abbia disobbedito". Il sorriso sul volto di Ice si allargò, mentre sollevava il braccio a mostrare la testa della guardia stretta fra le dita. "Il resto del suo corpo è ancora lì..."

Per la prima volta dopo tanto tempo, il ghigno sul volto di Kaleb lasciò il posto alla paura.

"Ti prego, risparmiami..."

Ice lo guardò. "Cosa fai? Adesso mi preghi?"

Gli si avvicinò, minacciosa, e lo spedì a terra con un calcio.

"Non implorare la mia pietà. Non faresti altro che aumentare il mio disgusto"

Kain procedeva lungo i corridoi scuri del palazzo del Consiglio. I suoi passi risuonavano lenti nell'oscurità. Un momento prima di guadagnare l'uscita si fermò, in ascolto. Improvviso, assordante, l'urlo di Kaleb risuonò fra le navate. Avvertì il suo spirito scivolare oltre il mondo dei vivi e sorrise. Il suo nemico era morto.

Procedette e si fermò nuovamente oltre l'uscita, ad ammirare un cielo terso di stelle.

Poco dopo, Ice comparve al suo fianco. Il viso imbrattato di sangue e l'espressione soddisfatta.

"Missione compiuta, mio signore. Il nobile Kaleb ha lasciato questa terra"

"Una fine miserevole per un individuo miserevole", mormorò lui. "Ma la vera battaglia inizia adesso"

To be continued...



Commenti

pubblicato il 26/03/2009 15.09.50
sothis85, ha scritto: Tante notti ancora cara,a sognare leggendo i tuoi racconti.Immensa!
pubblicato il 27/03/2009 20.24.48
sabrina esposito, ha scritto: Grande racconto..Meraviglioso!! ;))

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